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mercoledì 27 gennaio 2021

Genova

Nei mesi scorsi, nei momenti in cui il lockdown veniva sospeso, per motivi famigliari sono dovuto andare varie volte a Genova (colgo l'occasione per salutare i bloggers Daniele Verzetti e Massimiliano Riccardi :-) 
É stata una vera scoperta per me: ho scattato tante foto e ne voglio condividere alcune con voi, aggiungendo l'invito (se non ci siete mai stati) a recarvici di persona quando torneranno le condizioni per viaggiare senza rischi.
Per raccontare Genova bisogna per forza partire dal porto, qui inquadrato in modo da mettere in primo piano la biosfera con fauna tropicale al suo interno.


Ma come è noto Genova è anche una città sviluppata in altezza, infatti abbondano vicoli e scalinate che si inerpicano verso la parte interna.

Percorrendo queste stradine inaccessibili alle auto (perché troppo strette o perché fatte a gradini) si possono trovare piccoli tesori nascosti, come la Chiesa di Santa Maria in Castello che meriterebbe un post apposito per illustrare tutti i suoi affreschi, il suo chiostro, il suo giardino...





A volte queste viuzze coi palazzi addossati si allargano in modo improvviso e fanno scoprire piazzette più ariose, tipo quella in cui sorge una chiesa da poco restaurata che ospiterà una sezione della Facoltà di Architettura dell'Università cittadina.


Le statue e le lesene non sono vere ma dipinte. In effetti le mura affrescate con effetto trompe-l'oeil sono una caratteristica tipica di Genova. Si può ammirare in edifici storici importanti come l'antica Dogana, ma anche in normali palazzi civili dove accanto a una tipica persiana genovese ce ne sta una (altrettanto tipica) fatta di pittura e illusione...



Contrariamente alla leggenda sulla parsimonia genovese, l'architettura sontuosa non manca. I celebri palazzi "dei Rolli" in via Garibaldi ospitavano le famiglie cittadine più ricche, e qui potete vedere Palazzo Podestà e il particolare di una finestra di un altro edificio storico che oggi ospita il Municipio.



Anche i palazzi più moderni (per modo di dire: risalgono in gran parte agli inizi del '900) che costeggiano via XX Settembre sono uno spettacolo per gli occhi.


Questa è solo una rapida carellata per farsi un'idea, considerato che ho omesso gli edifici più celebri come la Cattedrale di San Lorenzo, il Palazzo Reale e il Palazzo Ducale (ma sono talmente noti che li avrete sicuramente già visti, no?) L'atmosfera del centro storico si può vivere solo camminando e perdendosi nel suo labirinto di stradine, carrugi e creuze.
Anche Piazza De Ferrari è ben nota, io ne fornisco una visione molto festiva con le luminarie natalizie.


Insomma, Zena mi è proprio piaciuta.

martedì 17 luglio 2018

San Martino della Battaglia

Capita talvolta di scoprire dei siti interessanti laddove si è passati tante volte senza prestare attenzione.
In realtà la Torre commemorativa della battaglia di San Martino del 1859 (Seconda Guerra di Indipendenza) tanto inosservata non passa, infatti l'avevo notata a ogni viaggio verso il lago di Garda meridionale. Però non mi ero mai fermato a visitare il complesso monumentale. Quest'anno per fortuna ho adempiuto al mio dovere patriottico e ho avuto una piacevole sorpresa.
Il museo ospita memorabilia dell'epoca: fucili, divise, bandiere, documenti... e naturalmente cannoni.
Si trova all'interno di un grazioso villino ottocentesco.
La vera protagonista però è la torre.
Si sale al suo interno seguendo una scalinata a spirale che rende meno faticosa l'ascesa (comunque da compiere con la dovuta calma ;-) A ogni piano vi sono affreschi con scene di battaglie ed eventi chiave del Risorgimento. Non a caso all'ingresso si viene accolti da Sua Maestà Vittorio Emanuele II.


La torre è in condizioni perfette, assai più ben conservata del mio condominio pur avendo un secolo in più sulle sue mura. Le finestre sono rifinite con deliziose decorazioni tipicamente fin-de-siècle (ecco, visto che dico sempre che mi vedrei bene a vivere in una "torre d'avorio", qui sicuramente ci potrei vivere. Chissà se mi accetterebbero come custode...)
Una volta giunti sulla sommità si gode della veduta della campagna circostante.
A chiudere il trittico monumentale, dopo museo e torre, c'è la cappella che ospita le spoglie terrene dei caduti in battaglia.
É piccola ed estremamente suggestiva per la scelta di esporre i teschi e le ossa dei soldati che hanno perso la vita in una teca che si innalza sino alla parte alta dell'abside, quasi a voler finalmente condurre verso il riposo celeste coloro che qui ebbero in sorte una morte traumatica.
Insomma, come dicevo spesso i luoghi più interessanti da vedere li avevamo a pochi passi di distanza e non ce ne eravamo mai accorti. 
P.S.: questa è stata una piccola emersione dalla pausa estiva, ma farò in modo che ce ne siano altre ;-)

martedì 15 maggio 2018

Il mio recente viaggio all'estero

Approfittando delle festività tra fine aprile e inizio di maggio, ho deciso di fare un viaggetto. In genere non esco mai dai confini nazionali, ma stavolta ho voluto traversare la frontiera per visitare uno stato estero.


… eh! Che ci volete fare? Al momento solo questo mi posso permettere ;-)
E comunque “solo” per modo di dire, perché una visita la Repubblica di San Marino la merita tutta.
C’ero già stato brevemente alcuni anni fa e non avevo avuto il tempo di percorrere la passeggiata lungo la quale sono disposte le tre torri dello stemma araldico sammarinese.
Si tratta di un camminamento che parte dal borgo e poi si inoltra nel verde…


Il sentiero è alquanto rustico, a tratti particolarmente suggestivo.


Scorre lungo lo strapiombo del colle e basta spingersi pochi metri verso la cresta rocciosa per trovarsi sopra il vuoto… nonché davanti a una vista stupenda.


Le torri sembrano lontane e magari si pensa che sarà piuttosto faticoso arrivarci e vederle tutte…


… e invece, prima ancora di sentire il fiatone (grazie anche alla frescura del verde circostante) eccone una.


In generale, i monumenti storici, la natura e i cittadini contemporanei riescono a creare parecchi spunti fotografici interessanti.




Insomma, sono estremamente soddisfatto di questo viaggetto… all’estero ;-)

giovedì 8 febbraio 2018

Abruzzo

Quando ho letto, qualche giorno fa, la notizia che il paesino abruzzese di Città Sant'Angelo è stato inserito dalla rivista Forbes tra i dieci luoghi ideali per trasferirsi nel 2018, il mio primo pensiero è stato: "Allora devo tornarci".
Eh sì, perché io c'ero già stato varie volte quando ancora nessuno lo conosceva.
É un comune sparso, diviso in più frazioni, di cui molte di recente costruzione con case moderne. Ma in cima a un colle vi è il borgo storico con la tipica strada centrale lastricata, le chiese e le piazzette antiche. Se ci capitate avrete la sensazione di trovarvi nel mezzo di Pane, amore e fantasia e da ogni vicolo vi aspetterete di veder sbucare Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica...


In autunno può sembrare un luogo un po' triste...


... ma basta entrare in una trattoria locale, gustare rustell e pasta alla mugnaia e torna subito l'allegria. E poi quando arriva la bella stagione e il sole illumina gli oliveti e le case di campagna, è davvero piacevole fare un'escursione.


A pochi chilometri c'è un altro paesino che a quelli di Forbes è sfuggito ma secondo me potrebbe tranquillamente aggiungersi alla lista: Atri.
Ha un centro storico bellissimo in cui spicca il Duomo di Santa Maria Assunta.


Sul belvedere però si possono trovare anche sculture moderne. Ammetto di non amare granché l'arte astratta, però alcune di queste sculture danno una certa suggestione.


E visto che sto parlando dell'Abruzzo, impossibile non nominare il Gran Sasso.
Ai piedi della catena montuosa c' è un luogo interessante da vedere, prescindendo dalla fede religiosa: il Santuario di San Gabriele.


Da lì si ha una vista meravigliosa delle vette, innevate anche in piena estate.


A San Gabriele sono stato vittima della legge del contrappasso: mentre stavo fotografando, qualcuno mi ha fotografato. Che dite, posso perdonare i colpevoli di questo scherzo? ;-)

giovedì 28 dicembre 2017

Ultimo post del 2017

Negli anni precedenti ho tratto bilanci, esposto progetti per l'anno a venire, sciorinato numeri e statistiche.
Stavolta evito anche perché i numeri sono tutti da recessione e i progetti hanno la tipica forma del "boh, non so, mah, forse, vedremo".
Per concludere l'anno stavolta invece vi lascio qualche immagine scattata nella Città dei Papi, ovvero Viterbo.
Gli addobbi natalizi nel quartiere medievale di San Pellegrino li ho trovati molto graziosi perché non troppo invasivi, tendevano più a evidenziare che a coprire...


L'albero di Natale è il mio preferito: artificiale, luminoso, nessun abete abbattuto e ambiente salvaguardato, niente figure da peracottari come è invece capitato a Roma con l'ormai famigerato Spelacchio...


Molti ragazzini sono ormai convinti che il Natale sia la festa di Santa Claus... Per certi aspetti è la rivincita dell'antica festività pagana che si svolgeva nella medesima data e sopra la quale è stata incastrata, secoli fa, la celebrazione della nuova religione cristiana. Così, nella Cattedrale di San Lorenzo c'era ovviamente il vero simbolo del Natale, la Natività. Il Bambinello è mancante poiché quando ho scattato la foto non era ancora la mezzanotte del 24...


La sorpresa più bella è stata l'esposizione di una vecchia Macchina di Santa Rosa, che resta pur sempre uno dei simboli di Viterbo.



Insomma, con l'augurio che tutti possiate trascorrere un bel Capodanno, ci rivediamo nel 2018 :-)

mercoledì 23 agosto 2017

A proposito della città in cui vivo... e dintorni

A pochi chilometri dalla mia città le strade si inerpicano. In soli venti minuti d'auto, attraverso una lunga serie di tornanti, dal mare si sale verso un paesino collinare dove da bambino trascorrevo due settimane durante l'estate, Tolfa. Ci torno sempre volentieri, anche se ormai è solo per la classica gita domenicale fuori porta.
Ovviamente il nuovo è arrivato anche lì e ci sono palazzi moderni e negozi con marchi noti, ma io preferisco il centro storico, quello in cui le case sembrano intagliate rozzamente nella pietra.


Alcune sono state abbandonate e la vegetazione se ne riappropria...


Dalla strada principale si diramano tante stradine coi gradini a sanpietrini, salite e discese non mancano mai.


La severità della pietra viene ingentilita curando dettagli come le finestre e i portoni, o lasciando davanti agli ingressi vasi di fiori...


Vicino alla chiesa di Sant'Egidio c'è un sentiero che si inerpica verso la sommità del colle. Bisogna percorrere una decina di "rampe" come questa...


... e si giunge al Santuario della Madonna della Rocca, che sembra emergere dalla pietra.


Le rovine dell'antica Rocca dei Frangipane, ancor più della chiesa, appaiono come una naturale prosecuzione della collina, quasi come se le avesse create la roccia stessa.



Dal belvedere si può abbracciare con lo sguardo il borgo, e sul versante opposto la vallata circostante.



Il panorama è un incentivo sufficiente per scarpinare sino alla Rocca, ma è possibile aggiungerne uno ulteriore concedendosi una buona cena come premio per la camminata compiuta. Tolfa ha una secolare tradizione contadina e nelle trattorie è possibile gustare piatti tipici per una località collinare: prosciutto e formaggio, fettuccine ai funghi o al ragù di... lumache (non fate quella faccia schifata, vi garantisco che sono ottime da mangiare) e un secondo a base di carne, magari un arrosto misto che metta insieme le braciole di maiale, il coniglio alla cacciatora, il galletto allo spiedo, le salsicce e l'abbacchio. Ecco, aggiungo un'ultima foto che rende meglio l'idea:


Visto? Quando i piatti sono così puliti evidentemente le pietanze erano troppo buone :-D