venerdì 22 settembre 2017

Canzoni dimenticate degli anni '80 - 2

Nel 1983 uscì il film di Francis Ford Coppola Rumble Fish (distribuito in Italia col titolo Rusty il selvaggio). Fu uno dei pochi flop nella carriera del regista italo-americano, benché il cast includesse nomi come Matt Dillon, Mickey Rourke, Diane Lane, Dennis Hopper, Nicolas Cage e Laurence Fishburne. E fu anche l'occasione per l'incontro fra due musicisti anticonvenzionali.
La colonna sonora era stata affidata a Stewart Copeland, batterista dei Police che, dopo il grande successo commerciale degli anni precedenti, erano sul punto di sciogliersi.


Copeland realizzò una soundtrack di grande effetto, interamente strumentale, che venne incisa su un LP intitolato come il film. Volle perciò creare un singolo collegato all'album. Lo realizzò in studio da solo, suonando separatamente chitarra, basso, tastiera e batteria e sovrapponendo successivamente le tracce musicali.
Ma aveva bisogno di un cantante per la parte vocale. E a quel punto la sua strada si incrociò con quella di Stan Ridgway.


Anche lui faceva parte di una band, i Wall of Voodoo, che stava avendo un discreto successo negli Stati Uniti; ma anche lui aveva deciso di tentare una carriera solistica, tanto è vero che tre anni dopo avrebbe pubblicato il suo primo LP individuale, The big heat (al pari della colonna sonora di Rumble Fish, anche questo disco è nella mia collezione di vinili).
La voce così smaccatamente e orgogliosamente americana di Ridgway, ma soprattutto la sua armonica, rendono il singolo in questione davvero particolare, difficile da incasellare in un genere preciso.
Anche stavolta fornisco il testo tradotto e un video incorporato da youtube. Mi direte poi cosa ne pensate di "Don't box me in" (magari la conoscevate già e non l'avevate affatto dimenticata, chissà ;-)

(Testo: Tu cammini, io correrò e ti seguirò. Tu chiami, io verrò e non ricorderò da dove vengo. Laggiù, dove finisce il bancone, questo pesce continua a nuotare in una boccia di vetro. Sento una strattonata alla lenza, dove finirò stavolta? Non rinchiudetemi. Un giorno vi mostrerò come sono davvero. Arriverà un giorno in cui non ricorderò più di cosa avevo paura. E nuoterò in mare, non sbatterò su questo vetro. I miei occhi vedono rosso quando il mio mondo è diventato blu, perciò sto abbandonando tutto, è vero. E salterò in una pelle nuova di zecca e voi non sarete più in grado di rinchiudermi. Non rinchiudetemi. Fatemi andare! Ci sono un bel po' di posti nei paraggi in cui non sono mai stato, c'è un oceano qui fuori in cui devo nuotare, c'è un fiume che scorre proprio accanto alla mia porta. Mi chiedo... cosa? E se a volte sembra che io non possa parlare, allora saprete che a questa lavagna manca un gessetto. Non rinchiudetemi, ve lo dico, non rinchiudetemi. Fatemi andare!)


19 commenti:

  1. Caspita se la conoscevo! Bel brano ed apprezzo il fatto che tu abbia anche giustamente messo in risalto il testo che invece all'epoca passò in secondo piano quasi in sordina.

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    1. Penso che fu anche a causa dello scarso successo che ebbe.

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    1. Il film fu un flop, probabilmente sparì dalle sale cinematografiche in pochi giorni, come pure il disco col singolo venne ritirato dai negozi.

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  3. Un bel brano che non conoscevo. Il testo è struggente. Mi piacerebbe scrivere il testo per una canzone, una volta mio figli che suona la chitarra me lo ha proposto, ma non è facile per niente

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    1. Non è facile no, bisogna stare al passo giusto col ritmo. Non è un caso se esiste la specifica categoria dei parolieri.

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  4. Rusty il selvaggio me lo ricordo eccome, c'erano pure Vincent Spano e un grande Tom Waits, di cui bisognerebbe occuparsi, visto che parliamo di bella musica. Nella canzone, si sente il marchio Police, che dici?

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    1. Beh, diamine, Stewart Copeland ne ha scritte anche alcune delle canzoni dei Police, ovvio che qualcosa ci sia. Comunque, avendo ascoltato più volte "The big heat" di Stan Ridgway, ti dico che secondo me Ridgway non si è limitato a cantare ma ha dato anche qualche suggerimento a Copeland, ci sento anche il suo stile.

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  5. Eh sì, me la ricordo, come pure di Stan Ridgway e della sua Mexican Radio con i Wall of Woodoo.

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    1. Erano una band con unno stile molto anni '80.

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  6. Comprai anch'io la colonna sonora di Copeland alla sua uscita nel 1983. Ma ricordo che trovai l'album monocorde e privo di idee originali e mi pentii dell'acquisto. Il singolo con la versione cantata non lo avevo invece mai ascoltato.

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    1. Eppure dovrebbe esserci. Nel mio vinile c'è anche "Don't box me in".

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    2. Allora l'ho semplicemente dimenticata. Smisi presto di ascoltare quell'album.

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  7. Ricordo il titolo di "Rusty il selvaggio", ma non l'avevo mai visto. Certo che fa impressione vedere quanto erano giovani nella foto Matt Dillon e Mickey Rourke! Probabilmente anche loro direbbero lo stesso di noi, se vedessero una foto del nostro album... ;)

    Sulla musica non mi esprimo perché non me ne intendo, il testo invece è molto poetico. Anche a me piacerebbe scrivere il testo per una canzone, ma non saprei da che parte iniziare...

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    1. Sì, molto giovani davvero. Dillon si è anche mantenuto bene, mentre Rourke è davvero invecchiato male...

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  8. Non conoscevo nè la canzone nè il film. Però nel brano a tratti si sente l'influenza dei Police nella ritmica e nell'uso particolare degli accordi.

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    1. Sì, è - giustamente - una canzone ibrida a metà strada fra Police e Wall of Vodoo. Si riescono a identificare i due stili ben separati l'uno dall'altro (è da qui, secondo me, che nasce la particolarità della canzone).

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  9. Non sapevo che il film Rusty il selvaggio fosse stato un flop, ho visto il film diversi anni fa in TV e non mi era dispiaciuto. Ho ascoltato il brano e non lo conoscevo, il testo però è molto interessante.

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    1. "Flop" sempre in termini relativi. In rapporto al budget investito, al cast e al nome del regista, gli incassi sono stati molto al di sotto delle aspettative, e i critici cinematografici sono rimasti un po' perplessi, lo hanno giudicato un film non all'altezza di Coppola.

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