giovedì 30 novembre 2017

Auto-sfida scrittoria

Quando incorro in periodi come questo in cui mi manca l'ispirazione (so che la parola è arcaica e denota scarsa attitudine al balzo verso il professionismo, ma d'altronde sono anch'io arcaico dacché vivo, come sapete, nel 1908) uno sprone creativo è l'inevitabile sfida scrittoria.
Qualche settimana fa avevo ricevuto una proposta per un racconto "natalizio" sul quale mi ero arenato per varie ragioni, eppure sto insistendo perché ormai è diventata - appunto - una sfida. Solo con me stesso, certo, ma non per questo meno stimolante.
Con lo stesso spirito mi accingo ad affrontare in singolar tenzone il mio blocco dello scrittore anche per storie più lunghe di un racconto, avendo l'obiettivo di portare a conclusione uno dei miei manoscritti rimasti a metà.
Ne avevo parlato un po' di tempo fa (eufemismo) in questo post. Rileggendolo oggi posso constatare che i progetti incagliati indicati ai punti 3 e 5 della lista sono stati nel frattempo risolti e conclusi.
Ergo: perché non provare col progetto 1, che sicuramente non è uno dei miei generi preferiti ma è già a metà strada? (anche se dovrà essere totalmente editato). Il fatto che si tratti di un genere non prediletto diventa un'ulteriore sfida: dovrò impegnarmi a far bene pur avendo una limitata esperienza settoriale, ciò implica l'obbligo - ancora maggiore del solito - di documentarsi, confrontare, approfondire...
Qualcuno sicuramente starà pensando: ma perché mai quel deficiente di Ariano Geta ha provato a realizzare e ora vorrebbe concludere un romanzo fantasy se per sua stessa ammissione non ne è un grande appassionato?
La risposta è che a me piace diversificare, tentare nuove strade. Quando ero ragazzo sognavo di scrivere un libro per ogni genere: avventura, giallo, thriller, introspettivo, fantascienza... All'atto pratico non sono stato così settoriale, però mi accorgo che negli ebook che ho pubblicato non c'è una continuità: tendo a variare passando dal realistico al fantastico, dal comico al serio.
Non è un caso se l'unico musicista italiano che ascolto con una certa regolarità è il compianto Lucio Battisti (prima o poi dovrò dedicargli un post): i suoi album sono sempre diversi l'uno dall'altro, dal melodico tradizionale agli accenni di rhythm & blues, dal prog rock alla disco dance sino allo sperimentalismo. Mi piacciono gli artisti che anziché ripetersi costantemente (sia pure con metodo e originalità) cercano di rinnovarsi ogni volta a costo di fallire.
E nel mio piccolissimo ambito dilettantesco perseguo anch'io questo obiettivo.

giovedì 23 novembre 2017

I miei anni '90

Buon ultimo, mi aggrego a coloro che hanno già partecipato a questo me.me. Proprio in quanto ultimo non credo di poter aggiungere granché a quanto già detto da tutti quelli che mi hanno preceduto, però magari qualcosa di nuovo potrebbe scapparci, chi lo sa ;-)

RICORDI
Come avevo anticipato nel topic dedicato a un fatto per ogni anno della mia vita, il decennio '90 è stato quello del passaggio dalla gioventù alla maturità età adulta ... insomma, l'ho iniziato come matricola all'università e l'ho concluso col matrimonio e un lavoro (pardon: con una collaborazione coordinata e continuativa).
I ricordi più belli sono legati ai viaggi in Inghilterra per migliorare l'inglese, è stata la scoperta di un altro mondo per me, dalle abitudini ai gusti culinari passando per la moda.
Avevo già la passione per il tè, e nei tea shops per la prima volta trovavo negozi con qualità di ogni genere e accessori che in Italia probabilmente non avrei mai reperito (non c'era ancora amazon a quei tempi... ;-) Ho ancora un filtro a forma di cucchiaio e diverse confezioni di metallo comprate in terra d'Albione che tengo in uno sportello con tutta la mia collezione di scatole da tè.
Ho frequentato anche i pubs, ma giuro che non sono mai andato oltre una pinta di birra ogni sera, sono sempre rimasto sobrio.

TELEVISIONE

Oltre alle serie tv arcinote tipo il cartone "I Simpson" e il telefilm "X Files" (che seguivo assiduamente) mi piace ricordare due cartoni animati che mi sembra nessuno abbia citato e che io invece vedevo con molto piacere.
Agli inizi della decade mi ero appassionato a Maison Ikkoku (trasmesso in Italia col titolo Cara dolce Kyoko) perché anche se non sembra - e d'altronde faccio del mio meglio per nasconderlo - sotto sotto un po' di sentimentalismo ce l'ho anch'io ;-)
Alla fine del decennio ho invece apprezzato Daria e il suo sarcasmo nerd su MTV. Peccato che non lo abbiano più replicato.

FUMETTI
E che ve lo dico a fare? Dylan Dog è stato un must per tutti noi di quella generazione, un fumetto molto innovativo per certi aspetti.
Ma in quel periodo hanno iniziato a circolare in Italia le prime riviste dedicate ai manga. Io leggevo dapprima Mangazine e poi Kappa Magazine sul quale ho letto la prima versione di Ghost in the Shell (col titolo di Squadra Speciale Ghost). Non chiedetemi cosa penso della recente della trasposizione cinematografica...
Altre primizie di quel tempo tipo Aa! Megamisama! (Oh mia dea) penso che sopravvivano solo nella memoria mia e di pochi altri.

MUSICA
Quando si parla di anni '90 per me la parola "musica" diventa sinonimo di grunge. I Nirvana naturalmente, ma anche i Soundgarden, i Bush, i Deftones... E poi il nu metal dei Korn.
Musicalmente parlando mi sono fermato a quel decennio in un certo senso, non riesco ad apprezzare allo stesso modo quel che è seguito.
Anzi, mi riesce più facile andare a ritroso, riscoprire il prog rock dei primi anni '70. Forse perché sto invecchiando ;-)

CINEMA
Per quanto riguarda il cinema posso dire solo banalità, ho amato film talmente noti che di sicuro tutti conoscono: il monumentale poliziesco Heat, i thriller Seven e I soliti sospetti, i visionari Trainspotting e L'esercito delle 12 scimmie, l'epico Braveheart.
Come pellicola meno nota posso citare solo Buon compleanno Mr. Grapes, quando Johnny Depp ancora non giocava a fare il divo

giovedì 16 novembre 2017

Modalità acida "on" - 4

Le giornate acide sono una conseguenza del decadimento psicofisico al quale è irrimediabilmente sottoposto il qui presente blogger, così come ogni altro essere umano.
Però ci sono anche delle circostanze contingenti legate in modo esclusivo alla sua misera esistenza.
Una di queste è il fatto che, in qualità di impiegato amministrativo, si trova spesso a dover affrontare l'incommensurabile ottusità della burocrazia italiota che vuole a ogni costo favorire il disboscamento.
Avete idea di quanta carta viene inutilmente sprecata per redigere la documentazione necessaria alla Spett.le ditta in cui lavorate per prendere parte a una gara pubblica di appalto gestita dalla Preg.ma Stazione Appaltante tramite chiamata diretta e/o partecipazione telematica sul sito degli acquisti della Pubblica Amministrazione?
Intanto occorrono alcuni semplici e ovvi documenti quali:
-certificato della Camera di Commercio
-documento di Valutazione dei Rischi
-nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
-nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
-nomina dell'Addetto Antincendio
-nomina del Medico aziendale
-certificati medici attestanti l'idoneità sanitaria dei lavoratori
-fidejussione assicurativa per copertura dei rischi
-attestazione di consegna ai lavoratori dei dispositivi di protezione individuali (DPI)
... e altro ancora a seconda dei casi. Per ovviare il reperimento di certi altri documenti quali ad esempio il Certificato del Casellario Giudiziale, nonché per essere in regola ai fini dell'art. 14 Dlgs. 81/2008 alleg. 17, ma anche ai fini dell'art. 90 comma 9 lettera A (e vari altri articoli determinativi e indeterminativi che vi risparmio) sono richieste in genere una serie di dichiarazioni:
-dichiarazione di non essere sotto il controllo di altre società partecipanti alla gara
-dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi
-dichiarazione di conformità dei macchinari e delle attrezzature utilizzate
-dichiarazione di possesso dei requisiti professionali
-dichiarazione di non avere contratti di lavoro privati in corso con membri della Pubblica Amministrazione ('clausola pantouflage')
-dichiarazione di avere adeguata capacità economico-finanziaria
-dichiarazione antimafia
-dichiarazione di non aver fornito uranio arricchito alla Corea del Nord
-dichiarazione di non essere stato un foreign fighter per conto dell'Isis
-dichiarazione di non aver fornito documenti riservati a WikiLeaks
-dichiarazione di non aver venduto l'anima a Satana
-dichiarazione di non aver votato per Trump
-dichiarazione di non essere passato al Lato Oscuro della Forza
-dichiarazione di non essere stato il mandante dell'omicidio di J. F. Kennedy
... e giù di lì.
Vabbè, forse non proprio tutte quelle che ho elencato.
Insomma, comunque capirete quanto ci si possa inacidire dovendo trascorrere una o più giornate a compilare e mettere insieme tutta questa roba...

venerdì 10 novembre 2017

Lucca Comics 2017 - le foto

Come promesso ecco la documentazione fotografica del mio passaggio a Lucca lo scorso sabato.
Stavolta non ne ho scattate molte, un po' per il poco tempo trascorso in loco e un po' perché mi sono concentrato su un soggetto che, da solo, ha meritato quasi interamente la mia attenzione.
Mi riferisco alla mia principessa, che quest'anno ha potuto fare il suo primo cosplay :-)
Ed ecco a voi la piccola Arianina Getina che, come se entrasse in (o uscisse da) un cartone animato, si dirige spedita verso i padiglioni degli espositori nei panni di Chiaki Nanami di Danganrompa



(Naturalmente comprendo che le 836 foto che le ho scattato possono interessare solo relativamente a chiunque non sia suo padre o sua madre, pertanto non ne aggiungo altre ;-)
Dicevamo... Chiaki "Vanessa" Nanami si dirige ordunque verso la piazza. Non è l'unica però, altre 327.849 persone hanno appena avuto la stessa idea...


... meno male che suona la campana dalla chiesa di san Dylan Dog e molti fedeli sgombrano il sagrato per partecipare alla mes... ehm, alla mostra.


E intanto ecco che i veri padroni della fiera, i cosplayers, prendono possesso del luogo.




Questi non so chi intendano rappresentare ma una foto gliela ho scattata lo stesso (confessate, quante volte è successo anche a voi di rimanere colpiti da un costume senza tuttavia sapere chi fosse?)


Insomma, questa è stata la mia esperienza abbastanza mordi-e-fuggi a Lucca 2017. Ma l'anno prossimo penso di non...
Ah, beh, dimenticavo: prima viene il Romics ;-)

domenica 5 novembre 2017

Dodecalogo della mia esperienza al Lucca Comics 2017

E per il terzo anno consecutivo sono andato a Lucca per la più nota kermesse fumettistica nazionale. Fra qualche giorno, con più calma, pubblicherò alcune foto. A caldo posso dire che ieri ho imparato un po' di cose che riassumo in un elenco:
1) Evitate di andarci il sabato: traffico assurdo, ore perse in auto, ressa, folla inenarrabile.
2) Ma se proprio è l'unico giorno disponibile, andateci lo stesso perché poi una volta che siete lì ne vale comunque la pena.
3) Se vostra figlia vi chiede di mettersi in fila dietro a sessanta persone per farsi autografare un fumetto, ditegli di no perché perderete un'ora che potrebbe essere impiegata meglio.
4) Però, ripensandoci, invece fatela quella fila: il sorriso di soddisfazione che illuminerà il volto della principessa ad autografo ottenuto è un bel modo di impiegare il vostro tempo.
5) Se non avete la possibilità di indossare un cosplay ben fatto evitate cose raffazzonate.
6) Ma d'altro canto, in quell'atmosfera di follia positiva che pervade le stradine storiche, un cappellino di Arale o una sciarpa di Harry Potter stanno sempre bene, anche se indossati su vestiti normali.
7) Se incontrate Sampei il pescatore non vergognatevi a cantargli la sigla del cartone animato.
8) E se una band improvvisata inizia a suonare la sigla dei Flinstones, c'è da essere fieri di essere stato l'unico che l'ha cantata a memoria senza sbagliare una parola.
9) E' legittimo che il maschio che è in voi non resti indifferente quando passano belle figliole seminude (o se siete donne, quando passano certi palestrati col busto scoperto).
10) Però è ancor più legittimo che subito dopo vi chiediate se si trattava del cosplay di Mew Pam delle Tokyo Mew Mew o se era invece un altro majokko...
11) Arrivati a fine giornata coi piedi gonfi e le gambe indolenzite per i chilometri percorsi, le braccia doloranti per le buste pieni di fumetti trasportate per ore e i riflessi psicofisici azzerati, è sacrosanto ripromettersi di non tornare più.
12) Ma è ugualmente sacrosanto che poche ore dopo, sul letto, vengano pensieri tipo "L'anno prossimo voglio provare a venire di giovedì, magari è meno affollato..."

mercoledì 1 novembre 2017

Come si cambia

No, non è un post dedicato alla canzone di Fiorella Mannoia.
Avrei potuto scrivere qualcosa su Halloween, ma è una ricorrenza che non è appartenuta alla mia infanzia e conseguentemente non mi ha mai trasmesso nulla. Né, d'altra parte, saprei parlare adeguatamente di Ognissanti.
Insomma, non sfrutto gli spunti che offre il calendario ed è un segnale. Nel 2009, ai primordi di questo blog, scrissi un post in cui spiegavo come cercavo di portare avanti i miei progetti di scrittura senza pormi limiti di tempi, sfruttandone ogni ritaglio, estendendo il metodo anche alla lettura.
Ora quell'entusiasmo sembra davvero lontano. Negli ultime mesi non ho scritto quasi nulla e sto leggendo pochissimo.
Vabbé, io provo a ripubblicare quel testo (l'originale è qui), non si sa mai che abbia un qualche effetto terapeutico e mi aiuti a recuperarne lo spirito ;-)

Non pongo limiti al tempo che devo concedere alla scrittura e alla lettura, e infatti mi può capitare di scrivere qualche riga mentre sto per uscire di casa, spegnendo subito il computer dopo aver salvato una trentina di parole, e sempre più spesso mi capita di leggere solo un paio di pagine alle undici di sera prima di arrendermi all’inevitabile necessità di dormire.
Non mi pongo limiti a ciò che vorrei scrivere, infatti sto adattando un mio vecchio racconto a romanzo breve alla media di tre righe al giorno, e contemporaneamente sto portando avanti un mio antico progetto di racconti comici alla stessa media del racconto-romanzo.
Non mi pongo limiti agli obiettivi, infatti intendo spedire entrambi i manoscritti a diversi editori, ovviamente appena saranno terminati.
Per forza di cose, non mi pongo limiti di scadenza per la loro ultimazione. Non sono nella condizione di pormeli. Ci metterò il tempo che ci metterò. Sei mesi, un anno, due anni… chissà.
In definitiva, c’è soprattutto una cosa per la quale non devo pormi dei limiti: la perseveranza. E anche la pazienza.