mercoledì 6 settembre 2017

Canzoni dimenticate degli anni '80

Mi concedo un ulteriore argomento per bloggare, un ambito sinora a malapena sfiorato: la musica.
Nel quotidiano è una forma d'arte (ma anche intrattenimento, certo) assai importante per me: l'ascolto di musica in sintonia coi miei mutevoli stati d'animo è una meravigliosa risorsa per bilanciare certi congeniti squilibri umorali.
Per tentare d'essere originale, nonché per conoscenza anagrafica diretta (con un pizzico d'inevitabile nostalgia) proporrò all'attenzione degli internauti canzoni meno note degli anni '80, decennio non proprio memorabile musicalmente, ma neppure totalmente privo di interesse.
E comincio citando un gruppo che forse non tutti ricordano: Siouxsie and the Banshees.


Formatisi a Londra alla fine degli anni '70 durante l'ondata punk (la cantante Susan Janet Ballion, in arte Siouxsie Sioux, e il bassista Steven Severin erano fans dei Sex Pistols e li seguivano ovunque) la band all'inizio apparteneva a quel genere. Successivamente però iniziò a sperimentare musiche più cupe, ritmi ossessivi e ipnotici, testi basati sul mistero e il torbido. Stavano creando un nuovo stile che poi verrà battezzato dark. Da notare che per alcuni mesi il chitarrista della band fu Robert Smith, il fondatore dei Cure, che poi diventeranno la band più iconica della dark music anni '80 e probabilmente anche quella con maggior successo commerciale.
La canzone dei Siouxsie and the Banshees che mi piace rammentare appartiene al loro terzo album, Kaleidoscope, registrato con una formazione rinnovata al 50% (nuovo batterista e nuovo chitarrista) e già intriso di atmosfere gotiche. Viene considerato infatti uno dei primi dischi prettamente dark (basti ascoltare le sonorità inquietanti di pezzi come "Tenant" o "Red light").
Ma la canzone in questione è piuttosto un alternative pop se mi consentite questa definizione. Concepita come primo singolo dell'album (con successo limitato: non riuscì neppure a entrare nella top ten delle vendite) "Happy house" è uno stupendo ricamo sonoro, un ordito formato dalla chitarra di John McGeoch, il basso di Steven Severin e la batteria di Peter "Budgie" Clarke, che mettono in musica una "casa felice" totalmente illusoria. Superba la voce di Siouxsie.
Il testo (lo riporto tradotto più in basso) esprime con humour acido il fastidio della cantante verso quelle famiglie da sitcom nelle quali tutti sembrano perfetti. Per lei, nata in un remoto sobborgo di Londra dove le ragazzine rischiavano di subire molestie sessuali in pieno giorno (e a lei capitò), cresciuta in una famiglia composta da un padre disoccupato e perennemente ubriaco, una madre stressata e anaffettiva e due fratelli anagraficamente troppo più grandi per poterci empatizzare, la cosiddetta "famiglia perfetta" doveva sembrare una presa in giro.
La canzone resta bella in senso atemporale a mio modesto avviso, quindi anche togliendola dal contesto degli anni '80 (proprio l'inizio peraltro: l'album uscì nel 1980). Il suo unico difetto è il video, girato con lo scopo di mettere in scena grottescamente la "casa felice" del titolo: lo scenario vorrebbe essere quello di una ridicola fiction/cartone animato (tipo quel che sarà qualche decennio dopo "Il fantastico mondo di Patti" per capirci ;-) ma il risultato appare simile a un cortometraggio amatoriale girato in modo dilettantesco... (Consiglio: la prima volta ascoltatela senza guardare il video, se vi incuriosisce guardatelo dopo).
Lasciando comunque da parte il corredo delle immagini, quel che conta è la musica, che io reputo priva di difetti. Potete ascoltarla tramite il citato video incorporato in fondo al post (fonte: il canale youtube di VEVO).

(Testo: Questa è la casa felice. Siamo felici qui, nella casa felice! Oh, è così divertente! Siamo venuti a giocare/suonare nella casa felice e sprecare una giornata nella casa felice. Qui non piove mai! Siamo venuti a urlare nella casa felice! Siamo dentro un sogno, nella casa felice! Siamo tutti pressoché in buona salute. Questa è la casa felice, siamo felici qui. C'è spazio per te se fai come noi, ma non dire di no o te ne dovrai andare. Non abbiamo fatto nulla di male indossando i nostri paraocchi, sei al sicuro e tranquillo se canti con noi. Questa è la casa felice. Siamo felici qui, nella casa felice! Per dimenticarci di noi stessi e fingere che tutto vada bene, che non ci sia l'inferno... 
Sto guardando attraverso la tua finestra...)

31 commenti:

  1. Musicalmente è anni ottanta in parte mi fa venire in mente i cure ( la versione ironica però vista la depressione lacerante della musica dei cure). ma il testo è diretto, sarcastico e pungente soprattutto nel finale ed è proprio il testo a renderla attuale ancora oggi. Bel brano cmq che conoscevo.

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    1. I Cure hanno un legame stretto con Siouxsie and the Banshees, Robert Smith era molto amico di Siouxsie e ha detto in alcune interviste che la loro musica ha ispirato parecchio la sua ricerca artistica.

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    1. In fondo il decennio è lo stesso, una matrice temporale comune c'è per entrambi i gruppi.

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  3. A me il brano è piaciuto molto, sia come canzone che come testo. Mi sono sempre chiesta perché certi movimenti, come in questo caso i dark nascano in determinate epoche e assumano quel modo di porsi. Capisco che è musica di contestazione, ma potrebbe anche riguardare i nostri giorni...

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    1. In realtà il dark mi sembra semmai la musica dell'interiorità, della malinconia individuale e delle domande che l'individuo si pone, della tristezza che a volte lo coglie.
      Il punk era la musica della contestazione, non a caso sviluppatosi negli anni '70...
      E quindi, per ipotizzare una risposta alla tua domanda, la musica in un certo senso rispecchia le dinamiche sociali: in quest'epoca in cui l'occidente sembra inflaccidito e asservito al consumismo, anche la musica si adatta diventando un flaccido easy listening...

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  4. Sai che non la conoscevo? O non la ricordavo...forse 😊
    Anni 80 per me sono Boy George e i Culture Club "Do you really want me now", "Chamaleon". George Michael, Rettore,gli Abba anche se c'erano già ildecennio precedente.

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    1. Beh, Siouxsie and the Banshees erano una band più "di nicchia", io stessa la scoprii solo anni dopo, verso la fine del decennio, mentre mi appassionavo ai Cure e, di conseguenza, cercavo di estendere la mia conoscenza del movimento dark.

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  5. E' un genere di musica che non ho mai seguito. Il punk mi aveva incuriosito alla fine dei '70 ma credo di aver ascoltato solo i Sex Pistols. Di gruppi anni '80 ricordo soprattutto Tuxedo-Moon, Talking Heads e Polyrock.

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    1. Anche quelli che citi sono gruppi al di fuori del mainstream, di nicchia anche loro.

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  6. Non li conoscevo ma le atmosfere mi hanno riportato a quegli anni.

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    1. L'appartenenza a un'epoca si cuce addosso a chi la vive anche suo malgrado ;-)

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  7. Pensa che ho visto dal vivo sia Siouxsie and the Banshees che i Cure nel lontano 1985...

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    1. Che bellissima esperienza deve essere stata.

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    2. Soprattutto perché ero giovane. Comunque andavo a molti concerti all'epoca.

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    3. Ho visto che la musica è la tua seconda pelle ;-)

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  8. Son commossa *__* ma sai che l'ho postata circa una settimana fa su Fb? Intendo proprio questa canzone e notavo appunto anche io il video :D Ma la meraviglia che deriva dall'ascolto è davvero atemporale *__*

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    1. L'entusiasmo mi ha fatto scordare di dirmi ulteriormente entusiasta per la rubrica *_*

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    2. Si vede che siamo telepatici :-D
      (e con buoni gusti musicali entrambi ;-)

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  9. Sai che anch'io ascolto musica in base ai miei stati d'animo? mi aiuta molto ad affrontare le giornate. La famiglia felice (da noi c'è quella perfetta del Mulino Bianco) irrita molto anche me. Bel pezzo!

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    1. Ottima cosa, la musica aiuta molto. Con le cuffiette alle orecchie e una melodia gradita nei timpani riesco ad astrarmi da ogni cosa.

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  10. Parli a me di un gruppo che ha plasmato i miei gusti musicali. Ho ascoltato questa musica per anni, facendo impazzire amiche e colleghi e ho vissuto quasi una simbiosi con i Cure, che restano in assoluto la mia band del cuore.
    Ho l'LP "Once upon a time: The singles" dei Siouxie & The banshees, che contiene quella che tu hai citato, ma anche capolavori come Israel, Arabian knights, Christine.
    Ho idea che questa tua rubrica musicale mi piacerà asssai! 😄


    Lp è ho anche

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    1. Eri una dark sul serio tu. Io ascoltavo i Cure (e poi, partendo da loro, anche Siouxsie and the Banshees e gli allora già scomparsi Joy Divison) però non esteriorizzavo il mio interesse. In effetti non esteriorizzavo nulla, i miei rapporti con gli altri sono sempre stati complicati...

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    2. Sono rimasta dark. Ho un'apparenza che fa a pugni con tutto il mondo che sento veramente mio. I miei figli rimangono sbalorditi quando gli propino certe canzoni: le mamme dovrebbero ascoltare Laura Pausini e Tiziano Ferro, dicono. Io, invece, gli rifilo Sex Pistols e The Stranglers. La chiamo educazione musicale 😄

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    3. Anche mia figlia è spesso sorpresa dai miei gusti musicali :-D

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  11. Non li conoscevo, ma hanno l'atmosfera tipica dei quegli anni...

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  12. Di loro conoscevo Hong Kong Garden, un pezzo meno cupo. Devo confessare che lo preferisco a quello che hai postato...
    E non lo sapevo che Robert Smith avesse militato nei Siouxsie...

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    1. Non ha militato in senso stretto. Per alcuni mesi è stato il loro chitarrista, però intanto stava creando i Cure. Aveva il piede in due staffe insomma.

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  13. Io vivo con le cuffiette integrate praticamente... La musica di cui parli non la conosco, sono nata alla fine degli anni 80!
    Buona giornata, Luisa

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    1. Benvenuta :-)
      Spero di averti fatto scoprire una canzone degna di attenzione.

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