lunedì 6 febbraio 2017

Città letterarie in incognito - 2

Come avevo detto nel precedente post l'argomento delle città letterarie si presta a numerosi spunti.
Uno di questi riguarda i luoghi camuffati. Perché oltre alle città reali nelle opere letterarie compaiono spesso nomi di paesi e metropoli fittizi dietro i quali però si nascondono luoghi esistenti.
Dissipatio HG di Guido Morselli è un romanzo a metà strada fra fanta-apocalittico e introspettivo, un lungo monologo dell'autore in cui ogni luogo sembra virtuale e avente uno scopo esclusivamente funzionale per l'esposizione dei ragionamenti/deliri della voce narrante. Però è stato notato che la spettrale città senza più esseri umani chiamata Crisopoli ha i riconoscibili connotati di Zurigo.
Stando in contesti narrativi più realistici, le mappe dello stato americano dell'Ohio riportano l'esistenza di una sperduta località chiamata Winesburg, che tuttavia non è quella che ha dato vita all'omonima raccolta di racconti dello scrittore Sherwood Anderson. Il vero palcoscenico dei suoi personaggi è la cittadina di Clyde, che però l'autore ha preferito nascondere dietro un altro nome forse per evitare che qualche abitante si riconoscesse in uno dei protagonisti.
Parlando invece di un caso nostrano, le umoristiche vicende che contrappongono il prete democristiano Don Camillo e il sindaco comunista Giuseppe "Peppone" Bottazzi sono ambientate nell'inesistente paesino di Ponteratto, nel cuore della bassa padana. Ma le descrizioni di Giovannino Guareschi e ancor più la serie di film ispirati alla collana di romanzi lasciano intendere che si tratti invece di Brescello, comune emiliano tutt'altro che immaginario. L'identificazione è stata talmente forte che a Brescello hanno addirittura creato il Museo di Don Camillo e Peppone.
Una serie di gialli di successo, quella arcinota del commissario Montalbano nato dalla penna di Andrea Camilleri, è a sua volta ambientata in un luogo camuffato. La città di Vigàta che fa da sfondo alla sue indagini è fittizia, ma ha dei connotati che la identificano con Porto Empedocle, sebbene lo scrittore siciliano ci tenga a sottolineare che si tratta comunque di un luogo ideale e non reale.
Anche la stazione di villeggiatura di Balbec, uno dei luoghi più frequentati dai personaggi de Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, in effetti non esiste. Però sono state riscontrate sin troppe similitudini con la città costiera di Cabourg, località marittima della Normandia che l'autore conosceva bene.
Persino un luogo letterario apparentemente mitico quale la Macondo che compare in diversi romanzi di Gabriel Garcìa Màrquez nasconderebbe in effetti una città esistente, ovvero Aracataca (che d'altronde ha dato i natali allo scrittore colombiano). Nel 2004 un comitato locale avanzò la proposta di cambiare nome al comune dandogli quello inventato da Màrquez, ma non se ne fece nulla.
Un'operazione del genere è andata invece a buon fine in Francia, sempre con riferimento all'opera di Marcel Proust. I ricordi del protagonista de Alla ricerca del tempo perduto lo portano spesso a Combray, paesino immaginario ma ispirato a Illiers, un piccolo borgo nella regione della Loira in cui lo scrittore trascorreva l'estate durante l'infanzia. Nel 1971, in occasione del centenario della nascita di Proust, il paese venne ribattezzato Illiers-Combray, unendo il nome storico con quello della trasposizione letteraria.
In questo post non ho fatto riferimento alle città letterarie totalmente immaginarie, ovvero quelle non ispirate a nessun luogo in particolare ma create in modo esclusivo dalla fantasia dell'autore. Forse ne parlerò fra qualche giorno ;-)
Restando invece nell'ambito delle città camuffate, vi vengono in mente altre metropoli, paesi, villaggi o borghi letterari inesistenti che però si ispirano chiaramente a luoghi reali?

26 commenti:

  1. Post davvero interessante, Ariano. Ma, proprio come la volta scorsa, mi cogli del tutto impreparato e non sono in grado di rispondere alla tua domanda.

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    1. Però scommetto che su Balbec e Combray sapevi già tutto ;-)

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    2. Indovinato! Anche perché ho l'Album Proust dei Meridiani Mondadori dove ci sono tutte le cartine ;-)

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  2. Forse, se non ricordo male, Luni in provincia di La Spezia, nel romanzo di Buticchi Le pietre della luna, non viene mai nominata ma sei capisce che riguarda quella che è ora una piccola località ma che nel I° secolo ac fu una importante colonia romana. Credo, non ricordo, magari la nomina espressamente ma lo lessi anni fa alla sua uscita.

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    1. L'ho letto anch'io a suo tempo, ma neppure io ricordo se venga esplicitata questa corrispondenza.

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  3. Bravissimo come sempre Ariano ����

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  4. Ariano sei bravissimo. Bello il post ma mi hai messo in crisi. Memoria meno di zero e quindi... mi spiace ma non mi viene in mente nulla.
    Intanto leggo e rinfresco la memoria :)

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    1. Tranquilla Pat, non è un quiz a premi ;-)

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  5. Mi piace questa ricostruzione, ovviamente sapevo di Vigatà e di Brescello però ignoravo molto del resto.

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    1. Ho cercato di essere accurato prendendo esempio da blogger molto professionali come un certo Nick Parisi ;-)

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  6. Ho letto un libro di Guareschi, ho visto tutti i film su don Camillo e ho sempre pensato che il paese fosse proprio Brescello, Ponteratto non l'ho proprio recepito!

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    1. Il nome in effetti compare solo nel primo romanzo della serie, poi non viene più citato. Nei film non viene ugualmente mai nominato alcun nome.

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  7. Di getto mi viene in mente Altinia (una Treviso immaginaria) del romanzo Hotel Praga, la ragazza dell'universo accanto, del mio amico Pierluigi Tamborini. E poi credo che Arkham, spesso citata nei racconti di Howard Phillips Lovecraft, sia ispirata a Salem, la città della caccia alle streghe.

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  8. Nel suo romanzo La nausea Jean Paul Sartre parla di Bouville una città immaginaria che dovrebbe corrispondere a Le Havre in cui l'autore visse per qualche anno. Io nel mio romanzo Fine dell'estate ho parlato di Fiorita piccolo centro della provincia pugliese il nome è immaginario ma ho pensato a un luogo reale che ho voluto celare.

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    1. Segnalazione perfetta e, riguardo Fiorita, ne parleremo fra qualche giorno ;-)

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    2. E adesso sono molto curiosa... :)

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  9. E' molto interessante, ma non sapevo niente..

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  10. Anch'io non mi ricordavo che Brescello fosse Ponteratto nel primo romanzo. Però nei film è Brescello, vero?
    Però... che onore per uno scrittore ribattezzare un paese unendo il nome storico con quello della sua trasposizione letteraria!

    Al momento non mi vengono in mente città nascoste, se non quelle contenute nel libro Le città invisibili dove sicuramente qualcuna di loro è derivata dalla realtà.

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    1. Beh, onore lo è di sicuro, ma Proust non lo ha potuto vivere di persona. Speriamo lo abbia apprezzato da lassù ;-)

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  11. Ora so di fare un figurone pessimo, ma sono sincera: io sto leggendo, come ben sai Proust e non mi sono posta il problema se Combray fosse o meno inventata, cioè per me poteva benissimo essere un posto reale. Gnurant! :D
    Però sapevo di Guareschi, una volta ne parlò un mio amico quando io gli parlai di Vigata di Montalbano.
    Invece penso che io non inventerei il nome di una città,l'esistenza di luoghi specifici sì, Scuole, Teatri, ma una città no.

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    1. Beh, ognuno segue la sua inclinazione. A me invece piace inventare luoghi completamente immaginari, mi da uno stimolo maggiore a scrivere. Però mi piaccion anche le ambientazioni in città reali che conosco bene.

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  12. Per questa serie penso a Villette, romanzo di Charlotte Brontë: la città dovrebbe corrispondere a Bruxelles.

    E sappi che mi hai aperto un mondo con questo post: ignoravo tutto, a parte la questione di Macondo XD Su Combray mi accodo a Marina :D Non m'ero proprio posta la questione!

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    1. Grazie del contributo :-)
      Riguardo le "scoperte", meno male: allora il mio post è stato davvero utile :-D

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