mercoledì 18 ottobre 2017

Ci riprovo con un vecchio ebook

Lo avevo già proposto tre anni fa, ma lo avevo successivamente ritirato perché gli esiti erano stati decisamente al di sotto delle aspettative.
Probabilmente avrei dovuto fermarmi lì, lasciar perdere e ammettere che non era piaciuto.
Però ci tenevo in modo particolare perché è un libro in cui ho cercato di scattare un'istantanea a questi anni di avvilente decadenza civica, morale, sociale e politica del nostro paese.
Lo spunto narrativo iniziale e la trama susseguente si incentra sulle vicende individuali di tre uomini, tutti iscritti a un forum web di frequentatori abituali di prostitute tramite il quale si conoscono. Decidono di avere un incontro offline a Roma per trascorrere un sabato diverso dal solito e sullo sfondo c'è l'Italia di oggi, una nazione malata.
Il testo dell'ebook è stato sottoposto a un lungo editing, soprattutto sul piano formale, mentre i contenuti hanno subito pochissime variazioni.
Però ho cambiato il titolo: da Un sabato diverso a Un sabato italiano, proprio per sottolineare che il libro va considerato anche come uno specchio dei tempi in cui è ambientato.
Mi rendo conto che i risultati non potranno essere tanto diversi rispetto a quelli successivi al lancio ufficiale del 2014, però stavolta ho deciso - vada come vada - di tenerlo on line nel kindle store. Comunque sia rappresenta la mia 'dichiarazione non richiesta' su cosa penso del presente in cui vivo.
Come avevo già spiegato nel post della prima uscita si tratta di un romanzo che differisce parecchio rispetto a tutte le altre cose che ho scritto: non c'è praticamente ironia, racconto la storia con la freddezza della cronaca interrotta da improvvisi guizzi di partecipazione emotiva. Inoltre è una lettura adatta al solo pubblico adulto sia per il linguaggio che per gli argomenti. É un romanzo introspettivo carico di negatività, ne ho accumulata troppa durante questo secondo decennio del XXI secolo e sentivo la necessità fisiologica di darle una forma.
Se siete interessati potete leggere l'anteprima sul sito di amazon a questo link.

mercoledì 11 ottobre 2017

Modalità acida "on" - 3

Un'altra situazione deleteria legata alle giornate "acide" è l'insofferenza verso certi autori - classici o moderni - che risultano poco graditi ma di cui non si può negare che riscuotano un discreto successo sia presso la critica letteraria che fra i comuni lettori.
Quando ciò capita allo scribacchino Ariato Gena (altro nome chiaramente inventato in modo casuale) può succedere che lui si smetta a spulciare furiosamente fra le recensioni di opere di quell'autore sgradito, alla disperata ricerca di opinioni negative.
Ed ecco che, digrignando i denti, scopre su anobii che neppure a Peppe Er Puzzone piace il romanzo tanto lodato di quell'autore così sopravvalutato. Nella sua recensione dice chiaramente:
Cioè a me, boh, qst libro me fa 2 palle!1!1!
Ecco, un'opinione così autorevole dimostra che Ariato Gena fa bene a schifare quello scrittore!
... O forse no.
E allora, coi denti ancora più digrignati, va a cercare conforto nelle opinioni di suoi amici lettori.
"Ma tu che ne pensi di [autore odiato]?"
"Ho letto solo due libri suoi, però mi sono piaciuti".
"Piaciuti in che senso? Intendi dire che sono carucci, che si lasciano leggere anche se non sono niente di speciale, solo robetta che potrebbe scrivere qualunque idiota pagando un buon ghost writer, giusto?"
"No, sono bei romanzi. Non di quelli da leggere sotto l'ombrellone, tutt'altro. Sviluppano concetti che fanno riflettere".
(A questo punto dovete immaginare la voce di Ariato Gena che diventa quasi irriconoscibile assomigliando più a un ringhio animale che a un'espressività verbale umana).
"Cioè, secondo te quell'accozzaglia di parole messe insieme alla meno peggio fanno riflettere?"
"Sì. E poi considera che lui è interessante anche sul piano umano. Ho letto un'intervista e, beh, non ha detto nessuna delle tipiche banalità di routine. Riesce a spiegare i suoi obiettivi letterari con rara intelligenza".
"Più che rara direi leggendaria. Nel senso che in realtà non esiste!"
"Ma dai, sei troppo severo nei tuoi giudizi".
Facendosi ombroso, Ariato Gena si congeda con un grugnito, apre la rubrica del cellulare, seleziona l'anagrafica dell'amico e scrive un promemoria per ricordarsi di non fargli gli auguri il giorno del suo compleanno...
Insomma, durante le giornate acide mai accanirsi contro i romanzieri sgraditi o si rischia anche di perdere le amicizie ;-)

venerdì 6 ottobre 2017

Tutte le mie canzoni

Giacché Antonella ha aderito al #30daysmusicchallenge e ha invitato tutti i frequentatori del suo blog a fare altrettanto, ho pensato: perché no?
Con una piccola precisazione che copia ulteriormente il post di Antonella Mecenero: la sfida vera e propria dura appunto 30 giorni, non credo che io riuscirei a gestirla pienamente. É probabile che questo post rimanga un episodio isolato.
Comunque, visto che già da alcune settimane ho iniziato a dare spazio alla musica col tag delle canzoni dimenticate degli anni '80, rispondo al questionario che aiuta a far scoprire i gusti dei partecipanti.

1 - la tua canzone preferita
Una sola? Ma dai, tutti abbiamo almeno una decina di canzoni preferite secondo le occasioni e i momenti. E poi ne scopri una che magari non avevi mai ascoltato prima e subito soppianta altre che credevi inamovibili nella tua hitlist personale. Posso dire che quasi tutte le canzoni che compariranno nelle risposte successive sono tra le mie preferite.
2 - una canzone invernale
Si dice che l'inverno favorisca la tetraggine, ma nel mio caso è uno stato d'animo che si prolunga anche al di fuori della stagione fredda. D'inverno ascolto canzoni che esprimono inquietudine come Kill you dei Korn o In a lonely place dei Bush.
3 - una canzone che ti rende allegro
Accidentally in love dei Counting Crows o anche Ready to go dei Republica.
4 - una canzone che ti commuove
Più che una canzone è un brano strumentale per pianoforte, Solitude di Ryuichi Sakamoto.
5 - una canzone che ti ricorda qualcuno
Mocambo di Paolo Conte mi ricorda inevitabilmente l'amico Temistocle Gravina visto che gli ho dato qualche piccolo spunto per concludere un suo racconto con lo stesso titolo che era infatti un suo omaggio al cantautore piemontese.
6 - una canzone che ti ricorda un posto
Suona abbastanza assurdo, però ogni volta che ascolto I love Rock n' Roll degli Arrows mi viene in mente Tolfa, il tranquillo paesino collinare al quale ho dedicato un post fotografico. L'improbabile accostamento nasce perché c'è stata una lontana estate degli anni '70 in cui un ragazzino (futuro blogger ;-) ascoltò costantemente e involontariamente quella canzone poiché risuonava da un locale con juke-box in cui o c'era poca scelta di brani o c'era qualche frequentatore assiduo davvero fissato con quel pezzo rock (che in effetti merita: anche la cover di Joan Jett vale l'ascolto).
7 - una canzone che ti ricorda un momento particolare
Born in the USA mi riporta al primo concerto al quale sono stato - ovviamente Bruce Springsteen - e alle sensazioni che ho provato. Stare in mezzo a migliaia di persone che si lasciano trasportare dalle emozioni trasmesse dalla musica è un'esperienza speciale, anche dopo il decimo o il ventesimo concerto al quale partecipi.
8 - una canzone di cui conosci tutte le parole
Ovviamente più di una. Ho una pessima voce, ma se parte la musica di Comedown dei Bush o di Serve the servants dei Nirvana, chi mi sta vicino è costretto ad ascoltare i miei gorgheggi sgraziati.
9 - una canzone che ti fa ballare
Non proprio ballare, però certe canzoni mi 'obbligano' al classico gesto da concerto rock di scuotere la testa in avanti agitando le chiome, anche se i miei capelli sono cortissimi. Mi riferisco a pezzi come Smell like teen spirit dei Nirvana o - per stare sul rock classico - The ocean dei Led Zeppelin.
10 - una canzone che ti aiuta a dormire
Se una canzone mi piace mi fa scorrere l'adrenalina, anche se melodica; se non mi piace mi da sui nervi. Ergo: non esiste una canzone che mi aiuti a dormire :-D
11 - una canzone della tua band preferita
Non ho una sola band preferita. Quindi dirò New dawn fades dei Joy Division, The wall dei Pink Floyd, Heart-shaped box dei Nirvana, The day I tried to live dei Soundgarden, Personal holloway dei Bush, Let's get this party started dei Korn.
12 - una canzone della band che odi
Non arrivo a odiare una band. Posso dire che non sopporto in generale i tormentoni latinoamericani e i polpettoni di certi cantautori storici nostrani.
13 - una canzone che hai conosciuto da poco
Diesel power dei Prodigy, conoscevo i loro singoli e altre canzoni, ma non tutte.
14 - una canzone che nessuno si aspetta possa piacerti
Last friday night di Katy Perry :-D
15 - una canzone che ti descrive
All apologies dei Nirvana.
16 - una canzone che amavi e che ora odi
Se l'amavo non posso odiarla. Magari non mi piace più come prima, questo sì. Mi è successo con quasi tutte le canzoni dei Police e di Sting come solista. Anche i Depeche Mode e gli U2 non mi entusiasmano più come un tempo.
17 - una canzone che vorresti dedicare a qualcuno
Inbetween days dei Cure alla mia prima fidanzata.
18 - una canzone che vorresti ascoltare alla radio
Qualsiasi canzone dei Bush. Non le trasmettono quasi mai.
19 - una canzone dal tuo album preferito
Anche in questo caso, non c'è ne è solo uno. Dico pertanto: Us and them da "Dark side of the moon" dei Pink Floyd, Happy house da "Kaleidoscope" di Siouxsie and the Banshees, She's lost controle da "Unknown pleasures" dei Joy Division, Come as you are da "Nevermind" dei Nirvana, Secretly da "Post orgasmic chill" degli Skunk Anansie, Everything's zen da "Sixteen stone" dei Bush, Black hole sun da "Superunknown" dei Soundgarden. Ma potrei continuare.
20 - una canzone che ascolti quando sei arrabbiato
Dictatorshit dei Sepultura, oppure Double dare dei Bauhaus, oppure Charlie big potato degli Skunk Anansie, oppure Tempest dei Deftones, oppure... (io sono 'angry inside' quindi l'elenco potrebbe essere lungo).
21 - una canzone che ascolti quando sei felice
Whole lotta love dei Led Zeppelin o magari Foxy Lady di Jimi Hendrix.
22 - una canzone che ascolti quando sei triste
Falling away from me dei Korn o Sonne dei Rammstein.
23 - una canzone che vorresti al tuo matrimonio
Ormai ho già dato, comunque se dovessi fare il bis: Kiss me dei Sixpence None The Richer :-D
24 - una canzone che vorresti al tuo funerale
Su questa non ho dubbi: Day of the Lord's dei Joy Division.
25 - una canzone che è un piacere peccaminoso
Smack my bitch up dei Prodigy.
26 - una canzone estiva
Walking on sunshine di Katrina and The Waves ;-)
27 - una canzone che ti piacerebbe suonare
Nessuna, non voglio rovinarle.
28 - una canzone che ti fa sentire colpevole
Colpevole? Una canzone ti fa sentire libero e innocente come un bimbo (o come un peccatore che si autoassolve, fate voi).
29 - una canzone della tua infanzia
La sigla di Daitarn 3 cantata dai Micronauti.
30 - la tua canzone preferita in questo periodo un anno fa
Non seguo gli hits del momento, quindi in realtà potrei citare una qualsiasi di quelle nominate nel corso dell'intero questionario eccetto quella della domanda 13.

Se qualcun altro vuole illuminarci sui suoi gusti musicali... (si è già capito che sarà un 'challenge' molto virale ;-)

venerdì 29 settembre 2017

Cadendo nei luoghi comuni cercando di non caderci

Settembre è quasi finito. Durante il giorno ha fatto caldo come ad agosto, anche se le piogge hanno fatto abbassare le temperature cosicché verso sera dovevo mettermi le pantofole invece delle infradito e di notte tiravo su il lenzuolo sino al collo anziché scalciarlo via per dormire in stile naturista. Ma si sa che ormai l'estate non è più quella di una volta ed è caldissima in modo esagerato sino all'ultimo giorno.
A ottobre ci sarà qualche nuvola grigia in cielo e gli amici della Tuscia mi regaleranno un po' di castagne, percorrerò l'Aurelia Bis circondato da alberi con le foglie morte e mi sentirò immerso in un paesaggio autunnale, ma sarà solo una mia sensazione poiché si sa che ormai non ci sono più le mezze stagioni e si passa direttamente dall'estate all'inverno.
A novembre il cielo sarà grigio e verso metà mese dovrò iniziare a indossare il giubbotto pesante al mattino e alla sera, le giornate saranno più corte, ma in realtà sarà solo un'impressione dovuta alla fine dell'ora legale.
A dicembre non riuscirò più a uscire di casa senza sciarpa e cappello di lana, indosserò calzettoni spessi come un cappotto, ma sarà solo un'illusione perché anche se non mi pareva in realtà a ottobre era già freddo allo stesso modo.
A gennaio quando andrò a Viterbo tutti gli alberi saranno spogli e avrò voglia di entrare in un bar e ordinare una cioccolata calda, ma in realtà con l'effetto serra il mondo si sta surriscaldando e quindi non fa così freddo come sembra.
A febbraio mi sentirò stremato dalle settimane accumulate sopportando il gelo e l'unica consolazione sarà pattinare sul ghiaccio e vedere i mandorli che iniziano a fiorire, ma sicuramente starò esagerando perché si sa che l'inverno non è più quello di una volta quando faceva veramente freddo.
A marzo comincerò a togliermi il cappello tra mezzogiorno e le quattro di sera, mi incanterò davanti ai rami degli alberi che si ricoprono di petali colorati, anche se in realtà la primavera non esiste più e si passa direttamente dall'inverno all'estate.
Ad aprile ritroverò il piacere di non andare in giro con tre strati di vestiario addosso, nelle aiuole spunteranno dei fiori e avrò una costante sensazione di sonnolenza, ma la verità è che se uno ha sempre voglia di dormire è tutta colpa dello stress della vita moderna e della tiroide.
A maggio andrò in bicicletta con maggior soddisfazione, anche se dovrò continuare a mettermi un foulard alla gola per sicurezza e la sera indosserò un paio di calzettoni anche dentro casa, ma probabilmente sarà solo perché sto invecchiando, poiché si sa che a causa dell'effetto serra a maggio ormai è già estate e fa caldo come se fosse agosto.
A giugno indosserò finalmente i calzoni corti e le infradito, mi accorgerò con piacere che il cielo è sempre terso e le nuvole sono pressoché assenti, ma si sa che questo è solo colpa dell'inquinamento che ha provocato il surriscaldamento globale.
A luglio soffocherò di caldo durante la notte e avrò problemi a dormire causa estrema sudorazione, esattamente come mi accadeva quando ero bambino durante queste mese, ma sicuramente la memoria mi starà tradendo perché tutti sanno che adesso fa molto più caldo di una volta.
A agosto cercherò di trascorrere qualche giornata a mare e tuffarmi nell'acqua gelata, passerò l'interno mese senza mai indossare altro che non siano scarpe leggere senza calzettoni e magliettine di cotone a maniche corte. D'altronde sappiamo già che si tratterà sicuramente dell'estate più calda degli ultimi cento anni, proprio come quella dell'anno scorso e come quella di due anni fa.
A settembre sembrerà ancora agosto per le prime settimane, poi ci saranno acquazzoni improvvisi e violenti cosicché di giorno sarà sempre caldo ma la notte riuscirò a dormire e dovrò persino indossare il pigiama, ma si sa che ormai d'estate fa sempre lo stesso caldo afoso da giugno a settembre senza alcuna differenza.
Insomma, le stagioni non sono più quelle di una volta.

venerdì 22 settembre 2017

Canzoni dimenticate degli anni '80 - 2

Nel 1983 uscì il film di Francis Ford Coppola Rumble Fish (distribuito in Italia col titolo Rusty il selvaggio). Fu uno dei pochi flop nella carriera del regista italo-americano, benché il cast includesse nomi come Matt Dillon, Mickey Rourke, Diane Lane, Dennis Hopper, Nicolas Cage e Laurence Fishburne. E fu anche l'occasione per l'incontro fra due musicisti anticonvenzionali.
La colonna sonora era stata affidata a Stewart Copeland, batterista dei Police che, dopo il grande successo commerciale degli anni precedenti, erano sul punto di sciogliersi.


Copeland realizzò una soundtrack di grande effetto, interamente strumentale, che venne incisa su un LP intitolato come il film. Volle perciò creare un singolo collegato all'album. Lo realizzò in studio da solo, suonando separatamente chitarra, basso, tastiera e batteria e sovrapponendo successivamente le tracce musicali.
Ma aveva bisogno di un cantante per la parte vocale. E a quel punto la sua strada si incrociò con quella di Stan Ridgway.


Anche lui faceva parte di una band, i Wall of Voodoo, che stava avendo un discreto successo negli Stati Uniti; ma anche lui aveva deciso di tentare una carriera solistica, tanto è vero che tre anni dopo avrebbe pubblicato il suo primo LP individuale, The big heat (al pari della colonna sonora di Rumble Fish, anche questo disco è nella mia collezione di vinili).
La voce così smaccatamente e orgogliosamente americana di Ridgway, ma soprattutto la sua armonica, rendono il singolo in questione davvero particolare, difficile da incasellare in un genere preciso.
Anche stavolta fornisco il testo tradotto e un video incorporato da youtube. Mi direte poi cosa ne pensate di "Don't box me in" (magari la conoscevate già e non l'avevate affatto dimenticata, chissà ;-)

(Testo: Tu cammini, io correrò e ti seguirò. Tu chiami, io verrò e non ricorderò da dove vengo. Laggiù, dove finisce il bancone, questo pesce continua a nuotare in una boccia di vetro. Sento una strattonata alla lenza, dove finirò stavolta? Non rinchiudetemi. Un giorno vi mostrerò come sono davvero. Arriverà un giorno in cui non ricorderò più di cosa avevo paura. E nuoterò in mare, non sbatterò su questo vetro. I miei occhi vedono rosso quando il mio mondo è diventato blu, perciò sto abbandonando tutto, è vero. E salterò in una pelle nuova di zecca e voi non sarete più in grado di rinchiudermi. Non rinchiudetemi. Fatemi andare! Ci sono un bel po' di posti nei paraggi in cui non sono mai stato, c'è un oceano qui fuori in cui devo nuotare, c'è un fiume che scorre proprio accanto alla mia porta. Mi chiedo... cosa? E se a volte sembra che io non possa parlare, allora saprete che a questa lavagna manca un gessetto. Non rinchiudetemi, ve lo dico, non rinchiudetemi. Fatemi andare!)