mercoledì 15 gennaio 2014

Gerardo Dottori

 Perugino verace, Gerardo Dottori (1884-1977) è stato uno dei tanti artisti affascinati dall’esperienza futurista, e ancor più specificamente dall’aeropittura ovvero una ricerca pittorica che – secondo la definizione del relativo manifesto del 1929 – “mediante una libertà assoluta di fantasia e un ossessionante desiderio di abbracciare la molteplicità dinamica con la più indispensabile delle sintesi, fisserà l’immenso dramma visionario e sensibile del volo”. L’esuberanza verbale del manifesto, in cui si scorge chiaramente la mano di Marinetti, in realtà definisce solo il principio della veduta aerea. L’esecuzione materiale rimane ancorata alla sensibilità del singolo artista, e l’aeropittura di Dottori ha piuttosto i connotati di un realismo magico in cui il visibile (ad esempio l'incendio osservato dall'alto nel quadro qui accanto) si trasfigura senza dissolversi nell’astratto.

 Anche la sua amata Umbria osservata dal cielo assume la fisionomia di un luogo incantato e incantevole.

Sempre legato al futurismo, Dottori accettò un’altra sfida del movimento, ovvero creare un’arte sacra che seguisse i dettami del dinamismo marinettiano. E fra tutti coloro che vi si sono cimentati, è stato lui probabilmente a creare il linguaggio espressivo più consono per conciliare i due estremi senza offendere la solennità della rappresentazione religiosa né svilire l’innovazione avanguardista.


9 commenti:

  1. Non lo conoscevo... sono bellissime opere!

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  2. bellissimi! Veramente bellissimi!

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  3. Impressionante. Davvero opere notevoli. Ho potuto ammirare dal vivo alcune sue opere a Forlì, alla mostra Novecento.

    A breve vorrei scrivere un post su quella mostra... davvero bella!

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  4. Bellissimi immagini. Sicuramente era ricco di fantasia.

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  5. Grazie a tutti per i vostri commenti :-)
    Scusate se in questi giorni sono stato un po' assente ma ho avuto qualche piccolo problema.

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  6. HO visto varie mostre sul futurismo, ma questo autore non lo conoscevo (erano più che altro manifesti pubblicitari dell'epoca o editoria).
    Trovo molto belle le cromie che usa (o tutti toni caldi o tutti toni freddi, a parte il bellissimo contrasto del Cristo).

    Mi è venuto in mente quante mostre andavo a vedere prima… e devo dire che mi è rimasto un bel background accumulato negli anni.

    Ora ne vedo sempre meno, anche perché costano sempre di più e non sempre sono meritevoli. Mi spiego: arte e cultura andrebbero coltivate mooolto di più e sarebbe opportuno spaziare la conoscenza di vari autori, maggiori e minori, ma sono un po' stanca di mostre che mi deludono per gli allestimenti o la carenza di materiale di alto livello.

    Due su tutte, che mi hanno invece delusa perché mi sono sentita "imbrogliata" sono state quella di Canova a Palazzo Reale e quella di TOlouse Lautrec a Pavia: NON PUOI dirmi che è una mostra su questi autori e poi di loro opere ce ne è SOLO UNA in tutta la mostra.

    Ora a Milano c'è una mostra multimediale su Van Gogh: costa 12.00€ e non c'è nemmeno un'opera sua esposta: solo un allestimento - appunto - multimediale, magari bellerrimo, eh… ma DODICI EURO non inziano ad essere eccessivi?

    Ok, scusami, sono andata Off Topic… ;-)

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    1. No, perché non attinente? L'arte è bella ma non può limitarsi alle immagini, bisogna vedere le tele dal vivo, e certamente iniziative furbette come quelle che hai citato non aiutano.
      Io negli ultimi anni mi sono limitato ai musei cosiddetti istituzionali, quelli celebri coi quali vai sul sicuro. Mostre allestite appositamente ne ho viste poche, in maniera casuale, ma per fortuna sempre soddisfacenti (ad esempio una mostra sui macchiaioli a Montecatini, piccola ma molto curata e con numerosi autori esposto).

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