mercoledì 6 novembre 2019

Dell'irrazionalità umana, ovvero: il mio sabato al Lucca Comics

Recarsi in un luogo sapendo che vi si dovranno trascorrere lunghe ore sempre in piedi, carichi di buste e pressati dalla folla, per di più dovendolo fare sotto la pioggia e coi piedi in mezzo al fango, denota razionalità?



Direi proprio di no. Eppure decine di migliaia di persone lo hanno fatto lo scorso sabato a Lucca, quindi ciò dimostra inoppugnabilmente che l'essere umano (compreso quello quasi umano che sta scrivendo questo post) è del tutto irrazionale.
D'altronde, a parziale giustificazione, si può argomentare che per quanto riguarda la pioggia era possibile ripararsi all'interno del Palazzo Ducale e ammirare tavole e disegni originali, vere opere d'arte di grandi autori del fumetto internazionale. L'amico Ivano Landi avrebbe sicuramente gradito la sala dedicata a Jeffrey Catherine Jones...


Straordinari anche i virtuosismi della penna di Emil Ferris...


L'allestimento più tenebroso era ovviamente quello riservato al maestro del gore Suehiro Maruo...



Per quanto riguarda i cosplayers, ho scattato varie foto ma parecchie sono venute sfocate, un po' per la poca luce (sempre nuvole e pioggia, ecchecca**o!) e un po' perché è davvero ora di buttare la Kodak FZ151 - che fa davvero schifo come digitale – e di sostituirla con una vera macchina fotografica.
Propongo comunque alcuni scatti dove prevale la... follia generale del Lucca Comics:





Cose che sono abbastanza normali nel contesto...



Non ho tenuto il conto delle bancarelle in cui ho curiosato a Japantown, delle installazioni viste lungo le mura, degli stand visitati, però di una cosa sono certo: ho potuto vedere meno di un quinto di quel che c'era.
Perché in fondo il Lucca Comics è una metafora della vita: offre una quantità infinita di esperienze e possibilità di cui si riesce a sfruttarne solo una piccolissima parte, ma il solo fatto di esserci è già una soddisfazione ;-)