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lunedì 1 dicembre 2014

Un po' di sana megalomania

Stavolta il regalo di natale me lo sono fatto da solo, anticipatamente. È un tributo alla mia megalomania, ovvero la stampa in due volumi di tutti i miei scritti. 
La scelta di farlo ora non è casuale: nel 2014 ho autofesteggiato venticinque anni esatti di attività scribacchina, come avevo d'altronde già anticipato in questo post pubblicato alla fine del 2013.
E così, ecco due elenchi telefonici formato A4 di cinquecento e rotte pagine ciascuno. Se dovessimo ripiombare a un livello di evoluzione tecnologica inferiore all'attuale, senza più computers, clouds e files di dati sparsi sul web, potrò conservare un'antiquata ma sempre utile traccia cartacea dei miei vaneggiamenti.


Ho cercato di curare al meglio anche l’aspetto editoriale. Creare libri mi piace: adoro editare l’impaginazione, l’aspetto tipografico e ovviamente gli indici. All'inizio dei volumi c’è quello generale che indica i vari libri:


e poi, giunti alla pagina di ogni singolo libro, il dettaglio dei racconti o dei capitoli che lo compongono:



Per la “Trilogia veneta sognata” non poteva mancare un'ambiziosa bordatura decorativa sul modello dei libri settecenteschi…


Insomma, ho messo insieme un bel po’ di pagine da sfogliare. Presumo che uno scrittore serio in un quarto di secolo riesca a produrre anche più di mille pagine formato A4 con testo carattere 11, ma io mi accontento. Anzi, dirò di più: mi riterrei soddisfattissimo se nei prossimi venticinque anni (sperando che la vita me li conceda) riuscissi a scrivere un numero di opere decenti tali da giustificare altri due volumi di identiche dimensioni a quelli attuali.
Mi auguro che fra venticinque anni esatti saremo ancora tutti qui per verificare se ci sono riuscito oppure no ;-)


venerdì 29 aprile 2011

Ulteriore caduta di stile

Stamattina ho ricevuto questa e-mail pubblicitaria:











Io sono un utilizzatore di ilmiolibro e lo avevo scelto perchè onestamente buono come servizio di print-on-demand, con un ottimo rapporto qualità/prezzo e soprattutto perchè non assegna alcun codice isbn: chi sceglie questo servizio non si ritrova automaticamente sui cataloghi on line dei circuiti librari, niente "furbate", nessun modo di aggirare la selezione editoriale.
Sono rimasto perciò perplesso quando, mesi fa, venne proposta (dietro pagamento) la possibilità di far ordinare i propri libri presso le librerie Feltrinelli. Una paraculata di gran classe: che senso ha che il mio romanzo creato col print-on-demand (quindi privo di alcun controllo) possa essere ordinato alla Feltrinelli di Largo Torre Argentina a Roma? Servirebbe solo per darmi delle arie, come il tizio che si vanta di aver sedotto una bella donna senza specificare che l'ha pagata per portarsela a letto...
Adesso, un ulteriore salto di qualità nella caduta di stile: si può mettere un annuncio sul quotidiano La Repubblica (sempre a pagamento, beninteso) per comunicare al mondo fremente la notizia dell'uscita del tuo nuovo capolavoro letterario di print-on-demand...
Non ho usufruito dell'opzione precedente e non intendo utilizzare neppure questa. In compenso sto valutando se sia il caso di mantenere i miei scritti stampabili su "ilmiolibro" o se forse non sia giunta l'ora di cambiare fornitore...

lunedì 20 settembre 2010

Ancora sul print-on-demand

Tra i servizi di p.o.d. esiste anche quello di Lampi di Stampa, casa editrice che appartiene alla società di distribuzione Messaggerie Italiane. Quest’ultima controlla varie attività legate al mondo dell’editoria, tra cui il rivenditore online IBS e il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (al quale fanno capo marchi conosciuti, ad esempio Tea, Nord, Salani, Garzanti, Longanesi e altri ancora).
Il loro servizio “Tuttiautori” è abbastanza simile a quelli offerti da Boopen e Lulu, con tanto di offerta “pubblica il tuo libro a partire da 99 €”, acquisto minimo di 20 copie e codice isbn incluso nel pacchetto, con conseguente visibilità su ibs.it che (come già detto) appartiene allo stesso gruppo.
La presenza di un gigante del genere in questo settore non è così sorprendente. Il sito ilmiolibro (che però non è editore e non fornisce codice isbn) appartiene al gruppo editoriale Repubblica / Espresso, che di sicuro non si può definire un piccolo tipografo…
La smania di pubblicare è latente in (quasi) ognuno di noi, e rappresenta un discreto business. Probabilmente i “grandi” hanno pensato che era un peccato lasciare questi introiti in mano ai “piccoli”.
Perciò anche il print on demand sta diventando appannaggio dei grossi gruppi editoriali.
Non so se farò mai ricorso al servizio “Tuttiautori”, pagando un centinaio di euro per avere il sospirato codice isbn e la visibilità su Internet Book Shop. Al momento preferisco lasciare le cose come stanno. Forse un giorno cederò alla vanità di vedere il mio nome associato a un libro ufficialmente pubblicato (sia pure tramite questa scorciatoia non molto diversa da un editore a pagamento), ma di sicuro manterrò la possibilità del download gratuito tramite il blog.

venerdì 11 giugno 2010

Chissà chi...

Come rammentato proprio nel post precedente, prima di rendere i miei scritti disponibili in formato digitale avevo fatto ricorso al print-on-demand tramite i servizi de ilmiolibro, inserendoci Racconti fantastici e Trilogia veneta sognata (l'unico che al momento non ho reso disponibile anche on line ed è leggibile solo richiedendone una copia cartacea tramite ilmiolibro).
Da diversi mesi lo avevo praticamente abbandonato, ed è stata perciò una mezza sorpresa scoprire che due utenti di quella community hanno comprato una copia di entrambi gli scritti.
Non so se saranno di loro gradimento, comunque sento di doverli ringraziare per avermi fatto provare (sia pure in proporzione microscopica) la sensazione di aver avuto degli acquirenti per i miei racconti.
Sin dal momento in cui li ho inseriti su ilmiolibro ho deciso di mantenere il prezzo di vendita il più basso possibile (il minimo imposto dal sito) senza alcun guadagno per me, consapevole che chi accetta di comprare un libro autopubblicato corre un bel rischio, e quanto meno ha il diritto di non spendere troppo.
Continuerò a mantenere questi prezzi nella speranza che siano un incentivo per altri lettori-kamikaze. E naturalmente augurandomi che possano dire: 'beh, sono stati soldi spesi bene'.

venerdì 14 maggio 2010

Il print-on-demand si affaccia da Feltrinelli...

... ma non nel modo in cui speravano alcuni (meglio precisarlo subito per evitare che il titolo provochi ottimismo ingiustificato).
Il fatto: il portale ilmiolibro specializzato in print-on-demand (di cui sono peraltro utente), aggiunge da oggi un servizio supplementare: la possibilità di vendere i propri libri autoprodotti tramite la catena libraria e il sito internet della Feltrinelli. In fondo 'ilmiolibro' appartiene a un gigante dell'editoria come il gruppo Repubblica/Espresso, quindi era inevitabile che prima o poi si accordasse con altri giganti del settore.
I termini del servizio sono spiegati in questa pagina web.
Riassumendo in poche parole: i libri autoprodotti non sarebbero certo esposti negli scaffali delle librerie Feltrinelli, e un eventuale acquirente può semplicemente ordinare il libro presso un punto vendita feltrinelliano, attendendo poi alcuni giorni per la consegna (il tempo di stamparlo). Oppure può ordinarlo direttamente sul sito LaFeltrinelli, e in questo caso c'é il vantaggio di poter abbinare l'acquisto con altri testi dell'editoria ufficiale (esempio: se convinco mio cugino a comprare un mio libro autoprodotto con questo sistema, lui può inserire nel carrello "Gigantesca cagata" di Ariano Geta, "Il codice da Vinci" di Dan Brown e "La cattedrale del mare" di Ildefonso Falcones).
Il servizio non é gratuito, ma non ha costi assurdi e comunque quanto meno fornisce un codice isbn al proprio libro [EDIT: come da segnalazione in uno dei commenti, verificata e risultata corretta, viene fornito solo un codice a barre di tipo commerciale, ma NON un codice isbn].
Perplessità: purtroppo quelle tipiche del print-on-demand. Intanto la qualità dello scritto: qualunque analfabeta ambizioso (come me ad esempio) può pubblicare un romanzo con questo sistema, senza che il suo libro sia stato sottoposto a nessun giudizio da parte di lettori ed editors competenti.
Poi la pubblicità: anche ipotizzando che, con l'aiuto di ghost writers esperti, uno riesca a scrivere qualcosa di veramente originale, però deve farlo conoscere ai potenziali lettori. I libri prodotti da questo servizio NON sono (é bene ribadirlo) esposti in libreria, bisogna che l'acquirente sappia della loro esistenza tramite altri canali (messaggi su facebook, supplica di prenderne una copia da parte del parente che ha scritto il presunto capolavoro). In poche parole: la promozione resta tutta nelle mani dell'autore.
E poi il prezzo di copertina: devono guadagnarci il tipografo, il sito 'ilmiolibro', il distributore e la Feltrinelli... temo che a queste condizioni é impossibile mantenere un prezzo decente.
Partendo da questi presupposti e dal fatto che il servizio é a pagamento, resta il dubbio sia solo un buon sistema per spillare soldi ai tipici megalomani del vanity-press come quel coglione di Ariano Geta (che per il momento però non intende avvalersi di questa opzione).
Prendiamo il lato positivo: é un passettino in più per avvantaggiare l'autopubblicazione e la distribuzione dei libri autopubblicati a livello nazionale, che non sono necessariamente le cazzate dell'Ariano Geta di turno ma anche reportage e documenti di altro genere prodotti da gruppi o associazioni che vogliono scrivere le loro verità senza passare attraverso le forche caudine dei tagli e delle "correzioni" che applicherebbero la case editrici ufficiali (ovviamente c'é anche qui il rovescio della medaglia: é possibile creare libri tendenziosi e farli circolare senza troppi problemi, certe "organizzazioni" sono bravissime a diffondere tra i propri seguaci idee distorte facendole passare per il Verbo).
Insomma, riassumendo rimane la notizia in se stessa. Tutto il resto sono solo ipotesi e parole.

martedì 15 dicembre 2009

La "Trilogia" parte da ilmiolibro

Come si nota dal penultimo post, alla fine ho "pubblicato" la mia "Trilogia veneta sognata" su ilmiolibro, in attesa di... niente, perché l'altro "editore" con cui sono in ballo é sempre un fornitore di servizi print-on-demand, quindi cambiano solo alcuni aspetti formali ma non la sostanza. Ma un giorno forse arriverà anche un Editore vero, chissà...
Nel frattempo mi accontento di ampliare la mia vetrina virtuale su internet...

mercoledì 21 ottobre 2009

Il valore di un libro pubblicato

Facendo la figura dello scemo, del rompiscatole e dell'eccentrico (peraltro tre aggettivi che mi si addicono) per la seconda volta ho annullato la richiesta di pubblicazione a Boopen di "Trilogia veneta sognata" perché mi sono accorto di alcuni refusi... Piccole cose per carità, ma ci terrei a pubblicare un libro ineccepibile almeno sul piano formale.
Il punto é che io credo che PUBBLICARE un libro (non semplicemente "stampare") implichi il dovere di renderlo perfetto almeno a livello grammaticale, sintattico e linguistico. E così, la "Trilogia veneta sognata" é rimandata di qualche giorno. E anche la mia credibilità presso Boopen...

lunedì 28 settembre 2009

Il print-on-demand per farsi libri personalizzati

Un uso del print-on-demand che ho scoperto e che mi sta intrigando é la possibilità di creare i propri libri scegliendo ogni minimo dettaglio grafico, praticamente la versione post-industriale dei manoscritti medioevali, basta stamparne una sola copia e rimane un libro unico al mondo.
Non mi riferisco tanto ai testi scritti, quanto piuttosto alle raccolte di immagini, stampe, quadri, etc. che magari sono facilmente reperibili su internet in alta definizione, ma quasi impossibili da trovare (a prezzi accessibili a noi comuni mortali) a livello di libri stampati.
Oppure può capitare che uno sia interessato a certe tematiche molto specifiche (che so, illustrazioni ispirate ai racconti di Howard o di Poe) per le quali non esiste neppure una monografia in commercio. Ma é sufficiente raccogliere le immagini desiderate nel web, incollarle su word e aggiungere testi e descrizioni a piacimento e tutto ciò che si vuole, ed ecco pronto un libro personalizzato al 100% che aspetta solo di essere stampato in un' unica copia...
NOTA 1: ovviamente le immagini le scarico da siti che autorizzano il download e riguardano autori il cui copyright é scaduto.
NOTA 2: anche se la nota 1 fosse una bugia, dovevo scriverla per forza...

venerdì 28 agosto 2009

Punti di vista

Bazzicando su internet ho trovato una “lettera aperta” del direttore di una piccola casa editrice “istituzionale”. In essa il direttore sostiene di voler mettere in guardia tutti gli aspiranti scrittori dai rischi in cui si può incorrere, e gli fornisce validi elementi per diffidare del “print on demand”, la nuova frontiera dell’editoria che ha però dei limiti notevoli. Il direttore li elenca compiutamente:

-praticamente nessun controllo sulla qualità dello scritto, che viene pubblicato così come è;
-nessun genere di appoggio da parte dell’editore, che si limita a mettere il libro a disposizione sul proprio catalogo on line, senza alcun tipo di promozione, diffusione nelle librerie, inserimento nei circuiti letterari, etc.;
-banalizzazione del sogno di pubblicare un proprio lavoro, dando l’illusione di essere diventati “autori” con un libro stampato in serie ed un numero ISBN fornito tipo “codice a barre”…
-nel complesso: un sistema con cui TUTTI possono pubblicare, a discapito della qualità.

Che dire, sono argomenti ineccepibili. Però, caro direttore, mi permetta di esprimere il mio punto di vista.
Io appartengo ai “banalizzati” che hanno scelto di pubblicare il loro libro col “print on demand”. Per me è comunque una grande soddisfazione dare forma ai miei lavori, anche se magari saranno semplicemente regalati ad amici e parenti, spendendo una cifra molto bassa. Prima non era possibile, a meno che non avessi 5000 euro da buttare via ogni anno. Già questo è un punto a favore del “book on demand”.
E poi non si è soggetti alla “tendenze” del mercato. Al giorno d’oggi sembra che uno debba per forza scrivere un romanzo di almeno 500 pagine. I racconti brevi (guarda caso il mio genere narrativo preferito) difficilmente vengono presi in considerazione. Sono forse stati aboliti?... Mi viene il sospetto che Borges e Poe al giorno d’oggi non riuscirebbero a pubblicare nulla, e i loro manoscritti gli verrebbero rispediti con un modulo prestampato: “Per la pubblicazione prendiamo in considerazione solo romanzi”…
Tutti possono pubblicare senza alcun controllo a discapito della qualità? Vero. Ma i libri “on demand” non si trovano nelle librerie, sono solo su internet. Le librerie continuano ad esporre i libri delle case editrici “istituzionali”, quindi nelle librerie il “degrado” non si dovrebbe notare. Però si nota un’altra cosa: che anche con gli editori famosi TUTTI possono pubblicare. Tutti coloro che sono MEDIATICAMENTE FAMOSI… Ha notato che sono in vendita (o lo sono stati in passato) opere di narrativa firmate da Jovanotti, Marina Ripa di Meana, Maurizio Costanzo, Silvana Giacobini, etc.? Hanno aggiunto qualcosa alla letteratura? Eppure sono stati pubblicati da editori importanti… Poi, per carità, può succedere che il comico Faletti si riveli uno scrittore di talento. Ma in linea di massima é ovvio che qualunque partecipante del “Grande Fratello” mediasettiano o di “Amici” ha la certezza di poter pubblicare il suo romanzo (come infatti è successo…) solo perché sarà sicuramente “comprato” (non necessariamente letto) dai ragazzini che collezionano tutti i “gadgets” relativi ai loro idoli televisivi (mentre uno “scrittore ignoto” come me non ha questa chance, spesso non riesce neppure a far leggere il proprio manoscritto, e comunque deve sperare che l’incipit sia perfetto e che il redattore della casa editrice a cui ha sottoposto il proprio manoscritto non vada di fretta, altrimenti rischia di essere “bocciato” dopo dieci righe…)
Il degrado nella qualità della narrativa ha altre radici, non è certo colpa del “book on demand”.