Bazzicando su internet ho trovato una “lettera aperta” del direttore di una piccola casa editrice “istituzionale”. In essa il direttore sostiene di voler mettere in guardia tutti gli aspiranti scrittori dai rischi in cui si può incorrere, e gli fornisce validi elementi per diffidare del “print on demand”, la nuova frontiera dell’editoria che ha però dei limiti notevoli. Il direttore li elenca compiutamente:
-praticamente nessun controllo sulla qualità dello scritto, che viene pubblicato così come è;
-nessun genere di appoggio da parte dell’editore, che si limita a mettere il libro a disposizione sul proprio catalogo on line, senza alcun tipo di promozione, diffusione nelle librerie, inserimento nei circuiti letterari, etc.;
-banalizzazione del sogno di pubblicare un proprio lavoro, dando l’illusione di essere diventati “autori” con un libro stampato in serie ed un numero ISBN fornito tipo “codice a barre”…
-nel complesso: un sistema con cui TUTTI possono pubblicare, a discapito della qualità.
Che dire, sono argomenti ineccepibili. Però, caro direttore, mi permetta di esprimere il mio punto di vista.
Io appartengo ai “banalizzati” che hanno scelto di pubblicare il loro libro col “print on demand”. Per me è comunque una grande soddisfazione dare forma ai miei lavori, anche se magari saranno semplicemente regalati ad amici e parenti, spendendo una cifra molto bassa. Prima non era possibile, a meno che non avessi 5000 euro da buttare via ogni anno. Già questo è un punto a favore del “book on demand”.
E poi non si è soggetti alla “tendenze” del mercato. Al giorno d’oggi sembra che uno debba per forza scrivere un romanzo di almeno 500 pagine. I racconti brevi (guarda caso il mio genere narrativo preferito) difficilmente vengono presi in considerazione. Sono forse stati aboliti?... Mi viene il sospetto che Borges e Poe al giorno d’oggi non riuscirebbero a pubblicare nulla, e i loro manoscritti gli verrebbero rispediti con un modulo prestampato: “Per la pubblicazione prendiamo in considerazione solo romanzi”…
Tutti possono pubblicare senza alcun controllo a discapito della qualità? Vero. Ma i libri “on demand” non si trovano nelle librerie, sono solo su internet. Le librerie continuano ad esporre i libri delle case editrici “istituzionali”, quindi nelle librerie il “degrado” non si dovrebbe notare. Però si nota un’altra cosa: che anche con gli editori famosi TUTTI possono pubblicare. Tutti coloro che sono MEDIATICAMENTE FAMOSI… Ha notato che sono in vendita (o lo sono stati in passato) opere di narrativa firmate da Jovanotti, Marina Ripa di Meana, Maurizio Costanzo, Silvana Giacobini, etc.? Hanno aggiunto qualcosa alla letteratura? Eppure sono stati pubblicati da editori importanti… Poi, per carità, può succedere che il comico Faletti si riveli uno scrittore di talento. Ma in linea di massima é ovvio che qualunque partecipante del “Grande Fratello” mediasettiano o di “Amici” ha la certezza di poter pubblicare il suo romanzo (come infatti è successo…) solo perché sarà sicuramente “comprato” (non necessariamente letto) dai ragazzini che collezionano tutti i “gadgets” relativi ai loro idoli televisivi (mentre uno “scrittore ignoto” come me non ha questa chance, spesso non riesce neppure a far leggere il proprio manoscritto, e comunque deve sperare che l’incipit sia perfetto e che il redattore della casa editrice a cui ha sottoposto il proprio manoscritto non vada di fretta, altrimenti rischia di essere “bocciato” dopo dieci righe…)
Il degrado nella qualità della narrativa ha altre radici, non è certo colpa del “book on demand”.
venerdì 28 agosto 2009
giovedì 27 agosto 2009
Non mi posso lamentare...
Il post del 26 agosto di Alessandro "Alex McNab" ha ispirato (eufemismo per dire che ho letteralmente copiato la sua idea...) il mio post odierno. Ovvero, il punto sulla mia attività da "scrittore dilettante".
Una mia frase classica in merito é: "se solo avessi più tempo libero...". Però, direi che per quanto fatto negli ultimi tre mesi vale piuttosto la frase che ho usato per dare il titolo al post.
Recapitolando:
-ho aperto questo blog con vari post (se siano interessanti o no non spetta a me dirlo);
-ho pubblicato 3 ebook gratuiti su lulu.com;
-ho iniziato la procedura di pubblicazione di un libro con Boopen;
-ho creato tre libri (non da pubblicare ma solo da stampare) tramite ilmiolibro.kataweb;
-ho trascritto sul computer due miei vecchi racconti di cui avevo soltanto la versione cartacea;
-sto traducendo in italiano alcuni racconti di H.H. Munro;
-sto scrivendo alcuni raccontini brevi per realizzare, finalmente, un progetto che avevo in mente da anni;
-ho trovato comunque il tempo di leggere alcuni ebook di altri "maniaci" della scrittura come me;
-sto leggendo altri di questi ebook, più altri due libri la cui lettura é tuttora in corso vista la loro lunghezza e la struttura "a racconti brevi".
Insomma, decisamente, non mi posso lamentare. Speriamo di poter continuare così, e soprattutto di raccogliere qualche frutto prima o poi...
Una mia frase classica in merito é: "se solo avessi più tempo libero...". Però, direi che per quanto fatto negli ultimi tre mesi vale piuttosto la frase che ho usato per dare il titolo al post.
Recapitolando:
-ho aperto questo blog con vari post (se siano interessanti o no non spetta a me dirlo);
-ho pubblicato 3 ebook gratuiti su lulu.com;
-ho iniziato la procedura di pubblicazione di un libro con Boopen;
-ho creato tre libri (non da pubblicare ma solo da stampare) tramite ilmiolibro.kataweb;
-ho trascritto sul computer due miei vecchi racconti di cui avevo soltanto la versione cartacea;
-sto traducendo in italiano alcuni racconti di H.H. Munro;
-sto scrivendo alcuni raccontini brevi per realizzare, finalmente, un progetto che avevo in mente da anni;
-ho trovato comunque il tempo di leggere alcuni ebook di altri "maniaci" della scrittura come me;
-sto leggendo altri di questi ebook, più altri due libri la cui lettura é tuttora in corso vista la loro lunghezza e la struttura "a racconti brevi".
Insomma, decisamente, non mi posso lamentare. Speriamo di poter continuare così, e soprattutto di raccogliere qualche frutto prima o poi...
lunedì 24 agosto 2009
"Il delirio di una fata anziana" recensito
Ho letto con enorme piacere la recensione di Glauco Silvestri del mio racconto "Il delirio di una fata anziana", che si può leggere gratuitamente nella mia "vetrina" su lulu.com (il link é sulla barra di sinistra).
La soddisfazione é doppia: non solo la recensione é positiva, ma arriva da un lettore qualificato come Glauco"31ottobre", uno scrittore che ha già al suo attivo diverse pubblicazioni ed é molto stimato sul web, oltre ad essere una miniera di suggerimenti, idee e informazioni utili per chi si affaccia per la prima volta nel mondo delle pubblicazioni editoriali. Il suo talento meriterebbe maggiore attenzione da parte delle grandi case editrici...
Ovviamente questa recensione é anche uno stimolo per continuare a scrivere col massimo impegno, senza dare troppo peso al fatto che sono solo un dilettante.
La soddisfazione é doppia: non solo la recensione é positiva, ma arriva da un lettore qualificato come Glauco"31ottobre", uno scrittore che ha già al suo attivo diverse pubblicazioni ed é molto stimato sul web, oltre ad essere una miniera di suggerimenti, idee e informazioni utili per chi si affaccia per la prima volta nel mondo delle pubblicazioni editoriali. Il suo talento meriterebbe maggiore attenzione da parte delle grandi case editrici...
Ovviamente questa recensione é anche uno stimolo per continuare a scrivere col massimo impegno, senza dare troppo peso al fatto che sono solo un dilettante.
giovedì 20 agosto 2009
John William Godward
Uno dei miei pittori preferiti é praticamente sconosciuto in Italia. Pensare che invece lui in Italia ci ha vissuto, e il nostro paese rappresentava una fonte di ispirazione per le sue tele improntate al classicismo idealizzato tipico del periodo della Belle Epoque.John William Godward (1861-1922) é stato un autentico virtuoso dal punto di vista della tecnica, anche se un po' limitato come temi ("donne e marmo", detto da un critico in senso dispregiativo).
A differenza di altri artisti non veniva da un contesto famigliare che lo aveva incoraggiato, anzi, i Godward erano tutti pragmatici banchieri e assicuratori. Persino le lezioni di pittura gli erano state "concesse" solo perché il maestro era un architetto, lasciando quindi pensare che poi il giovane John William si sarebbe indirizzato verso una professione rispettabile come la progettazione di case. Invece scelse la volgarissima pittura...
In parte per questo suo background famigliare, in parte per il suo carattere riservatissimo, rimase al di fuori dei circoli artistici, con pochi amici. Si sa poco della sua vita privata, addirittura non si hanno certezze sul suo volto (l'uomo che compare nel quadro "In attesa di una risposta", riportato qui in alto, dovrebbe essere un autoritratto, ma non esistono foto che possano convalidare questa ipotesi).
Un uomo solitario, che si era comunque creato un buon mercato per le sue tele neoclassiche. Ma senza una spiegazione plausibile, all'età di 61 anni, si tolse la vita. Perché?
Non avendo nessun documento o testimonianza che ci illumini sulla sua vita privata, é possibile solo fare ipotesi. La più accreditata é che avvertiva dei problemi a dipingere con la stessa qualità dei suoi anni giovanili. Gli ultimi quadri, pur riuscendo ugualmente a trovare acquirenti (aveva incassato 125 sterline pochi giorni prima della tragedia per una tela appena conclusa) mostrano una minore nitidezza. E' probabile che non accettasse di vedere la sua arte deteriorarsi.
Oppure (altra ipotesi) era sconcertato dal vedere il dissolvimento dell'ideale di bellezza classica a favore delle nuove correnti pittoriche basate sull'astrattismo e l'espressionismo. Chissà...
Sicuramente é stato un artista che credeva profondamente in quel che faceva.
lunedì 17 agosto 2009
Questolibroesiste-2
Essendo un frequentatore di librerie, non posso fare a meno di notare certi titoli che compaiono sugli scaffali...
DISCLAIMER: io ho il massimo rispetto per i libri e per chi li scrive. In questa "rubrica" saltuaria magari non sembrerò tanto rispettoso, ma é solo un modo di scherzare sul variegato universo delle pubblicazioni editoriali italiche, senza voler offendere nessuno.
L'altro giorno, costretto dall'afa ferragostiana a cercare rifugio in un centro commerciale con tanta aria condizionata, sono entrato nell'immancabile libreria e ho visto ben esposto "Vola via con me", sottotitolo: "il nuovo romanzo di Amici" (si, proprio quella cosa lì)... L'editore é la Mondadori, che storicamente era la più prestigiosa casa editrice italiana, fino a quando é stata acquisita da un tizio presidente di una squadra di calcio, primo ministro di un paese del mediterraneo, e proprietario di un network televisivo che trasmette programmi altamente culturali tipo (appunto) "Amici"...
Recensione: per farla bisognerebbe leggerlo, quindi lasciamo perdere.
Consiglio: pochi giorni fa avevo scritto un post in cui dicevo che frequento sempre meno le librerie e ormai tendo a comprare libri su internet... Beh, credo che nelle librerie non ci entrerò più per niente.
DISCLAIMER: io ho il massimo rispetto per i libri e per chi li scrive. In questa "rubrica" saltuaria magari non sembrerò tanto rispettoso, ma é solo un modo di scherzare sul variegato universo delle pubblicazioni editoriali italiche, senza voler offendere nessuno.
L'altro giorno, costretto dall'afa ferragostiana a cercare rifugio in un centro commerciale con tanta aria condizionata, sono entrato nell'immancabile libreria e ho visto ben esposto "Vola via con me", sottotitolo: "il nuovo romanzo di Amici" (si, proprio quella cosa lì)... L'editore é la Mondadori, che storicamente era la più prestigiosa casa editrice italiana, fino a quando é stata acquisita da un tizio presidente di una squadra di calcio, primo ministro di un paese del mediterraneo, e proprietario di un network televisivo che trasmette programmi altamente culturali tipo (appunto) "Amici"...
Recensione: per farla bisognerebbe leggerlo, quindi lasciamo perdere.
Consiglio: pochi giorni fa avevo scritto un post in cui dicevo che frequento sempre meno le librerie e ormai tendo a comprare libri su internet... Beh, credo che nelle librerie non ci entrerò più per niente.
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