PER LEI: Quelle serate in piazza organizzate dalla pro loco, con l’immancabile palco in cui un cantante dilettante aziona il sintetizzatore con le basi preregistrate di musica tradizionale napoletana e inizia a intonare, mieloso e patetico, “Te vojo bene assai”…
Ecco, non portarci mai lui. Vacci con le tue amiche, con tua madre, ma NON con lui.
Sì, lo so che è una musica così romantica, l’ideale per una coppia… Ma forse non ti rendi conto che lui, se è nato a una latitudine non partenopea, potrebbe non apprezzare…
“Ma a tutti piace la musica napoletana”.
No: piace alle donne (e neanche a tutte). Mentre gli uomini sono una specie diversa, dovresti saperlo.
Niente da fare, ti ostini nella tua idea, ci vai col tuo lui e lo trascini sotto il palco ad ascoltare un’ora di “O sole mio”, “Funiculì funiculà” “Maruzzella” e tutto il resto del repertorio.
E nei giorni successivi ti accorgi che, quando gli presenti quella tua conoscente che fa di cognome Esposito, lui la guarda in modo strano, sospettoso, le stringe la mano quasi con diffidenza.
E poi inizia a fare discorsi bizzarri, sostiene che tutto sommato la Lega Nord su molte cose ha ragione, in edicola chiede ‘La padania’ (“Qui da noi non esce” risponde l’edicolante lasciandolo mezzo deluso). E ti domanda notizie sui tuoi antenati, vuole sapere ogni cosa, soprattutto vuole essere informato di tue eventuali radici, sia pure lontane, in altre regioni, in particolare quelle più meridionali…
Passa una settimana e soprattutto il relativo sabato sera in cui – per fortuna! – non ci sono altre serate con musica napoletana in piazza, e lui ricomincia a essere il solito. Abbandona quegli strani atteggiamenti degli ultimi giorni, non fa più discorsi inusuali.
Insomma, ti sei resa conto che ogni volta che lo trascini a quei romantici concertini partenopei rischi di risvegliare il leghista latente che è in lui?...
E allora, vacci da sola o con le tue amiche, così rendi un utile servizio alla società!
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martedì 1 ottobre 2013
giovedì 26 settembre 2013
Sopravvivenza di coppia - 3
PER LUI: A volte nella vita occorre fingersi tonti, è l’unico modo per sopravvivere a certe situazioni pericolose. Uno dei casi in cui è tassativo simulare idiozia è quando lei inizia un discorso in questo modo:
“Senti, ma se per ipotesi…”
Quando il cervello maschile decodifica la voce della propria lei che mette in sequenza queste tre parole (se + per + ipotesi) deve scattare in automatico la stupidità volontaria più ostinata. Pazienza se si fa una brutta figura e se si crea qualche piccolo malumore passeggero, ma bisogna reagire a forza di: “Eh?”, “Cosa?”, “Non capisco”, “Non ho afferrato”. Vanno ripetuti sino allo sfinimento della donna, fino al punto in cui lei sussurra “Sì, vabbé, voi uomini avete l’elasticità mentale di un’ameba”. Finalmente torna il silenzio rassicurante.
Se ti fossi lasciato trascinare da quelle tre parole, ben presto il dialogo avrebbe intrapreso percorsi surreali con conseguenze drammatiche.
Mettiamo una frase tipo: “Se per ipotesi la mia migliore amica ci provasse con te, tu come reagiresti?”
Se le dai corda sei perduto. Le rispondi che la informeresti subito della cosa? E lei ti ribatte che non sta bene, perché così la faresti litigare con la sua amica, l’amica magari negherebbe di aver tentato l’infida seduzione e lei resterebbe col dubbio: le ha mentito lui o la migliore amica, chi dei due calunnia l’altro? Lei non saprebbe più di chi fidarsi, e questo le causerebbe una grave tensione mentale, e infatti dopo pochi attimi lei inizia a sclerare e a dare di matto incazzandosi per ogni inezia.
Ora tu stai pensando: “Allora avrei dovuto rispondere: se la tua migliore amica ci provasse con me la respingerei, ma a te non direi niente dell’accaduto per non metterti in imbarazzo con la tua amica”.
Provaci. Lei ti aggredirà come una leonessa ferita, ti accuserà di avere dei segreti verso di lei, ipotizzerà che tu non le diresti nulla perché, evidentemente, sotto sotto, la sua migliore amica ti eccita e non ti dispiace mica se ci ha provato, forse fin dall’inizio ritenevi che fosse la più bella fra le due… “Io sono stata un ripiego, vero? Stai con me perché ti sei dovuto accontentare, sbaglio? Beh, che aspetti? Lei ci ha provato no? Forza, portatela a letto, tradiscimi, appaga i tuoi desideri delusi, dammi un calcio nel sedere e sostituiscimi con lei, così la smettiamo con questa farsa!!!”
… E pensare che bastava recitare la parte dell’idiota e fingere di non capire per evitare tutto ciò…
domenica 22 settembre 2013
Sopravvivenza di coppia - 2
PER LEI: Il tuo lui è un appassionato di calcio, e ogni tanto va in qualche locale col maxischermo per seguire la partita con gli amici. All’improvviso decidi che, siccome dovete condividere tutto, devi rassegnarti a stare con lui anche in questa circostanza.
Non ci pensare neanche! Organizzati diversamente, rischi di scoprire cose sconvolgenti!
… Sì, so bene che tu sei consapevole di quanto il calcio rimbecillisca gli uomini, e comunque sei disposta a tollerarlo considerato che qualche momento di idiozia bisogna pur concederselo nella vita. Ma non ha senso che tu vada ad appurare personalmente quel che accade durante tali momenti!
… Niente da fare, sei ostinata. Peggio per te.
Ed eccoti accanto a lui e ai suoi amici tifosi: l’avvocato che parla come un libro stampato e il timidissimo impiegato comunale. Inizia la partita.
“Ma chi cazzo ha messo sulla fascia destra?”
“No, questo coglione ha rotto le palle! Schiera i terzini fuori posizione pur di giocare con questa merda di 3-5-2 che non usa più nessuno! Ormai siamo nell’era del 4-3-3!”
Non pensavi che dicessero tutte queste parolacce? ‘Beh, ma sono gli altri due’, tu pensi. Il tuo lui si fa prendere dalla tensione del match, certo, ma non si permetterebbe mai di…
“Grandissimo figlio di una rotta in c***! Arbitro di merda! Ci fischi sempre contro, come mai? Forse quella zoc**** di tua moglie la dà a uno dei nostri?”
Sì, lui ha appena pronunciato esattamente le parole che hai ascoltato. Stai per dirgli qualcosa, ma proprio ora la squadra per cui lui tifa ha infine segnato…
“Gooooooool!!! Sììììììììì!!!!!”
Stai pensando che non l’avevi mai visto in preda a una simile eccitazione neppure mentre facevate sesso sfrenato. E quell’esultanza ha qualcosa di inquietante… Te lo leggo in faccia, tu stai rammentando quella volta in cui lui proprio non riusciva a venire, sembrava stanco, svogliato, poi ha cominciato a carburare e al momento culminante è scoppiato in quell’urlo liberatorio: “Goooooooo!”
Tu eri convinta che fosse una deformazione di “godo”, ma ora ti sta venendo l’orrendo dubbio che lui si stava eccitando pensando a un tiro all’incrocio dei pali… che non gliene fregava niente di te in fervida attesa della sua penetrazione, perché lui invece sognava penetrazioni in area di rigore con pallone a scavalcare il portiere…
Il tuo volto si adombra per l’atroce sospetto… Hai visto che avevo ragione quando ti dicevo di lasciarlo andare da solo coi suoi amici?
(continua)
Non ci pensare neanche! Organizzati diversamente, rischi di scoprire cose sconvolgenti!
… Sì, so bene che tu sei consapevole di quanto il calcio rimbecillisca gli uomini, e comunque sei disposta a tollerarlo considerato che qualche momento di idiozia bisogna pur concederselo nella vita. Ma non ha senso che tu vada ad appurare personalmente quel che accade durante tali momenti!
… Niente da fare, sei ostinata. Peggio per te.
Ed eccoti accanto a lui e ai suoi amici tifosi: l’avvocato che parla come un libro stampato e il timidissimo impiegato comunale. Inizia la partita.
“Ma chi cazzo ha messo sulla fascia destra?”
“No, questo coglione ha rotto le palle! Schiera i terzini fuori posizione pur di giocare con questa merda di 3-5-2 che non usa più nessuno! Ormai siamo nell’era del 4-3-3!”
Non pensavi che dicessero tutte queste parolacce? ‘Beh, ma sono gli altri due’, tu pensi. Il tuo lui si fa prendere dalla tensione del match, certo, ma non si permetterebbe mai di…
“Grandissimo figlio di una rotta in c***! Arbitro di merda! Ci fischi sempre contro, come mai? Forse quella zoc**** di tua moglie la dà a uno dei nostri?”
Sì, lui ha appena pronunciato esattamente le parole che hai ascoltato. Stai per dirgli qualcosa, ma proprio ora la squadra per cui lui tifa ha infine segnato…
“Gooooooool!!! Sììììììììì!!!!!”
Stai pensando che non l’avevi mai visto in preda a una simile eccitazione neppure mentre facevate sesso sfrenato. E quell’esultanza ha qualcosa di inquietante… Te lo leggo in faccia, tu stai rammentando quella volta in cui lui proprio non riusciva a venire, sembrava stanco, svogliato, poi ha cominciato a carburare e al momento culminante è scoppiato in quell’urlo liberatorio: “Goooooooo!”
Tu eri convinta che fosse una deformazione di “godo”, ma ora ti sta venendo l’orrendo dubbio che lui si stava eccitando pensando a un tiro all’incrocio dei pali… che non gliene fregava niente di te in fervida attesa della sua penetrazione, perché lui invece sognava penetrazioni in area di rigore con pallone a scavalcare il portiere…
Il tuo volto si adombra per l’atroce sospetto… Hai visto che avevo ragione quando ti dicevo di lasciarlo andare da solo coi suoi amici?
(continua)
mercoledì 18 settembre 2013
Sopravvivenza di coppia - 1
L’amore è una cosa meravigliosa. Una lunghissima convivenza no. Condividere costantemente i propri spazi e le proprie abitudini con un altro essere umano può trasformarsi in qualcosa di abbastanza simile a una reclusione in una cella comune. È per questo che le coppie più toniche sono quelle in cui ognuno dei due continua a condurre una vita quasi individuale, fregandosene di chi non ha niente di meglio da fare che chiedere: “Ma non uscite mai assieme? State sempre in due posti diversi…”
Se la vostra relazione è tale da costringervi a passare la maggior parte del vostro tempo accanto a lei / lui, ci sono alcune piccole accortezze da rispettare.
PER LUI: sei in un locale con servizio al bancone dove lei prende sempre un piatto che le piace in modo speciale (che so, pizza). All’improvviso lei ti dice: “Vai te a fare la fila?”
Da evitare tassativamente! Inventati una scusa, dille che hai mal di schiena e non puoi stare in piedi, falle credere che aspetti una telefonata urgente, ma NON dirle MAI: “Va bene, vado io”.
Cosa? Le hai appena risposto così?!?
… Mi spiace, ormai sei fottuto. Adesso lei ti sorride e ti dice:
“Allora: ti fai dare un pezzo di quattro stagioni però senza carciofini, e mi raccomando che non ci siano puntini neri sul pomodoro perché sono i pezzetti della farina bruciata che a me fa male, a meno che non sia l’origano, però devi chiedergli conferma se lo è davvero perché a volte ce lo mettono e a volte no, e si confonde con la farina bruciata. E mi raccomando: la porzione te la fai tagliare da una pizza uscita dal secondo forno da destra, non da sinistra, mi raccomando: secondo da destra, ok? È il forno che cuoce meglio, gli altri seccano troppo l’impasto. E fa attenzione che non ci sia troppo pomodoro, se no la sfoglia si imbeve e diventa gommosa. Gli devi chiedere che ti tagli un pezzo all’angolo sinistro del lato basso della teglia. Attenzione però: io dico ‘il lato basso’ perché quando sfilano la pizza dal forno in genere la mettono sul bancone in posizione opposto rispetto a quella che aveva durante la cottura. Per capirci: devi farti tagliare un pezzo sul lato della teglia che durante la cottura stava più vicino al fuoco, non il lato che stava più lontano, chiaro? E gli devi chiedere che la tagli partendo dall’angolo sinistro – a meno che mettano la teglia sul bancone nella stessa identica posizione che aveva entro il forno, in quel caso diventa l’angolo destro e quindi gli devi chiedere di partire dall’angolo destro – perché quello è il punto in cui l’impasto si cuoce meglio”.
Vai, vai a prendere la pizza esattamente come te l’ha chiesta lei. Adesso sono cazzi tuoi…
(continua)
Se la vostra relazione è tale da costringervi a passare la maggior parte del vostro tempo accanto a lei / lui, ci sono alcune piccole accortezze da rispettare.
PER LUI: sei in un locale con servizio al bancone dove lei prende sempre un piatto che le piace in modo speciale (che so, pizza). All’improvviso lei ti dice: “Vai te a fare la fila?”
Da evitare tassativamente! Inventati una scusa, dille che hai mal di schiena e non puoi stare in piedi, falle credere che aspetti una telefonata urgente, ma NON dirle MAI: “Va bene, vado io”.
Cosa? Le hai appena risposto così?!?
… Mi spiace, ormai sei fottuto. Adesso lei ti sorride e ti dice:
“Allora: ti fai dare un pezzo di quattro stagioni però senza carciofini, e mi raccomando che non ci siano puntini neri sul pomodoro perché sono i pezzetti della farina bruciata che a me fa male, a meno che non sia l’origano, però devi chiedergli conferma se lo è davvero perché a volte ce lo mettono e a volte no, e si confonde con la farina bruciata. E mi raccomando: la porzione te la fai tagliare da una pizza uscita dal secondo forno da destra, non da sinistra, mi raccomando: secondo da destra, ok? È il forno che cuoce meglio, gli altri seccano troppo l’impasto. E fa attenzione che non ci sia troppo pomodoro, se no la sfoglia si imbeve e diventa gommosa. Gli devi chiedere che ti tagli un pezzo all’angolo sinistro del lato basso della teglia. Attenzione però: io dico ‘il lato basso’ perché quando sfilano la pizza dal forno in genere la mettono sul bancone in posizione opposto rispetto a quella che aveva durante la cottura. Per capirci: devi farti tagliare un pezzo sul lato della teglia che durante la cottura stava più vicino al fuoco, non il lato che stava più lontano, chiaro? E gli devi chiedere che la tagli partendo dall’angolo sinistro – a meno che mettano la teglia sul bancone nella stessa identica posizione che aveva entro il forno, in quel caso diventa l’angolo destro e quindi gli devi chiedere di partire dall’angolo destro – perché quello è il punto in cui l’impasto si cuoce meglio”.
Vai, vai a prendere la pizza esattamente come te l’ha chiesta lei. Adesso sono cazzi tuoi…
(continua)
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