Vi sono alcune opere letterarie e artistiche che sono troppo difficili da capire per me, lo ammetto.
Poiché l’erudizione mi appassiona, quando mi trovo di fronte a opere ardue e complesse cerco di approfondire, di leggere le opinioni dei critici per riuscire a cogliere quel qualcosa che mi sfugge. E in certi casi mi si schiude davanti agli occhi una nuova visione della creatività umana.
Altre volte però questo sforzo cognitivo si conclude con un rassegnato “Mi arrendo”.
Mi è capitato con questa poesia di Andrea Zanzotto, celebrata dalla critica e presente nella mia antologia scolastica di letteratura italiana moderna e contemporanea:
OLTRANZA OLTRAGGIO
Salti saltabecchi friggendo puro-pura
nel vuoto spinto outrè
ti fai più in là
intangibile-tutto sommato-
tutto sommato
tutto
sei più in là
ti vedo nel fondo della mia serachiusascura
ti identifico tra i non i sic i sigh
ti disidentifico
solo no solo sì solo
piena di punte immite frigida
ti fai più in là
e sprofondi e strafai in te e sempre più in te
fotti il campo
decedi verso
nel tuo sprofondi
brilli feroce inconsutile nonnulla
l'esplodente l'eclatante e non si sente
nulla non si sente
no sei saltata più in là
ricca saltabeccante là
L'oltraggio
Ho letto attentamente tutto l’apparato critico, ma continua a sembrarmi un’espressione talmente soggettiva dell’autore da risultare esageratamente oscura per il lettore (o meglio: per questo povero lettore frastornato chiamato Ariano Geta).
Qualcosa di simile mi accade coi quadri di Jackson Pollock, pittore astrattista americano molto celebrato da certi esperti d’arte. Io faccio del mio meglio, ma le sue opere non mi trasmettono nulla...
Evidentemente è sin troppo vero il detto latino per cui de gustibus non est disputandum.
Non bisogna mai fermarsi al primo impatto e occorre sempre provare a capire meglio, certo. Però alla fine una cosa piace o non piace a causa del proprio innato, personale, soggettivo, discutibile ma inevitabilmente connaturato senso estetico. Non si può ingannare il proprio istinto, neppure con anni e anni di letture, studi e approfondimenti accademici.
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lunedì 21 giugno 2010
venerdì 28 maggio 2010
Divagazione sui sogni
Talvolta capita di avere dei sogni in testa che diventano quasi ossessioni (magnifiche ossessioni, parafrasando il titolo di un film). Esperienze che uno vive centinaia di volte nella propria immaginazione, ma che all'atto pratico non si realizzano mai. Rimangono sulla pelle del sognatore, ricordo di qualcosa che in realtà non è mai accaduto.
So che questi sogni irrealizzati svaniscono nel nulla, ma mi piace pensare che esista un luogo in cui hanno potuto prendere forma e accadere realmente.
So che questi sogni irrealizzati svaniscono nel nulla, ma mi piace pensare che esista un luogo in cui hanno potuto prendere forma e accadere realmente.
mercoledì 28 aprile 2010
Un'ingenua poesia di Emily Dickinson
... talvolta serve anche anche un po' di ingenuità.
To make a prairie it takes a clover and a bee.
One clover, and a bee,
And revery.
The revery alone will do
If bees are few
Per fare una prateria ci vogliono un trifoglio e un'ape.
Un trifoglio, e un'ape,
e sogno.
Basta il sogno da solo
se le api sono poche.
To make a prairie it takes a clover and a bee.
One clover, and a bee,
And revery.
The revery alone will do
If bees are few
Per fare una prateria ci vogliono un trifoglio e un'ape.
Un trifoglio, e un'ape,
e sogno.
Basta il sogno da solo
se le api sono poche.
lunedì 7 dicembre 2009
Haiku di Issa
Gli haiku sono un'ormai notissima forma di poesia tradizionale giapponese caratterizzata dalla brevità: la regola metrica é che sia formata da 17 sillabe divise in tre versi di 5 - 7 - 5 sillabe.
Questa enorme concisione da un lato rende facile la composizione, dall'altro la pone a rischio di eccessiva semplicità, banalità o addirittura stupidità. Insomma, bisogna saperla gestire.
Nel mio piccolo mi piace scrivere haiku, ma soprattutto mi piace leggerli. Il mio autore favorito é Kobayashi Issa, uno dei maestri del genere vissuto a cavallo fra XVIII e XIX secolo. Le sue composizioni sono caratterizzate da una gradevole ingenuità, un approccio sempre meravigliato verso il mondo e lampi di semplice saggezza:
Dove ci sono uomini
troverai mosche
e Buddha.
Un sito (in inglese) totalmente dedicato ai suoi haiku é questo. Io lo clicco spesso, magari verso le 11 della mattina quando faccio una breve pausa sul lavoro per bermi una tazza di tè verde. Un tocco di poesia quotidiano prima di rimettermi a registrare fatture...
Questa enorme concisione da un lato rende facile la composizione, dall'altro la pone a rischio di eccessiva semplicità, banalità o addirittura stupidità. Insomma, bisogna saperla gestire.
Nel mio piccolo mi piace scrivere haiku, ma soprattutto mi piace leggerli. Il mio autore favorito é Kobayashi Issa, uno dei maestri del genere vissuto a cavallo fra XVIII e XIX secolo. Le sue composizioni sono caratterizzate da una gradevole ingenuità, un approccio sempre meravigliato verso il mondo e lampi di semplice saggezza:
Dove ci sono uomini
troverai mosche
e Buddha.
Un sito (in inglese) totalmente dedicato ai suoi haiku é questo. Io lo clicco spesso, magari verso le 11 della mattina quando faccio una breve pausa sul lavoro per bermi una tazza di tè verde. Un tocco di poesia quotidiano prima di rimettermi a registrare fatture...
giovedì 10 settembre 2009
Un po' di sentimentalismo...
Ho aggiunto un nuovo ebook gratuito su lulu.com, “L’incontro mancato”. Si tratta di uno scritto breve di tipo sentimentale… Lo scrissi molti anni fa, e rileggendolo mi sono reso conto che non era poi così originale, e che certi passaggi e il linguaggio in generale si prestano facilmente ad essere stroncati… Però lo considero una cosa da poter leggere in quei momenti in cui ci si sente particolarmente sereni, e sufficientemente indulgenti verso l’ingenuità della gioventù…
Avrete capito che ci sono affezionato. E’ per questo che ho voluto riservargli l’onore della “vetrina". Si può scaricare qui oppure direttamente dal catalogo delle Edizioni gTerma
Avrete capito che ci sono affezionato. E’ per questo che ho voluto riservargli l’onore della “vetrina". Si può scaricare qui oppure direttamente dal catalogo delle Edizioni gTerma
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