Come avevo preannunciato, ho reso disponibile un nuovo racconto.
L’ho inserito nella sezione della narrativa tradizionale (secondo link in questo messaggio).
Ha un ambientazione storica (per me è sempre un piacere rievocare la Venezia del XVIII secolo) ma é fondamentalmente una novella sentimentale, che parte come una riflessione sui viaggi e sul loro scopo. Il viaggio come metafora dei turbamenti della vita e al tempo stesso come fuga da questi turbamenti, senza mai perdere la sua natura di ricerca di qualcosa di nuovo e diverso.
Riporto di seguito il preambolo al racconto:
AVVENTURA
Il viaggio non inizia nel momento in cui si parte.
Il viaggio comincia quando l’irrequietezza pervade lo spirito, e ogni luogo conosciuto assume la forma di una prigionia nascosta ma percepibile. Un carcere talmente ampio da non riuscire a scorgere l’esatto perimetro delle sue mura. I guardiani hanno le fattezze delle persone conosciute, i loro gesti sono i medesimi di sempre, e nessuna sbarra apparentemente ostacola il cammino. Eppure la pelle stessa sembra diventata un involucro che costringe all’inerzia il desiderio di evadere. Persino su nel cielo sembra di scorgere le travature di un soffitto.
E’ possibile sfuggire a questa curiosa sensazione solo spostandosi altrove.
Il primo passo è immaginare l’altrove con la mente, e talvolta può persino bastare.
Il secondo passo è partire fisicamente verso una destinazione, che sovente non è la vera meta del viaggio. Quella è nascosta dentro l’anima, e lo spostamento del corpo è solo uno strumento per cercare di raggiungerla intimamente.
Il terzo passo è quando il viaggio assume i contorni dell’avventura. Colui che ritorna non è la stessa persona che era partita.
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giovedì 11 novembre 2010
venerdì 5 novembre 2010
Il punto della situazione - il sequel !
Se qualcuno sta pensando che sono a corto d’idee… evidentemente ha un’ottima memoria, perché io stesso ho ammesso che quando faccio “il punto della situazione” significa che non so proprio cosa postare.
In effetti “fare il punto” serve anche a autoconvincermi che, siccome sto scrivendo qualcosa e lo dichiaro addirittura pubblicamente, devo andare avanti ad ogni costo e non arenarmi.
Qualcosa di concluso già esiste. Ho ultimato il racconto ucronico per il concorso di Alex, e glielo ho inviato. Inoltre, ho praticamente terminato la revisione di un altro racconto un po’ inusuale per me, una narrazione sentimentale ambientata nel XVIII secolo, ma in cui l’elemento storico non è poi così importante. Probabilmente la metterò on line entro qualche giorno, o forse la pubblicherò a puntate sul blog se la crisi di idee persiste ;-)
Sto iniziando inoltre una revisione più complessa, quella de “L’ultimo libro del Maestro”. Da un lato posso contare sull’editing di Tim, che ringrazio sentitamente per avermi pazientemente annotato tutte le cose che non "filano", dall’altro devo evidentemente riscrivere alcune parti, soprattutto il finale. Non sarà una cosa tanto rapida.
Infine i progetti futuri.
Ho iniziato a scrivere i primi capitoli di un romanzo di fantascienza sociologica ambientato nel futuro, ma qui non posso porre alcuna scadenza. Ci potrebbero volere mesi e mesi.
E poi sono tentato dall’idea di “tradurre” un'altra novella di Hiroshi Miura, l’immaginario scrittore giapponese autore del “Romanzo sensazionale”. Ho qualche idea per la testa, ma solo in embrione. Niente di scritto per il momento.
Che ne dite, può bastare?
In effetti “fare il punto” serve anche a autoconvincermi che, siccome sto scrivendo qualcosa e lo dichiaro addirittura pubblicamente, devo andare avanti ad ogni costo e non arenarmi.
Qualcosa di concluso già esiste. Ho ultimato il racconto ucronico per il concorso di Alex, e glielo ho inviato. Inoltre, ho praticamente terminato la revisione di un altro racconto un po’ inusuale per me, una narrazione sentimentale ambientata nel XVIII secolo, ma in cui l’elemento storico non è poi così importante. Probabilmente la metterò on line entro qualche giorno, o forse la pubblicherò a puntate sul blog se la crisi di idee persiste ;-)
Sto iniziando inoltre una revisione più complessa, quella de “L’ultimo libro del Maestro”. Da un lato posso contare sull’editing di Tim, che ringrazio sentitamente per avermi pazientemente annotato tutte le cose che non "filano", dall’altro devo evidentemente riscrivere alcune parti, soprattutto il finale. Non sarà una cosa tanto rapida.
Infine i progetti futuri.
Ho iniziato a scrivere i primi capitoli di un romanzo di fantascienza sociologica ambientato nel futuro, ma qui non posso porre alcuna scadenza. Ci potrebbero volere mesi e mesi.
E poi sono tentato dall’idea di “tradurre” un'altra novella di Hiroshi Miura, l’immaginario scrittore giapponese autore del “Romanzo sensazionale”. Ho qualche idea per la testa, ma solo in embrione. Niente di scritto per il momento.
Che ne dite, può bastare?
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