giovedì 15 gennaio 2015

Amanuense digitale

Ammetto di aver avuto tra le mani - o meglio: nella memoria del pc - ebook di libri celebri raccattati in rete. So che è un reato e so che è eticamente scorretto. So anche che lo fanno tutti e questo mi fa sentire non dico meno colpevole, ma se non altro meno perverso.
Comunque lo scopo del post è un altro.
Chiunque abbia violato la legge come me sa che, talvolta, il testo dell'ebook piratato è pieno di impurità: parole appiccicate fra loro, lettere confuse, caratteri modificati come effetto della conversione digitale. Capitano anche paragrafi ripetuti, refusi inspiegabili, interpolazione di elementi come il numero di pagina o la nota a piè di pagina che si piazzano in mezzo a una frase anziché in coda al capitolo.
Insomma, una confusione tipografica che corrompe il testo.
Mi sono chiesto cosa accadrebbe se, in un lontano futuro, circolassero solo libri digitali di questo genere?
Si tratta di un fenomeno già accaduto in passato, nell'Alto Medioevo, quando degli antichi classici greci e latini erano rimaste pochissime copie spesso incongrue. All'epoca la pergamena era merce pregiata e costosa, cosicché si tendeva a riciclare quella esistente raschiando la superficie del foglio e riscrivendoci sopra. Naturalmente venivano raschiati i fogli con opere "inutili", e nell'Alto Medioevo della nuova religione cristiana, cosa c'era di più inutile dei vecchi testi "pagani" di autori greci e latini?
Migliaia di manoscritti classici vennero così cancellati o mutilati. Nelle poche copie che si salvarono c'erano parti mancanti, e quando i monaci amanuensi iniziarono a trascriverli nuovamente per salvarli dall'oblio dovevano quasi comporre un puzzle tra varie versioni incomplete. Inoltre talvolta complicavano la ricostruzione del testo essi stessi, sentendo la necessità di aggiungere annotazioni all'interno del paragrafo originale spesso indistinguibili da quest'ultimo, oppure trascrivendo vocaboli sbagliati a causa di errori di grafia o della loro scarsa comprensione del latino e del greco (d'altronde ormai si parlava in volgare, le lingue antiche erano già morte). Insomma, i libri si presentavano testualmente corrotti e di dubbia affidabilità, tanto è vero che per i filologi dei secoli successivi si è reso necessario emendarli con un attento lavoro di raffronto fra le varie versioni esistenti (che a loro volta erano copie di copie) per tentare di ricostruire il documento originale nella sua integrità.
Per un paio di ebook con questo tipo di problemi ho compiuto un lavoro del genere e devo ammettere che non mi è dispiaciuto. Se un giorno ci sarà bisogno di amanuensi digitali credo proprio che non mi tirerò indietro.

18 commenti:

  1. Pensa che bello... In un futuro prossimo tornerà fuori il mestiere dell'amanuense, a meno che non si trovi il modo di far fare il lavoro a delle intelligenze artificiali! :-)

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    1. Le intelligenze artificiali possono aiutare, ma ci vuole sempre l'uomo a sovrintendere ;-)

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  2. Un parallelo affascinante a cui non avevo pensato! Sai che da qualche parte stanno pensando un sostituto dei DRM che, per tracciare un ebook, apporterebbe modifiche minute al testo? In questo scenario l'opera sarebbe venduta già spuria! :D

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    1. Scenario sublime per un autore di racconti di fantascienza a sfondo intellettuale.

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  3. Ahah! Il filologo del web!
    Mi hai riportato alla memoria le decine di capitoli sulla filologia e la ricostruzione studiati all'università!
    Hanno il loro fascino, adesso che non devo presentarle ad un annoiato professore di ruolo dell'età pressapoco simile a quella degli amanuensi medievali! :°D
    Ma a parte gli scherzi, è sempre una cosa interessante soprattutto quando si ha a che fare con un'opera in lingua originale!

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    1. A chi lo dici! Per me la filologia era un incubo, l'ho tenuto come ultimo esame per disperazione (peraltro poi è andato pure bene). Adesso che la vivo senza l'ansia universitaria, trovo che la filologia sia una disciplina utilissima.

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  4. Io sono sempre ancora lontana dagli ebook ma alcuni "orrori" li ho visti nei libri cartacei.. per quelli non c'è speranza di correzione se non in una nuova stampa.

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    1. I refusi non sono un grosso problema per il filologo. Lui deve porsi il problema se è giusto anche ciò che è scritto senza alcun refuso...

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  5. Credo che non potrei mai fare il lavoro dell'emanuense... faccio già fatica a rileggere e ad editare i miei stessi post prima di pubblicarli...

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    1. La vocazione è fondamentale (non a caso gli amanuensi erano monaci ;-)

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  6. Sono machiavellica se dico che "Il fine giustifica i mezzi"? Senza la rete non sarei riuscita ad avere libri e film molto vecchi, praticamente introvabili. :)
    Amanuense? Una versione antica dell'editor!

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    1. Beh, un po' più dell'editor. É quasi un detective il filologo.

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  7. Questo post è bellissimo. Innanzitutto perché nella mia ingenuità e miopia non avevo nemmeno pensato a un raffronto con ciò che accadde ai libri in epoca medievale.
    Io stessa ammetto di avere dei libri digitali pirati, ma di averne altrettanti acquistati. Ciò riesce a farmi sentire un po' meno colpevole…
    Ci sono libri però, di cui non mi pento di avere un'edizione digitale pirata, perché magari ne possiedo già quella cartacea in singola o molteplici copie (per esempio il Silmarillion… eh…)
    A volte trovo FOLLE che il prezzo di un libro digitale appena uscito costi come un'edizione economica cartacea…
    Ora sto leggendo la trilogia di Ken Follett, La caduta dei giganti l'ho appena acquistato per 7€ (ed è già caro per essere un eBook) ma l'ultimo volume della trilogia, uscito da poco, in formato digitale costa tipo 12€ che in genere è il costo dei libri brossurati in ed economica… (ok che quella esce dopo un po' di mesi, ma tant'è…)

    Inoltre ho sperimentato lo sclero dei DRM. Giustissimo che ci siano, eh, ma impiegare UN'ORA E MEZZA per riuscire a mettere un eBook appena acquistato sul mio Kobo mi pare eccessivo. Poi sarà che sono utonta io, ci sta, ma credo di esserlo mooooolto meno di altri!

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    1. I DRM sono maledetti, sono uno dei pochi punti a sfavore degli ebook.

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  8. Credo che questo lavoro del futuro piacerebbe anche a me! :)

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    1. Bene, almeno non resteremo disoccupati ;-)

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