venerdì 6 agosto 2010

Una poesia di William Blake

THE GARDEN OF LOVE

I went to the Garden of Love
And saw what I never had seen:
A Chapel was built in the midst,
Where I used to play on the green.

And the gates of this Chapel were shut,
And “Thou shalt not” writ over the door;
So I turn’d to the Garden of Love
That so many sweet flowers bore;

And I saw it was filled with graves,
And tomb-stones where flowers should be;
And Priests in black gowns were walking their rounds,
And binding with briars my joys & desires.



IL GIARDINO DELL’AMORE

Andai nel Giardino dell’Amore
E vidi ciò che non avevo mai visto:
Al suo interno era sorta una Cappella,
laddove ero avvezzo a giocare sul prato.

E gli accessi alla Cappella erano chiusi,
E “Proibito” era scritto sopra l’entrata;
Così ritornai al Giardino dell’Amore
Che era colmo di dolci fiori;

E vidi che si era riempito di tombe,
E c’erano lapidi al posto dei fiori;
E sacerdoti con tonache nere vagavano agli angoli
Recintando con rovi le mie gioie e i miei desideri.

lunedì 2 agosto 2010

Letture da giudicare

Ne parlerò più approfonditamente verso settembre, per ora preferisco stare sul vago perchè si tratta di un concorso letterario ancora in svolgimento e penso sia opportuno non fare troppe chiacchiere (anche se qualche altro partecipante si è fatto meno scrupoli di me).
Comunque sia, causa questo succitato concorso letterario mi sono ritrovato a dover leggere dieci libri completi (romanzi o raccolte di racconti) di altri concorrenti, aspiranti scrittori come il sottoscritto che sperano sia la volta buona per riuscire a pubblicare qualcosa.
Al momento ne ho letti sette, e posso dire che è stata un'esperienza utile per rendersi conto di cosa significhi dover "giudicare" un manoscritto. Magari col vantaggio di poterlo (anzi: DOVERLO) leggere tutto causa regolamento, anzichè limitarsi alle prime pagine come (a quanto sembra) fanno i redattori delle case editrici.
Mi sono reso conto che in giro c'è del materiale interessante. Ovviamente capitano anche cose scadenti, però, soprattutto, sono rimasto positivamente sorpreso da due romanzi che io non avrei saputo scrivere. Belli, profondi, articolati e non banali.
Non so come finirà questo concorso, ma un effetto su di me l'ha già avuto: mi ha "consolato", poichè ho dovuto constatare che c'è gente molto più brava di me che ancora è alla ricerca di un editore.
Nel frattempo continuerò a scrivere (proprio ieri ho finito la libera rielaborazione dell'Amleto di cui avevo parlato alcuni post fa) e a esaminare i tre manoscritti inediti restanti, con il dubbio di aver letto con mesi di anticipo uno o due romanzi che verranno pubblicati l'anno prossimo. Se dovessero effettivamente trovare la via della stampa, li segnalerò sicuramente.

venerdì 30 luglio 2010

Maurits Cornelis Escher

Maurits Cornelis Escher (1898-1972) è un artista ormai divenuto icona del XX secolo, e non necessita di presentazioni. Le sue immagini sono diventate famigliari a chiunque abbia un minimo di interesse per le arti figurative, ed è abbastanza facile trovare libri che raccolgono riproduzioni delle sue incisioni.
Le sue tematiche sono fondamentalmente quattro:

-(vedi sopra) degli “incastri” di figure tipo mosaico (chiedo scusa per il linguaggio rozzo, ma non ho la stoffa del critico d'arte come si sarà ben capito);

-strutture dove le prospettive e gli elementi solidi sono “impossibili” (vedi in basso a sinistra)

-immagini realistiche ma sempre rappresentate in modo inusuale, come la famosa incisione della sfera qui riportata in basso al centro o le cime d'albero specchiate da una pozzanghera

-paradossi visivi, tipo l’altrettanto celebre immagine delle due mani che si disegnano (vedi link)

Nel suo universo grafico tutto appare meccanicistico, schematico, ma non per questo privo di fantasia e sogno, anzi, a volte la trasfigurazione della realtà che ammanta le sue opere ha uno straordinario effetto onirico, a metà fra il sogno e l’incubo, o piuttosto trasmette la curiosa sensazione di trovarsi sospesi in una dimensione alternativa alla nostra, dove le percezioni sensoriali funzionano con dei criteri diversi rispetto a quelli cui siamo abituati.
Un creatore geniale.

lunedì 26 luglio 2010

TOC TOC è permesso? Sono la vita reale

Il titolo del post è ingannevole, perchè la vita reale non bussa, e neppure chiede permesso. Semplicemente entra.
Nel mio caso ho appena saputo che, causa diminuzione del lavoro, l'azienda in cui presto servizio procederà alla cassa integrazione per alcuni dipendenti. Io al momento non dovrei correre rischi. Visto il ruolo che occupo, eviterò di finire tra i prescelti.
Però il titolare mi ha fatto notare che ho tantissime ferie arretrate, e mi ha pregato di consumarne un po', magari prendendomi qualche mezza giornata e lavorando stile part-time per il periodo estivo...
Quindi la mia attività da blogger potrebbe subire dei rallentamenti. Alcune cose le gestivo durante le pause di lavoro, pause che in effetti stavano diventando sempre più frequenti... era ovvio che il lavoro stesse diminuendo. Il titolare è ottimista, pensa che sia solo una fase temporanea e presto torneremo a lavorare a regime.
Speriamo bene...

venerdì 23 luglio 2010

(A)socialità geniali

Come promesso, stavolta pago pegno. Ebbene sì, gli (a)sociali qualche difetto ce l'hanno, alcuni decisamente gravi, e ovviamente io non faccio eccezione...

(A)sociali eruditi
I loner vengono sempre guardati con sospetto. Quando si leggono notizie tipo:
“Tranquillo impiegato commette una strage sparando come un invasato sui suoi colleghi di lavoro”
tutti pensano che sia un loner andato fuori di testa. E in alcuni casi è vero. Ammetto che quando ero più giovane e più analfabeta spesso reagivo come una iena nevrotica ogni volta che subivo dei soprusi, veri o presunti (spesso molto presunti). In linea di massima le reazioni violente sono tipiche degli asociali con un livello culturale basso.
Invece quelli con tendenze artistico-letterarie elevate sono un pericolo per se stessi, più che per gli altri…
Faccio un elenco di loner famosi ed eruditi:

Vincent Van Gogh (1853-1890) pittore olandese
John William Godward (1861-1922) pittore inglese
Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) pittore italiano
Raymond Roussel (1877-1933) poeta e scrittore francese
Antonin Artaud (1896-1948) drammaturgo francese
Robert Ervin Howard (1906-1936) scrittore americano
Cesare Pavese (1908-1950) poeta e scrittore italiano
Osamu Dazai (1909-1948) scrittore giapponese
Guido Morselli (1912-1973) scrittore italiano

Avete notato cosa hanno in comune tra loro?
No?
Beh, io sì. E poichè sono diventato un loner con tendenze artistico-culturali (anche se meno famoso dei succitati) ho ritenuto opportuno adottare una serie di precauzioni personali per non aggiungermi a quell'elenco in modo diverso da quello che avrei sperato… Per capirci:

-non possiedo armi da fuoco
-non ho oggetti taglienti in casa e utilizzo solo coltelli di plastica
-evito accuratamente le farmacie e ogni tipo di tranquillante
-a casa non ho bombole o stufe o forni a gas
-abito al pianterreno e mi tengo lontano da balconi, scogliere e strapiombi
-non mi avventuro mai in barca in mezzo al mare (e neppure in un semplice lago)
-per quanto solitario, sto sempre in contesti dove c’è gente che possa tenermi d’occhio e, all’occorrenza, impedirmi di “commettere atti sconsiderati”…

… soprattutto però, cerco di scherzare, di non prendere le cose sul serio, e di accorgermi sempre quanto è bello il mondo che mi circonda (persino un loner immaturo e complessato come me riesce sempre ad apprezzare la vita :-)