Interruzione rapidissima del palinsesto solo per segnalare la mia intervista odierna sul blog di Miki Moz ;-)
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
domenica 16 aprile 2023
mercoledì 15 dicembre 2021
Bilancio consuntivo e preventivo
Interrompo brevemente l'ultima sequenza di strisce di Yumi & Nana dell'anno solare 2021 per via dell'inevitabile necessità di esporre un consuntivo del predetto e un preventivo per il 2022. Come si fa nei condomini insomma. E siccome nessun evento è più palloso di una riunione condominiale, vedrò di essere breve.
L'attività del blog è stata nuovamente monotematica, ossia quasi totalmente incentrata sulle strisce fumettistiche, e tale resterà anche per l'anno venturo. In passato pubblicavo anche post su argomenti di tipo letterario, o artistico... e potrei proporne altri. Però, a essere onesto, in questa fase della mia esistenza mi sento più a mio agio con argomenti lievi, scherzosi, umoristici, inevitabilmente destinati al lieto fine come le vicende di Yumi e Nana. Gli argomenti seri e complessi preferisco allontanarli poiché la mia vita privata è già sin troppo seria e complessa, e almeno qui sul web desidero adagiarmi sopra una nuvola.
L'attività del blog è stata nuovamente monotematica, ossia quasi totalmente incentrata sulle strisce fumettistiche, e tale resterà anche per l'anno venturo. In passato pubblicavo anche post su argomenti di tipo letterario, o artistico... e potrei proporne altri. Però, a essere onesto, in questa fase della mia esistenza mi sento più a mio agio con argomenti lievi, scherzosi, umoristici, inevitabilmente destinati al lieto fine come le vicende di Yumi e Nana. Gli argomenti seri e complessi preferisco allontanarli poiché la mia vita privata è già sin troppo seria e complessa, e almeno qui sul web desidero adagiarmi sopra una nuvola.
Questo è stato il dodicesimo anno di attività del blog, caduto precisamente nel mese di giugno. Peraltro non l'ho neppure festeggiato. Non c'è stato nessun motivo particolare per tale omissione, semplicemente, mi era sfuggito. Per dirla bene: me ne ero completamente dimenticato.
Quindi, concludendo: se avete voglia di sprecare inutilmente il vostro tempo, questo è il blog per voi! Ogni lunedì troverete una striscia con due fanciulle belle dentro ma un po' meno fuori, che hanno avuto la terribile sfortuna di essere state concepite dalla mia mente malata.
Con l'occasione vi anticipo tantissimi auguri di buone feste :-)
mercoledì 9 dicembre 2020
In vista del nuovo anno
Si avvicina la conclusione del 2020, particolarmente agognata da tutti per evidenti motivi.
Difficilmente potrà essere peggiore dell'anno in corso, però il 2021 non sappiamo ancora cosa ci porterà e nessuno è in grado di prevedere il futuro.
L'unica trascurabile previsione che posso azzardare è quella relativa al palinsesto programmato dal miserabile blogger qui presente.
Devo dire che, complice la reclusione domestica di cui avremmo fatto volentieri a meno, sono stato costretto a trascorrere assai più ore del previsto davanti al pc e ho dato sfogo a idee varie che mi passavano per la testa. Ho iniziato a lavorare su vari progetti, gestiti a fasi alterne in base all'umore del giorno, tra i quali le strisce di Yumi & Nana che anche per i prossimi dodici mesi compariranno ogni lunedì. Per inciso, potrebbe essere il loro ultimo anno di programmazione poiché voglio evitare di cadere nella ripetitività (poi magari troverò nuovi spunti e cambierò idea, però al momento sto seriamente valutando di concedergli un anno sabbatico nel 2022... ma sto andando troppo avanti nel tempo, e dalle mie parti si dice: "fra n'anno beato a chi c'ha n'occhio").
Come dicevo sto lavorando contemporaneamente a più cose.
Ho iniziato tre progetti fumettistici, uno sicuramente verrà pubblicato nel corso del 2021, gli altri due vedremo...
Sto provando a fare altre strisce umoristiche decisamente diverse da quelle di Yumi & Nana, però sono in fase sperimentale e potrebbero anche abortire.
Ho iniziato inoltre un progetto grafico non legato ai fumetti che forse riuscirò a concludere entro la fine del prossimo anno, chissà.
La scrittura ancora langue. Come ho già detto in post precedenti non la considero un'esperienza conclusa, anche perché è da quando ero ragazzino che scrivo racconti, quindi dubito che l'ossessione di una vita mi abbia lasciato per sempre. Però al momento, come avrete capito, sono totalmente preso dalla musa dei fumetti e non sento l'ispirazione a narrare storie in forma letteraria, preferisco utilizzare le immagini.
Ci risentiamo prima della fine dell'anno per gli auguri!
Difficilmente potrà essere peggiore dell'anno in corso, però il 2021 non sappiamo ancora cosa ci porterà e nessuno è in grado di prevedere il futuro.
L'unica trascurabile previsione che posso azzardare è quella relativa al palinsesto programmato dal miserabile blogger qui presente.
Devo dire che, complice la reclusione domestica di cui avremmo fatto volentieri a meno, sono stato costretto a trascorrere assai più ore del previsto davanti al pc e ho dato sfogo a idee varie che mi passavano per la testa. Ho iniziato a lavorare su vari progetti, gestiti a fasi alterne in base all'umore del giorno, tra i quali le strisce di Yumi & Nana che anche per i prossimi dodici mesi compariranno ogni lunedì. Per inciso, potrebbe essere il loro ultimo anno di programmazione poiché voglio evitare di cadere nella ripetitività (poi magari troverò nuovi spunti e cambierò idea, però al momento sto seriamente valutando di concedergli un anno sabbatico nel 2022... ma sto andando troppo avanti nel tempo, e dalle mie parti si dice: "fra n'anno beato a chi c'ha n'occhio").
Come dicevo sto lavorando contemporaneamente a più cose.
Ho iniziato tre progetti fumettistici, uno sicuramente verrà pubblicato nel corso del 2021, gli altri due vedremo...
Sto provando a fare altre strisce umoristiche decisamente diverse da quelle di Yumi & Nana, però sono in fase sperimentale e potrebbero anche abortire.
Ho iniziato inoltre un progetto grafico non legato ai fumetti che forse riuscirò a concludere entro la fine del prossimo anno, chissà.
La scrittura ancora langue. Come ho già detto in post precedenti non la considero un'esperienza conclusa, anche perché è da quando ero ragazzino che scrivo racconti, quindi dubito che l'ossessione di una vita mi abbia lasciato per sempre. Però al momento, come avrete capito, sono totalmente preso dalla musa dei fumetti e non sento l'ispirazione a narrare storie in forma letteraria, preferisco utilizzare le immagini.
Ci risentiamo prima della fine dell'anno per gli auguri!
mercoledì 14 ottobre 2020
Il questionario di Nocturnia
Detta così suona quasi come una domanda di assunzione inviata all'amico Nick, però si tratta invece di una sua iniziativa per fare il punto sulla blogosfera nell'Anno Domini 2020. É indirizzata a tutti i bloggers / youtubers / pubblicatori seriali del web in generale e potete trovare maggiori dettagli qui.
Potevo esimermi dal partecipare?
Potevo esimermi dal partecipare?
-Cosa conoscevi della rete prima di diventare blogger \ gestori di webzine \ youtuber \ podcaster?
Io ho visto nascere la rete, quindi i primi tempi la vedevo come una sorta di grande vetrina pubblicitaria delle aziende che avevano il proprio sito, e poi come un un servizio di corrispondenza alternativo tramite l'email. Ma si è rapidamente evoluta, molti servizi sono diventati quasi subito gratuiti, e vedevo tante pagine di privati che scrivevano semplicemente le loro cose personali. Questa cosa mi affascinava.
-Cosa ti ha fatto decidere di aprire un tuo blog\ webzine \ canale youtube o un tuo podcast? Racconta i tuoi inizi.
Riallacciandomi alla risposta precedente, ero affascinato dall'uso che ne facevano molti per parlare di se stessi e dei propri interessi. L'anonimato facilitava il gusto di molti a esprimersi "sopra le righe", senza che necessariamente si arrivasse al cattivo gusto o all'odio o alla stupidità (ancora oggi è così: i tre mali citati non sono gli unici contenuti del web, per fortuna) e per un introverso affetto da esibizionismo scrittorio come il qui presente era una tentazione troppo forte per resisterle...
-La tua concezione e le tue idee sul blogging.
Il blogging è comunicazione inizialmente indiretta: si redige un contenuto che viene messo a disposizione di chi vuole provare a leggerlo. Grazie ai commenti e agli strumenti del web si può dare vita anche a una forma comunicativa quasi diretta. Nel complesso uno scambio di contenuti e di opinioni che, laddove si svolga fra persone civili, è sempre un'attività interessante.
-Qual'e il tuo rapporto con internet oggi?
Lo uso tantissimo e lo trovo estremamente utile. Sono consapevole che la sua iper-diffusione genera anche problematiche negative, dal phishing al furto di dati sensibili sino al banale blocco trasmissione dati che paralizza intere aziende. Mi è capitato diverse volte di trascorrere mattinate quasi fermo in ufficio poiché mancando la connessione internet di fatto non potevo svolgere la metà delle mansioni ordinarie. Però dire che il mio è un rapporto di amore/odio sarebbe una bugia. L'amore prevale di parecchio.
-Qual'e invece il tuo rapporto con i social? Amore? odio? Un sano uso oppure una distanza incolmabile?
Vale più o meno quel che ho detto sopra. I social sono un mezzo, il problema è l'uso che ne fanno gli utenti. Twitter in determinate giornate è davvero impraticabile, viene usato come megafono da gruppuscoli di esagitati per portare in "tendenza" il loro hashtag e si leggono delle boiate assurde. Però è usato anche come canale di interazione fra appassionati di poesia e fotografia con risultati incantevoli.
Uso i social network in modo limitato, non so se in modo sano ma è la definizione che più mi si avvicina tra quelle proposte.
-Cosa ti ha portato e cosa invece ti ha eventualmente tolto l'attività sul blog?
Mi ha tolto solo un po' di tempo che forse avrei sfruttato per altre attività che mi piacciono. Però, quando la scelta è fra due cose che piacciono ugualmente, si tratta sempre di un dilemma molto rilassante.
Cosa mi ha portato? La possibilità di condividere quel che scrivo e, da qualche mese, quel che "fumetto". Non sarò mai uno scrittore o un mangaka professionista, grazie al blogging riesco a esserlo almeno a livello amatoriale. Sarà poco, sarà stupido, ma per me è abbastanza.
-Come è cambiata la rete rispetto ai tuoi inizi?
É diventata globale. Per i giovani è la normalità, ma persino tra gli anziani si vedono settantenni che si scambiano messaggini su whatsapp e pubblicizzano la loro pagina facebook... La sua inclusione sociale è aumentata tantissimo.
-Il momento migliore e quello peggiore? L'evento che ti ha dato più soddisfazione e quello che ti ha dato più fastidio o creato più problemi?
Le soddisfazioni maggiori sono state sicuramente quelle legate alle recensioni positive (e annesse vendite) di miei ebook su amazon (grazie al "nome" che mi ero creato tramite il blogging), oltre naturalmente alla possibilità di conoscere tante persone meritevoli.
La delusione più grande è legata all'inspiegato atteggiamento di una persona conosciuta sul web che ha deliberatamente smesso di interagire con me senza che io capissi il perché.
-Dì la tua rispetto al fenomeno degli haters? Personalmente ti hanno mai infastidito? E se si come si neutralizzano?
Non ho mai avuto problemi del genere per fortuna. Lo dico con sollievo perché non ho idea di come neutralizzarli.
-Un blog o un sito che consiglieresti?
Il mio? ;-P
-Sempre in tema di consigli che cosa diresti a qualcuno che volesse oggi aprire un nuovo sito?
Che fa bene se è una cosa che vuol fare perché gli piace in se stessa. Se l'obiettivo è ottenere ampio consenso e grande visibilità, beh, purtroppo avere un blog o un sito non garantisce necessariamente tali risultati, quindi è bene partire con lo spirito giusto, senza eccedere nelle aspettative, per non rischiare di sentirsi troppo delusi dopo.
-Gli errori tipici che si compiono in rete.
Pensare di diventare celebri nel giro di pochi giorni :-D
-Vita privata ed attività online: dì la tua.
Credo che sia opportuno non versare interamente la prima nella seconda. E anche evitare che la seconda tolga troppo tempo materiale alla prima. L'equilibrio prima di tutto.
-Su internet possono nascere vere amicizie?
Sì, una su mille. Ma anche nella vita offline non è che le amicizie nascano come funghi, eh!
-Internet, legislazione e libertà di parola, se ti va, dì sempre la tua.
Siamo fortunati perché qui in Italia fondamentalmente abbiamo una notevole libertà di espressione. Temo sia impossibile limitare il fenomeno delle fake news, ma certi utenti sui social sono diffusori seriali di menzogne in modo vergognoso e sarebbe opportuno che ne rispondessero di fronte alla legge.
-Che anno è stato il 2020 per te singolarmente (preso come blogger \ youtuber o podcaster o altro) e per internet in generale.
Paradossalmente le attività sul web sono servite a farmi "staccare" il cervello nei momenti più critici di questi mesi odiosi. Suppongo che un lockdown domestico senza internet sarebbe stato persino più pesante di quanto già non sia stato.
-Previsioni e programmi per il futuro.
Chiedetelo a Yumi & Nana ;-)
giovedì 11 giugno 2020
And the winner of the Liebster Award is...
... l'intera blogosfera, perché in effetti dubito che esista anche un solo blog che non lo abbia mai vinto. Comunque i riconoscimenti fanno sempre piacere e quindi ringrazio la blogger Guchi che me lo ha assegnato (ho appena ottemperato alla regola uno del premio) e rispondo subito alle sue domande (e anche la regola due è stata onorata).
1.Prodotti artistici o prodotti industriali? Arte di consumo o arte pura?
Non mi pongo più limiti. Se ho voglia di mangiare cibo sano vado in un agriturismo di fiducia, se ho voglia di junk food vado al McDonald. Se mi va di leggere un romanzo impegnativo scelgo un libro di Dostoevskj, se dopo mi va di leggere qualcosa di più leggero passo senza problemi a Sophie Kinsella. La vita è già troppo limitata di suo per imporsi ulteriori limiti con le proprie mani.
2. Ti senti più un tipo nordico o mediterraneo?
Fisicamente sono mediterraneo. Mentalmente sono più nordico.
3. Preferisci le cose che si sentono o le cose che si vedono?
Dipende dal contenuto. Se è un quadro mi fa piacere che si veda, se è musica preferisco che si senta. Se sono quadri transavanguardisti o musica rap, preferisco che non si possano né vedere né ascoltare.
4. Ti inondi nei social? Ti mantieni distante? Li rifiuti?
Non li rifiuto ma li uso in modo abbastanza limitato. Penso che per noi utenti l'importante sia saper selezionare i riferimenti e crearci una rete conforme ai nostri gusti personali.
5. Hai un criterio di organizzazione del blog?
Ho sempre seguito il il criterio di non far passare troppo tempo da un post all'altro, ma in effetti ho sempre pubblicato "a istinto" e con pochissima programmazione.
Ho completamente cambiato sistema da quando è partita l'avventura di Yumi e Nana, decidendo sin dall'inizio che dovevo postare una striscia settimanale ogni lunedì.
6. Programmi molto i tuoi post o “pubblichi” a istinto quando capita?
Vedi la risposta precedente ;-)
7. Come ti approcci alle tematiche femministe?
Essendo un uomo e viste le "guerre di religione" attuali riguardo l'argomento, ho quasi paura a esprimermi perché c'è la costante sensazione che basti veramente poco per essere male interpretato. Comunque, correrò il rischio.
Sicuramente sono d'accordo sul discorso delle pari opportunità: una donna deve avere le stesse possibilità di un uomo in tutti i settori. Allo stesso modo ha il sacrosanto diritto di non essere trasformata in uno stereotipo, quindi deve essere libera di fare le proprie scelte e decidere, che so, di non avere figli senza che nessuno le faccia pressioni al contrario, o di praticare attività che le piacciono senza che qualcuno gliele sconsigli perché "inadatte" a una donna. Vuole giocare al calcio? Se le piace, fa bene a giocare al calcio!
Mi lasciano invece perplesso quei movimenti estremisti (mediaticamente rumorosi ma per fortuna ridottissimi in termini numerici) che dipingono l'uomo eterosessuale come un troglodita naturalmente incline alla violenza e alla sopraffazione per colpa della sua "mascolinità tossica" inculcata dalla "società patriarcale"... Sarò stato particolarmente fortunato, ma nella mia famiglia in senso estensivo (includendo anche le parentele sino al terzo grado) la violenza non ha mai trovato posto. Eppure vi garantisco che siamo tutti abbastanza conservatori e quindi sicuramente plasmati dai principii della società patriarcale. Penso che sia sempre opportuno (qualunque sia la questione sociale che si sta analizzando) contestualizzare i fatti e responsabilizzare il singolo anziché appiccicare etichette a intere categorie.
8. Rapporto con la TV: la guardi? e se sì cosa guardi?
Ho praticamente smesso di seguirla. Quando ero piccolo in fascia preserale c'erano programmi come "L'almanacco del giorno dopo" che insegnava cose interessanti, adesso ci sono presunte strisce comiche e stucchevoli quiz dove il cattivo gusto impera... Soprattutto, quando ero piccolo non c'erano la D'Urso e la De Filippi e quindi la Rai non si sforzava di imitarle...
Ormai al massimo guardo qualcosa sui canali tematici Rai, ma molto raramente.
9. A livello musicale sei da oggetto (compri CD, vinili ecc.) o vivi bene anche i file?
Per motivi anagrafici sono stato adolescente quando esistevano solo i supporti fisici, però pian piano ho saputo adattarmi e quindi vivo bene anche il file digitale. Un po' come per i libri: ero scettico verso gli ebook e invece ora li leggo senza alcun problema.
10. Ti consideri un eterno bambino o preferisci essere adulto?
Come ho già risposto a una precedente domanda, non mi pongo più limiti. Cerco di essere adulto laddove è necessario essere adulto (lavorare e portare a casa uno stipendio invece di farsi mantenere dai genitori, assumermi le mie responsabilità, programmare con senso pratico anziché agire d'impulso) ma non mi creo problemi, per dire, a fare un cosplay (anche se intravedo le risatine altrui).
11. Sei ordinato o disordinato? Riesci a spiegare la tua posizione in proposito?
Ho un mio modo di tenere in ordine. Se devo cercare qualcosa di mio, so dove trovarlo. Tendo a essere un po' pigro, quindi magari lascio le cose in giro dando l'idea di una certa sciatteria, però non mi è mai capitato di perdere niente. C'è del metodo nel mio modo di lasciare in giro le cose ;-)
Ora dovrei nominare altri cinque bloggers e porre a mia volta undici domande, ma poiché ho imparato a mie spese che non sempre i bloggers sono felici di essere nominati, seguo l'esempio di Guchi e invito a partecipare solo chi ha voglia di farlo. Le domande giratemi da Guchi (che a sua volta le aveva ricevute dal blogger che la aveva nominata) sono in effetti molto interessanti quindi potete rispondere alle medesime sopra elencate. Se volete potete anche copiare le mie risposte, non mi offendo :-D
mercoledì 17 luglio 2019
Liebster Award 2019
Il blog Cent'anni di Nerditudine mi ha nominato per il Liebster Award, un vero classico della blogosfera :-)
Le regole del Liebster Award 2019 sono sostanzialmente le stesse degli anni scorsi:
1 Ringraziare la persona che ti ha nominato e lasciare un link al suo blog OK
2 Elenca le regole della manifestazione (vabbé, le sapete a memoria, quindi OK )
3 Rispondi alle domande che ti sono state fatte, OK sto per farlo
4 Fornisci alcune informazioni casuali su di te, idem OK
5 Nomina altri blogger ........... beh .....
6 Poni loro alcune domande OK
7 Informali del fatto che hanno ricevuto una Liebster Award nomination ........... beh .....
Come sapete io ormai ho democratizzato il Liebster e permetto l'auto-nomina: chiunque passi da questi pizzi può partecipare. Quindi anche i punti 5 e 7 sono risolti ;-)
Passiamo alle domande:
1. Per quale motivo hai aperto un blog?
Perché sono un grafomane. Parlo poco, comunico verbalmente meno, quindi incanalo tutta la mia necessità comunicativa nella scrittura.
2. Se il tuo blog fosse un film, quale film sarebbe?
Bella domanda. Sicuramente un film francese, uno di quelli dove il protagonista dice di voler fare una cosa e poi ne fa un'altra e la trama si svolge senza troppi scossoni... Un po' intellettuale e un po' demenziale insomma.
3. Il tuo frutto preferito?
La frutta mi piace in generale, salvo poche eccezioni (tipo il melone, che utilizzerei solo per concimare i campi). Se proprio devo esprimere una preferenza direi l'uva da tavola, soprattutto quella rossa.
4. Come sarebbe la tua vita senza il blog?
Come lo è stata in parte nel mio passato, visto che essendo un vecchiaccio sono stato giovane quando internet non esisteva: avrei un sacco di cartacce scritte in più nel proverbiale cassetto. Ma sicuramente sarebbe una vita in cui manca qualcosa...
5. …e senza Internet? Nel senso, se non esistesse proprio.
Per come sono fatto io, ripeto quanto detto alla risposta precedente: nella mia vita ci sarebbe un piccolo vuoto, probabilmente ogni tanto penserei a come sarebbe stato il mondo se fosse esistito un mezzo per... fare quello che possiamo fare con internet. Certo, avrei comunque avuto altre strade da percorrere, che peraltro conosco bene proprio per la mia giovinezza risalente all'epoca non-digitale. Intratterrei - come facevo all'epoca - molti rapporti epistolari e non avrei ancora smesso di rompere le scatole agli editori. E andrei più spesso in biblioteca.
6. Credi nel pollice verde?
Credo che, semplicemente, ci sono persone che hanno molta pazienza e dedizione nel curare le piante, e i risultati si vedono. Io amo le piante ma non ho mai avuto la dedizione necessaria, ergo: non regalatemi alberelli da balcone o li avrete sulla coscienza.
Ora devo fornire qualche informazione casuale su di me. Ordunque...
Nel corso degli anni ne ho fornite parecchie di queste informazioni, un ipotetico lettore di tutti i post in questione ormai sa quasi ogni cosa di me. Stavolta posso precisare meglio il perché abbia scelto "Ariano" come nickname con riferimento all'eresia ariana. Ho sempre detto che sono cristiano a modo mio, quindi in un certo senso "eretico". In termini più specifici, diciamo che applico un sincretismo tra cristianesimo e buddhismo zen, entrambi ben frenati da un approccio razionale e materialistico (quasi degno di un ateo) rispetto alle questioni concrete della vita.
E con questo ho terminato!
... come dite? Il punto 6, le domande per chi vuole partecipare?
Rispondete alle stesse alle quali ho risposto io, che sono già ottime ;-)
giovedì 20 giugno 2019
La mia estate ideale (me.me.)
Sono stato taggato da Nyu per un post virale partito dal solito Miki Moz :-D
Le regole sono quelle tipiche: completare un questionario / elenco comune, taggare altri cinque bloggers e avvisare l'autore. Io ottempero solo a due su tre - tralascio di coinvolgere altri bloggers in modo diretto, chi vuole partecipare si senta libero di farlo - e procedo.
Ecco a voi, nello splendore del cinemascope (il 3D e il dolby surround non me li posso permettere) gli elementi della mia estate ideale:
COLONNA SONORA
In genere ascolto musica tendente al rock o addirittura al metal (anche se non disdegno il pop) ma per l'estate voglio solo tormentoni nostrani nazionalpopolari. E vai coi Righeira, Giuni Russo, Ricchi e Poveri...
LUOGO
Un luogo tipo quello dove abito io può andare benissimo: con mezz'ora di macchina sono in spiaggia (se vado a nord) oppure in collina (se vado a est). Meglio di così!
VIAGGIO
Mi piacerebbe provare la Grecia.
PROGRAMMA TV
Non ce ne è più uno che mi piaccia... Sto invecchiando, lo so.
SERIE TV
Potrei recuperare un po' di serie su amazon prime video che non ho mai visto...
FILM
Rivedrei qualche vecchio film. Per cominciare la saga completa di "Ritorno al futuro".
FUMETTO
Sarebbe bello procedere nella lettura di "Silver spoon".
LIBRO
Qualcosa di leggero. Magari uno di Sophie Kinsella.
RIVISTA
Non ho mai letto riviste e non penso di incominciare
GIOCO
Vorrei imparare a usare il boomerang (si può definire gioco? No? Vabbé, io provo a lasciarlo ugualmente ;-)
GIOCO DA TAVOLO
No, non sono portato. Al massimo una partita a ramino, se trovo un altro giocatore.
ATTIVITÀ
Vedere posti interessanti e fare belle nuotate.
CIBO
Gelato in quantità industriali!
VIDEOGAME
Mi limiterei a qualche partita di reversi sullo smartphone (più dkicker sul pc).
E questi erano gli elementi della mia estate ideale. Chi vuole partecipare, si scateni ora o taccia per sempre! (beh, magari solo fino alla prossima estate ;-)
Le regole sono quelle tipiche: completare un questionario / elenco comune, taggare altri cinque bloggers e avvisare l'autore. Io ottempero solo a due su tre - tralascio di coinvolgere altri bloggers in modo diretto, chi vuole partecipare si senta libero di farlo - e procedo.
Ecco a voi, nello splendore del cinemascope (il 3D e il dolby surround non me li posso permettere) gli elementi della mia estate ideale:
COLONNA SONORA
In genere ascolto musica tendente al rock o addirittura al metal (anche se non disdegno il pop) ma per l'estate voglio solo tormentoni nostrani nazionalpopolari. E vai coi Righeira, Giuni Russo, Ricchi e Poveri...
LUOGO
Un luogo tipo quello dove abito io può andare benissimo: con mezz'ora di macchina sono in spiaggia (se vado a nord) oppure in collina (se vado a est). Meglio di così!
VIAGGIO
Mi piacerebbe provare la Grecia.
PROGRAMMA TV
Non ce ne è più uno che mi piaccia... Sto invecchiando, lo so.
SERIE TV
Potrei recuperare un po' di serie su amazon prime video che non ho mai visto...
FILM
Rivedrei qualche vecchio film. Per cominciare la saga completa di "Ritorno al futuro".
FUMETTO
Sarebbe bello procedere nella lettura di "Silver spoon".
LIBRO
Qualcosa di leggero. Magari uno di Sophie Kinsella.
RIVISTA
Non ho mai letto riviste e non penso di incominciare
GIOCO
Vorrei imparare a usare il boomerang (si può definire gioco? No? Vabbé, io provo a lasciarlo ugualmente ;-)
GIOCO DA TAVOLO
No, non sono portato. Al massimo una partita a ramino, se trovo un altro giocatore.
ATTIVITÀ
Vedere posti interessanti e fare belle nuotate.
CIBO
Gelato in quantità industriali!
VIDEOGAME
Mi limiterei a qualche partita di reversi sullo smartphone (più dkicker sul pc).
E questi erano gli elementi della mia estate ideale. Chi vuole partecipare, si scateni ora o taccia per sempre! (beh, magari solo fino alla prossima estate ;-)
giovedì 31 gennaio 2019
Consigli per una migliore lettura dei fumetti digitali
I fumetti in formato digitale, a differenza di quelli cartacei, possono essere letti con diverse tipologie di visualizzazione. Ovviamente molto dipende dal formato in cui sono stati pubblicati (e questo dipende dall'editore) e dall'apparato che si utilizza per leggerli (in questo caso il lettore può scegliere autonomamente).
La lettura tramite pc è quella che offre la visualizzazione migliore delle pagine, con l'evidente scompenso di una maggiore scomodità d'uso.
Tramite tablet e smartphone c'è sicuramente più gusto, specialmente se si tratta di fumetti in formati che permettono di zoomare liberamente le dimensioni della pagina digitale (ad esempio i formati .cbr o .cbz ).
Per quanto riguarda quelli pubblicati dal sottoscritto su amazon, in fase di editing applico una suddivisione in vignette o sezione di vignette per permettere una migliore lettura. Ovvero: la visualizzazione standard è quella della pagina intera, tuttavia con un doppio clic sull'apposito pulsante del kindle (o un doppio colpetto rapido del dito se utilizzate un tablet) viene zoomata la singola vignetta o il singolo particolare che io ho selezionato. É un lavoro che mi fa perdere un po' di tempo quando predispongo l'albo per la pubblicazione, però mi sembra giusto offrire al lettore delle opzioni per una lettura più confortevole.
Voi leggete fumetti digitali? Che apparati usate?
La lettura tramite pc è quella che offre la visualizzazione migliore delle pagine, con l'evidente scompenso di una maggiore scomodità d'uso.
Tramite tablet e smartphone c'è sicuramente più gusto, specialmente se si tratta di fumetti in formati che permettono di zoomare liberamente le dimensioni della pagina digitale (ad esempio i formati .cbr o .cbz ).
Per quanto riguarda quelli pubblicati dal sottoscritto su amazon, in fase di editing applico una suddivisione in vignette o sezione di vignette per permettere una migliore lettura. Ovvero: la visualizzazione standard è quella della pagina intera, tuttavia con un doppio clic sull'apposito pulsante del kindle (o un doppio colpetto rapido del dito se utilizzate un tablet) viene zoomata la singola vignetta o il singolo particolare che io ho selezionato. É un lavoro che mi fa perdere un po' di tempo quando predispongo l'albo per la pubblicazione, però mi sembra giusto offrire al lettore delle opzioni per una lettura più confortevole.
Voi leggete fumetti digitali? Che apparati usate?
sabato 27 ottobre 2018
Il mio guest post sul blog di Ivano Landi
Avevo già annunciato nei giorni scorsi la nuova serie di post dedicata al "piacere della sofferenza", stavolta raccontata dal punto di vista opposto, quello del già citato "noto marchese francese" per capirci.
Oggi è il mio turno: se ne avete voglia potete leggere il mio articolo sull'opera teatrale di Yukio Mishima Madame de Sade.
Qualunque commento o domanda potete inserirlo direttamente lì, risponderò direttamente sul blog di Ivano.
Oggi è il mio turno: se ne avete voglia potete leggere il mio articolo sull'opera teatrale di Yukio Mishima Madame de Sade.
Qualunque commento o domanda potete inserirlo direttamente lì, risponderò direttamente sul blog di Ivano.
mercoledì 30 maggio 2018
Titoli visionari, meravigliosi titoli
Prendo spunto da un'idea interessante di Cristina che è partita da una constatazione cui spesso non diamo la dovuta importanza: la suggestione del titolo. Vi sono libri (come pure film o canzoni) che colpiscono l'attenzione per il loro titolo fortemente evocativo, quasi fosse il verso di una poesia o un pensiero espresso ad alta voce. Va da se che poi è il contenuto dell'opera a fare la differenza, però la fascinazione che emana un titolo può sopravvivere persino se il romanzo associato non mantiene le promesse.
Tuttavia, per partecipare al "gioco" proposto da Cristina ho scelto solo titoli di libri che poi mi sono piaciuti. Titoli che - per quanto mi riguarda - sono meravigliosamente suggestivi. Le regole proposte da Cristina sono semplici: scrivere una sorta di breve componimento ispirato dalle parole che compongono il titolo e abbinarlo a un'opera d'arte.
Pat ha già aderito, ora provo anch'io a dare il mio contributo.
Confessioni di una maschera (Yukio Mishima)
La verità, un segreto troppo inconfessabile.
Perché poi renderla nota?
Un uomo senza niente da nascondere è come il cristallo
(basta un nulla e va in pezzi).
Nel torbido si celano tesori che acque limpide
non potrebbero mai proteggere dalla volgarità degli sguardi.
Sono una maschera, forse.
Ma una maschera che ha il potere di un'armatura.
(come immagine associata scelgo L'uomo col cappello di René Magritte)
L'insostenibile leggerezza dell'essere (Milan Kundera)
Precario come una piuma nel vento.
Ogni scelta, ogni gesto, ogni capriccio altrui
è il gioco della mia vita in cui
vincere o perdere è solo un colpo di dadi.
(l'immagine associata è un famoso dettaglio relativo ai dannati del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti)
La seconda crocifissione di Cristo (Nikos Kazantzakis)
Ogni giorno si ripete.
L'essere umano che non impara mai,
che si bea della promessa che mai più vi sarà un nuovo diluvio,
che non ha paura di chi porge l'altra guancia
(uno sciocco da trattare come merita, no?)
Ogni giorno, ogni istante,
fermo al principio dei tempi.
(l'opera associata è L'ombra della morte di William Holman Hunt)
Tuttavia, per partecipare al "gioco" proposto da Cristina ho scelto solo titoli di libri che poi mi sono piaciuti. Titoli che - per quanto mi riguarda - sono meravigliosamente suggestivi. Le regole proposte da Cristina sono semplici: scrivere una sorta di breve componimento ispirato dalle parole che compongono il titolo e abbinarlo a un'opera d'arte.
Pat ha già aderito, ora provo anch'io a dare il mio contributo.
Confessioni di una maschera (Yukio Mishima)
La verità, un segreto troppo inconfessabile.
Perché poi renderla nota?
Un uomo senza niente da nascondere è come il cristallo
(basta un nulla e va in pezzi).
Nel torbido si celano tesori che acque limpide
non potrebbero mai proteggere dalla volgarità degli sguardi.
Sono una maschera, forse.
Ma una maschera che ha il potere di un'armatura.
(come immagine associata scelgo L'uomo col cappello di René Magritte)
L'insostenibile leggerezza dell'essere (Milan Kundera)
Precario come una piuma nel vento.
Ogni scelta, ogni gesto, ogni capriccio altrui
è il gioco della mia vita in cui
vincere o perdere è solo un colpo di dadi.
(l'immagine associata è un famoso dettaglio relativo ai dannati del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti)
La seconda crocifissione di Cristo (Nikos Kazantzakis)
Ogni giorno si ripete.
L'essere umano che non impara mai,
che si bea della promessa che mai più vi sarà un nuovo diluvio,
che non ha paura di chi porge l'altra guancia
(uno sciocco da trattare come merita, no?)
Ogni giorno, ogni istante,
fermo al principio dei tempi.
(l'opera associata è L'ombra della morte di William Holman Hunt)
mercoledì 9 maggio 2018
Il mio guest post per The Obsidian Mirror
Come preannunciato nel post precedente, anch'io ho collaborato allo special di maggio Il piacere della sofferenza del blog The Obsidian Mirror e oggi se vi connettete potete leggere il mio contributo.
Personalmente vi consiglio di visionare gli interventi precedenti di Nick e Lucius Etruscus relativi alla genesi del film "Hellraiser" e allo scrittore Von Masoch noto per aver trasformato in letteratura una certa forma di sottomissione sessuale poi chiamata appunto "masochismo". Nei prossimi giorni seguiranno altri interventi che vi invito ugualmente a leggere.
Riguardo il mio guest post odierno, vi fornisco solo un'anticipazione: ho provato a compiere una breve analisi del rapporto esistente fra sofferenza e... fede religiosa.
Personalmente vi consiglio di visionare gli interventi precedenti di Nick e Lucius Etruscus relativi alla genesi del film "Hellraiser" e allo scrittore Von Masoch noto per aver trasformato in letteratura una certa forma di sottomissione sessuale poi chiamata appunto "masochismo". Nei prossimi giorni seguiranno altri interventi che vi invito ugualmente a leggere.
Riguardo il mio guest post odierno, vi fornisco solo un'anticipazione: ho provato a compiere una breve analisi del rapporto esistente fra sofferenza e... fede religiosa.
lunedì 30 aprile 2018
Lo special di T.O.M. è in arrivo
Chi frequenta questo angolo di blogosfera probabilmente già conosce The Obsidian Mirror.
Si tratta di un blog interessato ad argomenti correlati al mistero, ad antiche leggende, alla spiritualità, al cinema horror mainstream ma anche a quello di nicchia e prodotto da cinematografie meno note come quelle dell'estremo oriente.
T.O.M. ha una tradizione: lo special. Ogni anno dedica una serie di post a un argomento specifico. Negli ultimi mesi però il blogger si è ritrovato coinvolto nel peggior film horror che possa capitare a un uomo: un trasloco. Tormentato per mesi da mostruosi bagagli e inquietanti valigie, non ha avuto né il tempo né i mezzi per creare lo special del 2018.
Così ha ingaggiato alcuni valorosi cavalieri del web per aiutarlo a portare a compimento l'impresa: tutti blogger in gamba, gente con grandi capacità e ingegno sopraffino, dei veri esperti in grado di forgiare un serie di post impeccabili e salvare la tradizione dello special.
E quindi la situazione sembrava risolta positivamente, se non fosse che T.O.M. ha deciso di mettere a rischio la riuscita dell'operazione ingaggiando anche il qui presente Ariano Geta, che in mezzo a gente con grandi capacità e ingegno sopraffino è decisamente fuori posto.
Comunque ormai è fatta, a breve inizia lo special di maggio che vi invito a seguire. Di cosa si tratta? Vi do solo due anticipazioni: è stato ispirato dal trentennale dell'uscita del classico film horror "Hellraiser" e si intitola Il piacere della sofferenza...
Si tratta di un blog interessato ad argomenti correlati al mistero, ad antiche leggende, alla spiritualità, al cinema horror mainstream ma anche a quello di nicchia e prodotto da cinematografie meno note come quelle dell'estremo oriente.
T.O.M. ha una tradizione: lo special. Ogni anno dedica una serie di post a un argomento specifico. Negli ultimi mesi però il blogger si è ritrovato coinvolto nel peggior film horror che possa capitare a un uomo: un trasloco. Tormentato per mesi da mostruosi bagagli e inquietanti valigie, non ha avuto né il tempo né i mezzi per creare lo special del 2018.
Così ha ingaggiato alcuni valorosi cavalieri del web per aiutarlo a portare a compimento l'impresa: tutti blogger in gamba, gente con grandi capacità e ingegno sopraffino, dei veri esperti in grado di forgiare un serie di post impeccabili e salvare la tradizione dello special.
E quindi la situazione sembrava risolta positivamente, se non fosse che T.O.M. ha deciso di mettere a rischio la riuscita dell'operazione ingaggiando anche il qui presente Ariano Geta, che in mezzo a gente con grandi capacità e ingegno sopraffino è decisamente fuori posto.
Comunque ormai è fatta, a breve inizia lo special di maggio che vi invito a seguire. Di cosa si tratta? Vi do solo due anticipazioni: è stato ispirato dal trentennale dell'uscita del classico film horror "Hellraiser" e si intitola Il piacere della sofferenza...
lunedì 26 marzo 2018
Il mio primo computer, ovvero: quando il me.me. chiama e il blogger risponde ;-)
Sono stato nominato.
Il concorrente Ivano Landi ha proposto ai suoi compagni di blogging la partecipazione al me.me. Il mio primo computer partito da un'idea di Red Bavon. Sono previste delle domande di aiuto - comunque non vincolanti, si può rispondere anche senza basarsi su esse - per sviscerare meglio l'argomento. Nel mio caso parlare del mio primo computer significa tornare indietro a un'epoca in cui esisteva ancora l'Unione Sovietica e in Italia governava il pentapartito (viste le evoluzioni successive tutto sommato non erano neppure brutti tempi) quindi allacciate le cinture di sicurezza perché la DeLorean di Doc Brown dovrà fare un bel salto temporale ;-)
Quale è stato il mio primo computer?
Un Olivetti Prodest 128s. Solo chi è datato come me se lo può ricordare.
Chi ha comprato o regalato il mio primo computer?
Ovviamente i miei meravigliosi genitori.
Quali sono stati i primi software che usavo sul mio primo computer?
Vuoto di memoria. Comunque erano molto primitivi nella grafica e nelle prestazioni, eppure sembravano spettacolari. Mi piaceva in particolare un videogioco, Magic Mushrooms, perché permetteva di costruire la propria piattaforma arcade sistemando a piacimento i vari elementi del gioco (muro, trampolini, scale mobili, rulli, etc.) L'utente poteva creare e disfare come voleva.
Chi mi ha iniziato all’uso del mio primo computer?
Nessuno, ho dovuto leggere le istruzioni e smanettare.
Insieme a chi usavo il mio primo computer?
Quasi sempre da solo. Sono stato un nerd quando ancora era sinonimo di "sfigato".
Che fine ha fatto il mio primo computer?
Dopo un po' di anni ha cominciato a dare qualche problema e abbiamo valutato che ripararlo sarebbe stato troppo costoso. I vari documenti salvati al suo interno ovviamente non sono stati recuperati, compresi alcuni racconti che avevo scritto all'epoca che purtroppo sono andati perduti (o meglio: visti i contenuti di quei racconti è più opportuno dire: per fortuna sono andati perduti!)
Chi vuole partecipare?
Il concorrente Ivano Landi ha proposto ai suoi compagni di blogging la partecipazione al me.me. Il mio primo computer partito da un'idea di Red Bavon. Sono previste delle domande di aiuto - comunque non vincolanti, si può rispondere anche senza basarsi su esse - per sviscerare meglio l'argomento. Nel mio caso parlare del mio primo computer significa tornare indietro a un'epoca in cui esisteva ancora l'Unione Sovietica e in Italia governava il pentapartito (viste le evoluzioni successive tutto sommato non erano neppure brutti tempi) quindi allacciate le cinture di sicurezza perché la DeLorean di Doc Brown dovrà fare un bel salto temporale ;-)
Quale è stato il mio primo computer?
Un Olivetti Prodest 128s. Solo chi è datato come me se lo può ricordare.
Chi ha comprato o regalato il mio primo computer?
Ovviamente i miei meravigliosi genitori.
Quali sono stati i primi software che usavo sul mio primo computer?
Vuoto di memoria. Comunque erano molto primitivi nella grafica e nelle prestazioni, eppure sembravano spettacolari. Mi piaceva in particolare un videogioco, Magic Mushrooms, perché permetteva di costruire la propria piattaforma arcade sistemando a piacimento i vari elementi del gioco (muro, trampolini, scale mobili, rulli, etc.) L'utente poteva creare e disfare come voleva.
Chi mi ha iniziato all’uso del mio primo computer?
Nessuno, ho dovuto leggere le istruzioni e smanettare.
Insieme a chi usavo il mio primo computer?
Quasi sempre da solo. Sono stato un nerd quando ancora era sinonimo di "sfigato".
Che fine ha fatto il mio primo computer?
Dopo un po' di anni ha cominciato a dare qualche problema e abbiamo valutato che ripararlo sarebbe stato troppo costoso. I vari documenti salvati al suo interno ovviamente non sono stati recuperati, compresi alcuni racconti che avevo scritto all'epoca che purtroppo sono andati perduti (o meglio: visti i contenuti di quei racconti è più opportuno dire: per fortuna sono andati perduti!)
Chi vuole partecipare?
giovedì 22 febbraio 2018
Alice in Wonderland o delle sei cose impossibili
Questo me.me. l'ho scoperto tramite Ivano, che ha invitato a partecipare tutti i frequentatori del suo blog, quindi potenzialmente anch'io. Del resto "Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Attraverso lo specchio" sono due libri deliziosi che ho letto con piacere: un me.me. che si ispira al personaggio principale è una tentazione irresistibile.
Devo però precisare che non ho apprezzato del tutto i due film disneyani con Johnny Depp improbabile Cappellaio Matto ai quali si ispira l'idea delle 'sei cose impossibili'. La vera Alice di Lewis Carroll è altra cosa.
Comunque, lasciando da parte la mia idiosincrasia per il nuovo corso della Disney e relativi prodotti ciofecatografici, mi cimento in questa prova.
L'idea è partita dal blog Cuore rotante cui rendo doverosamente merito.
Le regole sono semplici:
-Inserire il logo di Alice’s in Wonderland
-Descrivere sei cose impossibili
-Nominare tutti i followers che volete
Ivano Landi è stato particolarmente colto ed erudito ed è praticamente impossibile replicare con una sestina alla sua altezza. Mi limiterò alle inutili lamentazioni da vecchio barbogio in cui ormai incorro sempre più frequentemente.
1-Cambiare la propria vita può essere complesso ma non impossibile; cambiare una nazione partendo dal suo passato, sì, quello è proprio fuori portata. Riesco a immaginare tanti passati alternativi per l'Italia che magari ci avrebbero condotti a un oggi meno avvilente. Ma resta una mera fantasia irrealizzabile.
2-Nella vita ho commesso errori gravi di cui mi sono pentito, che tuttavia sul lungo periodo hanno anche prodotto conseguenze utili; ho anche fatto cose fondamentalmente giuste e che ricordo con piacere, ma che rimangono fini a se stesse e prive di reale utilità. Insomma: la cosa davvero impossibile è prevedere la catena degli eventi in ogni dettaglio.
3-Aumentare la propria altezza di qualche centimetro è ancora una cosa impossibile, malgrado ciò di cui è capace la medicina moderna. Ci sono anche le scarpe coi tacchi, d'accordo, ma non è la stessa cosa. E poi sono le donne che possono indossare i tacchi alti con stile e fascino, gli uomini con le scarpe zeppate sono solo ridicoli.
4-Cambiare il proprio carattere non dovrebbe rientrare fra le cose impossibili. Volere è potere, con la forza di volontà ci si può imporre ogni sorta di disciplina interiore e arrivare al punto in cui "io" è un'altra persona.
Evidentemente la mia volontà è difettosa e ormai ho pure superato il periodo di garanzia, quindi non me la cambiano più.
5-Stesso discorso per la scrittura: ci si può impegnare per migliorare, per crescere, per essere originali, ma a volte ho l'impressione di rappresentare involontariamente il detto popolare che dalle mie parti suona più o meno: ie manca sempre 'n centesimo pe' fa' 'na lira.
6-L'ultima cosa davvero impossibile che mi dispiace lo sia è il poter trovare la strada per salire sopra le nuvole di cui parlavo in questo post.
E adesso fatevi avanti e date anche voi il vostro contributo ;-)
Devo però precisare che non ho apprezzato del tutto i due film disneyani con Johnny Depp improbabile Cappellaio Matto ai quali si ispira l'idea delle 'sei cose impossibili'. La vera Alice di Lewis Carroll è altra cosa.
Comunque, lasciando da parte la mia idiosincrasia per il nuovo corso della Disney e relativi prodotti ciofecatografici, mi cimento in questa prova.
L'idea è partita dal blog Cuore rotante cui rendo doverosamente merito.
Le regole sono semplici:
-Inserire il logo di Alice’s in Wonderland
-Descrivere sei cose impossibili
-Nominare tutti i followers che volete
Ivano Landi è stato particolarmente colto ed erudito ed è praticamente impossibile replicare con una sestina alla sua altezza. Mi limiterò alle inutili lamentazioni da vecchio barbogio in cui ormai incorro sempre più frequentemente.
1-Cambiare la propria vita può essere complesso ma non impossibile; cambiare una nazione partendo dal suo passato, sì, quello è proprio fuori portata. Riesco a immaginare tanti passati alternativi per l'Italia che magari ci avrebbero condotti a un oggi meno avvilente. Ma resta una mera fantasia irrealizzabile.
2-Nella vita ho commesso errori gravi di cui mi sono pentito, che tuttavia sul lungo periodo hanno anche prodotto conseguenze utili; ho anche fatto cose fondamentalmente giuste e che ricordo con piacere, ma che rimangono fini a se stesse e prive di reale utilità. Insomma: la cosa davvero impossibile è prevedere la catena degli eventi in ogni dettaglio.
3-Aumentare la propria altezza di qualche centimetro è ancora una cosa impossibile, malgrado ciò di cui è capace la medicina moderna. Ci sono anche le scarpe coi tacchi, d'accordo, ma non è la stessa cosa. E poi sono le donne che possono indossare i tacchi alti con stile e fascino, gli uomini con le scarpe zeppate sono solo ridicoli.
4-Cambiare il proprio carattere non dovrebbe rientrare fra le cose impossibili. Volere è potere, con la forza di volontà ci si può imporre ogni sorta di disciplina interiore e arrivare al punto in cui "io" è un'altra persona.
Evidentemente la mia volontà è difettosa e ormai ho pure superato il periodo di garanzia, quindi non me la cambiano più.
5-Stesso discorso per la scrittura: ci si può impegnare per migliorare, per crescere, per essere originali, ma a volte ho l'impressione di rappresentare involontariamente il detto popolare che dalle mie parti suona più o meno: ie manca sempre 'n centesimo pe' fa' 'na lira.
6-L'ultima cosa davvero impossibile che mi dispiace lo sia è il poter trovare la strada per salire sopra le nuvole di cui parlavo in questo post.
E adesso fatevi avanti e date anche voi il vostro contributo ;-)
giovedì 23 novembre 2017
I miei anni '90
Buon ultimo, mi aggrego a coloro che hanno già partecipato a questo me.me. Proprio in quanto ultimo non credo di poter aggiungere granché a quanto già detto da tutti quelli che mi hanno preceduto, però magari qualcosa di nuovo potrebbe scapparci, chi lo sa ;-)
RICORDI
Come avevo anticipato nel topic dedicato a un fatto per ogni anno della mia vita, il decennio '90 è stato quello del passaggio dalla gioventù allamaturità età adulta ... insomma, l'ho iniziato come matricola all'università e l'ho concluso col matrimonio e un lavoro (pardon: con una collaborazione coordinata e continuativa).
I ricordi più belli sono legati ai viaggi in Inghilterra per migliorare l'inglese, è stata la scoperta di un altro mondo per me, dalle abitudini ai gusti culinari passando per la moda.
Avevo già la passione per il tè, e nei tea shops per la prima volta trovavo negozi con qualità di ogni genere e accessori che in Italia probabilmente non avrei mai reperito (non c'era ancora amazon a quei tempi... ;-) Ho ancora un filtro a forma di cucchiaio e diverse confezioni di metallo comprate in terra d'Albione che tengo in uno sportello con tutta la mia collezione di scatole da tè.
Ho frequentato anche i pubs, ma giuro che non sono mai andato oltre una pinta di birra ogni sera, sono sempre rimasto sobrio.
TELEVISIONE
Oltre alle serie tv arcinote tipo il cartone "I Simpson" e il telefilm "X Files" (che seguivo assiduamente) mi piace ricordare due cartoni animati che mi sembra nessuno abbia citato e che io invece vedevo con molto piacere.
Agli inizi della decade mi ero appassionato a Maison Ikkoku (trasmesso in Italia col titolo Cara dolce Kyoko) perché anche se non sembra - e d'altronde faccio del mio meglio per nasconderlo - sotto sotto un po' di sentimentalismo ce l'ho anch'io ;-)
Alla fine del decennio ho invece apprezzato Daria e il suo sarcasmo nerd su MTV. Peccato che non lo abbiano più replicato.
FUMETTI
E che ve lo dico a fare? Dylan Dog è stato un must per tutti noi di quella generazione, un fumetto molto innovativo per certi aspetti.
Ma in quel periodo hanno iniziato a circolare in Italia le prime riviste dedicate ai manga. Io leggevo dapprima Mangazine e poi Kappa Magazine sul quale ho letto la prima versione di Ghost in the Shell (col titolo di Squadra Speciale Ghost). Non chiedetemi cosa penso della recente della trasposizione cinematografica...
Altre primizie di quel tempo tipo Aa! Megamisama! (Oh mia dea) penso che sopravvivano solo nella memoria mia e di pochi altri.
MUSICA
Quando si parla di anni '90 per me la parola "musica" diventa sinonimo di grunge. I Nirvana naturalmente, ma anche i Soundgarden, i Bush, i Deftones... E poi il nu metal dei Korn.
Musicalmente parlando mi sono fermato a quel decennio in un certo senso, non riesco ad apprezzare allo stesso modo quel che è seguito.
Anzi, mi riesce più facile andare a ritroso, riscoprire il prog rock dei primi anni '70. Forse perché sto invecchiando ;-)
CINEMA
Per quanto riguarda il cinema posso dire solo banalità, ho amato film talmente noti che di sicuro tutti conoscono: il monumentale poliziesco Heat, i thriller Seven e I soliti sospetti, i visionari Trainspotting e L'esercito delle 12 scimmie, l'epico Braveheart.
Come pellicola meno nota posso citare solo Buon compleanno Mr. Grapes, quando Johnny Depp ancora non giocava a fare il divo
RICORDI
Come avevo anticipato nel topic dedicato a un fatto per ogni anno della mia vita, il decennio '90 è stato quello del passaggio dalla gioventù alla
I ricordi più belli sono legati ai viaggi in Inghilterra per migliorare l'inglese, è stata la scoperta di un altro mondo per me, dalle abitudini ai gusti culinari passando per la moda.
Avevo già la passione per il tè, e nei tea shops per la prima volta trovavo negozi con qualità di ogni genere e accessori che in Italia probabilmente non avrei mai reperito (non c'era ancora amazon a quei tempi... ;-) Ho ancora un filtro a forma di cucchiaio e diverse confezioni di metallo comprate in terra d'Albione che tengo in uno sportello con tutta la mia collezione di scatole da tè.
Ho frequentato anche i pubs, ma giuro che non sono mai andato oltre una pinta di birra ogni sera, sono sempre rimasto sobrio.
TELEVISIONE
Oltre alle serie tv arcinote tipo il cartone "I Simpson" e il telefilm "X Files" (che seguivo assiduamente) mi piace ricordare due cartoni animati che mi sembra nessuno abbia citato e che io invece vedevo con molto piacere.
Agli inizi della decade mi ero appassionato a Maison Ikkoku (trasmesso in Italia col titolo Cara dolce Kyoko) perché anche se non sembra - e d'altronde faccio del mio meglio per nasconderlo - sotto sotto un po' di sentimentalismo ce l'ho anch'io ;-)
Alla fine del decennio ho invece apprezzato Daria e il suo sarcasmo nerd su MTV. Peccato che non lo abbiano più replicato.
FUMETTI
E che ve lo dico a fare? Dylan Dog è stato un must per tutti noi di quella generazione, un fumetto molto innovativo per certi aspetti.
Ma in quel periodo hanno iniziato a circolare in Italia le prime riviste dedicate ai manga. Io leggevo dapprima Mangazine e poi Kappa Magazine sul quale ho letto la prima versione di Ghost in the Shell (col titolo di Squadra Speciale Ghost). Non chiedetemi cosa penso della recente della trasposizione cinematografica...
Altre primizie di quel tempo tipo Aa! Megamisama! (Oh mia dea) penso che sopravvivano solo nella memoria mia e di pochi altri.
MUSICA
Quando si parla di anni '90 per me la parola "musica" diventa sinonimo di grunge. I Nirvana naturalmente, ma anche i Soundgarden, i Bush, i Deftones... E poi il nu metal dei Korn.
Musicalmente parlando mi sono fermato a quel decennio in un certo senso, non riesco ad apprezzare allo stesso modo quel che è seguito.
Anzi, mi riesce più facile andare a ritroso, riscoprire il prog rock dei primi anni '70. Forse perché sto invecchiando ;-)
CINEMA
Per quanto riguarda il cinema posso dire solo banalità, ho amato film talmente noti che di sicuro tutti conoscono: il monumentale poliziesco Heat, i thriller Seven e I soliti sospetti, i visionari Trainspotting e L'esercito delle 12 scimmie, l'epico Braveheart.
Come pellicola meno nota posso citare solo Buon compleanno Mr. Grapes, quando Johnny Depp ancora non giocava a fare il divo
venerdì 6 ottobre 2017
Tutte le mie canzoni
Giacché Antonella ha aderito al #30daysmusicchallenge e ha invitato tutti i frequentatori del suo blog a fare altrettanto, ho pensato: perché no?
Con una piccola precisazione che copia ulteriormente il post di Antonella Mecenero: la sfida vera e propria dura appunto 30 giorni, non credo che io riuscirei a gestirla pienamente. É probabile che questo post rimanga un episodio isolato.
Comunque, visto che già da alcune settimane ho iniziato a dare spazio alla musica col tag delle canzoni dimenticate degli anni '80, rispondo al questionario che aiuta a far scoprire i gusti dei partecipanti.
1 - la tua canzone preferita
Una sola? Ma dai, tutti abbiamo almeno una decina di canzoni preferite secondo le occasioni e i momenti. E poi ne scopri una che magari non avevi mai ascoltato prima e subito soppianta altre che credevi inamovibili nella tua hitlist personale. Posso dire che quasi tutte le canzoni che compariranno nelle risposte successive sono tra le mie preferite.
2 - una canzone invernale
Si dice che l'inverno favorisca la tetraggine, ma nel mio caso è uno stato d'animo che si prolunga anche al di fuori della stagione fredda. D'inverno ascolto canzoni che esprimono inquietudine come Kill you dei Korn o In a lonely place dei Bush.
3 - una canzone che ti rende allegro
Accidentally in love dei Counting Crows o anche Ready to go dei Republica.
4 - una canzone che ti commuove
Più che una canzone è un brano strumentale per pianoforte, Solitude di Ryuichi Sakamoto.
5 - una canzone che ti ricorda qualcuno
Mocambo di Paolo Conte mi ricorda inevitabilmente l'amico Temistocle Gravina visto che gli ho dato qualche piccolo spunto per concludere un suo racconto con lo stesso titolo che era infatti un suo omaggio al cantautore piemontese.
6 - una canzone che ti ricorda un posto
Suona abbastanza assurdo, però ogni volta che ascolto I love Rock n' Roll degli Arrows mi viene in mente Tolfa, il tranquillo paesino collinare al quale ho dedicato un post fotografico. L'improbabile accostamento nasce perché c'è stata una lontana estate degli anni '70 in cui un ragazzino (futuro blogger ;-) ascoltò costantemente e involontariamente quella canzone poiché risuonava da un locale con juke-box in cui o c'era poca scelta di brani o c'era qualche frequentatore assiduo davvero fissato con quel pezzo rock (che in effetti merita: anche la cover di Joan Jett vale l'ascolto).
7 - una canzone che ti ricorda un momento particolare
Born in the USA mi riporta al primo concerto al quale sono stato - ovviamente Bruce Springsteen - e alle sensazioni che ho provato. Stare in mezzo a migliaia di persone che si lasciano trasportare dalle emozioni trasmesse dalla musica è un'esperienza speciale, anche dopo il decimo o il ventesimo concerto al quale partecipi.
8 - una canzone di cui conosci tutte le parole
Ovviamente più di una. Ho una pessima voce, ma se parte la musica di Comedown dei Bush o di Serve the servants dei Nirvana, chi mi sta vicino è costretto ad ascoltare i miei gorgheggi sgraziati.
9 - una canzone che ti fa ballare
Non proprio ballare, però certe canzoni mi 'obbligano' al classico gesto da concerto rock di scuotere la testa in avanti agitando le chiome, anche se i miei capelli sono cortissimi. Mi riferisco a pezzi come Smell like teen spirit dei Nirvana o - per stare sul rock classico - The ocean dei Led Zeppelin.
10 - una canzone che ti aiuta a dormire
Se una canzone mi piace mi fa scorrere l'adrenalina, anche se melodica; se non mi piace mi da sui nervi. Ergo: non esiste una canzone che mi aiuti a dormire :-D
11 - una canzone della tua band preferita
Non ho una sola band preferita. Quindi dirò New dawn fades dei Joy Division, The wall dei Pink Floyd, Heart-shaped box dei Nirvana, The day I tried to live dei Soundgarden, Personal holloway dei Bush, Let's get this party started dei Korn.
12 - una canzone della band che odi
Non arrivo a odiare una band. Posso dire che non sopporto in generale i tormentoni latinoamericani e i polpettoni di certi cantautori storici nostrani.
13 - una canzone che hai conosciuto da poco
Diesel power dei Prodigy, conoscevo i loro singoli e altre canzoni, ma non tutte.
14 - una canzone che nessuno si aspetta possa piacerti
Last friday night di Katy Perry :-D
15 - una canzone che ti descrive
All apologies dei Nirvana.
16 - una canzone che amavi e che ora odi
Se l'amavo non posso odiarla. Magari non mi piace più come prima, questo sì. Mi è successo con quasi tutte le canzoni dei Police e di Sting come solista. Anche i Depeche Mode e gli U2 non mi entusiasmano più come un tempo.
17 - una canzone che vorresti dedicare a qualcuno
Inbetween days dei Cure alla mia prima fidanzata.
18 - una canzone che vorresti ascoltare alla radio
Qualsiasi canzone dei Bush. Non le trasmettono quasi mai.
19 - una canzone dal tuo album preferito
Anche in questo caso, non c'è ne è solo uno. Dico pertanto: Us and them da "Dark side of the moon" dei Pink Floyd, Happy house da "Kaleidoscope" di Siouxsie and the Banshees, She's lost controle da "Unknown pleasures" dei Joy Division, Come as you are da "Nevermind" dei Nirvana, Secretly da "Post orgasmic chill" degli Skunk Anansie, Everything's zen da "Sixteen stone" dei Bush, Black hole sun da "Superunknown" dei Soundgarden. Ma potrei continuare.
20 - una canzone che ascolti quando sei arrabbiato
Dictatorshit dei Sepultura, oppure Double dare dei Bauhaus, oppure Charlie big potato degli Skunk Anansie, oppure Tempest dei Deftones, oppure... (io sono 'angry inside' quindi l'elenco potrebbe essere lungo).
21 - una canzone che ascolti quando sei felice
Whole lotta love dei Led Zeppelin o magari Foxy Lady di Jimi Hendrix.
22 - una canzone che ascolti quando sei triste
Falling away from me dei Korn o Sonne dei Rammstein.
23 - una canzone che vorresti al tuo matrimonio
Ormai ho già dato, comunque se dovessi fare il bis: Kiss me dei Sixpence None The Richer :-D
24 - una canzone che vorresti al tuo funerale
Su questa non ho dubbi: Day of the Lord's dei Joy Division.
25 - una canzone che è un piacere peccaminoso
Smack my bitch up dei Prodigy.
26 - una canzone estiva
Walking on sunshine di Katrina and The Waves ;-)
27 - una canzone che ti piacerebbe suonare
Nessuna, non voglio rovinarle.
28 - una canzone che ti fa sentire colpevole
Colpevole? Una canzone ti fa sentire libero e innocente come un bimbo (o come un peccatore che si autoassolve, fate voi).
29 - una canzone della tua infanzia
La sigla di Daitarn 3 cantata dai Micronauti.
30 - la tua canzone preferita in questo periodo un anno fa
Non seguo gli hits del momento, quindi in realtà potrei citare una qualsiasi di quelle nominate nel corso dell'intero questionario eccetto quella della domanda 13.
Se qualcun altro vuole illuminarci sui suoi gusti musicali... (si è già capito che sarà un 'challenge' molto virale ;-)
Con una piccola precisazione che copia ulteriormente il post di Antonella Mecenero: la sfida vera e propria dura appunto 30 giorni, non credo che io riuscirei a gestirla pienamente. É probabile che questo post rimanga un episodio isolato.
Comunque, visto che già da alcune settimane ho iniziato a dare spazio alla musica col tag delle canzoni dimenticate degli anni '80, rispondo al questionario che aiuta a far scoprire i gusti dei partecipanti.
1 - la tua canzone preferita
Una sola? Ma dai, tutti abbiamo almeno una decina di canzoni preferite secondo le occasioni e i momenti. E poi ne scopri una che magari non avevi mai ascoltato prima e subito soppianta altre che credevi inamovibili nella tua hitlist personale. Posso dire che quasi tutte le canzoni che compariranno nelle risposte successive sono tra le mie preferite.
2 - una canzone invernale
Si dice che l'inverno favorisca la tetraggine, ma nel mio caso è uno stato d'animo che si prolunga anche al di fuori della stagione fredda. D'inverno ascolto canzoni che esprimono inquietudine come Kill you dei Korn o In a lonely place dei Bush.
3 - una canzone che ti rende allegro
Accidentally in love dei Counting Crows o anche Ready to go dei Republica.
4 - una canzone che ti commuove
Più che una canzone è un brano strumentale per pianoforte, Solitude di Ryuichi Sakamoto.
5 - una canzone che ti ricorda qualcuno
Mocambo di Paolo Conte mi ricorda inevitabilmente l'amico Temistocle Gravina visto che gli ho dato qualche piccolo spunto per concludere un suo racconto con lo stesso titolo che era infatti un suo omaggio al cantautore piemontese.
6 - una canzone che ti ricorda un posto
Suona abbastanza assurdo, però ogni volta che ascolto I love Rock n' Roll degli Arrows mi viene in mente Tolfa, il tranquillo paesino collinare al quale ho dedicato un post fotografico. L'improbabile accostamento nasce perché c'è stata una lontana estate degli anni '70 in cui un ragazzino (futuro blogger ;-) ascoltò costantemente e involontariamente quella canzone poiché risuonava da un locale con juke-box in cui o c'era poca scelta di brani o c'era qualche frequentatore assiduo davvero fissato con quel pezzo rock (che in effetti merita: anche la cover di Joan Jett vale l'ascolto).
7 - una canzone che ti ricorda un momento particolare
Born in the USA mi riporta al primo concerto al quale sono stato - ovviamente Bruce Springsteen - e alle sensazioni che ho provato. Stare in mezzo a migliaia di persone che si lasciano trasportare dalle emozioni trasmesse dalla musica è un'esperienza speciale, anche dopo il decimo o il ventesimo concerto al quale partecipi.
8 - una canzone di cui conosci tutte le parole
Ovviamente più di una. Ho una pessima voce, ma se parte la musica di Comedown dei Bush o di Serve the servants dei Nirvana, chi mi sta vicino è costretto ad ascoltare i miei gorgheggi sgraziati.
9 - una canzone che ti fa ballare
Non proprio ballare, però certe canzoni mi 'obbligano' al classico gesto da concerto rock di scuotere la testa in avanti agitando le chiome, anche se i miei capelli sono cortissimi. Mi riferisco a pezzi come Smell like teen spirit dei Nirvana o - per stare sul rock classico - The ocean dei Led Zeppelin.
10 - una canzone che ti aiuta a dormire
Se una canzone mi piace mi fa scorrere l'adrenalina, anche se melodica; se non mi piace mi da sui nervi. Ergo: non esiste una canzone che mi aiuti a dormire :-D
11 - una canzone della tua band preferita
Non ho una sola band preferita. Quindi dirò New dawn fades dei Joy Division, The wall dei Pink Floyd, Heart-shaped box dei Nirvana, The day I tried to live dei Soundgarden, Personal holloway dei Bush, Let's get this party started dei Korn.
12 - una canzone della band che odi
Non arrivo a odiare una band. Posso dire che non sopporto in generale i tormentoni latinoamericani e i polpettoni di certi cantautori storici nostrani.
13 - una canzone che hai conosciuto da poco
Diesel power dei Prodigy, conoscevo i loro singoli e altre canzoni, ma non tutte.
14 - una canzone che nessuno si aspetta possa piacerti
Last friday night di Katy Perry :-D
15 - una canzone che ti descrive
All apologies dei Nirvana.
16 - una canzone che amavi e che ora odi
Se l'amavo non posso odiarla. Magari non mi piace più come prima, questo sì. Mi è successo con quasi tutte le canzoni dei Police e di Sting come solista. Anche i Depeche Mode e gli U2 non mi entusiasmano più come un tempo.
17 - una canzone che vorresti dedicare a qualcuno
Inbetween days dei Cure alla mia prima fidanzata.
18 - una canzone che vorresti ascoltare alla radio
Qualsiasi canzone dei Bush. Non le trasmettono quasi mai.
19 - una canzone dal tuo album preferito
Anche in questo caso, non c'è ne è solo uno. Dico pertanto: Us and them da "Dark side of the moon" dei Pink Floyd, Happy house da "Kaleidoscope" di Siouxsie and the Banshees, She's lost controle da "Unknown pleasures" dei Joy Division, Come as you are da "Nevermind" dei Nirvana, Secretly da "Post orgasmic chill" degli Skunk Anansie, Everything's zen da "Sixteen stone" dei Bush, Black hole sun da "Superunknown" dei Soundgarden. Ma potrei continuare.
20 - una canzone che ascolti quando sei arrabbiato
Dictatorshit dei Sepultura, oppure Double dare dei Bauhaus, oppure Charlie big potato degli Skunk Anansie, oppure Tempest dei Deftones, oppure... (io sono 'angry inside' quindi l'elenco potrebbe essere lungo).
21 - una canzone che ascolti quando sei felice
Whole lotta love dei Led Zeppelin o magari Foxy Lady di Jimi Hendrix.
22 - una canzone che ascolti quando sei triste
Falling away from me dei Korn o Sonne dei Rammstein.
23 - una canzone che vorresti al tuo matrimonio
Ormai ho già dato, comunque se dovessi fare il bis: Kiss me dei Sixpence None The Richer :-D
24 - una canzone che vorresti al tuo funerale
Su questa non ho dubbi: Day of the Lord's dei Joy Division.
25 - una canzone che è un piacere peccaminoso
Smack my bitch up dei Prodigy.
26 - una canzone estiva
Walking on sunshine di Katrina and The Waves ;-)
27 - una canzone che ti piacerebbe suonare
Nessuna, non voglio rovinarle.
28 - una canzone che ti fa sentire colpevole
Colpevole? Una canzone ti fa sentire libero e innocente come un bimbo (o come un peccatore che si autoassolve, fate voi).
29 - una canzone della tua infanzia
La sigla di Daitarn 3 cantata dai Micronauti.
30 - la tua canzone preferita in questo periodo un anno fa
Non seguo gli hits del momento, quindi in realtà potrei citare una qualsiasi di quelle nominate nel corso dell'intero questionario eccetto quella della domanda 13.
Se qualcun altro vuole illuminarci sui suoi gusti musicali... (si è già capito che sarà un 'challenge' molto virale ;-)
mercoledì 13 settembre 2017
Liebster again
Non si sfugge ai Liebster, neppure quando si è già stati nominati :-D
D'altro canto è un onore e un piacere essere stato incluso nell'elenco di Tiziana e Calibano.
Le regole sono arcinote:
1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste.
2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che ritenete meritevoli.
3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei “vincitori”.
4. Proporre a vostra volta undici domande.
I punti 2 e 3, come già sapete, ormai li salto tranquillamente (sono certo che il signor Liebster non si offenderà ;-)
Per quelli 1 e 4 invece non mi sottraggo. Ringrazio nuovamente Tiziana e Calibano e rispondo subito alle loro domande:
1. Con quale personaggio letterario intraprendereste una storia d’amore?
Come ho già scritto in un post su un argomento attinente, una donna letteraria che amerei sinceramente è Sonja di Delitto e castigo. Benché costretta a prostituirsi, mantiene una purezza d'animo meravigliosa.
2. Quale libro regalereste a una persona che non vi sta tanto simpatica?
Uno dei miei ovviamente :-D
3. Qual è il libro che consigliereste a un bambino?
Domanda difficile perché i miei libri preferiti hanno sempre contenuti inadatti ai bambini. Magari proporrei Storie naturali di Jules Renard, che per certi aspetti nasce dal tentativo dell'autore di vedere la campagna con gli occhi di un bambino.
4. Reinventa il finale di un libro famoso. Di quale cambieresti le vicende?
Se è un capolavoro non può essere modificato. Se è un libro mediocre non basta cambiare il finale ;-)
5. Ti spaventano i libri voluminosi?
Molto. Ne ho parecchi, disponibili nella mia biblioteca, che attendono solo di essere letti. Eppure sono fermi lì...
6. Qual è il tuo genere letterario preferito da leggere?
La narrativa tradizionale, soprattutto le narrazioni particolarmente introspettive e psicologiche.
7. Un libro strappato o un libro non tornato dopo in prestito. Quale situazione ti farebbe più male?
Sicuramente il libro non tornato. Comunque chiederei delucidazioni al colpevole. E se le reputassi insufficienti, emetterei la mia irrevocabile condanna: espulso per sempre dalla mia biblioteca.
8. Leggi ad alta voce o preferisci la lettura dentro di te?
Non leggo mai ad alta voce, anche perché la mia voce è orrenda.
9. Descrivi un luogo che ti è rimasto impresso in un romanzo. Anche non reale.
L'isola di Creta in Zorba il greco. Così piena di vita, di emozioni, di ferocia, di autentica passione. Non so quanto sia vera e quanto sia esagerazione letteraria, mi piace credere che sia stata davvero così come viene raccontata.
10. Scriveresti un libro erotico?
Perché no? Qualche idea mi gira in testa da tempo...
11. L’ultimo libro letto che hai sul comodino.
Sul comodino in questo momento ho - lettura in corso - La solitudine del satiro di Ennio Flaiano.
E ora è il mio turno per le domande... Beh, ormai sono talmente pigro e apatico che ripropongo quelle dell'ultima nomination alle quali non avevano risposto in molti visto che era il mese di luglio e parecchi bloggers erano già in ferie. Rinnovo l'invito: rispondete numerosi, anche solo come commento, oppure aprendo un post "da nominato" sul vostro blog:
-Qual è il fumettista che secondo te avrebbe potuto essere un ottimo pittore?
-E qual è il pittore che ti sarebbe piaciuto vedere all'opera come disegnatore di fumetti?
-Mettono all'asta un'opera del tuo artista preferito. Fino a quanto saresti disposto a spendere per comprarla?
-Hai mai provato a scrivere un'autobiografia?
-Qual è la cosa più adulta che hai fatto da bambino?
-E la cosa più infantile che hai fatto da "grande"?
-Il canale televisivo che sei contento che esista?
-Il social network nel quale più ti piace interagire con altri utenti?
-Parteciperesti a un talent show?
-Qual è la tua attrazione preferita nei parchi giochi?
-C'è qualcosa che, a tuo avviso, la maggior parte delle persone non riesce proprio a capire?
D'altro canto è un onore e un piacere essere stato incluso nell'elenco di Tiziana e Calibano.
Le regole sono arcinote:
1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste.
2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che ritenete meritevoli.
3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei “vincitori”.
4. Proporre a vostra volta undici domande.
I punti 2 e 3, come già sapete, ormai li salto tranquillamente (sono certo che il signor Liebster non si offenderà ;-)
Per quelli 1 e 4 invece non mi sottraggo. Ringrazio nuovamente Tiziana e Calibano e rispondo subito alle loro domande:
1. Con quale personaggio letterario intraprendereste una storia d’amore?
Come ho già scritto in un post su un argomento attinente, una donna letteraria che amerei sinceramente è Sonja di Delitto e castigo. Benché costretta a prostituirsi, mantiene una purezza d'animo meravigliosa.
2. Quale libro regalereste a una persona che non vi sta tanto simpatica?
Uno dei miei ovviamente :-D
3. Qual è il libro che consigliereste a un bambino?
Domanda difficile perché i miei libri preferiti hanno sempre contenuti inadatti ai bambini. Magari proporrei Storie naturali di Jules Renard, che per certi aspetti nasce dal tentativo dell'autore di vedere la campagna con gli occhi di un bambino.
4. Reinventa il finale di un libro famoso. Di quale cambieresti le vicende?
Se è un capolavoro non può essere modificato. Se è un libro mediocre non basta cambiare il finale ;-)
5. Ti spaventano i libri voluminosi?
Molto. Ne ho parecchi, disponibili nella mia biblioteca, che attendono solo di essere letti. Eppure sono fermi lì...
6. Qual è il tuo genere letterario preferito da leggere?
La narrativa tradizionale, soprattutto le narrazioni particolarmente introspettive e psicologiche.
7. Un libro strappato o un libro non tornato dopo in prestito. Quale situazione ti farebbe più male?
Sicuramente il libro non tornato. Comunque chiederei delucidazioni al colpevole. E se le reputassi insufficienti, emetterei la mia irrevocabile condanna: espulso per sempre dalla mia biblioteca.
8. Leggi ad alta voce o preferisci la lettura dentro di te?
Non leggo mai ad alta voce, anche perché la mia voce è orrenda.
9. Descrivi un luogo che ti è rimasto impresso in un romanzo. Anche non reale.
L'isola di Creta in Zorba il greco. Così piena di vita, di emozioni, di ferocia, di autentica passione. Non so quanto sia vera e quanto sia esagerazione letteraria, mi piace credere che sia stata davvero così come viene raccontata.
10. Scriveresti un libro erotico?
Perché no? Qualche idea mi gira in testa da tempo...
11. L’ultimo libro letto che hai sul comodino.
Sul comodino in questo momento ho - lettura in corso - La solitudine del satiro di Ennio Flaiano.
E ora è il mio turno per le domande... Beh, ormai sono talmente pigro e apatico che ripropongo quelle dell'ultima nomination alle quali non avevano risposto in molti visto che era il mese di luglio e parecchi bloggers erano già in ferie. Rinnovo l'invito: rispondete numerosi, anche solo come commento, oppure aprendo un post "da nominato" sul vostro blog:
-Qual è il fumettista che secondo te avrebbe potuto essere un ottimo pittore?
-E qual è il pittore che ti sarebbe piaciuto vedere all'opera come disegnatore di fumetti?
-Mettono all'asta un'opera del tuo artista preferito. Fino a quanto saresti disposto a spendere per comprarla?
-Hai mai provato a scrivere un'autobiografia?
-Qual è la cosa più adulta che hai fatto da bambino?
-E la cosa più infantile che hai fatto da "grande"?
-Il canale televisivo che sei contento che esista?
-Il social network nel quale più ti piace interagire con altri utenti?
-Parteciperesti a un talent show?
-Qual è la tua attrazione preferita nei parchi giochi?
-C'è qualcosa che, a tuo avviso, la maggior parte delle persone non riesce proprio a capire?
giovedì 20 luglio 2017
Vai col Liebster!
E così sono stato insignito del Liebster Award da Ivano.
Insomma, ho appena confessato i dettagli principali della mia vita e già devo fracassarvi i maroni con nuove sconvolgenti rivelazioni...
Ma andiamo con ordine.
Le regole le conoscete, no? Quando si riceve il Liebster bisogna:
- ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti rivolge;
- premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che siano degni di nota
- comunicare la premiazione ai destinatari.
- proporre altre undici domande.
Ora, giacché siamo in periodo estivo e molti blog sono chiusi per ferie, considerato anche che c'è chi non ama partecipare a questi me.me., essendo evidente che tutta questa premessa la sto imbastendo solo perché sono troppo pigro per partecipare in modo decente ;-) invito a partecipare chiunque voglia farlo, purché non abbia superato il tetto dei duecento followers. Anzi, può partecipare pure chi lo ha superato :-D
E ora rispondo alle domande di Ivano:
1. Da quale pittore o scultore ti piacerebbe farti immortalare in un ritratto? (vale anche citare un artista del passato).
A me sarebbe piaciuto - se fossi vissuto un bel po' di decenni fa - essere dipinto da Giovanni Boldini, uno dei pochi artisti italiani capaci, con le sue pennellate, di infondere realmente la vita nella tela e mettere a nudo l'anima della persona ritratta.
2. La tragedia occupa da secoli un posto più alto rispetto alla commedia nella considerazione degli uomini considerati di cultura. Questo vale per il teatro greco e elisabettiano come per il cinema. Si può quindi dire, parafrasando Kundera, che più qualcosa è pesante più è intellettualmente comodo da portare in giro?
Se prendi spunto dal grande romanziere ceco è difficile darti torto ;-) Direi che ciò che è tragico rende più eroica la sofferenza che talvolta la vita riserva, un effetto che per la commedia è assai più difficile da raggiungere.
3. Woody Allen dice, in un celebre momento del suo film Manhattan:
Cosa rende la vita degna di essere vissuta?... Per me, Groucho Marx, per dirne una... e Willie Mays… il secondo movimento della sinfonia Jupiter [la quarantunesima e ultima di Mozart]... l’incisione discografica di Potatohead Blues di Louis Armstrong... i film svedesi, naturalmente… L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra... le incredibili mele e pere di Cézanne... i granchi serviti nella catena di ristoranti Sam Woo...
Ti invito a sostituire nomi e opere a piacere e creare, sulla base di questo, il tuo personale elenco di cosa rende la vita degna di essere vissuta (può essere anche più breve o più lungo di così).
La musica rock (io amo in particolare l'ormai vecchio grunge e l'alternative), le stampe shin-hanga dell'era Taisho, il design chiamato dai nostri bisnonni "stile liberty", le chiese rinascimentali e barocche di Roma, i quadri dei preraffaelliti, le poesie dei cosiddetti crepuscolari, gli arrosticini abruzzesi....
4. Quale fiaba associate più di tutte le altre alla vostra infanzia?
Quella di Cenerentola, non tanto per il film Disney quanto per tutte le volte che mia madre me la ha raccontata quando ero molto piccolo.
5. Un mostro sacro della letteratura, uno dell’arte e uno del cinema, anche se già passati a miglior vita, che secondo te avrebbero reso un servizio più utile a zappare la terra…
So già che molti storceranno il naso, ma dico Eco, Picasso e Sorrentino.
6. Dì solo
no ai Valori della Famiglia
Un giorno che
vai per strada
e vedi un carro funebre
con una bara,
seguita da un’auto piena di fiori
e da limousines;
sai che il giorno è favorevole
e che i tuoi piani avranno
successo;
ma il giorno che
vedi una sposa e lo sposo,
e una festa di nozze,
fa’ attenzione;
guardati bene,
può essere un cattivo segno.
Dì solo no
ai valori della famiglia,
e non lasciare
il lavoro quotidiano
Questo è l’inizio di una lunga poesia di John Giorno, da lui composta il giorno della morte di William S. Burroughs. Gliela sentii recitare (in italiano) molti anni fa, a un reading di poesia beat. Sei d'accordo con lui o no? Viva o abbasso i valori tradizionali?
Io sono più per il "viva", quantunque l'argomento meriterebbe maggiori precisazioni che non possono essere racchiuse in poche righe.
Nel caso della poesia che citi si fa riferimento ai "valori della famiglia". Se l'autore intende l'amore filiale, il rispetto per i genitori e la solidarietà coi propri parenti, beh, sono valori che a me piacciono.
Se poi lui magari è vissuto in una famiglia in cui, che so, suo padre tradiva la moglie che avrebbe voluto divorziare ma è stata costretta a mantenere il legame coniugale per salvare le apparenze, il figlio era costretto a vestirsi come gli dicevano a casa e ha dovuto frequentare una scuola che gli è stata imposta dall'autorità genitoriale, beh, cosa posso dire? Solo che io ho avuto la fortuna di crescere con genitori che a ottant'anni vanno ancora in giro tenendosi a braccetto come due fidanzatini e che quando a tredici anni ho smesso di andare in chiesa si sono dichiarati dispiaciuti ma non mi hanno minimamente forzato a cambiare idea.
7. Ti sentiresti più a tuo agio ad abitare una casa progettata da Antoni Gaudì o una progettata da Frank Lloyd Wright?
Gaudì tutta la vita. La sua architettura può aggiungersi all'elenco della risposta alla domanda n. 3
8. Disponi nell’ordine dal preferito al meno preferito i seguenti generi letterari, da me elencati in ordine alfabetico: Erotico, Fantascienza, Fantasy, Giallo, Horror, Noir, Rosa, Storico, Western.
Storico, Noir, Fantascienza, Fantasy, Giallo, Rosa, Horror, Western, Erotico.
9. Qual è il tuo rapporto con i moderni blockbuster cinematografici?
A volte li vado a vedere e non parto con un atteggiamento preconcetto, sebbene in molti casi risultino davvero troppo prevedibili in ogni singola scena.
10. Metti di trovarti a partecipare a una serata di visioni obbligate ma a maggioranza democratica tra amici, voti per un classico Disney o per un anime giapponese?
Possono piacermi entrambi. Perciò seguirei l'umore: se sono in una fase di giovialità scelgo la Disney, se prevale l'inquietudine voto per l'anime (purché non sia un majokko!)
11. Bevi acqua contaminata e all'improvviso ti salta in testa l'idea di fare il cosplayer (si scherza, eh?). Quale personaggio dei fumetti e/o dei cartoni animati scegli di omaggiare?
In realtà avrei potuto farlo lo scorso anno: mi stavo attrezzando per crearmi un travestimento da Hellboy ma per varie ragioni è saltato tutto. Forse ci riproverò, chissà...
E infine ecco le mie domande alle quali dovrà rispondere chiunque intenda liebstersizzarsi dopo aver letto questo post ;-)
-Qual è il fumettista che secondo te avrebbe potuto essere un ottimo pittore?
-E qual è il pittore che ti sarebbe piaciuto vedere all'opera come disegnatore di fumetti?
-Mettono all'asta un'opera del tuo artista preferito. Fino a quanto saresti disposto a spendere per comprarla?
-Hai mai provato a scrivere un'autobiografia?
-Qual è la cosa più adulta che hai fatto da bambino?
-E la cosa più infantile che hai fatto da "grande"?
-Il canale televisivo che sei contento che esista?
-Il social network nel quale più ti piace interagire con altri utenti?
-Parteciperesti a un talent show?
-Qual è la tua attrazione preferita nei parchi giochi?
-C'è qualcosa che, a tuo avviso, la maggior parte delle persone non riesce proprio a capire?
EDIT: Anche Cristina mi ha nominato. Le risposte alle sue domande sono nei commenti al suo post :-)
Insomma, ho appena confessato i dettagli principali della mia vita e già devo fracassarvi i maroni con nuove sconvolgenti rivelazioni...
Ma andiamo con ordine.
Le regole le conoscete, no? Quando si riceve il Liebster bisogna:
- ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti rivolge;
- premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che siano degni di nota
- comunicare la premiazione ai destinatari.
- proporre altre undici domande.
Ora, giacché siamo in periodo estivo e molti blog sono chiusi per ferie, considerato anche che c'è chi non ama partecipare a questi me.me., essendo evidente che tutta questa premessa la sto imbastendo solo perché sono troppo pigro per partecipare in modo decente ;-) invito a partecipare chiunque voglia farlo, purché non abbia superato il tetto dei duecento followers. Anzi, può partecipare pure chi lo ha superato :-D
E ora rispondo alle domande di Ivano:
1. Da quale pittore o scultore ti piacerebbe farti immortalare in un ritratto? (vale anche citare un artista del passato).
A me sarebbe piaciuto - se fossi vissuto un bel po' di decenni fa - essere dipinto da Giovanni Boldini, uno dei pochi artisti italiani capaci, con le sue pennellate, di infondere realmente la vita nella tela e mettere a nudo l'anima della persona ritratta.
2. La tragedia occupa da secoli un posto più alto rispetto alla commedia nella considerazione degli uomini considerati di cultura. Questo vale per il teatro greco e elisabettiano come per il cinema. Si può quindi dire, parafrasando Kundera, che più qualcosa è pesante più è intellettualmente comodo da portare in giro?
Se prendi spunto dal grande romanziere ceco è difficile darti torto ;-) Direi che ciò che è tragico rende più eroica la sofferenza che talvolta la vita riserva, un effetto che per la commedia è assai più difficile da raggiungere.
3. Woody Allen dice, in un celebre momento del suo film Manhattan:
Cosa rende la vita degna di essere vissuta?... Per me, Groucho Marx, per dirne una... e Willie Mays… il secondo movimento della sinfonia Jupiter [la quarantunesima e ultima di Mozart]... l’incisione discografica di Potatohead Blues di Louis Armstrong... i film svedesi, naturalmente… L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra... le incredibili mele e pere di Cézanne... i granchi serviti nella catena di ristoranti Sam Woo...
Ti invito a sostituire nomi e opere a piacere e creare, sulla base di questo, il tuo personale elenco di cosa rende la vita degna di essere vissuta (può essere anche più breve o più lungo di così).
La musica rock (io amo in particolare l'ormai vecchio grunge e l'alternative), le stampe shin-hanga dell'era Taisho, il design chiamato dai nostri bisnonni "stile liberty", le chiese rinascimentali e barocche di Roma, i quadri dei preraffaelliti, le poesie dei cosiddetti crepuscolari, gli arrosticini abruzzesi....
4. Quale fiaba associate più di tutte le altre alla vostra infanzia?
Quella di Cenerentola, non tanto per il film Disney quanto per tutte le volte che mia madre me la ha raccontata quando ero molto piccolo.
5. Un mostro sacro della letteratura, uno dell’arte e uno del cinema, anche se già passati a miglior vita, che secondo te avrebbero reso un servizio più utile a zappare la terra…
So già che molti storceranno il naso, ma dico Eco, Picasso e Sorrentino.
6. Dì solo
no ai Valori della Famiglia
Un giorno che
vai per strada
e vedi un carro funebre
con una bara,
seguita da un’auto piena di fiori
e da limousines;
sai che il giorno è favorevole
e che i tuoi piani avranno
successo;
ma il giorno che
vedi una sposa e lo sposo,
e una festa di nozze,
fa’ attenzione;
guardati bene,
può essere un cattivo segno.
Dì solo no
ai valori della famiglia,
e non lasciare
il lavoro quotidiano
Questo è l’inizio di una lunga poesia di John Giorno, da lui composta il giorno della morte di William S. Burroughs. Gliela sentii recitare (in italiano) molti anni fa, a un reading di poesia beat. Sei d'accordo con lui o no? Viva o abbasso i valori tradizionali?
Io sono più per il "viva", quantunque l'argomento meriterebbe maggiori precisazioni che non possono essere racchiuse in poche righe.
Nel caso della poesia che citi si fa riferimento ai "valori della famiglia". Se l'autore intende l'amore filiale, il rispetto per i genitori e la solidarietà coi propri parenti, beh, sono valori che a me piacciono.
Se poi lui magari è vissuto in una famiglia in cui, che so, suo padre tradiva la moglie che avrebbe voluto divorziare ma è stata costretta a mantenere il legame coniugale per salvare le apparenze, il figlio era costretto a vestirsi come gli dicevano a casa e ha dovuto frequentare una scuola che gli è stata imposta dall'autorità genitoriale, beh, cosa posso dire? Solo che io ho avuto la fortuna di crescere con genitori che a ottant'anni vanno ancora in giro tenendosi a braccetto come due fidanzatini e che quando a tredici anni ho smesso di andare in chiesa si sono dichiarati dispiaciuti ma non mi hanno minimamente forzato a cambiare idea.
7. Ti sentiresti più a tuo agio ad abitare una casa progettata da Antoni Gaudì o una progettata da Frank Lloyd Wright?
Gaudì tutta la vita. La sua architettura può aggiungersi all'elenco della risposta alla domanda n. 3
8. Disponi nell’ordine dal preferito al meno preferito i seguenti generi letterari, da me elencati in ordine alfabetico: Erotico, Fantascienza, Fantasy, Giallo, Horror, Noir, Rosa, Storico, Western.
Storico, Noir, Fantascienza, Fantasy, Giallo, Rosa, Horror, Western, Erotico.
9. Qual è il tuo rapporto con i moderni blockbuster cinematografici?
A volte li vado a vedere e non parto con un atteggiamento preconcetto, sebbene in molti casi risultino davvero troppo prevedibili in ogni singola scena.
10. Metti di trovarti a partecipare a una serata di visioni obbligate ma a maggioranza democratica tra amici, voti per un classico Disney o per un anime giapponese?
Possono piacermi entrambi. Perciò seguirei l'umore: se sono in una fase di giovialità scelgo la Disney, se prevale l'inquietudine voto per l'anime (purché non sia un majokko!)
11. Bevi acqua contaminata e all'improvviso ti salta in testa l'idea di fare il cosplayer (si scherza, eh?). Quale personaggio dei fumetti e/o dei cartoni animati scegli di omaggiare?
In realtà avrei potuto farlo lo scorso anno: mi stavo attrezzando per crearmi un travestimento da Hellboy ma per varie ragioni è saltato tutto. Forse ci riproverò, chissà...
E infine ecco le mie domande alle quali dovrà rispondere chiunque intenda liebstersizzarsi dopo aver letto questo post ;-)
-Qual è il fumettista che secondo te avrebbe potuto essere un ottimo pittore?
-E qual è il pittore che ti sarebbe piaciuto vedere all'opera come disegnatore di fumetti?
-Mettono all'asta un'opera del tuo artista preferito. Fino a quanto saresti disposto a spendere per comprarla?
-Hai mai provato a scrivere un'autobiografia?
-Qual è la cosa più adulta che hai fatto da bambino?
-E la cosa più infantile che hai fatto da "grande"?
-Il canale televisivo che sei contento che esista?
-Il social network nel quale più ti piace interagire con altri utenti?
-Parteciperesti a un talent show?
-Qual è la tua attrazione preferita nei parchi giochi?
-C'è qualcosa che, a tuo avviso, la maggior parte delle persone non riesce proprio a capire?
EDIT: Anche Cristina mi ha nominato. Le risposte alle sue domande sono nei commenti al suo post :-)
lunedì 26 giugno 2017
Se non piaci al blogger
I blog sono spazi aperti a tutti gli internauti dove in genere si può interagire con chi lo gestisce. Spesso i commentatori sono altri blogger, coi quali si instaura talvolta un rapporto di amicizia virtuale da cui possono anche derivare iniziative comuni, collaborazioni, scambi di messaggi privati, persino incontri dal vivo per conoscersi di persona.
Naturalmente può capitare il contrario. Nel corso dei miei otto anni di blogging ho sperimentato tre esperienze di questo genere.
Nel primo caso si trattava di un collega scribacchino con il quale mi sarebbe piaciuto entrare in maggiore confidenza, ma evidentemente io non gli piacevo proprio e me lo suggeriva in modo concreto. Lui aveva l'abitudine di rispondere a tutti i commenti che riceveva sul suo blog. Solo i miei venivano sistematicamente ignorati. Ho capito che era il caso di lasciar stare e ho abbandonato i miei propositi di frequentazione.
Il secondo caso, assai più doloroso per me, ha riguardato un blogger col quale avevo inizialmente un ottimo rapporto, fino al momento in cui lui ha smesso di commentare il mio blog. Io continuavo a visitare il suo, ma lui evitava di rispondere ai commenti (solo ai miei anche in questo caso). Il messaggio subliminale era sin troppo chiaro.
Nel terzo e ultimo caso il mio commento è stato addirittura cancellato, e posso garantirvi che si trattava di un commento attinente al post, niente parole sgarbate o contenuti che potessero in qualche modo essere equivocati.
Insomma, il blogger può decidere che gli stai antipatico ed escluderti dal suo spazio virtuale.
Soprattutto nel secondo caso mi sono chiesto "perché?" ma d'altronde il potere dell'empatia è tale da non necessitare di ulteriori motivazioni. Se viene meno, tutto il resta non conta più.
D'altra parte io pure ammetto di frequentare con maggiore interesse Tizio piuttosto che Caio. Ma al tempo stesso posso garantirvi che un commento educato e attinente al post, provenisse pure da un internauta che non mi sta simpatico, qui riceverà sempre la sua attenzione e relativa risposta.
Naturalmente può capitare il contrario. Nel corso dei miei otto anni di blogging ho sperimentato tre esperienze di questo genere.
Nel primo caso si trattava di un collega scribacchino con il quale mi sarebbe piaciuto entrare in maggiore confidenza, ma evidentemente io non gli piacevo proprio e me lo suggeriva in modo concreto. Lui aveva l'abitudine di rispondere a tutti i commenti che riceveva sul suo blog. Solo i miei venivano sistematicamente ignorati. Ho capito che era il caso di lasciar stare e ho abbandonato i miei propositi di frequentazione.
Il secondo caso, assai più doloroso per me, ha riguardato un blogger col quale avevo inizialmente un ottimo rapporto, fino al momento in cui lui ha smesso di commentare il mio blog. Io continuavo a visitare il suo, ma lui evitava di rispondere ai commenti (solo ai miei anche in questo caso). Il messaggio subliminale era sin troppo chiaro.
Nel terzo e ultimo caso il mio commento è stato addirittura cancellato, e posso garantirvi che si trattava di un commento attinente al post, niente parole sgarbate o contenuti che potessero in qualche modo essere equivocati.
Insomma, il blogger può decidere che gli stai antipatico ed escluderti dal suo spazio virtuale.
Soprattutto nel secondo caso mi sono chiesto "perché?" ma d'altronde il potere dell'empatia è tale da non necessitare di ulteriori motivazioni. Se viene meno, tutto il resta non conta più.
D'altra parte io pure ammetto di frequentare con maggiore interesse Tizio piuttosto che Caio. Ma al tempo stesso posso garantirvi che un commento educato e attinente al post, provenisse pure da un internauta che non mi sta simpatico, qui riceverà sempre la sua attenzione e relativa risposta.
martedì 23 maggio 2017
I miei (tutt'altro che) favolosi anni '80
E alla fine non si fugge all'anagrafe: inevitabilmente ho ricevuto la nomina per partecipare al me.me. degli anni '80 da parte di Luz. D'altronde è un decennio che ho vissuto in pieno e che ha segnato il mio passaggio dall'infanzia all'adolescenza e alla primissima maturità.
Chiarisco subito che NON è stato un periodo memorabile per me, quindi eviterò la parte autobiografica. Seguendo invece le tracce relative alla subcultura pop del decennio, posso senza dilemmi fornire la mia testimonianza storica.
MUSICA - Negli anni '60 era: Beatles o Rolling Stones? Negli anni '80 fu: Duran Duran o Spandau Ballet? Ecco, appunto, ogni commento sarebbe imbarazzante. Però in quegli anni divennero star anche gruppi come i Cure, i Depeche Mode, senza dimenticare gli inossidabili U2. Ammetto che qualche canzoncina "facile" di quel periodo mi piacque e continua a piacermi. Ad esempio Kids in America di Kim Wilde, il tormentone Wild boys, Shout dei Tears for Fears, Don't you (forget about me) dei Simple Minds.
Ma musicalmente preferisco di gran lunga gli anni '90.
CINEMA - Gli anni '80 li ricordo per il tenero E.T. e il travolgente Indiana Jones, l'inizio di Robocop e del terrificante Eddie Kruger (Nightmare!), i simpaticissimi Ghostbusters e gli episodi DUE e TRE (e che cazzo!) di Star Wars. Ma anche per il trittico drammatico sulla guerra in Vietnam (Platoon, Full Metal Jacket, Hamburger Hill) e per lo struggente Elephant Man di David Lynch, oltre all'inquietante La mosca di David Cronenberg. E poi, lo ammetto, vedevo anche le commediole adolescenziali americane dove la protagonista era sempre la sfigata Molly Ringwald. Nel complesso un decennio interessante.
CARTONI ANIMATI - Di cartoni, soprattutto anime giapponesi, ne ho sempre guardati tanti (li guardo tutt'ora). L'elenco potrebbe essere davvero interminabile. Si passa dal dolce pasticcione Spank alla saga demenziale di Lamù (Uruseyatsura), l'altrettanto demenziale Calendar Men, la romantica storia di Godai e Kyoko (Maison Ikkoku), il mondo fantastico di He-Man, naturalmente Holly e Benji (Captain Tsubasa)...
Per la cronaca: sono fra i pochi che non ha seguito né Ken il guerriero né I cavalieri dello Zodiaco.
CIBO - All'epoca anche il mio apparato digerente era più giovane e reggeva meglio certe zozzerie. Uno dei miei snack preferiti era il biscotto pluristrato di sfoglia croccante, vaniglia e cioccolata, ovvero Urrà Saiwa, una bomba calorica straordinaria. Se la memoria non mi inganna, gli anni '80 sono anche quelli in cui iniziò la commercializzazione del Bounty, la barretta di cioccolato ripiena di cocco; comunque, anche se ricordassi male, negli anni '80 io ho notevolmente contribuito al fatturato della ditta che lo produceva. E poi arrivò anche la Sprite a far compagnia alle già esistenti Coca Cola e Fanta.
ABITI E ACCONCIATURE - Negli anni '80 c'è stato un momento in cui bisognava per forza avere il piumino Moncler. Infatti io avevo quello Ciesse... Qualche anno dopo è tornato in auge il chiodo, il giubbotto di pelle nera dei rockers. Anche quello ha fatto parte del mio repertorio.
I capelli in genere si portavano lunghi, con qualche elaborazione, le ragazze spesso li avevano molto vaporosi. Comunque nel 1987 feci il mio primo viaggio in Inghilterra e mi resi conto che in fatto di capigliature colorate, "scolpite" e vistose, in Italia eravamo dei principianti.
GIOCHI - Non ero un fissato di videogiochi, però negli anni '80 ebbi il mio primo home computer, era della Olivetti. Era una cosa strana per un adolescente di quel decennio, ancora non era immaginabile un futuro in cui tutti avrebbero avuto in casa un pc (e non parliamo dei cellulari: i telefoni erano solo quelli fissi a casa e le indimenticabili cabine a gettone).
LIBRI E LETTURE VARIE - All'epoca leggevo quasi esclusivamente fumetti. Oltre all'inossidabile Topolino, negli anni '80 presero piede due personaggi della Bonelli abbastanza innovativi per quel periodo: Martin Mystère e Dylan Dog. Quasi inutile specificare che io li leggevo avidamente.
Sul finire del decennio però iniziai a leggere narrativa... e non ho ancora smesso ;-)
Iscriviti a:
Post (Atom)











