giovedì 21 giugno 2012

Chissà perché l'inferno ispira di più...

Ringraziando il canale Rai Scuola (meno male che la Rai non è solo quella delle tre reti ufficiali ;-) ho scoperto un artista moderno che ha creato le illustrazioni per una raffinata edizione della Divina Commedia pubblicata nei primi decenni del XX secolo.
Amos Nattini (1892-1985) utilizzando uno stile classico ma non banale ha dato vita alle immagini evocate nei canti del poema dantesco con tavole a colori di grande impatto, soprattutto per i gironi infernali.

Quando si passa al Purgatorio e al Paradiso, sebbene ugualmente rappresentati con grande maestria, l'effetto visivo è minore (potete fare un raffronto tra le due immagini "infernali" rispetto a quella in basso appartenente al Purgatorio. Ma le tavole ovviamente sono molte più di quelle che posso postare io).
Certo, la serena calma del Cielo non può essere rappresentata con immagini violentemente emotive, tuttavia ho notato che i quadri demoniaci spesso suscitano maggiore interesse di quelli celestiali.
A volte ho persino l'impressione che stimolano maggiormente la creatività dell'artista.
Sarà davvero così o è solo una mia impressione?

Comunque, lasciando da parte le elevazioni dell'animo e ritornando alla mia piccola meschinità quotidiana, colgo l'occasione per invidiare acidamente i fortunati mortali che possono permettersi l'acquisto di tale piccolo capolavoro dell'arte libraria (il prezzo di vendita su abebooks è di 1.500,00 €... Li vale sicuramente, ma temo di non potermi permettere un capriccio del genere...)

24 commenti:

  1. Premetto di non credere a paradiso, purgatorio, inferno, ma nella nostra società globalizzata eppure pienamente ancorata a tradizioni ancestrali abbiamo ancora queste categorie, insediate forse più nella mente che nel cuore. Comunque la risposta alla tua domanda è, secondo me: forse perché all'inferno c'è vita, o meglio è pieno di gente che la vita se l'è goduta davvero, in tutti i sensi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, Mark Twain diceva che il paradiso era da preferire per il clima, ma l'inferno era migliore per quanto riguarda la vita di società ;-)

      Elimina
    2. Ahi ahi ahi, l'umanità vuole davvero farsi del male...l'inferno è più facilmente rappresentabile perché lo si vede nel quotidiano e molte persone vi si trovano ancora prima del grande balzo, quando quello che hanno fatto in vita si cristallizzerà. Perché l'Inferno è la strada più facile, ma è anche la più tormentata. Droga, sessualità perversa,opressione del povero, violenza, indifferenza, confusione, angoscia, disperazione, assenza di spereanza: questo è nient'altro è l'inferno, in vita e dopo la morte. Il nostro viaggio non finisce qui.

      Elimina
  2. Non sei il solo a non potertelo permettere! ^^

    RispondiElimina
  3. La principale rappresentazione delle tre realtà proviene, nella nostra cultura, dalla Divina Commedia. Premesso che spesso (a me è capitato) il programma scolastico non è sufficientemente organizzato per permetterne una lettura (e comprensione) completa, nelle scuole ci si concentra di solito sull'inferno... luogo dove Dante raccoglie le personalità storiche più interessanti e controverse. Purgatorio e paradiso vengono trascurati e letti sono attraverso alcuni canti salienti o poco più.
    Il risultato finale è che l'inferno ci appare molto più interessante. Ci saranno pure le pene infernali, ma c'è pure un sacco di gente importante... e soprattutto non ci si annoia come in paradiso, dove si passano le giornate a adulare Dio cantando assieme ai cherubini.

    Poi... ancestralmente parlando, ricordiamoci che la nostra specie ha scelto la mela, il peccato, alla vita serena e gioiosa nel giardino dell'eden. Anche questo significherà qualcosa, no?

    E poi cosa c'è di male? Lucifero era un angelo pure lui... era il preferito! Poi un bel giorno ha litigato con l'altissimo ed è stato cacciato di casa senza neppure sperare in una pacifica riconciliazione. Tu con ti schiereresti? Con l'angelo che ha perso il tetto sotto cui dormire o con il "padrone autoritario" che pretende si faccia tutto come vuole lui? ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono un "ariano eretico", ma non fino a questo punto :-)

      Elimina
    2. Quello che dici è molto, molto pericoloso. Adamo ha scelto di trasgredire per superbia, perché non si è accontentato di quello che aveva che era tutto e ha dato all'uomo la possibilità di scegliersi da solo cosa è bene e cosa è male, per cui ogni singolo uomo crede di potersi autodeterminare. Se io voglio drogarmi, è perché mi fa' bene e mi piace: no, tu ti droghi perché soffri e non riesci a comunicare con nessuno (o viceversa). Io faccio sesso con chi mi pare: no, tu hai paura dell'amore, perché amare è difficile e comporta enormi sacrifici (ma enormi beni), perché vuoi riempire dei vuoti affettivi generati da traumi che hai subito e che possono essere guariti in un altro modo piuttosto che sporcando la santità del tuo corpo. E così via. Questo è l'uomo senza Dio, questo è scegliere la mela: ma non è la nostra natura, lo è solo se scegliamo il serpente. E allora la tua vita sarà vuota, r il vuoto lo vorrai riempire con le cose di questo mondo, che non ti daranno mai quello di cui hai bisogno veramente. L'uomo è molto più determinato dai suoi limiti, da quello che non può fare che dalla libertà as-soluta (sciolta da qualunque vincolo). Proviamo a giocare e scacchi senza regole: ogni pedina verrebbe mossa a caso, senza sapere quele sia la sua direzione. Così è la vta. Spero ti ravvederai.Io mi schiero con Dio, perché Lucifero è superbia, odio e disperazione e perché non ha saputo stare al suo posto.

      Elimina
  4. Temo che sia naturale preferire il "proibito" al consentito. Forse è per questo che apprezziamo così tanto la morbosità dell'Inferno.
    C'è da dire inoltre che secondo me anche la pittura, come la scrittura, risulta più sentita SE viene da cose che si sono viste e vissute. E inutile dirlo, sentiamo più vicini i peccati che la santità.

    Poi è ovvio che dipende dall'autore:le opere di Michelangelo a volte ti fanno davvero pensare che lui vedesse certe cose...

    RispondiElimina
  5. Sarà che ad una certa età si tende ad essere metodici e tradizionalisti ma, a me piace leggere e sfogliare la mia "Divina Commedia" rimirando le severe e magnifiche tavole del DORE'. Ciò non toglie valore alla pittura e allo stile del Nattini(che andrò a conoscere). Hai ragione, la prima tavola postata è molto bella, direi quasi di arte contemporanea attuale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, ovviamente Doré rimane un grande illustratore. Sono solo due stili diversi.

      Elimina
  6. ...ma come invidio chi si potrà comprare il libro...

    A me piace molto anche l'immagine del Purgatorio... per fare un riferimento a illustratori pop, mi ricorda l'elfica quiete di certe tavole del "Bestiario di Tolkien" firmate dai fratelli Hildenbrandt...

    Ma si sa, anche l'immenso Doré si trovò più a suo agio nei giorni infernali che nelle altezze celesti :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche Bosch, e probabilmente molti altri.

      Elimina
  7. Credo che noi uomimi siamo profondamente affascinati dal male, dal proibito. L' Inferno poi è pieno di personaggi interessanti, pieni di contradizioni, poi ci sono i demoni....forse il paradiso per un artista sará sicuramente più noioso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti mi riferivo proprio all' "ispirazione" che produce l'inferno.

      Elimina
  8. Beh, anche al cinema il cattivo, in genere, è più affascinante del buono. ;)
    E comunque, come ricorda Glauco, la nostra cultura è incredibilmente condizionata dalla fantasiosa visione di Dante.
    E l'inferno potrà anche essere più interessante... finché non tocca a voi farvi una bella doccia di pece bollente! ;D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. É questo il punto: come mai artisti e osservatori sembrano più affascinati da un'immagine apparentemente impressionante?

      Elimina
  9. Conoscevo già le opere di Nattini, e, sì, sono veramente belle.

    RispondiElimina
  10. Ah, dimenticavo, come illustratori di Dante ci sarebbe anche Francesco Scaramuzza, il cui stile ricorda un pò quello noto a tutti di Gustave Doré.

    Da notare il sui Lucifero, veramente impressionante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scaramuzza, come pure ovviamente Doré, sono dei grandi interpreti dell'opera dantesca. Io mi sono concentrato su Nattini solo per gusto personale.

      Elimina
  11. Anche io preferisco le immagini "infernali"... belle, la seconda ha un fascino particolare.

    RispondiElimina
  12. Ma è bello scoprire alla tv qualcosa di nuovo, che ti piace...

    RispondiElimina