venerdì 10 gennaio 2014

Chi è davvero Ariano Geta - 2

Scrivere è qualcosa di innato per me, più o meno come leggere. Da quando ho imparato, ho sempre sfruttato gran parte del mio tempo per queste due attività. Da bambino era un gioco, da adolescente una forma di sfogo, da adulto… anche più di uno sfogo, direi addirittura un’uscita di sicurezza. Quando percepisco in modo concreto il vuoto della mia esistenza (autentico o immaginario che sia) devo subito riempirlo con qualcosa che mi distragga la mente. La soluzione più immediata è ascoltare musica, meglio se particolarmente adrenalinica… classici del rock come “Foxy Lady”, “Born to be wild”, “Purple haze”, “Whole lotta love”… il grunge di Nirvana, Bush, Soundgarden, Deftones…
Però, finito il trip sonoro, bisogna corroborare il corpo e la mente con azioni attive prima di ricadere nell’apatia. A me basta un nulla per inanimarmi sul divano e fondermi con la sua triste mollezza. Inizio a scrutare un film che si apre con una scena catastrofica di CGI all'ennesima potenza, e penso: "La solita stronzata hollywoodiana". Sposto la visione su un altro canale: nomi francesi e inquadrature fisse, dialoghi monosillabici sospesi tra lunghi silenzi, e penso: "Vincitore della Noia d'Oro al festival del Sonno"... Tutto mi disgusta in quei momenti. Persino la voce di mia moglie che annuncia la cena. Lei mi chiama e io sussurro "Che palle".
Essendo un veterano di questi stati di alienazione mentale, so per esperienza diretta che non vanno mai sottovalutati. Non intendo ricadere mai più nel ciclo delle chiacchierate col medico e dei farmaci antidepressivi che lui reputa più opportuni per scuotermi.
Mi devo sollevare con volontà individuale e azioni attive. Fare ginnastica, camminare, sollevare pesi. E scrivere. Mens sana in corpore sano.
Scrivere permette di progettare qualunque idea. A volte basta immaginarla, ma resterebbe un concetto labile e incerto. La scrittura invece le da forma, dona la vita apparente. Ovviamente con qualche complicazione, come sanno bene gli dei delle antiche mitologie che hanno creato fiduciosi l’eccelso uomo e invece si sono trovati tra le mani una creatura diversa da ciò che avevano concepito.
Ecco, la similitudine dell’ultima frase non è casuale. Esprime il concetto fondamentale: scrivere mi fa sentire da dio.
Quando la Bibbia nomina i talenti, accennando che ognuno di noi ne possiede almeno uno e deve sforzarsi di metterlo a frutto perché è un dono di Dio e non può essere sprecato, io penso sempre che il mio talento è la scrittura. Non potrei mai abbandonarla.
Mi eleva dalla mia condizione di apatia e mi dona la sensazione (anche in questo caso, autentica o immaginaria che sia) di esserne al di sopra...

20 commenti:

  1. Ecco... credo che tu abbia descritto profondamente anche il "mio" 'perché scrivo'. Condivido pienamente il tuo stato d'animo, anche se poi - io - divergo da te usando anche la mia propensione verso il disegno, e la fotografia, oltre che la scrittura. ^_^

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    1. Ah beh, ovvio che non esiste solo la scrittura. Neppure per uno scribacchino congenito ;-)

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  2. "Mi eleva dalla mia condizione di apatia e mi dona la sensazione (anche in questo caso, autentica o immaginaria che sia) di esserne al di sopra... "

    Ma tu ne sei veramente al di sopra, amico mio, credimi.

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    1. Sarebbe bello, ma non è sempre così. In certi momenti ho il morale talmente a terra che finisco per calpestarmelo...

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  3. Anche a me parlano di attività fisica ma per altri motivi.. ahahah! :p

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    1. L'attività fisica fa sempre bene, a prescindere :-)

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  4. Anch'io non credo potrei più vivere senza scrittura. E' così da almeno tre anni. La scrittura è diventata la mia astronave per i viaggi tra gli spazi interstellari.

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    1. Per me è un aiuto anche di fronte alle cose quotidiane: trasfiguro ogni piccolo inconveniente in materiale da scrivere. Ovviamente coi grossi inconvenienti è un po' più complicato...

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  5. Quando percepisco in modo concreto il vuoto della mia esistenza

    yeah! sembra una delle prime frasi del Moby Dick :-D

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    1. Gradisco l'accostamento, ma sono consapevole dell' estrema generosità con cui è stato dato ;-)

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  6. Beh… che dire, ci sono vari aspetti dell'alternanza di umore e sociopatia che condivido anche io… forse è tipico degli animi sensibili. Mi ci ritrovo anche io. Io anziché scrivere, mi butto in altre attività, ma il succo del discorso lo abbiamo capito tuti :-)
    Un suggerimento che secondom e ti potrebbe cmq essere utile: ELIMINA totalmente la televisione da casa tua, (nel senso di jettare proprio il televisore dalla finestra…) è già un primo passo x lo stimolo continuo della mente.

    Io non sono sociopatica però: anzi, sono piuttosto espansiva, ma poi ci sono dei momenti in cui non voglio contatti col resto del genere umano… come ti scrissi già in un altro post però, per me il "monitor" non è un modo per mettere un filtro tra me e gli altri, ma anzi, siccome via internet si comunica solo con le parole, per me devono essere sincere per rendere l'idea di come sono dal vivo.

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  7. La sincerità è sempre fondamentale, ovvio. Anche se io sono un cultore della necessità della menzogna, come d'altronde già sai ;-)
    Ovviamente anch'io vado un po' a momenti: talvolta mi chiudo completamente, altre volte sono più aperti, dipende. Ma in linea di massimo tendo ad avere problemi a rapportarmi con gli altri.

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  8. Già questo tuo parlare di te stesso è intriso di scrittura, perché coglie le sfumature e allo steso tempo racconta il tutto. Mi piace questo nuovo corso del blog! e può diventare veramente curativo di qualunque stato depressivo. Comunque, se mi posso permettere: quella pancetta che si intravede non va via con la scrittura; lì ci vuole proprio la palestra!

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    1. La pancetta purtroppo è fisiologica, però devo dire che me la cavo bene: mi danno tutti meno anni di quelli che ho realmente. Magari se vedessero anche la mia anima, allora me ne darebbero anche qualcuno in più...

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  9. Io dimostro almeno 10 anni in meno di quelli che ho anagraficamente. Il segreto forse è avere il cervello di una 12enne costantemente… :-PPPPP (compresa l'adolescemenza)

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    1. Beh, io ormai ho imparato a essere un po' matto (più che adolescente) anche perché senza una buona dose di "follia controllata" non si fa mica tanta strada...

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  10. E' bellissimo posto. E' vero, sei dotato per la scrittura.

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  11. Eh, gli stati di alienazione mentale... l'avevo detto io che ci somigliamo!
    Io però di scrivere ho smesso... almeno per il momento. Sto cercando il mio posto nel mondo, credo.

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    1. Ti auguro di trovarlo e di sentirtici a tuo agio :-)

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