sabato 12 gennaio 2013

In fondo era questo lo scopo, no?

Come prima cosa voglio ringraziare tutti coloro che si sono interessati ai miei problemi offline. Il loro sostegno mi ha trasmesso un po’ di positività.
Le questioni che mi hanno turbato nei giorni scorsi appartengono, purtroppo, al normale fluire della vita. In genere quando sorge qualche problema nell’ambito famigliare il lavoro diventa una valvola di sfogo, e viceversa. Trovandomi con entrambe le valvole di sfogo intasate, mi sono sentito demoralizzato.
Ho commesso degli errori nella vita, le conseguenze si pagano.
Ma non voglio scrivere un post troppo autoreferenziale, voglio solo dire che in qualche modo continuerò ad aggiornare questo blog come ho sempre fatto: evitando il più possibile riferimenti alla mia vita offline e concentrandomi solo sulle mie attività di scribacchino, di pseudo-traduttore e di erudito dilettante, come se questo blog fosse davvero staccato da tutto il resto.
Lo avevo anche detto in un vecchio post: io in realtà vivo nel 1908 in una torre d’avorio in stile liberty. Questo blog ne è il simbolo.
In fondo era questo lo scopo, no? Avere un angolo virtuale in cui tutto il resto rimane fuori (si fa per dire, perché la vita non è divisa in compartimenti stagni, e se qualcosa mi preoccupa a casa e in ufficio le conseguenze le subisco anche quando mi viene voglia di leggere e scrivere… Letture e scritture annaspano in mezzo ai pensieri, quegli stessi pensieri che la lettura e la scrittura dovrebbero aiutarmi ad accantonare, almeno temporaneamente).
Insomma, fra poco si riprende. Devo solo ritrovare la sensazione, almeno per mezz'ora al giorno, di essere davvero chiuso in una torre dove niente di quel che accade fuori può sfiorarmi. Solo mezz'ora, non di più. Il resto della giornata continuerò a trascorrerlo immerso nelle vicende quotidiane, non fuggirò via, non mi sottrarrò. Il refrain della mia canzone preferita recita I don't want to come back down from this cloud, e non è assolutamente casuale, ma io mi tratterrò sulla nuvola solo il minimo indispensabile, solo per quella benedetta mezz'ora in cui tutto il resto svanisce, restiamo solo io e la mia immaginazione o quella altrui.
Scusate lo sfogo.

14 commenti:

  1. Ogni persona usa il blog come preferisce.. ci sono persone che lo usano solo come sfogo, altre solo per condividere una loro passione, altre ancora semplicemente per parlare di sè!

    Spero che il tuo blog potrà essere sempre la tua preziosa torre! ;)

    RispondiElimina
  2. Posso comprenderti.
    Amico mio, sappiamo che la vita batte sempre forte e ci colpisce nei momenti più impensati, ma una passione può davvero diventare una torre d'avorio, può davvero renderci più sopportabili le cose.
    L'augurio è che i problemi si risolvano, per il resto io sono qui pronto a venire a trovarti nella tua torre d'avorio in stile Liberty e pronto a fare una bella discussione sulle incisioni di Dorè accompagnate da una bella Tazza di Earl Grey.

    RispondiElimina
  3. Dovunque tu ti trovi, sarai sempre te stesso. È il vecchio dilemma se chi scrive deve farlo di ciò che vive o deve farlo trasferendosi millle miglia dai propri dubbi, angoscie e gioie. Io penso che ci debba essere sempre una commistione. Non riuscirei a lasciare fuori dalla torre i miei problemi, anche se magari dentro mi sentirò protetto. Ma fuori la vita quotidiana mi aspetterà sempre.

    RispondiElimina
  4. Come dice anche TIM, io non riuscirei... ehm, non riesco a tenere separata la quotidianità, i miei problemi, dalla mia "nuvola". Da ciò io traggo forza perché se la vita reale a volte pare ineluttabile, nella nuvola posso piegare quelle forze che mi danneggiano usando la fantasia. E così, anche se solo virtualmente, son vincitore anche quando vengo sconfitto.
    Fatti coraggio... un giorno dopo l'altro, guarda i piedi e non dimenticare di fare un passo in avanti, e mai indietro. Non tornare mai indietro, neppure per prendere la rincorsa.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  5. Gli sfoghi non si scusano, si ascoltano.

    Non so niente di te off-line, ma spero comunque che le cose si risolvano presto.

    RispondiElimina
  6. Ci sono fasi in cui il quotidiano prende il comando e ci seppelisce sotto i suoi problemi. Il fatto da tener presente è che sono fasi e che finiscono. Tenersi un settore, per quanto piccolo, separato dal resto può far alleviare la pressione e se per te questo è congeniale, ben venga. Incrociamo le dita per il resto!

    RispondiElimina
  7. Conoscendo tu parte della mia vita grazie al mio sito so che capirai quanto a me scriverci serva anche a superare momenti difficili; analizzandoli, spulciandoli, rendendoli logici buttandoli online, riesco a trovare risposte che spesso la vita non mi da in altri modi.
    Ti auguro di cuore che tutto si sistemi e che tu possa essere felice.

    RispondiElimina
  8. Scusatemi se non riesco a scrivere un commento di risposta più articolato di un semplice "grazie". Se vi trovaste di fronte a me materialmente vedreste un sorriso di riconoscenza sulle mie labbra.

    RispondiElimina
  9. :-)
    Come ti han già detto usa il blog come preferisci.
    A me, le volte che ne ho voglia, piace esternare nel blog cose della mia vita quotidiane e sentire i pareri di chi conosco solo virtualmente.
    Un abbraccio ^_^

    RispondiElimina
  10. Scrivendo la propria vita inciampa nelle parole e ci ritroviamo a raccontare la quotidianità. Questo non accade spesso, se non lo vogliamo ma credo comunque che sia difficile tenere totalmente fuori da ciò che scriviamo la propria vita. Ad ogni modo è meglio che tu agisca come credi più opportuno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta, grazie per le belle parole.

      Elimina
  11. Ciao... qualunque cosa sia, spero che passi presto... :)
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  12. Grazie anche a Fra e alla Dama :-)

    RispondiElimina