martedì 30 marzo 2010

Juan Medina

Quando sono particolarmente confuso ho difficoltà a leggere, e anche a scrivere, ma in compenso si acuisce il piacere di ammirare immagini e figure. Senza mettermi a cercare interpretazioni e chiavi di lettura, una semplice contemplazione visiva.
Per fortuna internet permette di scoprire artisti che in epoca pre-web sarebbe stato difficile scovare coi metodi tradizionali, soprattutto per un dilettante come me.

Juan Medina é un pittore messicano contemporaneo capace di creare immagini veramente suggestive.
Le sue figure femminili sono di una bellezza straordinaria, ma anziché esaltarne la sensualità preferisce immergerle in contesti misteriosi, sognanti, evocativi.
Delle trasfigurazioni davvero stupende.
Sul web é possibile reperire molti altri suoi lavori.
Qui a sinistra ho riportato "The keylock", la serratura, contrasto quasi inquietante tra due figure speculari ma divergenti, non solo per il differente uso del bianco e del nero.
In basso invece "Sketch of freedom", uno schizzo di libertà tracciato dalle mani della stessa modella che completa il proprio corpo unito ad ali per fuggire...
Una tecnica straordinaria per un pittore che mi ha davvero conquistato.



domenica 28 marzo 2010

Limbo

Una cosa che ho imparato é che nei periodi di demoralizzazione occore rimanere inerte.
La vita non si ferma, continua anche durante queste fasi che durano settimane, a volte mesi, e quindi ci sono una serie di azioni da compiere, decisioni da prendere, scelte da fare. Però la lucidità non é la stessa. Così capita di compiere delle azioni assurde, prendere decisioni sbagliate, fare delle scelte demenziali. E le conseguenze bisogna portarsele appresso anche quando si ritorna all'equilibrio. Con qualche problema in più a causa delle stronzate commesse durante la fase di demoralizzazione, problemi che ci vorrà tempo a smaltire, forse tutta la vita...
Così mi astengo il più possibile da ogni azione, soprattutto per le cose importanti.
Ma anche per una cosa frivola come questo blog preferisco astenermi da ogni iniziativa. Se seguissi l'ispirazione del momento potrei chiuderlo, oppure rendere disponibili tutti i miei scritti in download gratuito, oppure trasformarlo in un blog personale senza alcun riferimento alla letteratura... (ecco, un altro motivo per cui in questi periodi é meglio non fare nulla é che l'ispirazione del momento passa da un estremo all'altro con una rapidità impressionante, e basta poco a compiere un gesto pensando di aver fatto la cosa giusta per poi pentirsi trenta secondi dopo).
Un po' come succede al pc di casa:
Attendere prego - il sistema é sovraccarico - si consiglia di spegnere e riavviare
Aspetto pazientemente il mio reload...

giovedì 25 marzo 2010

Post surgelato utile per la circostanza

Per fortuna già da qualche settimana avevo scritto alcune voci relative al compendio della cose da non fare a 40 anni.
Mi tornano utili in questo momento in cui la voglia di scrivere, e di fare ogni altra cosa, sembrano essersi accumulate in fondo allo stomaco come un pranzo indigesto.
In attesa di liberarmene, infilo questo post surgelato nel microonde del blog...

Evitare di pensare alle cose da fare prima di compiere 40 anni
I 40 anni sono stati codificati come l’età dei bilanci, e ti spingono a pensare a quello che hai fatto, ma soprattutto a quello che NON hai fatto. Esistono anche libri tipo: “100 cose da fare prima di compiere 40 anni”.
Ecco, evitate di cadere in questo tipo di ossessioni, magari andando a ripescare desideri formulati a 7 anni quando ancora credevate che sareste diventati grandi scienziati grazie al piccolo chimico regalatovi da Babbo Natale in persona (che somigliava tanto a papà con una barba posticcia…)
“Sognavo di scalare una montagna, ho quasi 40 anni e ancora non l’ho fatto!” (Lascia perdere, la cronaca è già piena di alpinisti della domenica che si sono procurati fratture su tutto il corpo mentre tentavano di scalare il Monte Puzzetta).
“Sognavo una cabriolet sportiva, ho quasi 40 anni e ancora non l’ho mai avuta!” (Ti prego, per quale motivo vuoi costringere i tuoi genitori settantenni e pensionati a ricominciare a lavorare per aiutarti a pagare 48 rate da 1.000 euro l’una?)
“Sognavo di pubblicare un libro, ho quasi 40 anni e ancora non ci sono riuscito!” (Consolati, siamo in tanti…)
“Sognavo di fare sesso con due donne contemporaneamente, ho 40 anni e ancora non l’ho fatto!” (beh… bisogna evitare di ossessionarsi, ok, però qualcosa ci si può pure concedere, no? Nella peggiore delle ipotesi si può trasformare in una delle 100 cose da fare prima di compiere 50 anni…)

mercoledì 24 marzo 2010

Piccola precisazione

Ho avuto diversi riscontri negativi su ciò che scrivo, ok.
Però, soprattutto, sono deluso per altre questioni private (purtroppo decisamente più importanti di qualunque ambizione letteraria) che mi hanno messo addosso una demoralizzazione profonda.
Lo stato d'animo é consequenziale.
Ecco, tutto qui.
Probabilmente passerà, però nel frattempo ho il morale talmente basso che mi viene l'istinto di calpestarmelo da solo.
Prevedibile qualche rallentamento in questo blog, almeno nei prossimi giorni.

lunedì 22 marzo 2010

Pausa di riflessione

Questa é la mia risposta ad un commento sull'ultimo post:

Stavo pensando di mollare tutto. In fondo mi sto rendendo conto che non sono un granché a scrivere.
Che ce ne sono migliaia che sanno scrivere più o meno come me.
Forse il mio é un equivoco di fondo: siccome tutti si sono sempre rivolti a me per scrivere i loro temi a scuola, la loro tesi di laurea, persino le lettere di disdetta a Sky, mi sono convinto di saper scrivere bene. E in effetti so farlo ottimamente per quanto riguarda corrispondenza commerciale, fax, presentazioni, etc.
Però questo non implica che io abbia un'abilità letteraria speciale... Mi ero illuso che questo fosse il mio talento biblico e volevo farlo fruttare, ma forse il talento é solo quello di saper redigere una buona lettera di presentazione per la ditta o un sollecito di pagamento pungente ma non troppo aggressivo...


In questi giorni sono un po' demoralizzato per una serie di problemi personali, quindi qualche sfogo patetico da quarantenne complessato ci può pure stare, però il fatto stesso che mi sia posto il quesito mi impone di rifletterci sopra.
Forse é inutile continuare a mandare plichi alle case editrici...