venerdì 27 agosto 2010

Citazione di Charles Baudelaire

Esistono dei genitori che considerano i giocattoli come oggetti da adorare in silenzio; certi abiti si possono indossare almeno di domenica, ma i giocattoli vanno gestiti in maniera ben diversa! Così, non appena l’ospite ha consegnato il suo regalo al bambino di casa, subito la madre severa e calcolatrice lo porta al piano di sopra, lo chiude dentro un armadio, e gli dice: ‘E’ troppo bello per la tua età, ci giocherai quando sarai più grande!’ […] Del resto, esistono dei bambini che fanno da soli la stessa cosa: non usano i loro giocattoli, li mettono da parte, li sistemano con ordine e ne fanno delle biblioteche o dei musei da mostrare ai loro amici, facendogli presente che non si possono toccare. Io nutro una certa diffidenza verso questi bambini-uomini.
(Morale del giocattolo, Charles Baudelaire)

mercoledì 25 agosto 2010

... (la mia mente a volte lavora a sproposito)...

Mi sono sempre chiesto come potrebbe essere il paradiso (ammesso che esista davvero).
Credo che cercare di capire troppo a fondo ciò che viene dopo la morte sia una cosa da evitare, perciò ho provato a elaborare una mia ipotesi di aldilà totalmente priva di connotazioni teologiche e filosofiche, e basata esclusivamente sull’immaginazione.
Ebbene, il mio paradiso è una giornata di cui posso scrivere la trama la sera precedente, qualche ora prima di addormentarmi. Devo solo decidere chi voglio essere, cosa, dove e quando. In un’altra epoca, in un altro mondo, in un contesto fantastico... Io creo, e il giorno dopo vivo quel che ho scritto.
Un purista del ragionamento potrebbe facilmente obiettare che, ipotizzando la vita dopo la morte come un tempo infinito, sarebbe impossibile creare ogni volta nuove esperienze e si finirebbe col ripetersi. Dato un tempo infinito e seguendo la logica del calcolo percentuale, è automatico che un evento si ripeta almeno una volta, o anche di più. L’obiezione più ovvia che mi viene in mente è: a volte capita di rileggere lo stesso libro o rivedere lo stesso film, e magari piace lo stesso…
… ma mi sto allargando troppo, già mi gira la testa. Fine della divagazione.

lunedì 23 agosto 2010

Anwen Keeling

Sono tornato, ma sulle mie ferie ho poco da dire. Preferisco dare spazio all'arte.

 Anwen Keeling è una pittrice australiana contemporanea, nata a Sidney nel 1976.
Trovo che i suoi quadri siano straordinariamente evocativi e carichi di mistero. La sua tecnica pittorica si basa su un sapiente contrasto fra luce e ombra e sull’uso di colori violenti, contrapposti alla staticità delle sue figure femminili che hanno l’aria di attendere o cercare qualcosa.
In “The Quarry” (qui accanto) la donna sembra volersi appartare con l’uomo alle sue spalle, ma il suo sguardo è inquieto.
La stessa atmosfera da thriller si trova in “If love was a red dress” (in basso a sinistra), dove la protagonista pare cercare qualcosa con un certo timore, o quanto meno con incertezza.
In “Languor” (a destra) tre amiche condividono un’intimità ambigua, marcata dall’oscurità e dal silenzio. C’è enigmaticità persino in un contesto che dovrebbe esserne privo.
Tecnica notevole e intuizioni che creano il giusto impatto visivo. Un’artista che denota grande talento.


mercoledì 11 agosto 2010

Qualcosa da leggere durante la pausa

Fra pochi giorni parto per le ferie, pertanto il mio blog resterà inattivo per una dozzina di giorni.
Ma volevo comunque lasciare qualcosa da leggere ai pochi, graditissimi internauti che ogni tanto mi omaggiano con le loro visite.
Avevo preannunciato che stavo lavorando ad una rielaborazione dell'Amleto. Bene, il racconto è finito. Ho liberamente adattato (con qualche licenza di troppo) la trama della tragedia shakesperiana ad una storia noir ambientata nel mondo della mafia italo-americana...
Se qualcuno volesse leggerla per darmi una sua opinione, gliene sarò ovviamente grato.
Potete scaricarla tramite il buon vecchio lulu.com a questo link.
Inoltre vi rammento sempre la pagina con tutti i miei scritti disponibili.
Per concludere, buone vacanze e... pessime letture a tutti voi ;-)

lunedì 9 agosto 2010

Agosto

Agosto è sempre stato speciale per me, perché nel corso di questo mese compio gli anni.
Ma nel contesto sociale italiano, agosto è anche il mese delle vacanze, dell’interruzione della scuola, del lavoro e di ogni forma di routine. Così mi sono trovato subito coinvolto in questo meccanismo, e infatti ho quasi sempre festeggiato il compleanno lontano da casa: nella casetta della villeggiatura in collina, in Sardegna, in Inghilterra, in Abruzzo, Francia, Veneto, e ultimamente in Toscana.
Già in fase pre-adolescenziale ho cominciato ad essere infastidito dal rituale delle candeline, forse perché lo scorrere del tempo mi è sempre piaciuto poco, e da questo punto di vista mi ritengo fortunato a dover “festeggiare” in un momento dell’anno in cui tutto si svolge fuori della norma, rilassato, scazzato, senza dover fare bilanci o preoccuparsi troppo degli invitati (parenti e amici sono tutti in vacanza!)
Una cosa curiosa è che io sarei dovuto nascere a fine settembre, durante la piena ripresa delle attività scolastiche & lavorative, nonché esistenziali. E invece ho anticipato. Ho costretto mia madre a tornare a casa di corsa (ovviamente anche lei stava in vacanza) per farmi vedere la luce prima che sul calendario venisse strappata la pagina agostana.
Mia figlia ha seguito la stessa procedura: nascita prevista a ottobre, parto effettivo il 31 agosto.
E’ bastato questo per farmi capire che saremmo andati molto d’accordo. E poi mi ha fornito un ulteriore motivo per considerare speciale questo mese.