mercoledì 12 ottobre 2016

Remake post

Comincio subito a sperimentare una delle opzioni che ho preso in esame per rivitalizzare il blog. Il remake di un vecchio post.
Questo che propongo è davvero preistorico: risale al 10 luglio 2009, praticamente il blog aveva appena aperto i battenti (infatti ricevette zero commenti, ed è anche per tale motivo l'ho scelto: poverino, una seconda chance se la meritava ;-)
Di seguito potete leggere il testo pubblicato sette anni fa da un neo blogger con manie da scribacchino:

ESSERE ORIGINALI
Sono praticamente convinto che essere originali ormai é impossibile. Sono 4000 anni che l'uomo scrive per dar corpo alle sue emozioni, e negli ultimi secoli la quantità di esseri umani alfabetizzati ed istruiti che creano letteratura é aumentata vertiginosamente. Ed é una cosa bellissima. Ma questo fa sparire la possibilità di scrivere una "novità".
Borges, uno dei miei autori preferiti, in un suo racconto cita un saggio di Benedetto Croce del 1904, definendolo "la miglior confutazione delle allegorie" che avesse mai letto. Poi però aggiunge un'osservazione paradossale: le tesi di Croce in questo saggio erano già state smontate 3 anni prima da G.K. Chesterton senza che i due si conoscessero. Lo studio di Chesterton sulle allegorie sembra fatto apposta per smentire quello di Croce che però sarebbe stato pubblicato solo successivamente... E Borges fa un commento molto significativo:
"Tanto é isolato e vasto il mare della letteratura".
E' vero. Io scrivo un romanzo pensando di essere originale, ma magari un romanzo molto simile al mio lo sta scrivendo un giapponese, a sua volta convinto di essere originale... Oppure sviluppo una trama altamente innovativa per poi scoprirla quasi identica in un racconto di uno scrittore messicano del 1910...
Seguendo il simbolismo di Borges, il "mare della letteratura" é talmente variegato ed esteso che appare impossibile aggiungerci anche una sola goccia diversa da tutte le altre già versate in esso.
Ma per quanto possa essere uno sforzo inutile, voglio continuare a provarci... 


Il medesimo blogger sta affrontando oggi una prolungata fase di quasi-blocco della scrittura narrativa. Si è indubbiamente impegnato, negli anni trascorsi dopo quel 10 luglio 2009, per essere "una sola goccia diversa da tutte le altre già versate" nel mare della letteratura, ma la riflessione che trae dopo il settennio in questione è che essere diverso è decisamente più facile che essere bravo.
Voi che ne dite?

24 commenti:

  1. Che vuoi che ti dica... Forse l'originalità in assoluto è davvero una chimera, ma tentar non nuoce, come Don Chisciotte bisogna lottare contro i mulini a vento e non arrendersi mai all'evidenza. :-)

    E comunque io è un bel pezzo che ho smesso di scrivere. Non per carenza di idee, bensì per carenza di 'voglia di comunicare'.

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    1. É una chimera, ormai ne sono certo.
      Comunque secondo me tu hai ancora voglia di comunicare, solo che lo fai tramite fotografia ;-)
      É un percorso che sto seguendo anch'io... (se tu mi facessi causa per plagio di stile di vita vinceresti di sicuro ;-)

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  2. L'originalità non sta in chi scrive, bensì in chi legge.
    Se domani Pinco Pallino mi propone il racconto di un tizio che la mattina si sveglia trasformato in uno scarafaggio lo troverei originale (se non avessi mai letto il vero originale).

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    1. E io invece ambivo a quella assoluta, pensa un po'.

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  3. L'originalità non esiste, dopotutto ogni cosa che sia mai stata scritta alla fine non è altro che la rielaborazione di idee precedenti o di qualcosa che già c'era.

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    1. E comunque un'idea davvero originale ma scritta male serve a poco.

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  4. Proviamo a metterla così?
    Difficile essere originali in assoluto nel mare magnum degli scritti siano romanzi o racconti o saggi.
    Si può però essere originali nel modo di scrivere, di esporre le idee e i concetti.
    Prendiamo la prima parte della trama di un romanzo famoso qualunque. Chi di noi, dovendo scriverne la seconda parte penserebbe alle stesse cose dell'autore?
    Poi, che l'autore abbia scritto un best seller e noi scriviamo uno schif seller è un discorso a parte :)

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    1. Sì, diciamo che non si può essere originali ma si può operare una "variazione sul tema" usando un termine musicale.

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  5. Sì, non sempre originalità batte qualità! Molto spesso a proposito di qualche contemporaneo sento formulare giudizi tipo: eh ma sembra la storia narrata da X (classico); oppure di autore sci-fi/horror: eh ma si è palesemente rifatto a... Ecchepalle! Veramente.
    Un tema ripreso, uno stile che appare più familiare o noto, rimandi voluti o meno, per me non indicano molto presi singolarmente (se non a livello di analisi approfondita di un testo e a meno di plagio... ma in questo caso è mero esercizio di scrittura): se giudico un'opera lo faccio nell'insieme, ecco quindi che l'originalità potrebbe derivare dal come si scrive quella stessa cosa, anche se ripresa più volte nel tempo. E lo scrittore, essendo uomo del suo tempo, arricchisce con la propria esperienza ciò che crea.

    Evviva il re-post! *_*

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    1. Sì, è vero, come diceva Pat. La variazione sul tema costituisce già un'originalità.

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  6. Evviva il re-post, ora ti rubo l'idea. Non denunciarmi neh! In merito al resto, se posso permettermi, io scriverei semplicemente per il piacere di farlo, senza la pretesa dell'originalità, senza l'ambizione di scrivere il romanzo che tutto il mondo attende. Scrivere perché è bello. Poi, con molta serenità, metti le palle sul ceppo e lasci ai lettori il compito di decidere se tagliartele o meno. Sic et simpliciter. Ma veramente Ariano, goditi la tua creatività, fregatene. C'è già la vita a metterci i bastoni tra le ruote, ci manca anche di metterseli da soli. A qualcuno piacerai, ad altri no, pazienza. Scrivi, scrivi, scrivi. Non vorrai mica fare come quelli che parlano solo di quello che scrivono gli altri no? Di come avrebbero scritto, detto, fatto, se fossero stati al posto del tal autore. Per quel che vale io ho letto qualche ebook tuo, hai tutti i numeri per dire la tua.

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    1. Ruba pure, non c'è problema ;-)
      Sì, in un certo senso hai ragione, è che io mi pongo degli obiettivi forse anche troppo ambiziosi e poi ci resto male quando non riesco a raggiungerli...

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  7. Io credo che ogni artista fedele a se stesso abbia un suo nucleo di originalità unico e irripetibile. Potrà magari essere molto simile a quello di qualcun altro che è suo fratello nell'arte ma non sarà mai esattamente lo stesso. Penso che sia questa tutta l'originalità a cui si può ambire, e secondo me è più che abbastanza.

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    1. Sì, la "variazione sul tema" che hanno sottolineato Pat e Glò. E sia, mi sento più sollevato adesso :-)

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  8. Non mi ripeterò, perché qualcuno lo ha già detto prima di me, ma sono convinta che le idee possano combinarsi in mille modi, un po' come le note delle canzoni e che a fronte di temi sempre uguali ci siano trattazioni che prendono strade diverse rendendo originale il prodotto finale. Anzi credo che la bravura di uno scrittore si misuri proprio in questa capacità.

    Questa del remake è una grande idea: era un bel post, peccato lasciarlo senza commenti! :)

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    1. Il post e il suo autore ti ringraziano per il tuo commento :-D

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  9. I remake pare siano i soli prodotti a aver successo ;-)

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  10. sono passata senza nutrire speranza di rileggerti e ho trovato questa bella sorpresa, grazie di essere tornato
    flora ( amica di Patricia )

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  11. Io penso (spero) che "il mare della letteratura" ha anche lo spazio ancora esplorato da nessuno...

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  12. Ciao, Ariano, è la prima volta che mi affaccio qui e trovo diversi stimoli molto interessanti. La questione dell'originalità. Ha fatto parte di quelle riflessioni che mi giungono fin dall'adolescenza e a oggi le definizioni sono elenchi di parole. Essere scrittori originali oggi forse risiede semplicemente nel raccontare in modo originale qualcosa che si conosce già. Del resto, parrebbe realmente essere stato tutto già "inventato".

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    1. Ciao e ancora benvenuta :-)
      In effetti è probabile che l'originalità consista "solo" nel rimodellare diversamente ciò che già esiste. Ma soprattutto occorre saperlo fare bene.

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