mercoledì 12 dicembre 2012

Il concorso di Ferruccio

Anche quest'anno partecipo al concorso di Ferruccio per la creazione di un mini racconto su uno dei propri autori preferiti. Io ho scelto Luigi Pirandello.
Ecco il mio contributo: 

Pittore Intenso, Romanticamente Anarchico, Nicola Dionisi Era Lucido, Lucidissimo. Ormai aveva deciso, senza indugi, di compiere quel gesto che pareva folle e invece era stato coscientemente meditato. 
"Sono stanco di vendere quadri solo perché le mogli di pasciuti borghesi invocano la presenza della mia bella faccia nei loro asettici salotti, inseguendo seduzioni di cui vantarsi con le loro simili. Non so cosa farmene di mecenatesse in calore che apprezzano i miei lineamenti e schifano quel che dipingo".
E con un colpo di rasoio netto aveva sfregiato la sua avvenenza. Un taglio obliquo sull'angelico volto ruscellava sangue, appena tamponato da una benda intrisa di rosso.
"Adesso scoprirò se qualcuna d’esse realmente ama la mia arte".

lunedì 10 dicembre 2012

Cinguettii di prova

Sono ufficialmente entrato in twitter, come si può facilmente desumere guardando a destra.
Adesso devo solo impratichirmi e soprattutto ambientarmi...
(Il post brevissimo è un esperimento di sinteticità ;-)

venerdì 7 dicembre 2012

Come avviene la selezione?

Tanto per pormi una domanda oziosa, mi chiedevo come vengano selezionati gli autori stranieri – storici e contemporanei – al fine di essere tradotti e pubblicati in italiano.
Questo dubbio mi è sorto notando ad esempio il vuoto italico che c’è attorno a Toson Shimazaki, scrittore giapponese del XIX considerato assai importante per la letteratura del suo paese. Molti altri autori nipponici sono stati tradotti in italiano, e in generale non si può dire che manchi la possibilità di approfondire la conoscenza della narrativa del Sol Levante. Tuttavia, questo autore manca. È stato tradotto in inglese e francese, ma non in italiano. Non viene nominato neppure nella “garzantina” della letteratura.
Mi chiedo se queste selezioni siano solo di natura commerciale, per così dire. Per capirci: coi contemporanei succede verosimilmente che se l’editore che pubblica il tale romanziere nel paese di origine non ha accordi o contatti con nessuna casa editrice in Italia, difficilmente questo verrà tradotto e pubblicato nel nostro paese. Ma se si tratta di un autore ormai storico, per il quale non esiste più il problema del copyright, il discorso pubblicazione ha connotazioni più semplici o forse più complesse?
Sarei curioso di saperlo.

martedì 4 dicembre 2012

Sensazioni autentiche e trascrizioni ridicole

Quando si scrive qualcosa da bambini, e in fondo anche da adolescenti, sembra sempre che sia perfetto: non si riesce a trovare un solo difetto.
Poi crescendo si comincia ad acquisire senso critico nei confronti della propria scrittura.
Nel mio caso, la prima consapevolezza di sproporzione tra quello che avevo in testa e quel che sono riuscito a trascrivere su un foglio, l'ho accusata alla fine delle scuole superiori.
All'epoca scrivevo quasi esclusivamente poesie. Erano una valvola di sfogo a un momento difficile che stavo attraversando. Le sensazioni di disagio e le emozioni negative che mi pervadevano erano vere, profonde. Ma le parole d'inchiostro con cui provavo a raccontarle risultavano penose, quasi patetiche.
Questa è l'unica delusione che la scrittura mi ha causato e talvolta continua a causarmi: non riuscire a esprimere in modo soddisfacente ciò che ho dentro di me.

sabato 1 dicembre 2012

Haiku di un papà

Con la manina
mi trascina nella sua
magia di bimba.