Avevo già parlato di raw art, ovvero di forme espressive artistiche che nascono in modo spontaneo in persone prive di basi accademiche.
Ma esistono altri tipi di rappresentazioni figurative che non possono essere inquadrate all'interno dei nostri canoni di riferimento, e tuttavia hanno una loro suggestività.
Una di queste è il thangka, una pittura rituale tibetana dai complessi significati religiosi.
I soggetti sono sempre correlati al buddhismo, peraltro nelle forme del lamaismo tibetano, quindi con una serie di riferimenti alle varie manifestazioni del Buddha nel corso dei millenni, e alle numerose figure e personificazioni spirituali che lo attorniano.
Da un punto di visto artistico sono spesso estremamente ingenue (anche se, come dicevo, dietro le immagini si nascondono riferimenti sacri assolutamente incomprensibili per noi). Al tempo stesso però i forti contrasti cromatici, le figure "primitive" e l'accuratezza naif con la quale vengono rifiniti i singoli dettagli le rendono non prive di fascino, un po' come i graffiti di epoca preistorica o un certo tipo di artigianato etnico.
Colgo l'occasione per rammentare che il Tibet purtroppo NON è un paese indipendente. É stato forzatamente annesso alla Cina nel 1949, e i suoi abitanti si sono opposti a questo atto unilaterale facendo pochissimo ricorso alla violenza (comunque inutile contro il colosso cinese) e cercando la via diplomatica o, purtroppo, l'esilio.
É bene non dimenticarlo, anche se noi singoli possiamo fare poco. Ma almeno esserne consapevoli.
venerdì 30 settembre 2011
mercoledì 28 settembre 2011
Collaborazioni incrociate in corso
Partendo da un post di Tim, che aveva preso spunto da un mio post e si era lasciato ispirare da un commento incoraggiante del narratore (che bella cosa la circolazione di idee :-) è appena iniziato un esperimento di collaborazioni letterarie incrociate: io proverò a concludere due racconti incompiuti del caro Temistocle, e lui a sua volta tenterà di resuscitare un mio romanzo poliziesco che nelle mie mani era ormai in coma da un bel pezzo.
Sperando che il risultato sia positivo e soddisfacente per entrambi... si scrive in team :-D
Di casi letterari simili ne ricordo a memoria due: un racconto sui vampiri iniziato da Byron e poi terminato da un suo amico (che ovviamente avrà avuto un nome, ma non me lo ricordo) e il romanzo "Fosca" di Iginio Tarchetti, terminato da Salvatore Farina poiché era rimasto incompiuto in seguito alla prematura morte di Tarchetti.
Visto che nel caso mio e di Temistocle lo scambio di ruolo non è stato causato da un evento così drastico, speriamo non solo di tirar fuori qualcosa di decente, ma anche di divertirci ;-)
Sperando che il risultato sia positivo e soddisfacente per entrambi... si scrive in team :-D
Di casi letterari simili ne ricordo a memoria due: un racconto sui vampiri iniziato da Byron e poi terminato da un suo amico (che ovviamente avrà avuto un nome, ma non me lo ricordo) e il romanzo "Fosca" di Iginio Tarchetti, terminato da Salvatore Farina poiché era rimasto incompiuto in seguito alla prematura morte di Tarchetti.
Visto che nel caso mio e di Temistocle lo scambio di ruolo non è stato causato da un evento così drastico, speriamo non solo di tirar fuori qualcosa di decente, ma anche di divertirci ;-)
lunedì 26 settembre 2011
Prezzi
Sarà a causa della pesante crisi economica, sarà per mancanza di argomenti, ma un post dedicato ai prezzi libreschi non lo avevo mai scritto, e oggi ne sento la necessità.
L'input mi è venuto nei giorni scorsi, mentre stavo al Policlinico Gemelli (non per me, visitavo un parente ricoverato). In sala d'attesa ho dato un'occhiata a La Repubblica, leggendo fra l'altro un articolo di Loredana Lipperini in cui si parlava del successo in termini di tiratura di alcuni ebook (americani) che Google e Amazon hanno messo in vendita a prezzi bassissimi (uno o due dollari).
Qualche minuto dopo sono entrato nella libreria all'interno del Gemelli, piccola ma molto variegata. Cercavo qualcosa di interessante, ma non fiction, puntavo sulla saggistica.
Il primo libro che mi ha attratto era uno studio sulla capacità di una società umana di capovolgere nello spazio di una generazione dei principi morali che erano durati secoli: il duello nella cultura inglese, ad esempio, trasformatosi da obbligo d'onore per un gentiluomo a incivile forma di barbarie indegna di rispetto. Era un normale libro formato tascabile con copertina morbida, circa 200 pagine. Prezzo: 24 euro.
In un altro scaffale ho rinvenuto un secondo saggio che mi intrigava: uno studio semiserio sulla storia dei nerds. Anche questo aveva il formato di un'edizione economica, con meno pagine dell'altro. Infatti costava solo 20 euro.
Morale: sono uscito dalla libreria a mani vuote. E tantissima curiosità sui criteri che utilizzano gli editori per prezzare i libri...
L'input mi è venuto nei giorni scorsi, mentre stavo al Policlinico Gemelli (non per me, visitavo un parente ricoverato). In sala d'attesa ho dato un'occhiata a La Repubblica, leggendo fra l'altro un articolo di Loredana Lipperini in cui si parlava del successo in termini di tiratura di alcuni ebook (americani) che Google e Amazon hanno messo in vendita a prezzi bassissimi (uno o due dollari).
Qualche minuto dopo sono entrato nella libreria all'interno del Gemelli, piccola ma molto variegata. Cercavo qualcosa di interessante, ma non fiction, puntavo sulla saggistica.
Il primo libro che mi ha attratto era uno studio sulla capacità di una società umana di capovolgere nello spazio di una generazione dei principi morali che erano durati secoli: il duello nella cultura inglese, ad esempio, trasformatosi da obbligo d'onore per un gentiluomo a incivile forma di barbarie indegna di rispetto. Era un normale libro formato tascabile con copertina morbida, circa 200 pagine. Prezzo: 24 euro.
In un altro scaffale ho rinvenuto un secondo saggio che mi intrigava: uno studio semiserio sulla storia dei nerds. Anche questo aveva il formato di un'edizione economica, con meno pagine dell'altro. Infatti costava solo 20 euro.
Morale: sono uscito dalla libreria a mani vuote. E tantissima curiosità sui criteri che utilizzano gli editori per prezzare i libri...
venerdì 23 settembre 2011
Scritture andate a male
Per ogni dieci post che pubblico, ce ne sta almeno uno che è stato abbozzato e successivamente scartato, quasi sempre perchè "non attinente" allo spirito di questo blog.
Anche fra i miei progetti di scrittura capita che qualcosa venga iniziato, ma non terminato. Al momento l'elenco include:
-una specie di romanzo fantasy fermo a pagina 50 (ma dubito fortemente che altre seguiranno perché risale a taaaaanti anni fa e ho perso lo spirito per continuarlo);
-un romanzo poliziesco fermo a pagina 40 (vale quanto sopra);
-un progetto con la "scaletta" già pronta per riscrivere "King Lear" di Shakespeare in chiave noir e moderna (su questo conto di tornarci, prima o poi);
-un racconto inutile - e improponibile per qualunque editore - quasi terminato (purtroppo i racconti scritti solo per mio personale diletto sono gli unici che riesco a concludere sempre... chissà perché);
-la seconda parte de "L'anno prima del bicentenario", già scritta in bozza ma necessitante di adeguato ed imponente editing.
Si accettano scommesse sul primo che verrà portato a termine...
Anche fra i miei progetti di scrittura capita che qualcosa venga iniziato, ma non terminato. Al momento l'elenco include:
-una specie di romanzo fantasy fermo a pagina 50 (ma dubito fortemente che altre seguiranno perché risale a taaaaanti anni fa e ho perso lo spirito per continuarlo);
-un romanzo poliziesco fermo a pagina 40 (vale quanto sopra);
-un progetto con la "scaletta" già pronta per riscrivere "King Lear" di Shakespeare in chiave noir e moderna (su questo conto di tornarci, prima o poi);
-un racconto inutile - e improponibile per qualunque editore - quasi terminato (purtroppo i racconti scritti solo per mio personale diletto sono gli unici che riesco a concludere sempre... chissà perché);
-la seconda parte de "L'anno prima del bicentenario", già scritta in bozza ma necessitante di adeguato ed imponente editing.
Si accettano scommesse sul primo che verrà portato a termine...
mercoledì 21 settembre 2011
Consigli per piacevoli letture
Il titolo non inganni: non proporrò un elenco di libri. Mi limiterò a dare alcuni consigli per leggere piacevolmente, qualunque siano il romanzo o la raccolta di racconti liberamente prescelti (escludendo quindi le letture obbligatorie imposte dal prof, per le quali non ho soluzioni da offrire).
Se volete gustarvi un libro suggerisco di
1) evitare crisi isteriche tipo "AH!!! UNA 'D' EUFONICA!! ORRORE!! UNA VIRGOLA FUORI POSTO!! LIBRO ROVINATO, AUTORE IDIOTA!!"
2) non sentirsi automaticamente offeso dalle spiegazioni fornite dall'autore, ma piuttosto chiedersi: se fossero state omesse, avrei capito ugualmente il senso di questo passaggio? (se la risposta è "sì", allora liberissimi di disprezzarlo, ma se per caso la risposta fosse "no"...)
3) Vale anche il contrario: se un passaggio narrativo risulta oscuro, prima di insultare l'autore e il suo criptico ermetismo provate a rileggerlo. Forse voleva solo lusingare l'acume del lettore.
4) interrompere la lettura se proprio il libro non riesce a convolgervi, e magari ritentare dallo stesso punto dopo qualche giorno, senza obbligo (in fondo è un libro, mica una prescrizione medica, no?)
5) leggere solo quando c'è il giusto contesto, e non "a ogni costo", anche se la lettura si protrae qualche giorno in più del previsto. Tanto per fare un paragone semplice: se doveste mangiare un cornetto e bere un cappuccino in 3 decimi di secondo mentre state dentro un cesso pubblico, sarebbe piacevole?
Consiglio finale (e più importante dei precedenti): ignorate questo pentalogo e seguite le vostre personali abitudini se vi trovate meglio ;-)
Se volete gustarvi un libro suggerisco di
1) evitare crisi isteriche tipo "AH!!! UNA 'D' EUFONICA!! ORRORE!! UNA VIRGOLA FUORI POSTO!! LIBRO ROVINATO, AUTORE IDIOTA!!"
2) non sentirsi automaticamente offeso dalle spiegazioni fornite dall'autore, ma piuttosto chiedersi: se fossero state omesse, avrei capito ugualmente il senso di questo passaggio? (se la risposta è "sì", allora liberissimi di disprezzarlo, ma se per caso la risposta fosse "no"...)
3) Vale anche il contrario: se un passaggio narrativo risulta oscuro, prima di insultare l'autore e il suo criptico ermetismo provate a rileggerlo. Forse voleva solo lusingare l'acume del lettore.
4) interrompere la lettura se proprio il libro non riesce a convolgervi, e magari ritentare dallo stesso punto dopo qualche giorno, senza obbligo (in fondo è un libro, mica una prescrizione medica, no?)
5) leggere solo quando c'è il giusto contesto, e non "a ogni costo", anche se la lettura si protrae qualche giorno in più del previsto. Tanto per fare un paragone semplice: se doveste mangiare un cornetto e bere un cappuccino in 3 decimi di secondo mentre state dentro un cesso pubblico, sarebbe piacevole?
Consiglio finale (e più importante dei precedenti): ignorate questo pentalogo e seguite le vostre personali abitudini se vi trovate meglio ;-)
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