mercoledì 26 novembre 2014

A proposito del romanzo mainstream che dovevo ultimare entro la fine dell'anno....

A gennaio ne avevo parlato, ma non ho mai dato ragguagli sull'avanzamento dei lavori.
La verità è che sul romanzo in questione mi ci sono impegnato parecchio e l'ho persino ultimato.
Però...
Ecco, devo essere sincero: mi è successo qualcosa di inatteso, che va al di là del giudizio formale sul romanzo. A ogni rilettura mi sentivo - mio malgrado - perplesso. Mi sono posto numerosi dubbi sull'opportunità di pubblicarlo a causa dei suoi contenuti.
Per dirla in modo esplicito: sono rimasto impantanato nell'immagine pubblica che mi sono creato in questi anni sul web. Meglio ancora: sono rimasto impantanato nel mio timore di rovinarla.
Perché il punto è proprio questo: è un romanzo decisamente più scabroso rispetto alle altre cose che ho scritto sinora, e ne ho avuto paura, cosa che non dovrebbe accadere. Un autore, scrittore o scribacchino che sia, non dovrebbe mai chiedersi se quel che scrive possa risultare nocivo per la propria reputazione, altrimenti farebbe meglio a non scrivere affatto.
In parte me ne ero già reso conto qualche mese fa: persino lo pseudonimo che uso ormai mi sembra troppo pubblico, praticamente doso le parole anche sul blog, e non è un bene. Bisognerebbe sempre avere il coraggio delle proprie idee (o, nel mio caso, della propria narrativa) anche a costo di rischiare la disapprovazione altrui.
Insomma, non so se sono stato chiaro. Ma il romanzo in questione conto di autopubblicarlo prima della fine dell'anno. E quel che sarà sarà.

22 commenti:

  1. Che posso dire... io ho pagato spesso lo scotto di dire/scrivere ciò che penso. Se fossi al tuo posto, probabilmente non mi farei problemi (se il romanzo scritto mi soddisfa veramente... altrimenti ci lavorerei ancora sopra), anche perché se i lettori abituali rischiano di essere delusi, magari potresti trovare nuovi lettori, e alla fine il bilancio potrebbe essere positivo (ma anche no).
    A ogni modo... credo che i lettori non debbano limitare, o essere un freno, alla creatività dello scrittore. Misery insegna! :-D

    Auguri per il tuo nuovo romanzo :)

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    1. Il consiglio del mio mentore nel mondo dell'autopubblicazione è sempre graditissimo :-)

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  2. Non farti problemi. I lettori intelligenti capiranno la differenza tra autore ed opera.
    Gli altri?
    Problema loro.

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  3. "Fai come me: fai finta che non sia mai successo" (cit. il tassista de "Il Grande Lebowski") :-D

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    1. In effetti deve ancora succedere... Ma d'altronde succederà e... beh, mi preparo sin d'ora a far finta che non sia mai successo ;-P

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  4. Io capisco benissimo cosa intendi. Non ho mai scritto, ma mi sono sempre dilettata nel disegno o nels uonare la chitarra e non ho MAI voluto che qualcuno vedesse i miei disegni (a parte quelli stile anime/manga) o mi ascoltasse. Non so se per "paura" di giudizio, forse un po' sì anche se non è che disegnassi cose scabrose o chissà che. Un po' perché le sentivo creature molto "intime".

    Quando leggo il tuo blog o anche adesso che ho appena finito il tuo racconto "L'era dell'esibizionismo globale" ho proprio ammirato la tua capacità di esprimerti senza farti problemi.

    Se vorrai pubblicare il romanzo mainstream mi farà piacere leggerlo, non vederla come dare un "voto" da parte di chi ti segue, ma se io e altri siamo ancora qui a leggerti e commentarti qualcosa vorrà pur dire :-)
    Paura di perderci?? Naaaaa
    Acquisire nuovi lettori! Forse! Anzi, speriamo!

    Per come sono fatta io, ammiro sempre chi si spinge a esternare in varie forme d'arte tutto, ma proprio tutto. O quasi… ci rifletto.
    Fai come ti senti. Se vorrai pubblicare ne sarò felice.
    (Ah, ho iniziato "Le particelle elementari“…)

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    1. Grazie delle belle parole. E sia, prima della fine dell'anno uscirà il romanzo.

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  5. Secondo me è del tutto naturale, invece, che si abbiano momenti di timore.
    Prima di tutto perché non si sa effettivamente se i grandi scrittori nei propri dialoghi intimi con se stessi abbiano avuto momenti di esitazione che poi la storia della letteratura non ha registrato perché ne era estranea e poi perché il dubbio può essere un momento di crescita fondamentale, quindi è ovvio che spaventi.
    Io mi spavento ogni volta che pubblico un disegno sul blog, mi sono spaventata quando ho pubblicizzato l'intervista perché non volevo 'fare troppo' e stancare le persone, esporsi vuol dire mettersi in gioco e cambiare - anche se in parte - è un rischio ancora più grande.
    E la paura o il timore è una cosa che ci accomuna tutti, è poi la decisione finale che demarca una differenza fra la chiusura e l'apertura al nuovo - anche di se stessi! :D

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    1. Grazie dell'incoraggiamento :-)
      Sì, non c'è dubbio che un po' di paura sia naturale quando ci si espone in pubblico con le proprie forme di creatività. La sto sperimentando.

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  6. Il bello dell'essere artisti è la libertà, no?
    Del resto, come dice Nick, i lettori intelligenti dovrebbero (e sottolineo dovrebbero) capire la differenza tra opera e autore.
    E poi, che dire, un po' l'hype me l'hai fatto salire :)

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    1. Sì, il bello è proprio la libertà di creare e mettersi alla prova ogni volta.

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  7. Bene Ariano, se può confortarti, ti dico che sei un buona compagnia. Anche il mio Shaula (del quale a gennaio pubblicherò una piccola anteprima sul blog) è una totale esposizione di me, trentacinque anni fa, senza censure. Mi sono fatto anch'io degli scrupoli durante la stesura, ma ogni volta che mi chiedevo se dovevo pormi dei limiti, mi rispondevo di no *_*
    In ogni caso, con questo tuo post, hai fatto salire l'interesse alle stelle. Mi sa che puoi cominciare a prendere prenotazioni ^_^

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    1. Bene, allora ci leggeremo a vicenda ;-)

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  8. Non esitare! Fai quello che devi fare! Per diventare grandi bisogna distinguersi dalla massa. E poi che male c'è a cambiare? Chi è quel tizio che aveva detto che solo gli idioti non cambiano mai idea?

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    1. Non lo ricordo neppure io, ma il principio in se è sacrosanto ;-)

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  9. Forse scrivere è un po' come giocare di ruolo: io gioo a Vampiri: il mio personaggio, è "nato" nel 1200, ho circa 300 anni, sono una nobile egoista e spietata, incendio città e tratto tutti con disprezzo. Desidero uccidere per gusto e cerco alleanze politicamente convenienti. Il Conte Vlad Tepes in persona - che ho incontrato - è addirittura in debito con me.
    Ovvio che quella non sono IO, ma in forma di gioco, forse un po' come quando si scrive un romanzo, ci si possono inventare personaggi e situazioni con cui non ci si identifica affatto ma sono solo forme di fantasia, di "roleplay", o liberatorie o altro.

    P.S. Ti ho commentato (nell'ultimo post con la FINE) il tuo racconto (L'era dell'esibizionismo globale ;-))

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    1. Sì, indubbiamente scrivendo un po' si gioca anche coi personaggi creati. Nel caso di questo romanzo breve inseguo un po' l'eccesso - tutto sommato in modo simile all' "Era dell'esibizionismo globale" - ma con riferimenti più concreti all'Italia di oggi, argomenti controversi che io mi limito a raccontare in modo grottesco ma rispetto ai quali non ho soluzioni da offrire.
      L'ho visto il tuo post sul racconto, gli ho anche risposto ;-)

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  10. Sono curiosa di come sarà il tuo nuovo romanzo... non esitare!

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  11. Come sai il mio cambiamento di rotta nel giro di un anno è stato totale e radicale, anche se per altri aspetti. Ma ho trovato un mondo completamente nuovo, con persone mai conosciute prma ma che mi danno qualcosa così come altre persone mi davano altro prima. Penso che avverrà lo stesso per te ora: come si diceva sopra troverai un nuovo bacino di lettori, magari piano piano col tempo e chi ti segue non solo per gli argomenti che hai trattato fino, continuerà a seguirti ancora. Non ti dico in bocca al lupo perché so qualcuno dice che porta male, ma un augurio di cuore te lo faccio ugualmente! E leggerò anch'io volentieri il nuovo romanzo!

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    1. Ti ringrazio Tim, a breve lo metterò su amazon e saprò quali saranno le eventuali conseguenze per il sottoscritto ;-)

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