lunedì 14 dicembre 2015

Letterati consanguinei

Un commento a questo post pubblicato pochi giorni fa mi ha ispirato quel che sto scrivendo ora. Perché se è vero che esistono letterati che si amano e formano una famiglia insieme, ne consegue talvolta (ma non necessariamente) che il talento si propaghi in altri consanguinei. Quel che si dice: avere la poesia nel DNA. No, in effetti meglio non dirlo: suona troppo barbosamente scientifico.
É doveroso che incominci proprio dall'esempio proposto da un amico blogger che parlando di amore fra letterati suggeriva, per estensione, quello fraterno dei celeberrimi Brüder Grimm. Nel loro caso non si può parlare di amore inteso come attrazione sessuale reciproca, però rappresentano egregiamente un caso di autori che condividevano la medesima ascendenza, un'ascendenza all'interno della quale stava germinando una meravigliosa abilità scrittoria sbocciata in pieno nei fratelli Jacob e Wilhelm.
Un esempio analogo è quello dei fratelli francesi Edmond e Jules de Goncourt, autori di numerosi romanzi quasi tutti scritti a quattro mani e celebri peraltro per aver creato la fondazione che porta il loro nome e che ogni anno assegna il premio letterario più prestigioso di Francia, le Prix Goncourt.
Sorelle scrttrici sono state Charlotte e Emily Bronte, autrici rispettivamente di "Jane Eyre" e "Cime tempestose". Sempre restando in Inghilterra, Dante Gabriel Rossetti e sua sorella Christina sono entrambi citati nelle antologie di poesia.
Naturalmente la passione per la scrittura si trasmette non solo all'interno della stessa generazione ma anche da una generazione all'altra.
Tutti conoscono il caso dei due Alexandre Dumas: il più famoso è il padre, autore di libri indimenticabili come "Il conte di Montecristo" o il ciclo dei tre moschettieri. Ma anche il figlio ottenne una discreta fama con la sua narrativa, in particolare col romanzo "La signora delle camelie" ispiratore dell'opera lirica "La traviata" di Giuseppe Verdi.
Un padre scrittore celebre può trasformarsi anche in un peso per il rampollo che ne eredita la passione. Stefano Pirandello è stato un autore teatrale interessante nel contesto della drammaturgia italiana del XX secolo, tuttavia la figura del genitore Luigi, geniale e ineguagliabile, risulta così enormemente preponderante da nascondere il figlio sotto la sua gigantesca ombra.
Anche i sei figli di Thomas Mann tentarono tutti, a vario titolo e in forme diverse, la carriera letteraria, ma nessuno ha eguagliato la grandezza paterna. Peraltro è curioso notare che, oltre che dal padre, questa smania per la narrativa poteva derivare anche dallo zio: Heinrich Mann, fratello maggiore di Thomas, è stato a sua volta romanziere e ha ottenuto un grande successo coi suoi libri, in particolare con "Il professor Unrat" dal quale venne tratto nel 1930 il film noto in Italia come "L'angelo azzurro", ovvero il lungometraggio che ha creato il mito di Marlene Dietrich, straordinaria attrice protagonista.
Un autore contemporaneo che sa cosa significhi essere il figlio di un papà troppo famoso è l'americano Joe Hill, romanziere nonché sceneggiatore di fumetti. Il suo vero nome è Joseph Hillstrom King, e suo padre si chiama Stephen... Per evitare di essere associato in modo troppo diretto a cotanto genitore ha preferito firmare i propri libri con uno pseudonimo.
Un caso italiano in cui l'ambizione letteraria è stata ereditata addirittura da un lontano antenato è quello del giornalista e scrittore Stanislao Nievo (1928-2006), discendente di Ippolito (quello delle "Confessioni di un italiano" per capirci) al quale Stanislao ha dedicato il romanzo "Il prato in fondo al mare", vincitore del Premio Campiello nel 1975.
Conoscete altri esempi simili?

20 commenti:

  1. Come il figlio di king, anche il figlio di Pirandello, se non erro, a un certo punto cambiò il cognome in quello di Landi (guarda caso).

    RispondiElimina
  2. Un esempio di figlio che cerca di seguire, tentennando, le orme del padre, riguarda la musica e non la letteratura: Cristiano De Andrè, figlio del Grande Poeta Fabrizio, scrive brani orecchiabili (anzi: "Il cielo è vuoto" è proprio una bella canzone) ma, seppur nell'evidente differenza di genere e di stile, non uguaglierà mai il padre. Tant'è che, a quanto risulta, ha avuto in passato qualche problemino con la bottiglia e la violenza domestica...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eguagliare padri tanto straordinari è un'impresa molto difficile, talvolta addirittura stressante...

      Elimina
  3. Non sapevo che Pirandello avesse un figlio scrittore. Certo le qualità 'scrittorie' uno non se le può dare se non ci si nasce, quindi probabilmente si tratta di geni trasmetti in famiglia. Sapevo del figlio di S. King ma non sapevo fosse anche fumettista.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I geni si trasmettono ma "il genio" è un'altra cosa e spesso non si riesce ad avere neppure disponendo di un patrimonio genetico adatto.

      Elimina
    2. Lo stesso King padre è fumettista, Temistocle. Ha sceneggiato molti fumetti.

      Elimina
  4. Susanna Tamaro, famosa per i suoi libri-pacco, è nipote di Italo Svevo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo sapevo. E comunque a me sta pure simpatica :-)

      Elimina
    2. Io la conoscevo come imparentata con gli Agnelli...

      Elimina
  5. Conoscevo il caso dei Dumas, delle Bronte dei Mann ed anche dei King.Per quanto riguarda la musica invece potrei farti l'esempio della famiglia Bach, noi conosciamo il più famoso Johan Sebastian ma in realtà si trattò di una vera e propria dinastia, anche il padre Johan Ambrosius e il nonno Cristoph furono musicisti e compositori tanto per fare un paio di nomi.

    RispondiElimina
  6. Proprio qualche giorno fa io ho finito di leggere il romanzo di Monica Dickens pronipote del più celeberrimo Charles. Non conosco la produzione delle "discendenze famose", ma i capostipiti mi sembrano un'altra cosa!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, in genere chi inizia per primo a creare è quello col maggior talento, gli eredi spesso riescono solo a imitare.

      Elimina
  7. Mi viene in mente J.R.R.Tolkien il cui figlio oltre ad aver curato il lavoro del padre durante la stesura delle opere postume ha pubblicato un romanzo suo. poi Plinio il vecchio e plinio il giovane che erano zio e nipote, non mi viene in mente altro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono comunque esempi validi, soprattutto i due Plinio.

      Elimina
  8. Lieto di averti ispirato il post... Qui ci carne al fuoco ce n'è davvero molta di più, specialmente se usciamo dai confini della letteratura. Così sui due piedi mi vengono in mente Fritz Lieber Sr. e Fritz Lieber Jr. (padre attore, figlio scrittore). Nel cinema e nel teatro sono migliaia le famiglie di artisti... mi vengono in mente i De Filippo (Edoardo, Peppino, Titina e Luigi, anche lui scomparso pochi giorni fa), i Tognazzi padre e figlio, i Gassman padre e figlio, i De Sica (ehm... forse questo è l'esempio sbagliato). Ci sono poi le tante famiglie circensi: non vogliamo considerarli artisti? Se poi mi permetti una piccola pubblicità ad un mio vecchio post
    , ricordo i gemelli Joel-Peter Witkins e Jerome Witkins, il primo fotografo, il secondo pittore...
    Nemmeno io sapevo di un secondo Pirandello... aggiungo però alla tua lista la terza sorella Bronte (Anne Bronte), anche lei scrittrice ma decisamente meno nota delle due maggiori...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si vede che sei ben preparato sull'argomento
      :-D

      Elimina
  9. Banana Yoshimoto è figlia di un noto critico letterario e poeta Takaaki Yoshimoto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo sapevo, molto attinente a questo post :-)

      Elimina