Le parole - sicuramente rozze - di Maruko dicono comunque una verità: sebbene negli ultimi anni di vita Issa ebbe una certa notorietà e riuscì a risolvere alcuni problemi famigliari, nel complesso non si può dire che la fortuna gli volesse bene. Da bambino aveva visto morire la mamma e la nonna, il padre si era risposato e aveva avuto un figlio con la neo-sposa. Come nelle fiabe, la matrigna voleva bene solo al proprio figlio e trattava male Issa, che da adolescente era stato costretto ad andarsene via di casa a fare l'apprendista a Edo (oggi Tokyo) dove visse in condizioni di miseria. E dopo la morte del padre, la matrigna non voleva che Issa prendesse la sua metà dell'eredità (secondo la donna lui ne meritava molto di meno, mentre il grosso doveva invece andare al figlio che il padre aveva avuto con lei; ovviamente la pensava così in modo disinteressato ;-) Dopo una lunga causa civile Issa riuscì infine ad avere le sue spettanze, si sposò, ma la prima figlia morì quando era ancora piccolissima e la moglie perì a sua volta durante il successivo parto. Il secondo matrimonio finì in divorzio dopo pochi mesi, mentre il terzo, che sembrava il più riuscito, non ebbe modo di goderselo quasi per niente poiché un incendio distrusse buona parte del loro villaggio, compresa la casa in cui alloggiavano lui e la moglie, pertanto si dovettero adattare a vivere in una stalla in attesa che la casa fosse ricostruita. E mentre in quelle difficili condizioni la donna era incinta, lui ebbe un grave malore cardiaco e lasciò questo mondo prima di poter assistere alla nascita della nuova figlia.
Insomma, avrete capito il senso del quesito che si pone Issei nel haiku accanto all'ultima vignetta.





