Comincio subito a sperimentare una delle opzioni che ho preso in esame per rivitalizzare il blog. Il remake di un vecchio post.
Questo che propongo è davvero preistorico: risale al 10 luglio 2009, praticamente il blog aveva appena aperto i battenti (infatti ricevette zero commenti, ed è anche per tale motivo l'ho scelto: poverino, una seconda chance se la meritava ;-)
Di seguito potete leggere il testo pubblicato sette anni fa da un neo blogger con manie da scribacchino:
ESSERE ORIGINALI
Sono praticamente convinto che essere originali ormai é impossibile.
Sono 4000 anni che l'uomo scrive per dar corpo alle sue emozioni, e
negli ultimi secoli la quantità di esseri umani alfabetizzati ed
istruiti che creano letteratura é aumentata vertiginosamente. Ed é una
cosa bellissima. Ma questo fa sparire la possibilità di scrivere una
"novità".
Borges, uno dei miei autori preferiti, in un suo racconto
cita un saggio di Benedetto Croce del 1904, definendolo "la miglior
confutazione delle allegorie" che avesse mai letto. Poi però aggiunge
un'osservazione paradossale: le tesi di Croce in questo saggio erano già
state smontate 3 anni prima da G.K. Chesterton senza che i due si
conoscessero. Lo studio di Chesterton sulle allegorie sembra fatto
apposta per smentire quello di Croce che però sarebbe stato pubblicato
solo successivamente... E Borges fa un commento molto significativo:
"Tanto é isolato e vasto il mare della letteratura".
E'
vero. Io scrivo un romanzo pensando di essere originale, ma magari un
romanzo molto simile al mio lo sta scrivendo un giapponese, a sua volta
convinto di essere originale... Oppure sviluppo una trama altamente
innovativa per poi scoprirla quasi identica in un racconto di uno
scrittore messicano del 1910...
Seguendo il simbolismo di Borges, il
"mare della letteratura" é talmente variegato ed esteso che appare
impossibile aggiungerci anche una sola goccia diversa da tutte le altre
già versate in esso.
Ma per quanto possa essere uno sforzo inutile, voglio continuare a provarci...
Il medesimo blogger sta affrontando oggi una prolungata fase di quasi-blocco della scrittura narrativa. Si è indubbiamente impegnato, negli anni trascorsi dopo quel 10 luglio 2009, per essere "una sola goccia diversa da tutte le altre già versate" nel mare della letteratura, ma la riflessione che trae dopo il settennio in questione è che essere diverso è decisamente più facile che essere bravo.
Voi che ne dite?
mercoledì 12 ottobre 2016
venerdì 7 ottobre 2016
Reboot, remake, sequel o spinoff?
I cartelloni cinematografici sembrano certificare che a Hollywood le idee originali sono finite: si ricicla il già esistente con un reboot, oppure si fanno remake di pellicole datatissime (i nostri genitori potrebbero credere di essere tornati indietro nel tempo sentendo le pubblicità in cui si parla de I magnifici sette e Ben Hur).
Sono usciti e usciranno ancora sequel a distanza di dieci anni e più (vedi Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, Bridget Jones' baby e persino The Blair Witch Project).
Gli spinoff, soprattutto per quanto riguarda i film ispirati ai fumetti, stanno ugualmente prendendo piede.
Pertanto, se i creativi delle grandi major cinematografiche sono a corto di spunti e risolvono riciclando il vecchio, non vedo perché un misero blogger italico non possa ricorrere alla medesima soluzione.
Eh sì: mentre mi chiedevo come rianimare il mio piccolo spazio sul web ho riflettuto sulla possibilità di un reboot, ovvero di ristrutturare il blog affinché mi accompagni in un'attività diversa rispetto al passato o che almeno in parte offra contenuti mai visti in precedenza. (N.B.: tutto questo preambolo sta a significare che potrei postare qualche fotografia. Mi sto appassionando agli scatti estemporanei ;-)
Oppure potrei eseguire un remake mirato di vecchi post che offrono spunti di discussione, aggiornandoli però alla situazione attuale.
Per un sequel, beh, per quello ci vorrebbe un obiettivo serio. Un progetto di scrittura rispetto al quale il blog svolga il ruolo di diario, con relazioni periodiche sui lavori (letterari) in corso. Per ora è da escludere.
Lo spinoff potrebbe basarsi sul potenziamento di rubriche già esistenti: le arti figurative, gli haiku o i codici miniati.
... Per il momento sono orientato a un reboot, magari soft, senza neppure cambiare la grafica (in fondo sono affezionato al banner). Forse eliminando alcuni dei rimandi scribacchini sulle colonne laterali.
Voi che ne dite?
Voi che ne dite?
domenica 2 ottobre 2016
Prove tecniche di ripristino delle trasmissioni
... e insomma, ancora non mi sento del tutto pronto ma voglio almeno provarci.
Come prima cosa, doverosamente, ringrazio tutti coloro che si sono interessati al qui presente negli ultimi quattro mesi :-)
Il blocco delle trasmissioni di inizio giugno stava maturando dentro di me già da un po' di tempo, in effetti il problema è soprattutto motivazionale.
Mi sento come se, in fin dei conti, non abbia più nulla da dire. O meglio (anzi, peggio): come se qualunque cosa io possa dire sia ormai irrilevante.
É sicuramente anche un problema angrafico. Sono nel mezzo del cammin della mia vita, mi ritrovo in una selva non oscura ma piena di incertezze, il bicchiere mi sembra mezzo vuoto e fatalmente destinato a svuotarsi del tutto e, insomma, sto attraversando la proverbiale crisi della mezza età.
In mezzo a tutti questi mezzi mi sento, appunto, dimezzato.
In alcuni momenti mi è passato per la testa il dubbio che la scrittura e la lettura fossero un veleno dal quale dovevo disintossicarmi, una dipendenza che mi ha impedito di succhiare il midollo della vita, citando le parole di Thoreau rese celebri dal film "L'attimo fuggente".
Ecco, per dirla tutta non so se riuscirò più a scrivere, leggere e interessarmi di questioni letterarie con lo stesso spirito di prima. Forse il blog cambierà i suoi obiettivi e la sua forma, oppure...
Non so. In questo momento non ho ancora deciso nulla.
Tranne una cosa: di non stare più fermo.
Come prima cosa, doverosamente, ringrazio tutti coloro che si sono interessati al qui presente negli ultimi quattro mesi :-)
Il blocco delle trasmissioni di inizio giugno stava maturando dentro di me già da un po' di tempo, in effetti il problema è soprattutto motivazionale.
Mi sento come se, in fin dei conti, non abbia più nulla da dire. O meglio (anzi, peggio): come se qualunque cosa io possa dire sia ormai irrilevante.
É sicuramente anche un problema angrafico. Sono nel mezzo del cammin della mia vita, mi ritrovo in una selva non oscura ma piena di incertezze, il bicchiere mi sembra mezzo vuoto e fatalmente destinato a svuotarsi del tutto e, insomma, sto attraversando la proverbiale crisi della mezza età.
In mezzo a tutti questi mezzi mi sento, appunto, dimezzato.
In alcuni momenti mi è passato per la testa il dubbio che la scrittura e la lettura fossero un veleno dal quale dovevo disintossicarmi, una dipendenza che mi ha impedito di succhiare il midollo della vita, citando le parole di Thoreau rese celebri dal film "L'attimo fuggente".
Ecco, per dirla tutta non so se riuscirò più a scrivere, leggere e interessarmi di questioni letterarie con lo stesso spirito di prima. Forse il blog cambierà i suoi obiettivi e la sua forma, oppure...
Non so. In questo momento non ho ancora deciso nulla.
Tranne una cosa: di non stare più fermo.
mercoledì 1 giugno 2016
Sette anni sette (che sono tanti e forse troppi)
Questo blog ha ufficialmente aperto le sue attività nel mese di giugno del 2009.Il suo scopo iniziale era fungere da vetrina alla mia attività di aspirante scrittore in attesa di editore.
Durante il settennio trascorso dopo quel primo post il blog ha fondamentalmente mantenuto il suo obiettivo di partenza, con la variante d'opera che il qui presente ha infine puntato sull'autopubblicazione.
Mi sono concesso qualche divagazione ogni tanto: post dedicati all'arte, outing personali e partecipazione ad attività di altri blog.
Nel complesso sono stati sette anni utili, interessanti e gratificanti, che mi hanno permesso di conoscere tanti altri fissati con la scrittura come me, ognuno con la sua storia e i suoi sogni.
Naturalmente quasi tutti questi "colleghi" gestiscono a loro volta un blog. Ammiro la loro capacità di proporre sempre iniziative creative, articoli originali, o anche semplici confessioni che diventano spunto per discussioni interessanti.
Io invece questa freschezza la sto perdendo. Sarà forse perché sette anni sono veramente tanti, sarà anche perché sono arrivato nel mezzo del cammin di nostra vita e il bilancio che traggo dalla mia prima metà di esistenza non è così esaltante. Fatto sta che mi sento oggettivamente demotivato.
Mi sembra inopportuno raschiare il fondo del barile pur di pubblicare il mio post settimanale e salvare le apparenze con una partecipazione incerta alle attività della blogosfera.
Perciò, colgo l'occasione del settimo anniversario per staccare la spina. Sono ufficialmente uno 'scribacchino in pausa', tanto vale essere anche un 'blogger in pausa'.
Non so ancora quantificare in una forma più definita questo mio nuovo status. Esiste l'anno sabbatico, che talvolta può ridursi a un semestre. Consideratemi comunque 'inattivo' per un periodo indeterminato. Potrei anche ripartire fra poche settimane, chissà.
Intanto ringrazio tutti coloro che hanno reso vivo questo blog coi loro commenti, interventi, partecipazioni a progetti comuni e segnalazioni sul web. Sarò poco presente in internet in questo periodo, ma siate pur certi che io non mi dimentico di voi ;-)
venerdì 27 maggio 2016
Segnalazione - 31 dicembre di Marina Guarneri
Il romanzo di esordio di Marina Guarneri è uno di quei libri che non possono essere classificati come appartenenti a un genere preciso. L'elemento fantascientifico dal quale ha inizio la narrazione crea una trama con forti contenuti sentimentali ed emotivi, più che tecnologici. Non aspettatevi pertanto una vicenda tipo 'Matrix' o 'Atto di forza', qui sono in scena solo fragilissimi esseri umani le cui vite si intersecano nel bene e nel male. Ma non crediate neppure, procedendo nella lettura, che l'elemento fantascientifico rimanga un puro espediente per raccontare una storia: prima o poi giocherà il suo ruolo...
Come già la sinossi redatta dall'autrice lascia immaginare, l'intreccio che si svolge tra i personaggi del racconto appartiene a una forma di realtà virtuale. Tuttavia questa virtualità è presto dimenticata - oltre che dalla stessa protagonista che ricorre ai servizi della Nuovi Orizzonti della Mente - anche dal lettore: la vicenda si dipana sin troppo vividamente per potersi definire illusoria, come d'altronde anche la protagonista ha modo di rendersi conto, e la narrazione regge il passo splendidamente. La prosa è scorrevole ma non banale, l'autrice cura con particolare attenzione l'introspezione psicologica della voce narrante - Sara alias Dhea - e fa scorrere la trama senza fretta, dando il giusto tempo a emozioni, rivelazioni e reazioni dei personaggi di svilupparsi e compiersi sino al momento finale.
Consigliato a chi ama esplorare l'animo umano e le sue mille illusioni / contraddizioni. Al momento è in vendita su amazon.
Come già la sinossi redatta dall'autrice lascia immaginare, l'intreccio che si svolge tra i personaggi del racconto appartiene a una forma di realtà virtuale. Tuttavia questa virtualità è presto dimenticata - oltre che dalla stessa protagonista che ricorre ai servizi della Nuovi Orizzonti della Mente - anche dal lettore: la vicenda si dipana sin troppo vividamente per potersi definire illusoria, come d'altronde anche la protagonista ha modo di rendersi conto, e la narrazione regge il passo splendidamente. La prosa è scorrevole ma non banale, l'autrice cura con particolare attenzione l'introspezione psicologica della voce narrante - Sara alias Dhea - e fa scorrere la trama senza fretta, dando il giusto tempo a emozioni, rivelazioni e reazioni dei personaggi di svilupparsi e compiersi sino al momento finale.
Consigliato a chi ama esplorare l'animo umano e le sue mille illusioni / contraddizioni. Al momento è in vendita su amazon.
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