mercoledì 13 gennaio 2010

'La condizione umana' di André Malraux

Un altro mio “librovissuto” a pieno titolo è “La condizione umana” di André Malraux. Il romanzo venne scritto negli anni ’20, e parla di eventi contemporanei alla finzione letteraria che l’autore visse in prima persona.
In Cina si stanno affermando i comunisti di Mao Tse Tung e i nazionalisti di Chiang Kai Shek, che sono ancora alleati militarmente ma divisi ideologicamente.
Il romanzo racconta le vicende di numerosi personaggi, quasi tutti legati alla milizia comunista, in un crescente clima di tensione con i nazionalisti fino al momento tragico della resa dei conti…
La storia si sviluppa come un affresco storico in cui tutti sono in qualche modo coinvolti. Lasciando da parte i messaggi ideologici (lo stesso autore, paradossalmente, pur essendo comunista all’epoca dei fatti avrebbe poi virato a destra nel corso degli anni fino a diventare ministro nel governo di De Gaulle) resta la narrazione letteraria, che per me conta più delle interpretazioni politiche, o peggio ancora “politicizzate”. Una narrazione che immerge il lettore in un contesto che molti di noi non conoscono in forma diretta, ma che i nostri nonni hanno visto da vicino: la prepotenza improvvisa della Storia con la S maiuscola che trascina le persone in un evento epocale in cui si è costretti a schierarsi con una parte o con l’altra combattendo per scelta o per necessità, con la consapevolezza che restarne al di fuori è quasi impossibile.
Scritto superbamente, è un libro che racconta la guerra, l’ideale, la speranza e la contrapposizione fra uomo e uomo.

martedì 12 gennaio 2010

La giusta misura

... ovvero, in termini letterari: qual é la lunghezza perfetta da dare al proprio scritto?
Già in epoca classica si era discusso sulla giusta "misura" di un'opera letteraria. In termini editoriali il punto di vista può cambiare. Certe collane di romanzi gialli, rosa o di fantascienza escludono a priori testi che non superino almeno i 400.000 caratteri: il lettore paga per avere un intrattenimento, e viene quantificata anche la sua durata.
In questo aspetto sono molto carente. Non é un caso che tra i miei scrittori preferiti ci siano specialisti del racconto come Borges, Chesterton, Poe e Pirandello.
Il racconto é il genere in cui mi trovo più a mio agio proprio perché non c'é il problema della lunghezza minima.
Quest'anno però vorrei provare a superare questi limiti: il mio limite personale a concepire narrazioni lunghe, e il limite editoriale dei 400.000 caratteri.
Qualche idea ce l'ho. Mi mancano solo la sceneggiatura, la documentazione per creare l'ambientazione e il tempo necessario per affrontare un'impresa del genere...

venerdì 8 gennaio 2010

Sempre in tono poco serio...

... continuo ad aggiornare le varie voci del "compendio sui centri commerciali":

LIBRERIE
Le librerie dei centri commerciali appartengono quasi sempre a delle grosse catene editoriali, e sono funzionali al modello consumistico: espongono libri fatti per essere venduti, non letti. In prima piano c’è sempre lo scaffale con la top-ten dei best sellers. Guardate questo meraviglioso thriller che ha venduto 25 milioni di copie solo negli Stati Uniti! Hanno già comprato i diritti per la trasposizione cinematografica, fra pochi mesi uscirà un colossal hollywoodiano ispirato alla sua trama per la quale hanno già investito 80 milioni di dollari! L’hanno letto tutti, hanno già creato dei fan-book in cui vengono spiegati i passaggi più complessi del romanzo, esistono associazioni di persone che si riuniscono la sera per leggere i brani più significativi! Che fai, non lo compri?... Ma si, in fondo costa solo 25 €, prendiamolo.
E vai!, il romanzo thriller del momento adesso é mio!... A dire il vero a me i thriller non piacciono. Però posso esporlo in casa, magari in bella vista sul tavolo del salone, così se vengono ospiti lo notano e pensano: “Accidenti, che letture trendy! E' aggiornato con le ultime tendenze!”, e io ci faccio un figurone. Certo che se mi chiedono opinioni sulla trama… beh, a uno che deve ancora leggerlo gli posso dire: “Non ti anticipo nulla, non voglio rovinarti la sorpresa”; invece chi l’ha già letto lo blocco subito con un “Per favore, non dirmi niente perché devo ancora finirlo e non voglio anticipazioni di alcun genere”. Bene, e adesso posso anche uscire dalla libreria e… ma va! La biografia di Maurizio Costanzo! Accidenti, questo lo prendo! Qualche lettura impegnata bisogna pur farla ogni tanto.

giovedì 7 gennaio 2010

Il mio account su anobii.com


Non potevo certo mancare nella comunità di lettori di anobii, vista la mia congenità attitudine alla lettura. Lettura sempre disordinata, perché non seguo schemi di alcun genere... Non ho opere omnie di nessun autore, a differenza di certi superfans che comprano ogni minima pubblicazione del loro scrittore preferito (anche il primo tema scritto in quinta elementare e la letterina di Natale ai genitori). Non ho neppure un genere prediletto, visto che non mi precludo alcun tipo di lettura ma neppure mi specializzo in qualche ambito particolare.
Sono fondamentalmente un anarchico (o piuttosto un vagabondo inconcludente, ma "anarchico" suona meglio) e questo si riflette anche nel mio modo di leggere, scrivere e vivere...
Ovviamente la mia libreria su anobii riflette questa tendenza. E' in costante (ma lentissimo) aggiornamento, per ora ho inserito poco più di 30 libri mentre nel corso degli anni ne ho letto qualcuno in più (basta aggiungere uno zero e più o meno ci siamo).
Non ho ancora usufruito di anobii come community per conoscere altri malati di lettura, ma spero di rimediare nei prossimi mesi...

lunedì 4 gennaio 2010

Néstor de la Torre

Néstor de la Torre é un pittore spagnolo meno noto rispetto ad altri artisti iberici della sua epoca (a cavallo tra XIX e XX secolo).
Il mio gusto dilettante - e sicuramente superficiale - me lo rende gradito per la sua capacità di creare immagini visionarie con suggestioni mitologiche cariche di emotività, caratterizzate da colori e contrasti accesi.
Una serie importante di tele é invece improntata ad un erotismo prepotente, quasi animalesco, ma mai volgare né tanto meno violento. L'unica "violenza" che traspare é quella della passione stessa, un estasi che si fonde con il paesaggio "naturale" che tuttavia mantiene la connotazione visionaria e onirica caratteristica dell'opera di Néstor.
Come il già citato Vrubel, é uno dei pittori di inizio '900 che ha cercato di superare il classicismo aderendo al simbolismo, con una personalissima ricerca artistica molto originale negli esiti.