mercoledì 1 novembre 2017

Come si cambia

No, non è un post dedicato alla canzone di Fiorella Mannoia.
Avrei potuto scrivere qualcosa su Halloween, ma è una ricorrenza che non è appartenuta alla mia infanzia e conseguentemente non mi ha mai trasmesso nulla. Né, d'altra parte, saprei parlare adeguatamente di Ognissanti.
Insomma, non sfrutto gli spunti che offre il calendario ed è un segnale. Nel 2009, ai primordi di questo blog, scrissi un post in cui spiegavo come cercavo di portare avanti i miei progetti di scrittura senza pormi limiti di tempi, sfruttandone ogni ritaglio, estendendo il metodo anche alla lettura.
Ora quell'entusiasmo sembra davvero lontano. Negli ultime mesi non ho scritto quasi nulla e sto leggendo pochissimo.
Vabbé, io provo a ripubblicare quel testo (l'originale è qui), non si sa mai che abbia un qualche effetto terapeutico e mi aiuti a recuperarne lo spirito ;-)

Non pongo limiti al tempo che devo concedere alla scrittura e alla lettura, e infatti mi può capitare di scrivere qualche riga mentre sto per uscire di casa, spegnendo subito il computer dopo aver salvato una trentina di parole, e sempre più spesso mi capita di leggere solo un paio di pagine alle undici di sera prima di arrendermi all’inevitabile necessità di dormire.
Non mi pongo limiti a ciò che vorrei scrivere, infatti sto adattando un mio vecchio racconto a romanzo breve alla media di tre righe al giorno, e contemporaneamente sto portando avanti un mio antico progetto di racconti comici alla stessa media del racconto-romanzo.
Non mi pongo limiti agli obiettivi, infatti intendo spedire entrambi i manoscritti a diversi editori, ovviamente appena saranno terminati.
Per forza di cose, non mi pongo limiti di scadenza per la loro ultimazione. Non sono nella condizione di pormeli. Ci metterò il tempo che ci metterò. Sei mesi, un anno, due anni… chissà.
In definitiva, c’è soprattutto una cosa per la quale non devo pormi dei limiti: la perseveranza. E anche la pazienza.

22 commenti:

  1. Anch'io adotto un principio analogo. Mai porsi scadenze se non te lo impongono gli altri (cioè chi ti paga). Anche per questo non avrò mai una programmazione nel blog.

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  2. Quale programmazione? Il bello del blog è che non ci sono cartellini da timbrare e che nessuno ti insegue per un eventuale lavoro non fatto.

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  3. Il blog deve essere libero, altrimenti diventa una ulteriore incombenza nella vita già non facile che viviamo. Io cerco di scrivere un post a settimana, ma potrei anche saltare una volta, non mi pongo il problema. Per lettura e scrittura sono anch'io piuttosto indietro, e che a volte ho giornate talmente piene (al lavoro) che non rimane nè il tempo nè la forza per fare altro. Poi ogni tanto nel tempo libero vorrei svagarmi anche un po'. Mi sembra che ogni anno peggiori, quindi sei in buona compagnia caro Ariano. Io però persevero, quindi forza fallo anche tu...come si dice "chi la dura, la vince"

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  4. Concordo con chi mi ha preceduto.
    Il blog è libero sfogo per scrittori e scribacchini vari. Al limite si programmano per i giorni successivi post che si scrivono quando c'è la "vena" poetica al massimo.
    Per il resto.... quando viene voglia viene voglia 😃
    Basta!

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  5. Ancora una volta un post che esprime tutta la tua stanchezza.
    Ci conosciamo poco, ma quello che so su di te è che scrivi bene, che ami farlo e hai col tempo messo insieme un bel gruppetto di "seguaci" che ti leggono.
    Purtroppo, o per fortuna, per chi scrive in un blog questo deve bastare.
    Perché non fai un restyling al blog, non ti inventi un tema nuovo da trattare, uno spunto che possa farti tornare entusiasta e pimpante come una volta? Dai, Ariano. Non mollare.
    Io ti seguo volentieri.

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  6. @ tutti : grazie per l'incoraggiamento. Comunque, più ancora che il blog, noto che sto perdendo motivazione a scrivere racconti e novelle, è quello a farmi balzare agli occhi maggiormente la differenza rispetto a quando ho iniziato...

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  7. Ciao Ariano, ti rispondo al termine del giorno di Ognissanti che mi ha regalato un po' di tregua dai tanti impegni quotidiani. Il tuo post credo sia riferito alla scrittura e non al blogging, o mi sbaglio? Bè, se ti può consolare non sei il solo a provare questa stanchezza. Il motivo per cui vivo un momento no, io lo conosco bene: si tratta di fare i conti con una disillusione cocente: nessuno mi pubblicherà mai, quindi perché continuare in questa attività così faticosa?

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    1. Nel mio caso non è tanto questa constatazione (ormai ho trovato una mia "dimensione" nel self-publishing) ma una vera e propria sensazione di non avere più nulla da dire, almeno per ora. Come diceva Primo Levi "Per scrivere bisogna avere qualche cosa da scrivere". Appunto... Forse è solo una fase temporanea, però comincia a pensare che tutto l'entusiasmo di quel post in un certo senso l'ho speso lungo i vari ebook pubblicati da allora a qualche mese fa (l'ultimo ebook non lo considero perché è uno del 2014 sottoposto a riscrittura).
      Insomma, forse ormai ho già dato... forse è arrivato il momento di essere solo blogger e non più scribacchino...

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    2. "comincio", non "comincia"

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  8. Ognuno deve scrivere quando, come e di cosa si sente. Questo vedo lo hanno giustamente evidenziato molti dei tuoi commentatori perché è la regola base per non sentire il blog come un peso.

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  9. Caro Ariano,ci sentiamo in prvt.
    Un abbraccio amico mio.

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  10. Il bello della scrittura in generale, sia quella del blog che di quella narrativa, è che sembra restia a sottoporsi a scadenze troppo serrate. Ci sono già troppe deadline esterne, di tipo lavorativo e non che ci pressano, non ce ne occorrono certamente altre di tipo autoimposto. Scrivere e leggere dovrebbero essere sempre un piacere, a qualsiasi livello. E anche le tue poche righe di scrittura al giorno, o le tue due pagine alla sera, sono ugualmente importanti. Io ti seguo sempre, Ariano.

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  11. Dev’essere un virus, fidati.
    Hai più visto nelle ultime settimane aggiornamenti nel mio blog?
    Ecco, alti e bassi, capitano, sono fisiologici: io, in particolare, avevo trascurato troppo a lungo degli impegni che ora richiedevano una mia attenzione. Ho sacrificato la scrittura, ma va beh, chissenefrega, tornerà il momento giusto. No stress, Ariano, che già la vita certe volte ce la mette tutta per essere pesante. Il blog non è una medicina, se l’entusiasmo è minore fa niente, di solito è ciclico.
    Insomma, per dire che per ora siamo sulla stessa barca: non sarà consolatorio, ma invece può esserlo se il mal comune continua a essere un mezzo gaudio. 😉

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    1. Capisco che la "stanchezza" sia un problema non solo mio. Mi chiedevo come ritrovare l'entusiasmo degli inizi...

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  12. Le fasi di stanchezza sono normali, forse perfino necessarie. Tutto ha una sua curva. Magari hai solo bisogno di dedicarti ad altro ora, forzarsi non avrebbe senso. Ti auguro che l'entusiasmo ti torni presto, in ogni caso prima o poi la ruota tornerà a girare dalla parte opposta, vedrai :)

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  13. Il tempo a nostra disposizione è poco, ma c'è.
    Per il resto non bisogna lasciarsi abbattere e cercare, per quanto si può, di dedicarsi alle proprie passioni. L'entusiasmo, per me, è come l'appetito ;)

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    1. Sì, infatti l'importante è trovare altri stimoli. Li sto cercando...

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  14. Che bello questo testo di 8 anni fa...

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