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martedì 25 ottobre 2016

Nuvole (remake e reboot)

In un post del 30/11/2010 ipotizzavo che, giunto all'età pensionistica, probabilmente avrei trascorso parte del mio tempo libero facendo il cacciatore di nuvole.
Considerata la non remota probabilità che nel frattempo l'età minima per ritirarsi dal lavoro venga innalzata a 85 anni o giù di lì, ho ritenuto opportuno iniziare già adesso ad andare a caccia nei ritagli di tempo.
Ottobre e novembre non sono tra i mesi che prediligo, però decorano il cielo con nubi fantastiche nel corso dell'intera giornata, attraversando tutte le gradazioni di colore concesse dalla luce del sole.



Fluttuano morbide sopra i tetti caratteristici di borghi pittoreschi...


... ma democraticamente passano anche sopra le banali terrazze di anonimi quartieri periferici, cosicché posso fotografarle dal mio squallido condominio all'ora del tramonto.


Quando vado al lavoro le vedo al porto all'alba, sopra le barche da pesca, mentre i primi guizzi di luce le imbiancano a poco a poco...


... e poi al crepuscolo, quando invece cominciano a scurirsi dopo aver raccolto le ultime gocce di sole.


Mi piacciono anche quando si tratta di giganteschi nuvoloni che sovrastano la città dall'orizzonte fin sopra le case...


... anche se ovviamente sono assai più rassicuranti quando si limitano a fare compagnia ai pini marittimi del giardino sopra le vecchie mura pontificie.


In generale, anche in quei paesaggi che sono già belli di loro, mi sembra che le nubi possano comunque diventare un complemento di bellezza.


Concludendo, se avete qualche amico che ha sempre la testa fra le nuvole vi invito a essere comprensivi con lui: in fondo non fa nulla di male ;-)

mercoledì 12 ottobre 2016

Remake post

Comincio subito a sperimentare una delle opzioni che ho preso in esame per rivitalizzare il blog. Il remake di un vecchio post.
Questo che propongo è davvero preistorico: risale al 10 luglio 2009, praticamente il blog aveva appena aperto i battenti (infatti ricevette zero commenti, ed è anche per tale motivo l'ho scelto: poverino, una seconda chance se la meritava ;-)
Di seguito potete leggere il testo pubblicato sette anni fa da un neo blogger con manie da scribacchino:

ESSERE ORIGINALI
Sono praticamente convinto che essere originali ormai é impossibile. Sono 4000 anni che l'uomo scrive per dar corpo alle sue emozioni, e negli ultimi secoli la quantità di esseri umani alfabetizzati ed istruiti che creano letteratura é aumentata vertiginosamente. Ed é una cosa bellissima. Ma questo fa sparire la possibilità di scrivere una "novità".
Borges, uno dei miei autori preferiti, in un suo racconto cita un saggio di Benedetto Croce del 1904, definendolo "la miglior confutazione delle allegorie" che avesse mai letto. Poi però aggiunge un'osservazione paradossale: le tesi di Croce in questo saggio erano già state smontate 3 anni prima da G.K. Chesterton senza che i due si conoscessero. Lo studio di Chesterton sulle allegorie sembra fatto apposta per smentire quello di Croce che però sarebbe stato pubblicato solo successivamente... E Borges fa un commento molto significativo:
"Tanto é isolato e vasto il mare della letteratura".
E' vero. Io scrivo un romanzo pensando di essere originale, ma magari un romanzo molto simile al mio lo sta scrivendo un giapponese, a sua volta convinto di essere originale... Oppure sviluppo una trama altamente innovativa per poi scoprirla quasi identica in un racconto di uno scrittore messicano del 1910...
Seguendo il simbolismo di Borges, il "mare della letteratura" é talmente variegato ed esteso che appare impossibile aggiungerci anche una sola goccia diversa da tutte le altre già versate in esso.
Ma per quanto possa essere uno sforzo inutile, voglio continuare a provarci... 


Il medesimo blogger sta affrontando oggi una prolungata fase di quasi-blocco della scrittura narrativa. Si è indubbiamente impegnato, negli anni trascorsi dopo quel 10 luglio 2009, per essere "una sola goccia diversa da tutte le altre già versate" nel mare della letteratura, ma la riflessione che trae dopo il settennio in questione è che essere diverso è decisamente più facile che essere bravo.
Voi che ne dite?