giovedì 16 febbraio 2017

Città letterarie di noi bloggers scribacchini - 4

... e per concludere questa serie di post sulle città letterarie, mi sembra giusto concedere almeno un minimo di (sacrosanto) spazio a quelle nostre, ai centri urbani in cui si svolgono le vicende di romanzi e racconti per ora autopubblicati, o pubblicati da piccoli editori, o magari ancora in gestazione.
Il qui presente vive in una città sul litorale nord del Lazio chiamata Civitavecchia, sicuramente l'avrete sentita nominare come porto di imbarco per navi passeggeri con varie destinazioni in tutto il mar Mediterraneo.
E poi?
In effetti non c'è molto altro da dire, è il prototipo di tante città di provincia senza arte né parte, benché abbia una storia plurisecolare.
Io non la nomino mai esplicitamente nei miei libri, però è lo scenario in cui sono ambientati il romanzo Cronaca di natale e la raccolta di racconti 3A Investigazioni. Un compaesano che li leggesse riconoscerebbe subito i riferimenti a vie ed edifici citati.
Un'altra città che per ovvi motivi conosco abbastanza bene è Roma. L'ho immaginata decadente e mortificata nel futuro della Bilogia del Bicentenario d'Italia, ma più come simbolo dell'intera Italia che non come possibile evoluzione di se stessa.
Un'altra città, Venezia, tra le italiane quella che più amo, mi ha ispirato la Trilogia veneta sognata, in cui la Serenissima diventa quasi uno dei personaggi nel primo racconto, "Iperbole", mentre negli altri due l'ambientazione è altrove ma la città lagunare è sempre presente almeno come ispirazione.
Negli altri miei libri le ambientazioni sono più variegate. Spesso si tratta di luoghi in cui non ho mai messo piede materialmente ma sui quali mi sono documentato tramite tutti i canali possibili (guide turistiche, immagini, film, siti internet dedicati).
Ne sono un ottimo esempio i quattro libri dei racconti sensazionali di Hiroshi Miura tutti ambientati - inevitabilmente - in città giapponesi che ancora devono ricevere l'onore (o meglio: il disonore) di una mia visita.
In Storie di scrittori mi sono divertito, letteralmente, a universalizzare la figura dello scrittore ambientando diversi racconti in note metropoli internazionali, talvolta visitate di persona (Londra, Parigi), in altri casi ancora in wishlist fra le città in cui soggiornare - si spera - in futuro. Analogo procedimento ho seguito in Shakespeare noir, ambientando quattro tragedie del bardo inglese, dopo averle riscritte in chiave moderna, in metropoli quali New York, Rio, San Francisco e Tokyo.
Nei miei tentativi da scribacchino compaiono anche luoghi totalmente inesistenti: l'ebook Nazioni immaginarie ha un titolo sin troppo chiaro. Preciso che non ci sono "camuffamenti": sia Santa Libertà che la città-stato di Lampara le ho immaginate senza avere in mente alcun luogo reale, sono esclusivamente frutto della mia fantasia. Il borgo in cui sto ambientando il manoscritto in corso di lavorazione è ugualmente immaginario, però ammetto di essermi ispirato ad alcuni paesini dell'appennino al confine fra Lazio e Abruzzo.
E ora, cari colleghi, è il vostro turno: scatenatevi, parlatemi delle vostre città narrative, ditemi tutto, se volete create pure un post apposito sull'argomento ;-)

15 commenti:

  1. Sai che potrei davvero seguire il tuo invito e farci un post? Tutto quello che scrivo è pieno zeppo di viaggi, in Italia e all'estero, sebbene al centro di tutto alla fine rimanga la mia amata-odiata Firenze.

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    1. E vai, cosa aspetti? Un bel post suoi tuoi luoghi narrativi sarebbe sicuramente interessante.

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  2. Aaah è questo che intendevi nell'ultimo post. Provocator 😉

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    1. ... e conto di averti convinto a partecipare :-)

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  3. Le mie storie sono tutte senza tempo e senza città, anche se quando scrivo mi ispiro a luoghi reali. Per esempio in "31 dicembre" la città senza nome è Palermo, la villa al mare del protagonista è a Mondello e il luogo iniziale, quello della festa di fine anno è a Cefalù: il posto esiste davvero e c'è un locale in cui ho trascorso molte serate d'estate che mi ha ispirato. Ma tutto questo lo so io perché nel romanzo non ci sono nomi né riferimenti.
    Un'osservazione: caspita, quanta bella produzione letteraria hai all'attivo! Messi così tutti insieme i tuoi libri sono tanti! :)

    P.s. Due settimane fa sono venuta nella tua città e ti ho pensato ;)
    Mio figlio ha partecipato a delle gare di ginnastica artistica.

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    1. Da lettore posso confermare: i luoghi del tuo romanzo sono ben descritti, ma mantengono un'impersonalità che li rende anonimi (giustamente direi, trattandosi di un luogo virtuale).
      Ho scritto un pochino, sono un vero grafomane :-D
      Pensa che io non so neppure in quale struttura si svolgono le gare di ginnastica artistica, sono un pessimo civitavecchiese :-D

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  4. Raccolgo presto la tua sfida! E poi sono...biiip! tuoi!

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    1. Se lo sfidante sei tu, lo so già in partenza che la mia sconfitta è certa ;-)

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  5. In effetti, un post apposito non sarebbe male. Per ora, ti rispondo che ho scritto un romanzo ambientato nel nord America della frontiera e dei primi passi delle città che sono poi diventate metropoli.
    Hai riscritto quattro tragedie del Bardo? Interessante.

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    1. "Riscritto" è eccessivo, diciamo piuttosto che ho tentato delle variazioni sul tema basandomi sulle trame originali.

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  6. Non scrivo libri e quindi non possofare post però la mia città è finita in un libro, anzi, perfino nel titolo.
    Giocoforza! Scritta da un astigiano Asti ci doveva essere per forza! 😆

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    1. Mi sembra il minimo, dai. Un po' di campanilismo ci vuole sempre, no?

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  7. Se non sbaglio, un tuo racconto è ambientato anche alla mia città Osaka... era interessante!

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    1. Sì, quello sul bunraku. Sono contento che ti sia piaciuto :-)

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