sabato 8 gennaio 2011

Ariano's side of survival - 5


AVVISO: questo post non rientra nella normale routine del mio blog, ma appartiene al progetto Survival Blog


2016, un giorno qualsiasi

Alla fine ho commesso l’errore definitivo.
Avevo iniziato qualche giorno fa a sbagliare, lasciando riaffiorare nella mia mente dei residui anacronistici come “riflessioni”, “ricordi”, “contemplazione”…
Stamattina la macchina si è fermata. La benzina c’era ancora, ma si è spento il motore. Colpa del freddo atroce, un gelo che sembra calato dalle colline innevate giù sino alla strada.
Mi sono sentito subito nella merda. Le mie poche provviste erano nel portabagagli, troppo pesanti per essere trasportate a spalle e troppo preziose per abbandonarle. Una Fiat ferma nel bel mezzo dell’autostrada A1 non è tanto strana in questo mondo post apocalittico, però non potevo neppure stazionare lì. Troppo esposto, nessun riparo.
Negli ultimi giorni quella vecchia auto mi era servita anche come rifugio, una scatola in cui dormire al riparo dal freddo (entro certi limiti, ma sempre meglio che stare all’addiaccio). Praticamente mi sono ritrovato privo di tana, mezzo di trasporto e cibarie in un colpo solo.
L’istinto animale mi ha suggerito che in fondo quella era l’inevitabile destino. Lupi e orsi non posteggiano la loro city car nel parcheggio sotterraneo dell’ipermercato per riempire un carrello con alimenti sigillati in buste di plastica o cilindri di metallo. Mi trovavo di fronte alla svolta finale, addio ultimi residui di supporti tecnologici. Massima concessione possibile ormai solo la robetta (e neanche tanto robetta) del paleolitico: un ramo appuntito, un sasso legato tipo martello, un focherello furbo perché l’accendino lo tenevo ben stretto in tasca…
Ma l’uomo inutile del passato ha avuto un guizzo, una cosa brevissima: giusto il tempo di pensare che, forse, tutto sommato, per alcune cose non si stava tanto male nel mondo pre-giallo.
Errore definitivo. Se ti mostri debole, la tua debolezza ti viene a cercare.
Visto che ero nella merda, l’ho sperimentata anche materialmente. Una fitta all’intestino, e dopo pochi minuti stavo accovacciato sotto un albero ai bordi dell’autostrada a liberarmi, faticosamente perché il gelo mi aveva ghiacciato il buco del culo. Sembrava una fessura di pietra da cui dovevano fuoriuscire escrementi di granito. 
E io di nuovo a pensare in modo sbagliato. Ancora a ponderare che, ma sì, certo che in un cesso bello comodo dentro un bagno riscaldato sarebbe stato più piacevole. Cazzo, con lo sforzo che stavo facendo chi mi dava la voglia e la lucidità per pensare?... Ovvio: la debolezza. L’avevo appena chiamata, e lei non si è fatta attendere. Rivuoi il w.c. di marmo con la tavoletta e il rotolo di carta igienica? Desideri un luogo adibito esclusivamente allo svuotamento delle budella? Senti nostalgia per il tuo status di homo sapiens, né bestia né angelo? E allora te li consegno subito. Vengo io personalmente.
Infatti l’ho sentita arrivare. Sì, la debolezza mi è venuta incontro. Un rumore sordo, metallico. Un rumore che si è moltiplicato, che scorreva sull’asfalto e poi sul prato. Infine ha preso forma. Un mostro con sette teste, anche se ognuna aveva il suo corpo e le sue gambe, tecnicamente sette persone classificabili come esseri umani non ancora ingialliti o imbestialiti. Ma era solo una finzione, non mi ha ingannato. Quella era la mia debolezza che si è improvvisamente materializzata. Volti coperti da sciarpe nere e cappelli di lana, maschere che fasciano i lineamenti lasciando aperta solo una fessura per gli occhi. Fucili automatici e pistole puntate contro di me, privo di nascondigli e con le mani impegnate a reggermi i pantaloni.
Adesso sono nel passato. Mi trovo in una confortevole stanza con muri imbiancati, lampadine accese, e un bel bagno in cui poter svolgere comodamente le mie attività fisiologiche, magari leggendo un libro. O scrivendo sul blog tramite il palmare (quello che sto facendo ora).
Sono tornato anacronistico. Essere umano civilizzato, mantenuto in vita dai propri ordigni meccanici, elettrici e informatici. Però prigioniero. I sette tizi armati mi hanno trasportato nel loro quartier generale e chiuso a chiave nella stanza di un ex albergo dopo avermi semi-immobilizzato con un paio di manette alle caviglie (però posso saltellare se devo andare al cesso, una brillante ironia inventata dal mostro della mia debolezza).
Non so chi siano questi uomini. Sono rimasto in silenzio perché non sapevo cosa chiedergli, e d’altronde non sono più abituato a parlare con altri esseri viventi. Anche loro non hanno detto nulla, e così da alcune ore sono recluso, senza sapere chi sia il mio carceriere. 
Del resto, ha importanza saperlo? In questo momento sono solo una creatura ex animale ed ex homo sapiens, nostalgica di entrambe le forme, che comunque sia ha perso la libertà. E non ha la minima idea di cosa lo attenda.

giovedì 6 gennaio 2011

Fotografi prima della fotografia

Considerando la fotografia in certe sue espressioni come una forma d’arte e non come un semplice mezzo di documentazione, credo che sarebbe opportuno rivalutare alcuni pittori del passato la cui produzione è stata parzialmente sminuita dalla critica proprio perché troppo simile alle cartoline dei giorni nostri o per l’eccessivo documentarismo che le rende interessanti per uno storico o un archeologo, ma un po’ meno per uno studioso dell’arte.
Io penso che le tele con queste caratteristiche assumono un valore paragonabile a quello di alcune fotografie dell’ultimo secolo ormai passate alla storia come simboli di eventi, luoghi o situazioni.
Questo quadro di Giovanni Paolo Pannini (considerato un minore del XVIII secolo) racconta meglio di qualunque altro documento la magnificenza di certi spettacoli teatrali: (vale veramente la pena di cliccarci sopra e zoomare per esaminarlo nei dettagli illustrativi).


Oppure questa fantasia creativa che ha chiaramente i connotati di una foto ricordo di Roma agli inizi del 1700 - e infatti inventa la struttura oggi ricalcata da tante cartoline turistiche - ma che racconta il mito di Roma moderna (per quei tempi) in contrapposizione ai monumenti classici, quindi la capacità della Città Eterna di non essere solo passato ma anche presente.


Insomma, forse non capolavori della pittura ma eccellenti prove di paleo-fotografia :-)

martedì 4 gennaio 2011

E vai col divertissment

I divertissments sono la parte meno seria del mio blog (non che il resto lo sia più di tanto, eh!), e nascono da momenti di follia creativa incontrollata... vabbè, follia e basta. C'é stato il compendio sui centri commerciali, quello sulla mia asocialità, quello sul compimento dei quaranta anni, e per ultimo le conversazioni immaginarie.
Anno nuovo, follia nuova. Ma stavolta ci do giù di brutto. Ho iniziato a compilare un


MANUALE DEL PERFETTO PARANOICO

Come gettare i rifiuti in sicurezza
Le attuali leggi prevedono purtroppo che nel corso dei mesi estivi lo smaltimento dei rifiuti privati debba avvenire nelle ore notturne onde evitare il loro deterioramento sotto i raggi del sole. Igienicamente parlando è ineccepibile, ma questa norma costringe il cittadino a esporsi al pericolo di escursioni fuori casa in orari in cui le strade non sono popolate, né debitamente pattugliate dalle forze dell’ordine. A tale scopo è imprescindibile l’adozione di adeguate misure di sicurezza per la propria persona che verranno qui di seguito elencate:
-non recarsi mai a gettare i rifiuti da soli e farsi sempre accompagnare da un vicino di casa o (se si risiede in un condominio) da un altro condomino;
-posizionare sempre un terzo vicino/condomino a una finestra che si affacci sulla locazione in cui stazionano i contenitori per rifiuti solidi urbani volgarmente chiamati “cassonetti”;
-dotare detto terzo vicino/condomino di fucile di precisione con mirino a raggi infrarossi per fare fuoco su eventuali malintenzionati che intendessero approfittare della vostra uscita notturna per delinquere e/o compiere abusi sulla vostra persona;
-accertarsi preventivamente che il terzo vicino/condomino in questione abbia una buona mira onde evitare spiacevoli errori di tiro;
-per quanto riguarda voi e il secondo vicino/condomino con cui condividere le operazioni di smaltimento rifiuti, portare sempre un solo sacco di immondizia a testa, da reggere rigorosamente con la mano sinistra (destra nel caso di un mancino) in modo da poter utilizzare l’altra mano per sorreggere una pistola, un coltello affilato, o al limite una mazza da baseball;
-se avvicinandosi ai “cassonetti” si scorgesse la presenza di gruppi di persone a voi sconosciute che si approssimano nei paraggi, mollare immediatamente il sacco di rifiuti e prepararsi al combattimento;
-se le persone in questione dovessero restare uccise ed esiste il ragionevole dubbio che non si trattasse di malintenzionati, sfruttare la vicinanza dei “cassonetti” per infilarci rapidamente i loro corpi senza vita e allontanarsi subito fischiettando;
AVVERTENZA: anche se può sembrare strano, può capitare che non riusciate a trovare un solo vicino di casa e/o condomino disposto a unirsi a voi nell’applicazione di queste semplici regole di sicurezza.

domenica 2 gennaio 2011

A proposito del blog...

Lo scopo iniziale di questo blog era, come già detto, di funzionare da valvola di sfogo per la mia grafomania. La possibilità di conoscere altri maniaci scribacchini come me e interagire con loro è diventata, successivamente, il motivo principale per mandarlo avanti.
I numeri statistici rimangono bassi, ma li ritengo un aspetto secondario. Comunque, tanto per sciorinare cifre e non restare sul generico, posso dire che nel terzo quadrimestre del 2010 (non dispongo di dati antecedenti) ho avuto mediamente 1000 pagine visitate ogni mese. Riguardo i miei ebooks, sempre a partire da settembre ho registrato circa 110 downloads mensili. Numeri costanti quindi, senza traccia di crescita, ma comunque attestanti che esiste un minimo di interesse dietro questo blog.
Confesso che postare due o tre volte a settimana talvolta è una sfida. Le idee possono latitare, o magari sono poco originali, quindi non escludo rallentamenti nella frequenza dei messaggi.
Per i contenuti invece non prevedo variazioni: ci saranno spazi dedicati ai miei scritti, ai libri in generale, alle arti figurative, e se mi viene l’ispirazione giusta anche ai “divertissments”. Conto di dedicare più tempo alla lettura di autori non pubblicati come me, dedicandogli anche qualche post specifico (se non ci sosteniamo a vicenda almeno tra noi, è proprio finita ;-)
Concludendo: in alto i cuori, e dita sempre frementi sulla tastiera. Quanto meno per digitare gli indirizzi di altri bloggers e vedere se riesco a scopiazzare qualche buona idea… :-P

sabato 1 gennaio 2011

Segnalazione per "Cronaca di natale"

Il primo post del 2011 lo uso per ringraziare Glauco per la sua segnalazione del mio romanzo breve "Cronaca di natale", ovviamente in attesa di editore, ma senza troppo ottimismo visto che è stato rifiutato sei volte.
Però magari può risultare ugualmente leggibile, considerato che già ho ricevuto un paio di apprezzamenti lusinghieri.
E poiché si dice che un buon inizio rappresenti un auspicio favorevole, mi pare che l'anno nuovo si stia aprendo decisamente bene.