... produzione indipendente? letteratura sfigata?
Il nome giusto lo deciderò alla fine, accettando anche i consigli che vorrete darmi. Ma prima devo articolare meglio il concetto.
Nel mese di ottobre appena trascorso mi sono interessato prevalentemente di narrativa autoprodotta. La quantità di pagine lette non pubblicate è stata superiore a quelle regolarmente dotate di isbn. Per molti bloggers del "circolo" web-letterario che frequento, questa è una cosa abbastanza normale. Possono variare le proporzioni, ma tutti utilizzano una parte del loro tempo per scoprire e valutare le opere prive di un editore.
Ebbene, lancio una proposta a tutti gli anonimi che talvolta capitano da queste parti: dedicare - almeno parzialmente - il mese di novembre all'autoproduzione (o alla letteratura sfigata, fate voi).
Tantissimi lettori partono dal presupposto che un romanzo/racconto che non è passato attraverso una selezione editoriale o un concorso è verosimilmente scadente, e la sua eventuale lettura costituirebbe uno spreco di tempo, che in genere è sempre poco. Perciò preferiscono concentrarsi sulla narrativa certificata, quella reperibile nelle librerie.
Questo atteggiamento diffidente è pienamente comprensibile, ma io vi propongo di fare un'eccezione per un solo mese all'anno. In proporzione vi toglierebbe un dodicesimo del tempo dedicato ai libri, una percentuale inferiore al 10%. É accettabile, no?
Ed ecco che si ritorna al punto di partenza: vorrei che il mese di novembre diventasse il mese della...
... autoproduzione letteraria? carità per gli scribacchini?
(L'adesione al programma e i suggerimenti per il nome da dargli sono estremamente graditi :-)
sabato 29 ottobre 2011
giovedì 27 ottobre 2011
Le mie debolezze - 3
Terza debolezza:
MARSHMALLOWS
Ingredienti: sciroppo di glucosio, zucchero, sorbitolo, fecola di patate, gelatina, conservanti, coloranti artificiali.
Basta la lettura degli ingredienti per capire che - da un punto di vista salutistico - questa roba non dovrebbe neppure essere toccata.
Peraltro io sono abbastanza attento all’igiene alimentare. Quando faccio la spesa analizzo con la massima cura ogni prodotto: scarto le merendine coi grassi idrogenati, scelgo i formaggi spalmabili solo se hanno la percentuale di grassi inferiore al 20%, prendo esclusivamente la frutta con marchi "bio" che garantiscono l’assenza di pesticidi…
Però di fronte ai marshmallow non riesco a resistere. Posso astenermi per lunghissimi periodi dal consumo di coca cola (e il mio fegato mi ringrazia puntualmente); riesco a far trascorrere mesi e mesi senza toccare fritture; bevo alcolici talmente poco che potrei contare su una due tre mani le mie bevute nel corso di un anno... Forse è proprio a causa di questo regime alimentare così sano che, almeno su una cosa, dovevo inevitabilmente cedere.
Ma perché proprio i marshmallows? La risposta è semplice: sono morbidi. La vita è costellata di momenti duri, e ogni tanto sento la necessità di tenerezza. Spero solo che il mio colesterolo non mi presenti il conto :-(
(N.B.: giuro che non è una pubblicità occulta! Non ho ricevuto neppure un centesimo dalla Haribo e tutti gli altri produttori di marshmallows)
(continua)
martedì 25 ottobre 2011
Il seguito del post n° ...
A volte mi capita di scrivere dei post in cui annuncio le mie intenzioni a breve termine (o notizie generiche e incomplete) senza far seguire alcun aggiornamento. Ovviamente è una tattica voluta: si vede che i proclami non sono stati coronati dai fatti.
Però possono capitare giornate in cui mi vergogno della mia irresolutezza e decido di fornire qualche update (traduzione in italiano: sono giornate in cui non so cosa caspita scrivere sul blog e mi attacco a ogni possibile idea). Pertanto...
Update del post del 23/09/11 - Ho iniziato a scrivere una versione noir (con qualche sperimentalismo metaletterario) del "King Lear", e sono a metà del lavoro; sarà necessario un nuovo update per annunciare la conclusione...
Update del post del 16/09/11 - Mi sto abituando bene agli occhiali. Quando guido e guardo immagini in movimento non ci so più rinunciare. Qualche giorno fa ho portato mia figlia al cinema a vedere "Arrietty", e anche se era un cartone animato vecchio stile (niente grafica computerizzata, solo tanti pazienti disegni) avevo l'impressione che fosse in HD :-)
Update del mio contributo al survival blog - In questo caso devo ringraziare Luca che mi ha fornito un'apposita copertina (potete ammirarla nella prima pagina del mini-ebook col mio racconto, tramite questo link).
Infine, anche se non è un vero e proprio update, avevo lasciato commenti in giro sostenendo che forse avrei partecipato al Fun Cool di Gelostellato. Ebbene, sono della partita. Queste è la mia frase-racconto:
POZZO SENZA FONDO
Avevo deciso di morire gettandomi in questo buco perchè pensavo che "pozzo senza fondo" fosse solo un nome poetico e sognante, ideale per compiere l'ultimo viaggio, e invece era talmente veritiero che il suicidio avverrà per inedia man mano che continuerò a precipitare nel vuoto per le prossime settimane.
Però possono capitare giornate in cui mi vergogno della mia irresolutezza e decido di fornire qualche update (traduzione in italiano: sono giornate in cui non so cosa caspita scrivere sul blog e mi attacco a ogni possibile idea). Pertanto...
Update del post del 23/09/11 - Ho iniziato a scrivere una versione noir (con qualche sperimentalismo metaletterario) del "King Lear", e sono a metà del lavoro; sarà necessario un nuovo update per annunciare la conclusione...
Update del post del 16/09/11 - Mi sto abituando bene agli occhiali. Quando guido e guardo immagini in movimento non ci so più rinunciare. Qualche giorno fa ho portato mia figlia al cinema a vedere "Arrietty", e anche se era un cartone animato vecchio stile (niente grafica computerizzata, solo tanti pazienti disegni) avevo l'impressione che fosse in HD :-)
Update del mio contributo al survival blog - In questo caso devo ringraziare Luca che mi ha fornito un'apposita copertina (potete ammirarla nella prima pagina del mini-ebook col mio racconto, tramite questo link).
Infine, anche se non è un vero e proprio update, avevo lasciato commenti in giro sostenendo che forse avrei partecipato al Fun Cool di Gelostellato. Ebbene, sono della partita. Queste è la mia frase-racconto:
POZZO SENZA FONDO
Avevo deciso di morire gettandomi in questo buco perchè pensavo che "pozzo senza fondo" fosse solo un nome poetico e sognante, ideale per compiere l'ultimo viaggio, e invece era talmente veritiero che il suicidio avverrà per inedia man mano che continuerò a precipitare nel vuoto per le prossime settimane.
sabato 22 ottobre 2011
In dieci parole
Le parole sono gli elementi del linguaggio verbale, il nostro codice per comunicare. Non è l'unico: uno sguardo o un gesto spesso trasmettono molto di più. Ma nel contesto della scrittura, le parole devono essere autosufficienti.
L'altro giorno pensavo a quelle richieste tipo: "descrivi sinteticamente etc." e per associazione di idee mi sono chiesto: se dovessi descrivermi con dieci parole, quali sceglierei? Non intendevo un discorso, o anche una sola frase di senso compiuto, ma proprio singole parole, sganciate l'una dall'altra ma riferite a me. Che elenco trascriverei?
Non è stato facile inquadrarle, anche perchè ognuna racchiude un concetto. Le parole "fumetto", "libri" e "leggere" hanno qualcosa in comune, ma non si può dire che una delle tre racchiuda anche le altre, soprattutto la prima. "Nuvole" è una parola che ha un senso speciale per me, ma anche "cielo", e allora forse è meglio usare la seconda, ma non sono sicuro che sia davvero valida per entrambe... Anche la scelta della declinazione ha la sua importanza (ho preferito "artistico" a "arte") e anche il livello di generalizzazione (ho messo "rock" dopo aver valutato "grunge").
Se doveste scegliere dieci parole che raccontino chi siete, quali scegliereste?
Il mio elenco (non esaustivo) è questo:
LIBRI
SCRIVERE
ISOLAMENTO
PAURA
ARTISTICO
CIELO
FEDE
TE'
ROCK
GIAPPONESE
L'altro giorno pensavo a quelle richieste tipo: "descrivi sinteticamente etc." e per associazione di idee mi sono chiesto: se dovessi descrivermi con dieci parole, quali sceglierei? Non intendevo un discorso, o anche una sola frase di senso compiuto, ma proprio singole parole, sganciate l'una dall'altra ma riferite a me. Che elenco trascriverei?
Non è stato facile inquadrarle, anche perchè ognuna racchiude un concetto. Le parole "fumetto", "libri" e "leggere" hanno qualcosa in comune, ma non si può dire che una delle tre racchiuda anche le altre, soprattutto la prima. "Nuvole" è una parola che ha un senso speciale per me, ma anche "cielo", e allora forse è meglio usare la seconda, ma non sono sicuro che sia davvero valida per entrambe... Anche la scelta della declinazione ha la sua importanza (ho preferito "artistico" a "arte") e anche il livello di generalizzazione (ho messo "rock" dopo aver valutato "grunge").
Se doveste scegliere dieci parole che raccontino chi siete, quali scegliereste?
Il mio elenco (non esaustivo) è questo:
LIBRI
SCRIVERE
ISOLAMENTO
PAURA
ARTISTICO
CIELO
FEDE
TE'
ROCK
GIAPPONESE
martedì 18 ottobre 2011
George Barbier
Le illustrazioni di Georges Barbier (1882-1932) sono deliziose.
L'artista francese collaborava con riviste di moda (compresa Vogue) e giornali satirici, ma è stato anche illustratore di libri, disegnatore di costumi per il teatro e decoratore.
Il suo tratto elegante, l'uso dei colori, la raffinatezza delle immagini lo rendono una delle figure chiavi dell'art deco.
I suoi disegni hanno uno stile inconfondibile, e arricchiscono la produzione artistica di inizio '900, che per me è sempre incommensurabilmente affascinante.
L'artista francese collaborava con riviste di moda (compresa Vogue) e giornali satirici, ma è stato anche illustratore di libri, disegnatore di costumi per il teatro e decoratore.
Il suo tratto elegante, l'uso dei colori, la raffinatezza delle immagini lo rendono una delle figure chiavi dell'art deco.
I suoi disegni hanno uno stile inconfondibile, e arricchiscono la produzione artistica di inizio '900, che per me è sempre incommensurabilmente affascinante.
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