Allo stesso modo, un post di Ariano Geta incentrato sul proporsi come personaggio pubblico sembra quasi una barzelletta. Io sono l'uomo senza volto e senza nome, lo pseudonimo che blogga, non ho e non potrò mai avere le credenziali per fornire utili indicazioni su come proporsi agli altri in modo da diventare un "personaggio pubblico".
E infatti non ho nessuna intenzione di dare suggerimenti. La materia mi sfugge per congenita incompatibilità e la sto ancora studiando senza tuttavia apprendere granché.
Tuttavia, a coloro che condividono sogni scribacchini come il qui presente ma non sono affetti dalle mie ritrosie, consiglio fortemente di curare molto questo aspetto.
Siamo in un'epoca in cui la fanbase deve esistere a prescindere. Avere migliaia di amici su facebook, un canale su youtube in cui ogni video riceve centinaia di like (e aggiungiamoci pure una marea di contatti su twitter e whatsapp) è più importante che avere qualcosa da proporre. Il "qualcosa" in questione può arrivare anche dopo (che si tratti di un libro, di una canzone, di un fumetto o di un cortometraggio poco importa, potete decidere con calma) però bisogna prima essere conosciuti, sapere con certezza che ogni propria iniziativa verrà notificata dai meccanismi automatici di condivisione del web a un numero enorme di followers.
Può essere utile anche per proporvi all'editore al quale sottoporrete il vostro manoscritto: credo che non rimarrà insensibile al fascino dei numeri potenziali che potrete vantare in dote sui social networks.
Quindi, in due parole: siate personaggi. Non è necessario finire in televisione, potete esserlo anche in rete tessendo con pazienza una vasta tela di contatti.
Se ciò sia realmente attinente al desiderio di scrivere non sta a me dirlo. Io mi limito a evidenziare un elemento concreto che può favorire le chances di pubblicazione.





















