giovedì 18 gennaio 2018

Modalità acida "on" - 5

Le giornate acide rendono difficile anche il semplice rapportarsi col contesto in cui si vive.
Partiamo, a livelli ampi, dalla nazione. Nel corso di una giornata acida lo scribacchino può arrivare a pensare che le persone intelligenti tendano a fuggire dal paese in cui vive.
Lo crede basandosi su due considerazioni: la prima è che i suoi connazionali all'estero (a differenza di quelli che rimangono in patria) si distinguono per aver apportato novità importanti nella storia dell'umanità. Per dire: un emigrato italiano in Spagna ha inventato l'emigrazione in America; un altro connazionale, emigrato in Germania, ha inventato l'acqua di Colonia; un paesano emigrato negli Stati Uniti ha inventato la bomba atomica (ecco, questa onestamente non è stata una mossa molto intelligente); il figlio di due emigrati italiani in Inghilterra ha inventato la musica heavy metal (e direi che questa compensa la precedente). La cosa curiosa è che queste novità importanti valgono solo se l'italiano rimane all'estero, non quando ritorna in patria. Per dire: c'è stato un compaesano che era emigrato in Svizzera, poi però è tornato in Italia e ha inventato il fascismo...
La seconda considerazione acida riguardo la repulsione che lo Stivale esercita verso l'intelligenza è che la maggior parte di quelli che rimangono nel paese sembrano interessati solo a vedere quiz in cui non devi essere preparato su una materia specifica come si usava una volta (che so, storia della città di Roccacannuccia o biografia di San Vincino di Siena) ma soltanto quiz non-culturali a botta di culo, quelli in cui devi scegliere un pacco dopo un'ora di tira e molla con un presentatore stucchevole oppure tirare a indovinare se la tizia in studio è parente di quella che gli sta accanto a destra o di quell'altra che sta alla sua sinistra... Se vinci, puoi sperare di diventare celebre come 'vincitore del noto quiz a botta di culo' e così potrai partecipare a qualche reality show con partecipanti a loro volta famosi, tipo la sorella del marito di una pornostar (giustamente celebre in quanto sorella del marito di una pornostar. C'è forse qualche motivo migliore di questo per essere famosi?...)
E molti italiani non emigrati assisteranno con piacere a tale reality show, soprattutto la serata in cui c'è la sfida cui si devono sottoporre i partecipanti. Sfide che svariano dalla prova di canto stonato alla battaglia a secchiate d'acqua in biancheria intima...
Insomma, durante una giornata acida lo scribacchino arriva a vedere cose esasperate dalla sua acidità, cose che in realtà non esist...
... e niente, questo post è meglio finirlo qui ;-)

giovedì 11 gennaio 2018

Mangasia


Si è tenuta al Palazzo delle Esposizioni a Roma la mostra Mangasia, peraltro discretamente pubblicizzata sui mass media.
Io ci sono andato per lo più per l'interesse verso il fumetto giapponese, ma la mostra aiuta a scoprire la storia anche di altre realtà, alcune emergenti (come i manhwa coreani e cinesi) altre ancora poco conosciute come i comics filippini, indonesiani e del subcontinente indiano.
Ho scattato alcune foto che ho piacere di condividere con voi.
Vi sono molte tavole originali di grande effetto. Questa è del pioniere dei manga, Osamu Tezuka.


Vi sono anche esempi di manga art con la fusione di fumetti odierni e stampe tradizionali giapponesi, ad esempio questo incontro fra i personaggi di Eiichiro Oda e i disegni del leggendario artista del XIX secolo Hokusai:


Come detto non mancano esempi di fumetti di area non nipponica. Ne propongo un paio di tavole:



L'allestimento della mostra ha elementi che colpiscono l'attenzione, un po' suggestivi e un po' kitsch...



Insomma, è stata una visita interessante, sicuramente imperdibile per un nipponofilo come me.

giovedì 4 gennaio 2018

Una citazione per iniziare l'anno

Avevo già accennato che prima o poi vorrei scrivere un post dedicato al grande Lucio Battisti.
Per iniziare il 2018 ho pensato di sfruttare alcune sue considerazioni tratte da una delle poche interviste rilasciate dal cantautore (per la precisione è la sua ultima intervista ufficiale) che possono trasformarsi in uno spunto di discussione interessante ma anche in un ideale programmatico per noi scribacchini e creativi in genere. Perché sebbene qui Battisti si riferisca - ovviamente - alla musica, i concetti che espone sono estendibili a qualunque forma di espressività artistica. Ho trascritto il passaggio dell'intervista in modo testuale, senza alterare in nessun modo il linguaggio semplice di Battisti e il suo tipico modo di parlare da 'ragazzo di paese'. Ho solo omesso alcune esitazioni e intercalari onomatopeici.

Coesistono nella mia musica il desiderio di fare musica molto bella e di fare della musica molto popolare. Il desiderio di fare musica molto creativa e musica molto rozza perché possa arrivare a un pubblico che magari non ha voglia per niente di spremersi la testa e che magari ha ragione. E quindi questo crea di volta in volta delle strane cose che sono molto diverse anche da come ero partito, da come erano le mie intenzioni, ma questo è il bello della musica: non si sa mai che cosa esce fuori. É logico che delle volte può venir fuori una canzonetta scema, però delle volte da questo contrasto, da questa cosa caotica possono nascere delle cose molto belle.

Cosa ne pensate? É corretto restare sospesi fra il desiderio di creare qualcosa che sia davvero bello (che però non potrà essere compreso dalla massa) e qualcosa che invece tutti possano capire (ma forse divergerà dall'obiettivo iniziale)? Questo contrasto può comunque dare vita a "cose molto belle" adatte a tutti i palati o finisce col generare soltanto una 'canzonetta' (racconto, poesia, quadro, etc.) "scema"?