giovedì 16 novembre 2017

Modalità acida "on" - 4

Le giornate acide sono una conseguenza del decadimento psicofisico al quale è irrimediabilmente sottoposto il qui presente blogger, così come ogni altro essere umano.
Però ci sono anche delle circostanze contingenti legate in modo esclusivo alla sua misera esistenza.
Una di queste è il fatto che, in qualità di impiegato amministrativo, si trova spesso a dover affrontare l'incommensurabile ottusità della burocrazia italiota che vuole a ogni costo favorire il disboscamento.
Avete idea di quanta carta viene inutilmente sprecata per redigere la documentazione necessaria alla Spett.le ditta in cui lavorate per prendere parte a una gara pubblica di appalto gestita dalla Preg.ma Stazione Appaltante tramite chiamata diretta e/o partecipazione telematica sul sito degli acquisti della Pubblica Amministrazione?
Intanto occorrono alcuni semplici e ovvi documenti quali:
-certificato della Camera di Commercio
-documento di Valutazione dei Rischi
-nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
-nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
-nomina dell'Addetto Antincendio
-nomina del Medico aziendale
-certificati medici attestanti l'idoneità sanitaria dei lavoratori
-fidejussione assicurativa per copertura dei rischi
-attestazione di consegna ai lavoratori dei dispositivi di protezione individuali (DPI)
... e altro ancora a seconda dei casi. Per ovviare il reperimento di certi altri documenti quali ad esempio il Certificato del Casellario Giudiziale, nonché per essere in regola ai fini dell'art. 14 Dlgs. 81/2008 alleg. 17, ma anche ai fini dell'art. 90 comma 9 lettera A (e vari altri articoli determinativi e indeterminativi che vi risparmio) sono richieste in genere una serie di dichiarazioni:
-dichiarazione di non essere sotto il controllo di altre società partecipanti alla gara
-dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi
-dichiarazione di conformità dei macchinari e delle attrezzature utilizzate
-dichiarazione di possesso dei requisiti professionali
-dichiarazione di non avere contratti di lavoro privati in corso con membri della Pubblica Amministrazione ('clausola pantouflage')
-dichiarazione di avere adeguata capacità economico-finanziaria
-dichiarazione antimafia
-dichiarazione di non aver fornito uranio arricchito alla Corea del Nord
-dichiarazione di non essere stato un foreign fighter per conto dell'Isis
-dichiarazione di non aver fornito documenti riservati a WikiLeaks
-dichiarazione di non aver venduto l'anima a Satana
-dichiarazione di non aver votato per Trump
-dichiarazione di non essere passato al Lato Oscuro della Forza
-dichiarazione di non essere stato il mandante dell'omicidio di J. F. Kennedy
... e giù di lì.
Vabbè, forse non proprio tutte quelle che ho elencato.
Insomma, comunque capirete quanto ci si possa inacidire dovendo trascorrere una o più giornate a compilare e mettere insieme tutta questa roba...

venerdì 10 novembre 2017

Lucca Comics 2017 - le foto

Come promesso ecco la documentazione fotografica del mio passaggio a Lucca lo scorso sabato.
Stavolta non ne ho scattate molte, un po' per il poco tempo trascorso in loco e un po' perché mi sono concentrato su un soggetto che, da solo, ha meritato quasi interamente la mia attenzione.
Mi riferisco alla mia principessa, che quest'anno ha potuto fare il suo primo cosplay :-)
Ed ecco a voi la piccola Arianina Getina che, come se entrasse in (o uscisse da) un cartone animato, si dirige spedita verso i padiglioni degli espositori nei panni di Chiaki Nanami di Danganrompa



(Naturalmente comprendo che le 836 foto che le ho scattato possono interessare solo relativamente a chiunque non sia suo padre o sua madre, pertanto non ne aggiungo altre ;-)
Dicevamo... Chiaki "Vanessa" Nanami si dirige ordunque verso la piazza. Non è l'unica però, altre 327.849 persone hanno appena avuto la stessa idea...


... meno male che suona la campana dalla chiesa di san Dylan Dog e molti fedeli sgombrano il sagrato per partecipare alla mes... ehm, alla mostra.


E intanto ecco che i veri padroni della fiera, i cosplayers, prendono possesso del luogo.




Questi non so chi intendano rappresentare ma una foto gliela ho scattata lo stesso (confessate, quante volte è successo anche a voi di rimanere colpiti da un costume senza tuttavia sapere chi fosse?)


Insomma, questa è stata la mia esperienza abbastanza mordi-e-fuggi a Lucca 2017. Ma l'anno prossimo penso di non...
Ah, beh, dimenticavo: prima viene il Romics ;-)

domenica 5 novembre 2017

Dodecalogo della mia esperienza al Lucca Comics 2017

E per il terzo anno consecutivo sono andato a Lucca per la più nota kermesse fumettistica nazionale. Fra qualche giorno, con più calma, pubblicherò alcune foto. A caldo posso dire che ieri ho imparato un po' di cose che riassumo in un elenco:
1) Evitate di andarci il sabato: traffico assurdo, ore perse in auto, ressa, folla inenarrabile.
2) Ma se proprio è l'unico giorno disponibile, andateci lo stesso perché poi una volta che siete lì ne vale comunque la pena.
3) Se vostra figlia vi chiede di mettersi in fila dietro a sessanta persone per farsi autografare un fumetto, ditegli di no perché perderete un'ora che potrebbe essere impiegata meglio.
4) Però, ripensandoci, invece fatela quella fila: il sorriso di soddisfazione che illuminerà il volto della principessa ad autografo ottenuto è un bel modo di impiegare il vostro tempo.
5) Se non avete la possibilità di indossare un cosplay ben fatto evitate cose raffazzonate.
6) Ma d'altro canto, in quell'atmosfera di follia positiva che pervade le stradine storiche, un cappellino di Arale o una sciarpa di Harry Potter stanno sempre bene, anche se indossati su vestiti normali.
7) Se incontrate Sampei il pescatore non vergognatevi a cantargli la sigla del cartone animato.
8) E se una band improvvisata inizia a suonare la sigla dei Flinstones, c'è da essere fieri di essere stato l'unico che l'ha cantata a memoria senza sbagliare una parola.
9) E' legittimo che il maschio che è in voi non resti indifferente quando passano belle figliole seminude (o se siete donne, quando passano certi palestrati col busto scoperto).
10) Però è ancor più legittimo che subito dopo vi chiediate se si trattava del cosplay di Mew Pam delle Tokyo Mew Mew o se era invece un altro majokko...
11) Arrivati a fine giornata coi piedi gonfi e le gambe indolenzite per i chilometri percorsi, le braccia doloranti per le buste pieni di fumetti trasportate per ore e i riflessi psicofisici azzerati, è sacrosanto ripromettersi di non tornare più.
12) Ma è ugualmente sacrosanto che poche ore dopo, sul letto, vengano pensieri tipo "L'anno prossimo voglio provare a venire di giovedì, magari è meno affollato..."

mercoledì 1 novembre 2017

Come si cambia

No, non è un post dedicato alla canzone di Fiorella Mannoia.
Avrei potuto scrivere qualcosa su Halloween, ma è una ricorrenza che non è appartenuta alla mia infanzia e conseguentemente non mi ha mai trasmesso nulla. Né, d'altra parte, saprei parlare adeguatamente di Ognissanti.
Insomma, non sfrutto gli spunti che offre il calendario ed è un segnale. Nel 2009, ai primordi di questo blog, scrissi un post in cui spiegavo come cercavo di portare avanti i miei progetti di scrittura senza pormi limiti di tempi, sfruttandone ogni ritaglio, estendendo il metodo anche alla lettura.
Ora quell'entusiasmo sembra davvero lontano. Negli ultime mesi non ho scritto quasi nulla e sto leggendo pochissimo.
Vabbé, io provo a ripubblicare quel testo (l'originale è qui), non si sa mai che abbia un qualche effetto terapeutico e mi aiuti a recuperarne lo spirito ;-)

Non pongo limiti al tempo che devo concedere alla scrittura e alla lettura, e infatti mi può capitare di scrivere qualche riga mentre sto per uscire di casa, spegnendo subito il computer dopo aver salvato una trentina di parole, e sempre più spesso mi capita di leggere solo un paio di pagine alle undici di sera prima di arrendermi all’inevitabile necessità di dormire.
Non mi pongo limiti a ciò che vorrei scrivere, infatti sto adattando un mio vecchio racconto a romanzo breve alla media di tre righe al giorno, e contemporaneamente sto portando avanti un mio antico progetto di racconti comici alla stessa media del racconto-romanzo.
Non mi pongo limiti agli obiettivi, infatti intendo spedire entrambi i manoscritti a diversi editori, ovviamente appena saranno terminati.
Per forza di cose, non mi pongo limiti di scadenza per la loro ultimazione. Non sono nella condizione di pormeli. Ci metterò il tempo che ci metterò. Sei mesi, un anno, due anni… chissà.
In definitiva, c’è soprattutto una cosa per la quale non devo pormi dei limiti: la perseveranza. E anche la pazienza.

mercoledì 25 ottobre 2017

Canzoni dimenticate degli anni '80 - 3

Non ricordo l'anno preciso, ma sicuramente era collocato nella seconda metà del decennio ottantesco. In televisione trasmettevano un film horror uscito al cinema nel 1983 di cui si diceva che fosse piuttosto inusuale rispetto alle tipiche trame di quel periodo. Era stato distribuito col titolo Miriam si sveglia a mezzanotte (all'epoca ignoravo che il titolo originale fosse del tutto diverso: The hunger), il regista era Tony Scott e uno dei personaggi era interpretato da David Bowie, per niente a disagio nel confronto recitativo con un mostro sacro come Catherine Deneuve, la protagonista.
La pellicola si dimostrò in effetti tutt'altro che cliché e mi permise tra l'altro di scoprire in ritardo - ormai avevano già sciolto la band - i Bauhaus.


Nella sequenza iniziale del film compare infatti il cantante Peter Murphy che interpreta se stesso mentre canta in una discoteca una canzone assai poco adatta a una discoteca. Il chitarrista Daniel Ash, il bassista David J e il batterista Kevin Haskins non compaiono in scena, una scelta del regista probabilmente dettata dalla volontà di enfatizzare l'inquadratura su Murphy, oggettivamente dotato di un'espressività e di uno sguardo altamente cinematografici.
La canzone eseguita è "Bela Lugosi is dead". Ne rimasi subito colpito e volli poi rimediare il relativo disco per ascoltarla per intero. Era del tutto anti-commerciale: una durata di quasi dieci minuti ripetendo ossessivamente lo stesso riff. Ma la ripetizione cambiava di lunghezza e di intensità, si riproponeva con delle piccole modifiche come le variazioni sul tema di certe melodie classiche, veniva sostenuta dalle distorsioni della chitarra elettrica, dalle dilatazioni infinite delle note del basso, dai colpi sordi e attenuati della batteria, dalla voce ipnotica del cantante. Una sinfonia tetra che celebrava l'attore ungherese noto per aver interpretato Dracula in numerosi film in bianco e nero. Sublime.
Ma non è questa la canzone che intendo proporre poiché non appartiene al decennio ottantesco: uscì come singolo nel 1979.
Il loro primo LP esteso, In the flat field, vide invece la luce nel 1980.
Il pezzo di apertura di un album è quello che introduce l'ascoltatore alla musica in esso contenuta, quindi costituisce di fatto la presentazione ufficiale della band e del suo stile. Reputo perciò assai significativo il primo brano di In the flat field, ovvero "Double dare". Ha un ritmo cupamente gothic rock, in effetti l'intero LP è una litania di tracce musicali cui viene data un'intonazione spesso lugubre.
In basso trovate il testo e il link su youtube.
"Double dare" è una canzone che ad alcuni potrebbe risultare sgradita per le sonorità metalliche rese deliberatamente disturbing (uso un termine inglese perché non ne trovo uno italiano che renda lo stesso effetto). A me invece è sempre piaciuta, sarà che ero e continuo a essere un po' disturbato mentalmente...

(Testo: Io ti sfido a essere reale, a toccare la fiamma tremolante, gli spasimi di un oscuro piacere. Non indietreggiare di fronte alla paura della notte, non tornare indietro ancora una volta dalle destinazioni prefissate. Io ti sfido a essere orgoglioso, ad avere il coraggio di urlare ad alta voce le convinzioni che ti senti dentro come il suono di campane che rintoccano. Io ti sfido a disprezzare la burocrazia e tutte le sue bugie, ad evitarne lo sguardo, loro non hanno mai il coraggio di sfidare. Io sfido te. Te!)