mercoledì 27 giugno 2012

Invocasi feedback (o forse è meglio di no?)

Pochi giorni fa i “Racconti sensazionali” di Hiroshi Miura hanno superato le cento copie vendute su amazon.
Però ho notato che sinora hanno ricevuto solo due feedback, molto positivi peraltro, ma – appunto – appena due. Proporzione facilissima: il 2% del totale.
Non so come interpretare questa mancanza di feedback. Peraltro parliamo di ebook a pagamento, non semplici downloads, quindi mi è difficile pensare che vengano comprati (sia pure al prezzo di un caffè) e poi accantonati sul kindle o altra device senza neppure dargli un’occhiata.
Volevo quasi dedicare un post a quei lettori dei “Racconti sensazionali” che non hanno rilasciato alcun feedback, incoraggiandoli a farsi vivi.
Però mi è sorto un dubbio.
Vedete, pochi giorni fa ho notato un ebook in vendita su amazon che ha tantissimi commenti, almeno una ventina. Ma sono quasi tutti negativi.
Così mi è sorto il sospetto che invocando dei feedback rischio un effetto del genere. Può darsi che il 98% degli acquirenti non abbiano rilasciato opinioni per pietà. Non volevano infierire…
Che poi, a pensarci bene, è un meccanismo che paradossalmente può innescare maggiori vendite. Colpisce anche alcuni programmi televisivi di successo o certi best-sellers… Se uno ascolta in giro, tutti sembrano disprezzarli:
“Che schifo quel programma!” (però ha sempre il miglior share);
“Un romanzo penoso! Un ragazzino di cinque anni lo avrebbe scritto meglio! (stabilmente tra i dieci libri più venduti).
Insomma, talvolta ho come l’impressione che la gente guardi appositamente un certo programma o compri un tale libro solo per criticarlo. Per urlare al mondo che è patetico. E per rivedere la puntata successiva e acquistare il prossimo romanzo dello stesso autore, così potrà verificare a quali livelli di bassezza siano arrivati e criticarli nuovamente.
La conclusione è: sarebbe meglio ricevere centinaia di feedback negativi e aver venduto migliaia di copie? E aver suscitato una tale indignazione nel lettore da spingerlo a comprare il prossimo ebook solo per il gusto di stroncarlo, vendendo altre migliaia di copie?
O forse no?

27 commenti:

  1. La dura realtà è che io non ho il kindle. ;_;
    A parte questo dettaglio; capita anche a me di essere troppo pigra per lasciare commenti o valutazioni.. anche se poi cerco di farmi coraggio e di dire la mia a riguardo di questo o quell'acquisto. :p

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    1. Comunque, non so se lo sai, è possibile installare il software di lettura del kindle anche sul pc o sullo smartphone o sul tablet (anche android) e usarli per leggere gli ebook.
      I miei peraltro non hanno drm, quindi il trasferimento dovrebbe essere semplice.

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  2. il discorso del feedback è stato affrontato centinaia di volte nell'ultimo anno, almeno in questo braccio della bloggosfera. E anch'io sono tra quelli che, ancora, non ha parlato del tuo lavoro. Ma il problema come lo poni tu è diverso: è meglio sapere o non sapere cosa ne pensa la gente? un riscontro negativo vuol veramente dire che l'opera fa schifo? Dal mio punto di vista le cose stanno così: ci sono liste d'attesa lunghissime (come dal medico o alla posta prima che mettessero quei dling dlong che chiamano il tuo numerino), perciò qualcosa scaricata oggi magari resterà intonsa per i prossimi 3 mesi. Questo non vuol essere una giustificazione, almeno da parte mia, ma solo una constatazione. Che poi siamo meglio o no avere un feedback è diverso. Io penso che, comunque, fa sempre piacere sapere che qualcuno ha letto "veramente" quello che si è scritto, che qualcuno si è immerso nelle atmosfere che si è messo tanto tempo e fatica a creare. Se poi, ancora, dobbiamo dire che l'importante è vendere prima ancora di sentirsi dire: hai scritto un capolavoro o una ciofeca, questo dipende dal perché si scrive. Certamente avere un riscontro economico, prima ancora che di recensioni, potrebbe avere rilevanza se scrivo perché voglio guadagnare quel tanto che mi permette di farmi offrire dai lettori una pizza. Quanto agli scrittori di professione, ritengo che ad un certo punto non freghi niente a nessuno se il libro è piaciuto o no, tanto il nome fa vendere comunque.

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    1. Infatti il punto è quello. Ovviamente lo dico in senso paradossale (penso che nessuno voglia vendere 10.000 copie e ricevere 10.000 recensioni negative), però mi chiedo se tante recensioni negative non siano il segnale di un maggior interesse riguardo il libro rispetto a pochissime recensioni positive.

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  3. Perché sprecare tempo per dire che un'opera è fatta bene? Il nostro mondo gira attorno alle "critiche negative", agli "eventi drammatici", agli "orrori"... non alle cose belle. Lo share in tv è conquistato dalle trasmissioni trash, o da quelle in cui si litiga in continuazione. I blog di successo sono quelli di coloro che si lamentano sempre e criticano tutto. Le canzoni di successo sono quelle di "condanna", di "lamento", di "scontro sociale" (a parte in Italia dove le canzoni d'amore sono ormai un tormentone).
    Idem nei feedback.
    Se un libro è bello al massimo troverai scritto: "Bellissimo, leggetelo".
    Se un libro è brutto troverai chilometri di pagine che lo stroncano virgola dopo virgola.

    Forse siamo cattivi dentro... forse!

    O forse la nostra vita è talmente piatta che anche il massacro mediatico va bene pur di animare gli animi!

    Non ho spiegazioni, ma da questo punto di vista, spero di non avere mai molti feedback su Amazon. ^_^

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  4. Come sai mi occupo di ISO 9001 e saprai anche che, tra le cose che si fanno sempre nei sistemi qualità, ci sono questionari di valutazione della soddisfazione del cliente (o analoghi strumenti per misurarla).
    Quello che riscontro da oltre dieci anni è questo: tu consegni il questionario al 100% dei clienti, te ne restituiscono al massimo il 5% (stima alta) e, di questi, la metà sono negativi.
    Le persone non perdono tempo a dare un feedback, se è positivo. Se è negativo invece sì (anche se non sempre).
    Quindi, considererei la scarsità di feedback come un indice positivo! :))

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    1. Prendo debitamente nota e comincio a reputarmi soddisfatto delle vendite prive di feedback.

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  5. In sostanza, concordo con Glauco: la vecchia, vecchissima storia che un cane che morde un uomo non fa notizia, ma il contrario sì.
    E parlare male di qualcuno/qualcosa è sempre più interessante che parlarne bene.
    Non è nè giusto nè sbagliato, è semplicemente così.

    Per conto mio, preferirei non avere nessun feedback che cento che mi seppelliscono, magari di critiche poco o zero costruttive.
    Ma non c'è nulla di male a pensare il contrario. ;)

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    1. Avere cento feedback negativi non mi piacerebbe. Certo che se implicassero 2000 copie vendute... ;-)

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  6. Secondo me:

    1) La gente "normale" non è fissata col dare i voti.
    2) Un sacco di gente inizia i libri e poi li molla.
    3) Magari è un po' presto, altri feedback arriveranno.
    4) L'ebook attira meno commenti: ho fatto ebook scaricati da migliaia di persone che hanno ricevuto 10 commenti. Poi il libro ha venduto 350 copie ma di commenti ne avrò avuti una cinquantina.

    Comunque l'importante è che il libro vada bene e che riesci a farne altri, ai giudizi degli altri bisogna imparare a diventare immuni :)

    Simone

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    1. Sai, magari il giudizio aiuta a capire se stai scrivendo bene o "nà ciofeca"...
      Però mi fido della tua opinione da scrittore rodato e con cognizione di causa.
      Probabilmente molti leggono ma non sentono la necessità di scrivere un giudizio su ciò che hanno letto.

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  7. Concordo con chi mi ha preceduto, meglio che il libro venda molto piuttosto dei feedback, concordo anche sul fatto che molti preferscano commentare solo se la cosa non piace. Quindi prendi la scarsitá dei pareri come un buon segno.

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    1. E sia, come dice il proverbio: nessuna nuova buona nuova :-)

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  8. Volevo dire un sacco di cose ma alla fine, pensandoci bene, c'è solo una frase, forse un pò stantia ma sempre utile, che spiega il mio punto di vista: meglio pochi ma buoni.
    Forse non è proprio la verità, ma venire preso come metro di riferimento per lammerda, beh non mi piacerebbe troppo...
    Cmq io il tuo libro l'ho acquistato, però non sono ancora riuscito a leggerlo... sorry.
    Provvederò il prima possibile! :)

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  9. Mah, si dice spesso "basta che se ne parli". Ma con il gioco al massacro che si fa in rete (perchè sono molto più frequenti le critiche che gli elogi, ci piace così) a un certo punto i feedback diventano pressochè inutili...

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    1. Insomma, alla fine conviene contare le copie vendute e non pensare ad altro.

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  10. E' un lato un po' egoistico della cosa, ma a volte ci vuole...

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  11. in un supermercato dove ho lavorato per un po' di tempo c'era un box con penna e fogliettini.
    dopo sei mesi abbiamo trovato 7 foglietti piegati, 6 di critiche aspre e uno dove chiedeva il numero di cellulare della cassiera mora.
    ho poca fiducia nei feedback :-)

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  12. i feedback sono più o meno come le classifiche di ebuzzing e compagnia briscola...hanno sempre qualcosa che non va, tu bada alle copie vendute, i commenti spesso nn sono mai del tutto sinceri :(

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    1. Ormai mi sto convincendo che è proprio così.

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  13. E' un questione difficile... ma comunque auguri per le più copie vendute...

    Chissà quando avrò kindle o qualcosa del genere e l'abitudine di leggere l'eーbook...

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    1. Io ho iniziato quasi per caso e ora ho preso il via. Non è molto diverso dal leggere libri cartacei.

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  14. Un lavoro ben fatto forse va da sé e non ha bisogno di feedback, mentre è facile accodarsi per demolire qualcosa

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  15. Hai ragione! Devo dire che la pubblicità anche negativa è sempre pubblicità. E sappiamo tutti che la pubblicità è l'anima del commercio.

    Se vogliamo parlare in termini di vendite. E' meglio farsi conoscere in modo negativo che non farsi conoscere affatto!

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