lunedì 14 aprile 2014

Qualche giorno di pausa

Considerata la Pasqua, la Liberazione e - nella mia città - la festa del patrono locale, ci saranno alcuni giorni di festività non lavorative che paraltro si adattano perfettamente alla mia attuale posizione di cassintegrato...
Colgo l'occasione per sospendere le attività blogghistiche e scrittorie per un paio di settimane e riflettere su come intendo affrontare la mia situazione contingente.
Auguro in anticipo buone festività a tutti, in particolare per la santa Pasqua che celebro a modo mio con un sonetto acrostico in stile elisabettiano (tre quartine con rime proprie e un distico finale, invece delle due quartine e due terzine con rime ricorrenti della tradizione italica).
Il sonetto in questione esprime il mio rapporto con la fede...

Balugina pallida una fiammella.
Untume appare sulla sfoglia bianca,
Ostia indigesta a un'anima stanca
Nascosta nell'ombra della cappella
Ansimando gioie da peccatore:
Probiti libri, coscienti bramosie,
Accordi e controcanti di litanie...
Sacro è il rispetto, santo ogni timore:
Quaresima costante sia la vita.
Un'anima stanca tuttavia cede
A simulare un'insincera fede
Sentendola vera quando è tradita.
Ingrato figlio sono io, uomo morto
Amato inutilmente dal Risorto.

mercoledì 9 aprile 2014

Bilogia del Bicentenario

Come avevo anticipato qualche mese fa, ho infine concluso il rewriting di una mia novella ancora inedita che costituisce un ideale abbinamento a "L'anno prima del Bicentenario", di cui avevo già parlato qui.
Questa seconda novella, "L'anno del Bicentenario (A.D. 2061)" non è un sequel: i protagonisti sono altri, la vicenda non è legata a quella precedente, ma il contesto è lo stesso.
Lo descrivo utilizzando le parole di presentazione che compaiono su amazon:

Biennio 2060 / 2061. In un'Italia distopica in cui ogni evento sembra dover passare attraverso il controllo dell'onnipotente Generale Salimbeni, due persone comuni si ritrovano coinvolte in situazioni inattese che modificheranno le loro esistenze.
Due novelle con la struttura di un thriller che tuttavia presto assumono le caratteristiche della farsa grottesca, coerentemente con l'italica vocazione alla commedia. Due quadri di quel che sarà l'Italia futura, o forse è già oggi.

L'ebook è disponibile su amazon, come sempre al prezzo di un caffé. Avevo ricevuto proposte di pubblicazione da Mondadori, Feltrinelli e Giunti, ma le loro condizioni non mi convincevano, le trattative si sono impaludate(*) e alla fine ho optato per il self-publishing.
Beh, forse non è andata così... Comunque, se siete disposti a dare fiducia a uno scribacchino dilettante avrete la sua eterna riconoscenza :-)
Per qualunque domanda o curiosità riguardo l'ebook, contattatemi pure.


(*) Ciao Romina :-)

domenica 30 marzo 2014

Un tema pittorico ricorrente - 5

 Come avevo accennato nel penultimo post precedente a questo, parlerò ancora dell'Apocalisse di San Giovanni ma da un punto di vista pittorico.
La densità e la varietà di immagini evocative contenute in questo libro biblico sono tali da poter suscitare ispirazioni in qualunque artista, indipendentemente dalla sua fede religiosa.
Però l'aspetto fideistico è stato indubbiamente prioritario per secoli, e le opere pittoriche tratte dalle visioni apocalittiche di San Giovanni si trovano prevalentemente in luoghi sacri o in antichi breviari (l'immagine in alto a sinistra, raffigurante i Quattro Cavalieri, è appunto una miniatura tratta dal codice Ottheinrich).
Il tema del Giudizio Finale in particolare, centrale ai fini della concezione cristiana dell'espiazione delle proprie colpe dopo la morte del corpo, è presente in moltissime chiese, soprattutto quelle più antiche. Si trattava di un vero e proprio monito ai fedeli: non siate peccatori, o finirete nelle fauci del demonio.
Alcuni dei cicli di affreschi in cui viene rappresentato - con estrema aderenza alle descrizioni di Giovanni - il momento del giudizio delle anime di fronte a Dio sono grandi capolavori dell'arte.
Io ho potuto ammirare di persona quello di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova


e quello di Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto

e molti altri tra cui quello celeberrimo di Michelangelo che tutti hanno visto, se non di persona, almeno in televisione o su qualche libro scolastico.
Le visioni apocalittiche però non si limitano al momento conclusivo: partono da eventi (o simboli) precedenti, ed elencano una serie di figure e personaggi che hanno ispirato gli artisti anche singolarmente, senza essere inseriti in grandi cicli di affreschi. Gli spunti sono davvero numerosi: i quattro cavalieri, la bestia il cui nome è il numero 666, la grande meretrice, i sette sigilli, la battaglia finale, la Gerusalemme celeste...
Anche scegliendo uno solo di questi temi ci troveremmo di fronte a migliaia di opere note, decine di migliaia se si includono quelle dei tanti artisti dilettanti (ma non necessariamente poco talentuosi) che hanno fornito la loro personale interpretazione delle visioni di San Giovanni.
I Quattro Cavalieri - conquista, guerra, fame e morte - stimolano in modo particolare l'immaginario collettivo perché evocano catastrofi che purtroppo funestano continuamente l'umanità. Anche un ateo o un credente di un'altra religione può scorgervi dei potenti significati allegorici.
Ad esempio nel quadro del pittore anglo-americano Benjamin West (1738-1820) i cavalieri - quantunque dipinti con attributi aderenti all'iconografia biblica - non sono al centro della tela: lo spazio principale è occupato dalle scene di morte e dolore che essi causano. Hanno anch'esse attinenza con le visioni di San Giovanni, tuttavia l'impressione è che l'autore voglia rappresentare la quotidiana follia della guerra anziché oscure visioni teologiche relative a un imprecisato futuro.


Allo stesso modo, il pittore metafisico Carlo Carrà (1881-1966) modifica i cavalieri secondo la propria ispirazione artistica: ne rappresenta tre anziché quattro, e due li trasforma in donne. Il cavallo della morte è rappresentato con un cromatismo rosso acceso che contrasta ugualmente con la descrizione biblica ("Guardai e vidi un cavallo giallastro [verdastro]; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte"). Non c'è la volontà di raffigurare un testo sacro, ma solo di coglierne la propria, personalissima suggestione.


Tantissimi grafici, disegnatori, creativi e dilettanti con temperamento artistico, hanno preso ispirazione dai quattro cavalieri. Sono stati reinventati con caratteristiche da fumetto fantasy, cyberpunk, persino steampunk come ci dimostra K. Scott Bradbury
 
Fra le tante altre interpretazioni di autori contemporanei impossibile non citare il bellissimo libro illustrato di Paolo Barbieri in cui l'autore racconta con colori violenti e grafica raffinata tutte le visioni apocalittiche. Questa è la sua versione del secondo cavaliere ("Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada"):

Una ricerca a tema su siti come tumblr o deviantart fornisce tantissimi altri esempi. Il fascino infinito di quelle antiche pagine - rivelazione religiosa, codice simbolico o estasi visionaria che siano - continuerà sicuramente a suggestionare gli artisti anche nei secoli a venire.

martedì 25 marzo 2014

Boomstick Award 2014

Non ho mai vinto un premio letterario, e neppure il superenalotto, ma almeno il Boomstick Award l'ho conseguito - ringraziando Nick e Ivano - con le seguenti motivazioni:

Nick: Perché ogni volta che scrivo un post lui è sempre il primo a commentarlo ed ogni volta lo fa con cognizione di causa. Inoltre ha creato quel meraviglioso personaggio di Writerman a cui non si può non affezionarsi.
 
Ivano: Perché i post di Ariano sono spesso originali e pieni di spontaneità. E poi c'è Writerman!
 
Rammento le regole di questo premio creato dal blogger Hell:

1 - i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore.

2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione.

3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.

A queste Hell ha aggiunto una quarta regola, ché l’anno scorso gliele hanno fatte girare: 

4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io [Hell] le ho concepite.

Ed ecco i miei premiati e le mie motivazioni:

Acalia Fenders, perché ama manga e anime e li racconta in modo sublime, e mi fornisce tanti spunti utili per visioni e letture.

Ferruccio Gianola, perché è instancabile ed è una fonte perenne di idee blogghistiche con le quali ravviva il web.

Glauco Silvestri, perché è stato il mio modello ispiratore e certe cose non si dimenticano.

Clyo Parecchini, perché disegna benissimo e racconta l'Inghilterra meno conosciuta con fine humor piemontese-british.

Romina Tamerici, perché riesce a parlare di argomenti letterari e linguistici con estrema semplicità ma senza mai essere banale.  

Dama Arwen, perché ha il notevole pregio di una sincerità assoluta e priva di ipocrisie, e probabilmente mi manderà a quel paese per averla nominata :-D

Nyu, perché è piena di vita e dona buonumore, e spero con tutto il cuore che superi presto il difficile momento che sta passando.

I premiati possono a loro volta assegnare il premio ad altri 7 blogger, ma non arrogarsi la paternità del banner e del premio, quella appartiene al blog Book e Negative, che gradirebbe essere citato nell’articolo.
L’assegnazione del premio deve rispettare le 4 semplici regole sopra esposte. Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio, su questo blog, e in sostituzione, verrà assegnato il


che è fonte di disonore (e si vocifera anche sfiga) per chi lo riceve. Occhio gente ;-)