martedì 9 settembre 2014

Recensione di un libro immaginario - 2

L'ERA DELL'ESIBIZIONISMO GLOBALE
di Ariano Geta
Edizioni gTerma
Anno di pubblicazione 2014
173 pagine

Ariano Geta immagina un futuro prossimo in cui l'esibizionismo, alimentato dai sociali network, sia la normalità assoluta. Ma poiché questo "futuro" sembra già abbastanza presente, per renderlo più surreale - e vagamente distopico - sceglie l'eccesso, l'esagerazione, l'iperbole.
A partire dalla scena iniziale in cui il protagonista, un poliziotto apatico, interroga il sospettato di una serie di furti che dapprima nega di averli commessi, salvo poi ammetterli, sia pure con qualche risibile ritrattazione, nel momento in cui gli viene mostrata la sua pagina personale su facebook nella quale ha documentato con numerose foto tutte le sue incursioni in appartamenti alleggeriti di vari oggetti di valore. Il ladro un lato prova penosamente a negare, dall'altro, a un certo punto, afferma con palese orgoglio:
"Ho preso 1875 'mi piace' per il colpo ai Parioli"
La trama, abbastanza esile, si sviluppa più come un collante per mettere insieme le varie scene grottesche di questo mondo globalmente esibizionista: si va dalla prima notte di nozze del principe di Galles e della sua consorte trasmessa in streaming dai regali sposini sul royal channel di youtube, la cui diretta viene seguita e commentata da milioni di persone in tutto il mondo su twitter tramite l'hashtag #fucKingAndQueen, alle impiccagioni pubbliche sul canale satellitare di un imprecisato califfato islamico che ha più telespettatori negli Stati Uniti che in tutti i paesi arabi messi assieme, passando per l'eutanasia in tempo reale di un noto scrittore olandese che ha preannunciato l'evento da giorni e si augura di raggiungere il milione di contatti sul proprio sito "per poter felicemente terminare il ciclo della mia esistenza", praticamente la visibilità sul web elevata a premio per il trapassato in sostituzione della speranza di una vita ultraterrena.
In questo mondo in cui tutti lavano in pubblico (e con soddisfazione) i propri panni sporchi, chiunque sia capace di resistere alla tentazione di essere guardato e mantenga un rigoroso anonimato rischia di diventare un imprendibile criminale per una polizia ormai disabituata a indagare, essendo avvezza da tempo a trovare le confessioni dei colpevoli già compilate pubblicamente, per vanteria, sui social networks.
Da qui la difficoltà per le forze dell'ordine a scoprire chi sia il responsabile di una serie di attentati dinamitardi ai danni di alcuni privati cittadini: incredibilmente non sono mai stati rivendicati, qualcosa di inimmaginabile nell'era dell'esibizionismo globale.
L'indagine del poliziotto apatico si trasforma ben presto in un rebus la cui soluzione, benché predisposta con un ottimo climax, è onestamente fiacca e tutto sommato banale.
Peccato perché l'idea poteva essere gestita con esiti migliori.

15 commenti:

  1. Mi sembra che anche la realtà sta diventando così...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, in effetti ormai siamo quasi a questi livelli...

      Elimina
  2. Risposte
    1. Eh, al momento attuale sono in crisi... Ho le idee ma non la capacità di svilupparle :-(

      Elimina
  3. Quelli di questa serie sono forse i libri che vorresti scrivere ma non hai il tempo materiale per farlo? In ogni caso stai offrendo un bel po' di spunti per eventuali autori di passaggio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se vuoi prendere in prestito una di queste trame per svilupparla ne hai facoltà ;-)

      Elimina
    2. Impossibile... ho anch'io un surplus di trame che non avrò mai tempo di mettere su pagina o di completare. Tra queste un'intera saga familiare :P

      Elimina
  4. Nei prossimi post vogliamo anche le copertine ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E sia. Farò una serie di "copertine per libri immaginari"
      ;-P

      Elimina
  5. Questa trama mi intriga molto, lo leggerei mooolto volentieri. E temo proprio che non siamo poicosì distanti dalla realtà.
    Ma come ti vengono? :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse... Osservando la realtà intorno a noi?
      ;-)

      Elimina
  6. Posso permettermi? Già questa è un'idea.
    Scrivere un libro con critiche a libri immaginari plausibilmente scritti da se medesimi! Sai quanto puoi liberare la fantasia senza necessariamente dover stare lì a imbarcamenarti nella costruzione di una vera e propria storia? Io lo trovo geniale!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il grande J.L. Borges ne ha scritte molte di queste "recensioni immaginarie". Io sarei solo un indegno imitatore.

      Elimina
  7. Sottoscrivo ciò che è stato detto sopra: è una bella idea questa delle recensioni, non sapevo l'avesse sfruttata anche Borges, ed è comunque un buon modo per sperimentare. Di questo libro mi incuriosisce il misterioso criminale, per cui non è poi così scontato come dici e anche se lo potrebbe essere sviluppando la trama, il messaggio di fondo resta ben presente per cui varrebbe la pena leggerlo tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Insomma, mi toccherà provare a scriverlo :-)

      Elimina