mercoledì 27 maggio 2015

Tra gioco, disegno e poesia

La disposizione di un testo sulla carta (o sulla pergamena secoli fa, o su un display digitale ai giorni nostri) segue l'ordine prefissato della scrittura utilizzata: per l'italiano da sinistra a destra, ma vi sono alfabeti di altri idiomi che avanzano da destra a sinistra, o persino dall'alto verso il basso.
Ma quando si tratta di trascrivere una poesia, il testo può anche permettersi una licenza (poetica ovviamente) e non rispettare la disposizione canonica.
Ciò può dare origine a giochi grafici graziosi.
Un esempio l'avevo già fornito su un vecchio post con una poesia del 1633 di George Herbert intitolata "Ali di Pasqua" in cui i versi assumono appunto la forma di ali. La ripropongo in formato immagine:
Un vero appassionato di questo tipo di poesia disegnata fu il francese Guillame Apollinaire (1880-1914) creatore del genere definito calligramma, in cui il testo della poesia tratteggia dei veri e propri disegni. Questo è uno dei più noti, sicuramente vi sarà capitato di vederlo:

I futuristi italiani hanno spesso utilizzato le presse da stampa in modo alquanto contorto realizzando composizioni tipografiche degne della loro foga innovativa. Il libro "Zang Tumb Tumb" del gran capo F.T. Marinetti, poema grafico sulla guerra bulgaro-turca, è esemplare. Ne riporto una pagina come esempio:

Nel Giappone dell'Era Tokugawa era diffuso il moji-e, ovvero un tipo di stampa tradizionale in cui i soggetti del disegno vengono tracciati anche (ma non esclusivamente) con gli ideogrammi che li descrivono. Se osservate la stampa che segue noterete che i caratteri riportati in alto sono poi riutilizzati per tracciare la sagoma del vestito del mercante che regge le due ceste:

Nel mio piccolo ho dovuto inventarmene uno anch'io per aiutare mia figlia che aveva ricevuto come compito per casa proprio la creazione di un calligramma (e, diciamoci la verità: è stato questo episodio che mi ha ispirato il post che state leggendo ;-)
Poiché la mia calligrafia è penosa, preferisco mostrare la rielaborazione fatta con il buon vecchio Word di Office:

E voi avete mai composto giochi grafici di qualche genere?

21 commenti:

  1. Mi credi se ti dico che conoscevo solo "Zang Tumb Tumb" di Marinetti ?

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    1. Allora sono felice di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo :-)

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  2. Conoscevo Easter Wings! *_*
    E avevo avuto modo di vedere alcuni composizioni dei Futuristi... che ti devo dice? Io AMO questa forma di poesia fusa ad immagine ed in passato ho anche provato a fare qualcosina, ma non so nemmeno più se ne esista testimonianza! :°D Meglio, forse!

    Comunque non ricordavo, invece, l'esperienza nipponica e ho trovato il tuo calligramma molto carino, di una tenerezza infinita! *_*

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    1. Grazie :-) Sai, il calligramma è stato composto insieme a mia figlia e lei mi ispira sempre dolcezza ;-)

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  3. Quello giapponese è davvero spettacolare!

    Io credo di non averne mai fatto uno nemmeno a scuola! @_@

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  4. mai fatti!!!!! Ma mai dire mai....
    Bel post e bel lavoro il tuo!

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Grrrrrrrrrrrrr... oggi giornata decisamente no... / ****//*/*
      (improperi :))

      Ariano,
      Ragazzo
      Ironico,
      Accontentati!
      Nessun
      Originale
      Gioco
      Elegiaco.
      Troppo
      Arduo!
      Patri

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    3. Bellissimo! Nessuno mi aveva mai dedicato un acrostico :-)

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    4. Mai dire mai! ahahahahahahahahahahah

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  5. Durante le esercitazioni di computer grafica mi è capitato più volte di disporre frasi in linee ondulate e cerchi, ma in forma di disegni veri e propri no.
    Ho ritrovato anche un esempio, che ho conservato perché mi piaceva, nel mio pc. Ma purtroppo non posso mostrartelo qui... è un'immagine

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    1. Potresti mostrarle sul tuo blog ;-)

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    2. Ora vedo se trovo un modo sensato di presentarlo :-)

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  6. è eccezionale come riesci sempre ad esporre cose che inglobano tutti i tuoi interessi: scrittura, grafica, orientalismo... conoscevo qualcosa dell'argomento e ho letto una poesia di Dylan Thomas (ma ora non ricordo come si intitola), anche se in quel caso mi sembra di ricordare che la disposizione sia solo di tipo grafico e non ha attinenza col testo. grazie per questo post!

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  7. La disposizione grafica delle parole mia ha sempre affascinata, tanto che mi sono spesso dilettata nell'usarla nelle mie poesie per creare pensieri nei pensieri a seconda di come viene letto il testo.
    Ma io adoro il Simbolismo da Rimbaud a Dalì e quindi l'idea di usare il simbolo per eccellenza, ovvero il segno grafico di un alfabeto (che a sua volta racchiude un suono), come immagine non poteva che conquistarmi.

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    1. Ciao, benvenuta :)
      La scrittura stessa in fondo nasce come simbolo, solo successivamente adattata a codice grafico rappresentante un suono fonetico.

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  8. Che interessante! Mi piace sopratutto il secondo disegno. Proprio settimana scorsa in un tempio ho visto un disegno di Kannnon scritto tutto dalle parole di sutra (se ti interessa, http://www.shokoku-ji.jp/h_siryou_kannon.html# ).

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