sabato 22 febbraio 2014

Stillicidi (o altre confessioni su me stesso)

Nutro un'ammirazione profonda per quelle persone che sembrano conoscere il segreto per estendere la durata del giorno a un numero d'ore maggiore rispetto alle ventiquattro canoniche.
Col tempo ho compreso che in effetti non c'è alcun segreto: basta velocizzare i tempi. Dormire cinque ore anziché otto, leggere duecento pagine al giorno e non venti, scriverne dieci anziché una, vedere un film e contemporaneamente aggiornare il blog e i vari account personali disseminati sul web, mangiare e intanto ascoltare l'audio del corso di aggiornamento professionale...
Ma io non ne sono capace. Non riesco a spingermi oltre l'esecuzione di una singola azione con durata limitata, e la conseguenza é: lentezza endemica che tende a rallentarsi ulteriormente.
Le mie letture, la scrittura di novelle o l'inseguimento di idee per il nuovo post del blog: sono stillicidi, pur sempre piacevoli ma comunque stillicidi che si centellinano lungo tempi dilatatissimi. Settimane per ultimare la lettura di un romanzo; mesi per concludere un racconto; giornate che si sommano le une alle altre cumulando attività al rallentatore, ammonticchiando granello su granello, costantemente alternate agli obblighi fisiologici (ecco, almeno su quelli sono preciso e tempestivo: nutrimento, sonno, relax, sesso, ginnastica, meditazione... su questi fondamentali non sgarro mai, anche perché nel corso degli anni ho dovuto affrontare periodi in cui questi forndamentali, separatamente o talvolta tutti insieme, non erano praticabili, e ho sperimentato quanto la loro assenza incida sul mio equilibrio psicofisico).
Naturalmente ci sono anche altre questioni essenziali quantunque non necessariamente gradite (tipo le quotidiane otto ore lavorative necessarie per generare un reddito...) e il quadro è completo. 
Però, proprio per effetto dell'eccessivo trascorrere del tempo, nel momento in cui concludo una lettura protrattasi alla media di poche pagine al giorno, o termino la stesura interminabile di uno scritto, o vengo a capo di qualunque altra cosa durata più a lungo del dovuto, ho una sensazione di leggerezza improvvisa. Mi pare di rinascere: un respiro profondo e via, pronto a ricominciare.
Sono queste reincarnazioni in un me stesso ancora vivente che mi aiutano a rigenerarmi come se fossi davvero all'inizio di una nuova vita. Forse è la spiegazione al perché una parte di me resta sempre un po' bambina, e quando mi chiedono quanti anni ho sono costantemente tentato di rispondere: 13... più 30.

22 commenti:

  1. Anche io non riesco a fare più cose insieme e non riesco ad essere abbastanza veloce nel fare quello che devo.. possibile che sia solo colpa nostra? ;_;

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    1. Temo di sì... ma d'altronde, mica possiamo essere tutti uguali, no? Noi siamo quelli che se la prendono comoda ;-)

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  2. E chi l'ha detto che l'una delle due opzioni, lentezza o velocità, sia migliore o preferibile all'altra? Son solo punti di vista che variano da individuo a individuo o da collettività umana a collettività umana. Vero è che viviamo adesso nella società del velocismo, ma non è che si deve essere coinvolti per forza!

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    1. Beh, però uno veloce riesce a fare più cose...

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    2. Il mio prof di disegno delle superiori, quando ci vedeva correre, diceva sempre: "Presto e bene non vanno insieme".

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  3. Ogni cosa ha il suo tempo: un tempo per ogni cosa :-D chè poi a far le cose di fretta viene tutto male, specie se c'è bisogno di concentrazione mentale.
    Però nella gestione del multitaskin è risaputo che le donne riescano meglio degli uomini ;-)

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    1. Eccolo là, la buttiamo subito sul conflitto latente uomo/donna
      ;-)

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  4. 13 + più di 30: un bel modo per restare giovani

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    1. Noi scribacchini abbiamo inventiva, quindi inevitabilmente bravi a... raccontare bugie con eleganza :-D

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  5. Quello che fai riesci a farlo bene, questa è la cosa importante!

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    1. Spero che sia fatto bene come dici tu :-)

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  6. Io sono una di quelle che finisce a sacrificare ore di sonno per finire di scrivere per il blog o per leggere o vedere qualcosa. Poi tutte le volte mi ripeto di non farlo più perché dormire fa bene ma poi ci ricasco.
    Il fatto è che, secondo me, otto ore di lavoro sono troppe, così il tempo per dedicarsi alle proprie passioni è proprio risicato ç__ç

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    1. Non so se 8 ore di lavoro sono troppe, sono comunque meno rispetto al tempo dedicato al lavoro in altre parti del mondo. Comunque, cerchiamo di accontentarci e di far quadrare tutto, nel mio caso con somma lentezza :-)

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    2. Bhe, diciamo che se 24 ore 8 ore sono di lavoro e 8 di sonno, ne avanzano altre 8 "libere". In queste almeno 2 sono da demandare al mangiare, 2 agli spostamenti e 1 a faccende varie (come cucinare, lavarsi, vestirsi, ...) quindi rimangono come "tempo libero" solo 3 ore al giorno. Tre misere ore in cui deve entrarci leggere, guardare la tv, scrivere il blog, fare ginnastica, badare ai figli o agli animali domestici, coltivare hobby e passioni, rilassarsi, fare l'amore e quant'altro! E questo sempre a patto di non fare straordinari!

      A me sembra un po' pochino. Sarà che io "lavoro per vivere" e non viceversa ma trovo che il tempo da dedicare a se stessi è ridicolmente poco!

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  7. Un tempo ero davvero bravo a fare più cose in una volta. Avevo la mente agile, e un fisico instancabile... ancora oggi faccio fatica a dormire più di sei-sette ore a notte, apro gli occhi in automatico, ma se all'epoca mi svegliavo fresco e capace di fare colazione leggendo qualche pagina di romanzo, ora mi sveglio stanco e pressoché incapace persino nella titanica impresa di scaldare una tazza di latte.
    Io ho 11 + 30, andante per i 12 + 30, e mi sono accorto che ci son cose che non riesco più a fare. La cosa peggiore è notare la perdita totale di memoria. Mi dicono di fare una cosa, mi sembra chiarissima, e dopo mezz'ora non mi ricordo neppure più che mi è stata detta (poi, magari, dopo che ho consegnato il lavoro, mentre torno a casa, ecco che quella cosa ricompare e... parte il bestemmione perché non l'ho fatta).
    E' un po' anche per questo che sto cercando di stringere il cerchio sulle mie attività collaterali. Non sono più in grado di avere una visione ad ampio spettro, e di fare mille cose contemporaneamente. Uffa... E pure il tempo sembra comprimersi, passano così in fretta le ore... tempo che però sia solo un'impressione. Quello che un tempo facevo in dieci minuti, ora mi prende mezz'ora minimo :(

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    1. Purtroppo dobbiamo pagare pegno anche all'età, ovvio, ma nel mio caso è un problema congenito.
      Parafrasando Piperita Patty, non chiedo di migliorare ma almeno di rallentare il peggioramento...

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    2. Forza e coraggio... ormai son diventato schiavo del mio smartphone perché lo uso per segnarmi tutto, come memorandum con svegliette di preavviso e to-do list da completare. Sigh!

      A volte però penso che sia colpa dello stress quotidiano. Quando me ne vado in vacanza sui monti la mia mente torna lucida e reattiva, non perde un colpo, mi ricordo di tutto, compresi compleanni di amici lontani... ma se torno in città: ahia!

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  8. È risaputo che le donne sono multitasking e gli uomini no! :-P
    Io alterno momenti di iperattività (lavoro + coro + giochi di ruolo + associazione clubbistica + cosplay + casalinghitudine + ricamo punto croce + altro) ad altri in cui devo rallentare un po' il ritmo, però ci sono stati davvero periodi della mia vita in cui ho sacrificato relazioni interpersonali e ore di sonno per finire quei progetti che mi fanno sentire viva!

    A leggere talvolta son lenta perché ci sono momenti in cui ho i raptus x i cruciverba della settimana enigmistica e spesso uso il Kobo per gocare al Sudoku :-P

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    1. Ecco là, subito l'occasione per metterla sul piano della diversità tra uomo e donna ;-)

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  9. Quoto in toto Acalia (e ne adoro l'avatar *_*)

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  10. Imiterò il tuo modo di rispondere... quando mi chiedono quanti anni ho... ma anch'io sono un tipo molto lento...

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