Il pittore Franz Von Stuck (1863-1928) è stato uno dei più
celebrati artisti tedeschi già da vivo. Ottenne il pieno successo prima ancora
di compiere trent’anni. Le sue tele riuscivano a esprimere e solleticare l’immaginario
collettivo di un’epoca: il decadentismo, il potere dell’eros (accentuato dalle
coeve tesi di Sigmund Freud) e ovviamente la figura della donna fatale.
La donna è il fulcro della sua pittura. Non è l’unico
soggetto da cui traeva ispirazione, ma le opere più famose sono sempre incentrate
su un personaggio femminile che emana una torbida, inquietante sensualità. La Eva del “Peccato” (accanto) o la
modella che posa per il “Vizio” (qui sotto) cercano di trascinare l’uomo in un abisso non solo passionale.
La scelta deliberata di enfatizzare l'oscurità rende i quadri ben leggibili solo se ammirati nel dettaglio (traduzione per gli eventuali lettori di questo post: non accontentatevi dell'icona ma cliccate sulle immagini per visualizzarle con uno zoom più ampio)
La scelta deliberata di enfatizzare l'oscurità rende i quadri ben leggibili solo se ammirati nel dettaglio (traduzione per gli eventuali lettori di questo post: non accontentatevi dell'icona ma cliccate sulle immagini per visualizzarle con uno zoom più ampio)
Un’altra celebre variazione sul tema, “Il bacio della
Sfinge” (qui sotto), libera in pieno la potenza dell’attrazione sessuale e dell’amore folle
in cui può cadere l’uomo. Naturalmente non potevano mancare le due femmes
fatales più celebri nella tradizione biblica e romana: Salomé e Circe (per
quest’ultima la modella del quadro fu l’allora celebre attrice austriaca Tilla
Durieux. É l'immagine che chiude il post).
Insomma, un artista pienamente fin-de-siècle, e per tale motivo apprezzatissimo da questo umile blogger che, come saprete, vive in una torre d’avorio nel lontano 1908.



