sabato 7 aprile 2012

Le mie porte scorrevoli


Quando sono a corto d’idee, faccio quello che qualunque blogger ragionevole dovrebbe fare: copiare Alex Girola ;-)
In un suo post lui ha provato a immaginare cinque presenti alternativi della sua vita, in base a scelte che avrebbe potuto compiere in passato ma che alla fine sono rimaste solo un’opzione non sfruttata.
Proverò anch’io a immaginare degli esiti differenti per la mia esistenza.

1 – Il fu Ariano Geta
1988. Sono in groppa al mio motorino e da bravo coglione sto sorpassando a destra una macchina che non ha messo la freccia, ma intende svoltare proprio in quella direzione… L’impatto è inevitabile.
2012: le conseguenze del volo (senza casco, all’epoca non era obbligatorio) sono state un po’ più gravi di quelle che effettivamente furono, perciò, se volete farmi visita, dovete recarvi al cimitero della mia città natale e chiedere la riesumazione della mia salma, loculo 451/F.

2 – Il ricercatore Ariano Geta
Primi mesi del 1995, mi sono appena laureato, e la mia relatrice ha confermato ciò che mi aveva già detto in altre occasioni: “Non sparire, fatti vedere da queste parti”. In fondo la cosa mi affascina, so che il percorso è interminabile ma decido di provare. Per alcuni anni continuo ad andare in facoltà solo per fare da portaborse alla professoressa in questione. Poi, finalmente, arriva il momento del concorso da ricercatore, lo supero grazie all’aiuto benevolo della commissione, e divento parte integrante dell’arredamento dell’università: passo intere giornate chiuso lì dentro a fare ricerche, tenere brevi seminari, partecipare alle attività didattiche… Non sono sposato e non ho una vita sociale, mi dedico totalmente allo studio.
2012: se volete farmi visita il mio orario di ricevimento è dalle 13.00 alle 15.00, stanza 24, secondo piano, dipartimento di Letteratura Inglese.

3 – Mister Ariano Geta
È il 1997, il tanto atteso lavoro non arriva, e allora decido di seguire il consiglio di mia madre e passare qualche mese negli Stati Uniti dai suoi parenti: magari posso fare qualche esperienza utile, non si sa mai… L’inizio è duro, trovo solo lavoretti come sguattero o pulitore di cessi. Ma i miei parenti mi forniscono indicazioni utili, sopportano la mia presenza invadente, e intanto ottengo un discreto impiego come aiuto cuoco in una pasticceria, e mi rendo economicamente indipendente con possibilità di richiedere la green card. Mi presentano una brava ragazza (italo-americana ovviamente) che ha la mia stessa età e non è ancora sposata. Dopo un paio di anni siamo husband and wife con un son in arrivo.
2012: se volete farmi visita prendete l’aereo per Philadelphia e venite al n. 443 di Daffodils Lane, vi aprirà la porta uno dei miei quattro figli, tutti ragazzini bene in carne come il loro papà.

4 – El desaparecido Ariano Geta
L’anno è il 1999, una certa situazione famigliare mi ha lasciato l’amaro in bocca e il datore di lavoro sta dimostrando di essere uno schifoso schiavista. Penso: sapete che c’è? Que se vayan todos a tomar por el culo. Senza dire nulla a nessuno, ritiro i miei soldi in banca e prendo l’aereo per Cuba. Mentre sto nell’isola caraibica mi godo la vita, e intanto un italiano maneggione mi rimedia un passaporto argentino falso per crearmi una nuova identità. Il problema è che alla scadenza del permesso di soggiorno quel documento mi rende ufficialmente argentino, così vengo espulso da Cuba con destinazione Buenos Aires... Nella grande metropoli cerco di arrangiarmi con qualche lavoretto, ma proprio in quei giorni esplode la tremenda crisi economica che mette in ginocchio il paese sudamericano.
2012: se volete farmi visita mi trovate a Calle Rivadavia, dove chiedo l’elemosina dalle sette alle diciannove. Dormo in un rifugio per poveri, a volte entro nella Biblioteca Nacional per respirare la stessa aria che respirò a suo tempo Borges, e provo a immaginare di essere il personaggio di un suo racconto…

12 commenti:

  1. Le idee non finiscono mai, è come voler dire...uscendo in strada manca l'ossigeno (anche se questo paragone potrebbe non esser calzante con il tempo). Semplicemente hanno bisogno di una nuova scossa. Comunque vada Buona vita...Que se vayan todos a tomar por el culo ^_^

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  2. Interessanti le tue sliding doors, Ariano, anche se alcune sono proprio negative! :O

    Ciao,
    Gianluca

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    1. Sono un pessimista cronico, lo ammetto...

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  3. Bellissimi, come piccoli racconti. Anche se il primo è inquietante (come la vita stessa, del resto).

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    1. Inquietante ma reale fino all'impatto... per fortuna le conseguenze furono meno traumatiche.

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  4. le prime tre potrebbero essere anche le mie! bellissimo! :))

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  5. Sì? Forse siamo gemelli separati alla nascita ;-)

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  6. Oh beh, vite senz'altro interessanti, anche se alcune un po'... macabre u.u

    Di questi destini immaginari ce ne è uno che "rimpiangi"?

    P.s. penso la seconda mi si adatti anche a me, ma come possibile futuro!

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    1. Mah, rimpianti in senso stretto forse solo il mancato viaggio in America (che magari poteva avere esiti deludenti, chissà...)
      Un futuro da ricercatore? Se ci riesci e se ti piace... perchè no?

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  7. E' la prima volta che capito sul tuo blog perdonami per il "tuo"... non è solo interessante ma divertente.
    Sei una bella penna, molto creativa contrariamente a quanto sostieni. Secondo me
    eccelli!
    Complimenti!

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    1. Ti ringrazio, sei troppo gentile. Benvenuto a bordo :-)

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