Il post di oggi è dedicato all'architettura, all'art nouveau, e a colui che ha saputo fondere le due cose creando quelli che sarebbero poi divenuti "cliché" di uno stile e di un'epoca.
Victor Horta (1861-1947) ha avuto a Bruxelles lo stesso ruolo di Antoni Gaudì a Barcellona o di Odon Lechner a Budapest.
La sua impronta sulla città non è vistosa, in linea con la discrezione quasi scandinava dei belgi, ma al tempo stesso ne costituisce un elemento importante.
Sono soprattutto le sue decorazioni di interni a trasmettere immediatamente la percezione di atmosfere fin-de-siècle, a far rivivere quel periodo ormai lontano in cui grandi fermenti culturali e ideologici hanno tentato di creare una nuova estetica.
Padiglioni, vetrate, piastrelle, decorazioni in cui predominano le linee curve, disegni eleganti, forme armoniose, cura dei dettagli, metalli finemente lavorati...
Ormai per noi sono dei cliché, come dicevo all'inizio. Ma quando Horta iniziò la sua attività erano una novità. Erano art nouveau.
lunedì 12 settembre 2011
venerdì 9 settembre 2011
Troppo?
Leggere è una mia passione, e non ne ho mai fatto mistero.
Forse però sto esagerando…
Oltre ai libri cartacei e al palmare Acer utilizzato in stile e-reader, da qualche tempo ho trasformato anche il Blackberry in un portatore sano di microbi letterari, minuscoli kbyte di racconti digitali che ogni tanto faccio emergere sul display, soprattutto durante i tempi morti della giornata, tra una fila in banca e una prenotazione ospedaliera…
Sì, sto proprio esagerando ;-)
Forse però sto esagerando…
Oltre ai libri cartacei e al palmare Acer utilizzato in stile e-reader, da qualche tempo ho trasformato anche il Blackberry in un portatore sano di microbi letterari, minuscoli kbyte di racconti digitali che ogni tanto faccio emergere sul display, soprattutto durante i tempi morti della giornata, tra una fila in banca e una prenotazione ospedaliera…
Sì, sto proprio esagerando ;-)
mercoledì 7 settembre 2011
Cronache della fine del mondo (3)
Alla fine è stato raggiunto un accordo fra le pay tv e l’associazione di consumatori che aveva richiesto un rimborso degli abbonamenti.
“Il pacchetto prevedeva programmi a pagamento per il periodo fra settembre 2011 e agosto 2012, ma poiché dal primo gennaio il mondo cesserà di esistere mi sembra giusto che venga restituita agli abbonati la quota per i nove mesi del 2012” ha ribadito il portavoce dell’associazione consumatori.
“In realtà il contratto non prevedeva alcuna clausola riguardo la fine del mondo, pertanto da un punto di vista legale riteniamo che la nostra posizione fosse corretta”, ha obiettato il product manager di un noto canale a pagamento, che ha comunque aggiunto: “Per venire incontro ai clienti abbiamo raggiunto un compromesso in base al quale ci verranno pagate per intero solo le quote abbonamento relative alle fiction. Le quote relative agli eventi sportivi che si sarebbero svolti nel 2012 saranno invece rimborsate poiché gli eventi in questione non avranno luogo”.
Soddisfazione fra i clienti delle pay tv, ma anche qualche piccolo rimpianto di natura non economica.
“Quest’anno avremmo rivinto la Champions, ne sono sicuro” sostiene un abbonato tifoso del Milan. “Se non ci fosse l’apocalisse, a maggio saremmo a Wembley a giocarci la finale col Barcellona. Speriamo che la Uefa decida di modificare il calendario delle partite in modo da anticipare la conclusione del torneo al trentuno dicembre, prima della mezzanotte. Perderemmo il diritto a una parte del rimborso abbonamenti, ma ne varrebbe la pena. E poi saremmo la squadra vincitrice dell’ultima Champions disputata prima della totale scomparsa dell’umanità, una soddisfazione davvero unica!”
“Il pacchetto prevedeva programmi a pagamento per il periodo fra settembre 2011 e agosto 2012, ma poiché dal primo gennaio il mondo cesserà di esistere mi sembra giusto che venga restituita agli abbonati la quota per i nove mesi del 2012” ha ribadito il portavoce dell’associazione consumatori.
“In realtà il contratto non prevedeva alcuna clausola riguardo la fine del mondo, pertanto da un punto di vista legale riteniamo che la nostra posizione fosse corretta”, ha obiettato il product manager di un noto canale a pagamento, che ha comunque aggiunto: “Per venire incontro ai clienti abbiamo raggiunto un compromesso in base al quale ci verranno pagate per intero solo le quote abbonamento relative alle fiction. Le quote relative agli eventi sportivi che si sarebbero svolti nel 2012 saranno invece rimborsate poiché gli eventi in questione non avranno luogo”.
Soddisfazione fra i clienti delle pay tv, ma anche qualche piccolo rimpianto di natura non economica.
“Quest’anno avremmo rivinto la Champions, ne sono sicuro” sostiene un abbonato tifoso del Milan. “Se non ci fosse l’apocalisse, a maggio saremmo a Wembley a giocarci la finale col Barcellona. Speriamo che la Uefa decida di modificare il calendario delle partite in modo da anticipare la conclusione del torneo al trentuno dicembre, prima della mezzanotte. Perderemmo il diritto a una parte del rimborso abbonamenti, ma ne varrebbe la pena. E poi saremmo la squadra vincitrice dell’ultima Champions disputata prima della totale scomparsa dell’umanità, una soddisfazione davvero unica!”
lunedì 5 settembre 2011
Uno squillo da lontano
Quando Alex organizza qualcosa è difficile non farsi coinvolgere. E il suo concorso "Uno squillo da lontano" è troppo sfizioso, anche se teoricamente non è il genere di scrittura più adatto a me.
Ma io ci provo lo stesso...
“Glielo rispiego daccapo. Erano le tre di notte, e all’improvviso ha squillato il telefono. La linea era disturbata, ho sentito una voce confusa che ha sostenuto di essere me stesso nel 2012, uno dei pochissimi selezionati per utilizzare un prototipo in grado di telefonare nel passato. Poiché io non sono matto ho subito pensato a uno scherzo e l’ho mandato affanculo, ma lui mi ha elencato il mio codice bancomat, la mia password su internet e un altro paio di cosette che io soltanto potevo sapere. Insomma, mi ha convinto che era davvero me stesso fra tredici mesi. Mi ha spiegato che a metà del 2012 è riscoppiata in modo violentissimo l’epidemia del batterio e-coli, e sta causando milioni di morti. Mi ha fornito alcune informazioni – una serie di formule mediche e cifre che ho trascritto accuratamente sul blocco notes – e mi ha supplicato di informare le autorità competenti perché con quei dati è possibile creare un vaccino in grado di bloccare il batterio prima che inizi a fare la sua strage, ma…”
Il telefono del dottore squillò. Fece cenno al malato di mente di attendere.
‘Pronto, so che sembra assurdo, ma io sono te stesso, e ti sto chiamando dal futuro. Ti prego di non pensare a uno scherzo perché è una cosa serissima. Sto usando un prototipo per telefonare nel passato che potrebbe collassare all’improvviso, e questa è la nostra ultima possibilità, perciò ascoltami attentamente. Nel 2012 scoppierà un’epidemia causata dal batterio e-coli e…’
Il dottore spense il telefonino. Lo guardò come se fosse un oggetto stregato. Dopo una rapida riflessione decise addirittura di togliere la batteria.
Era confuso. Una goccia di sudore freddo gli colò sulla fronte. Ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma d’altronde sapeva bene che prima o poi poteva accadere. Lo aveva letto in diversi studi, e si trattava di un dato statistico abbastanza noto nel suo ambiente: il settanta per cento degli psichiatri vengono suggestionati dalle fantasie dei loro pazienti almeno una volta nella vita. Era appena successo anche a lui.
‘Ma io non mi lascio fregare’ pensò. Però le mani gli tremavano.
“Posso continuare a spiegarle?” domandò il malato, ma il dottore gli fece cenno di tacere. Voleva essere certo di aver ripreso il controllo dei nervi.
Dopo alcuni respiri profondi chiamò l’infermiere e ordinò la somministrazione di quindici gocce di valium al paziente.
Il collega ne approfittò per informarlo che era appena arrivata una chiamata per lui sul numero interno.
“È in attesa. Dice che è urgente, e penso che sia una telefonata internazionale a giudicare dai fruscii sulla linea”.
“Per favore, vai nel mio ufficio e stacca il telefono” gli ordinò il dottore con un filo di voce. “E dammi due gocce di valium anche a me” aggiunse mentre gettava il cellulare nel cestino dell’immondizia.
Ma io ci provo lo stesso...
“Glielo rispiego daccapo. Erano le tre di notte, e all’improvviso ha squillato il telefono. La linea era disturbata, ho sentito una voce confusa che ha sostenuto di essere me stesso nel 2012, uno dei pochissimi selezionati per utilizzare un prototipo in grado di telefonare nel passato. Poiché io non sono matto ho subito pensato a uno scherzo e l’ho mandato affanculo, ma lui mi ha elencato il mio codice bancomat, la mia password su internet e un altro paio di cosette che io soltanto potevo sapere. Insomma, mi ha convinto che era davvero me stesso fra tredici mesi. Mi ha spiegato che a metà del 2012 è riscoppiata in modo violentissimo l’epidemia del batterio e-coli, e sta causando milioni di morti. Mi ha fornito alcune informazioni – una serie di formule mediche e cifre che ho trascritto accuratamente sul blocco notes – e mi ha supplicato di informare le autorità competenti perché con quei dati è possibile creare un vaccino in grado di bloccare il batterio prima che inizi a fare la sua strage, ma…”
Il telefono del dottore squillò. Fece cenno al malato di mente di attendere.
‘Pronto, so che sembra assurdo, ma io sono te stesso, e ti sto chiamando dal futuro. Ti prego di non pensare a uno scherzo perché è una cosa serissima. Sto usando un prototipo per telefonare nel passato che potrebbe collassare all’improvviso, e questa è la nostra ultima possibilità, perciò ascoltami attentamente. Nel 2012 scoppierà un’epidemia causata dal batterio e-coli e…’
Il dottore spense il telefonino. Lo guardò come se fosse un oggetto stregato. Dopo una rapida riflessione decise addirittura di togliere la batteria.
Era confuso. Una goccia di sudore freddo gli colò sulla fronte. Ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma d’altronde sapeva bene che prima o poi poteva accadere. Lo aveva letto in diversi studi, e si trattava di un dato statistico abbastanza noto nel suo ambiente: il settanta per cento degli psichiatri vengono suggestionati dalle fantasie dei loro pazienti almeno una volta nella vita. Era appena successo anche a lui.
‘Ma io non mi lascio fregare’ pensò. Però le mani gli tremavano.
“Posso continuare a spiegarle?” domandò il malato, ma il dottore gli fece cenno di tacere. Voleva essere certo di aver ripreso il controllo dei nervi.
Dopo alcuni respiri profondi chiamò l’infermiere e ordinò la somministrazione di quindici gocce di valium al paziente.
Il collega ne approfittò per informarlo che era appena arrivata una chiamata per lui sul numero interno.
“È in attesa. Dice che è urgente, e penso che sia una telefonata internazionale a giudicare dai fruscii sulla linea”.
“Per favore, vai nel mio ufficio e stacca il telefono” gli ordinò il dottore con un filo di voce. “E dammi due gocce di valium anche a me” aggiunse mentre gettava il cellulare nel cestino dell’immondizia.
giovedì 1 settembre 2011
Romanzo disponibile in download gratuito
Ho provato a partecipare al concorso ilmioesordio, e ovviamente sono stato eliminato.
Però nessuno mi proibisce di rendere disponibile gratuitamente il romanzo perdente, ovvero "L'anno prima del bicentenario".
Ambientato nel 2060, racconta un'Italia non molto diversa da quella di oggi...
Potete scaricarlo in formato pdf oppure epub tramite la pagina coi miei scritti, precisamente alla sezione storico-fantastica. Forse non è la più appropriata, ma la mia narrativa talvolta non è incasellabile in un genere preciso.
Se qualcuno ha voglia di stroncarmi (solo letterariamente, sia chiaro ;-) può accomodarsi.
UPDATE: potete leggere l'opinione di Temistocle, che ha svolto il lavoro di editing sul romanzo.
Però nessuno mi proibisce di rendere disponibile gratuitamente il romanzo perdente, ovvero "L'anno prima del bicentenario".
Ambientato nel 2060, racconta un'Italia non molto diversa da quella di oggi...
Potete scaricarlo in formato pdf oppure epub tramite la pagina coi miei scritti, precisamente alla sezione storico-fantastica. Forse non è la più appropriata, ma la mia narrativa talvolta non è incasellabile in un genere preciso.
Se qualcuno ha voglia di stroncarmi (solo letterariamente, sia chiaro ;-) può accomodarsi.
UPDATE: potete leggere l'opinione di Temistocle, che ha svolto il lavoro di editing sul romanzo.
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