venerdì 17 febbraio 2012

Samizdat

Durante gli anni ’50 e ’60, nei paesi dell’est europeo dominati dai regimi totalitari comunisti si sviluppò una particolare forma di aggiramento della censura, il samizdat. Il fatto che sia nato proprio in quel contesto non ha nulla a che fare col colore politico: un fenomeno simile avrebbe potuto prendere vita anche in nazioni vittime di una dittatura di destra o di una teocrazia.
A quei tempi non esistevano internet, i personal computer o qualunque altra forma di digitalizzazione del testo. Tanto meno posta elettronica e fax. C’erano la carta e l’inchiostro e la posta ordinaria. Punto. Ovviamente le tipografie erano strettamente controllate dal regime, e stampare una qualunque cosa avversa al potere politico era pressoché impossibile oltre che rischioso. Inoltre la corrispondenza era controllata, e un pacco con dentro un libro non sarebbe passato inosservato.
E allora chi voleva leggere opere censurate doveva rischiare, facendosi consegnare di persona da un amico il libro in forma di pagine dattiloscritte, e doveva inoltre assumersi l’onere di trascriverle a sua volta. Quando si riceveva la risma di fogli battuti a macchina con romanzi o saggi vietati dalla censura, non veniva chiesto solo di leggerli, ma anche di farli circolare. Quindi si infilavano nella macchina da scrivere due pagine A4 bianche con una carta carbone in mezzo, e si ricopiava il testo ricevuto clandestinamente. In questa maniera si poteva regalarne una o due copie anche ad altri lettori sovversivi, che a loro volta avrebbero poi dovuto improvvisarsi scrivani.
Trascrivere un romanzo di diverse centinaia di pagine è un’operazione che richiede tempo, tempo sottratto alla vita di tutti i giorni. Eppure c’era chi lo faceva per due motivi fondamentali: perché era felice di poter leggere ciò che era vietato, e perché voleva rendere felici altre persone con lo stesso dono. A rischio di finire sotto processo per violazione della legge. Perché leggere, e ancor più copiare e far circolare certi libri, era un reato grave.
Noi per fortuna non abbiamo questi problemi. Possiamo leggere quel che vogliamo e – forse proprio perché la cosa appare scontata – c’è tanta gente che non legge nulla. Chissà se proibire i libri renderebbe la lettura più interessante anche per coloro che normalmente non le danno alcuna importanza… Ovviamente è meglio non saperlo: il giorno in cui accadesse qualcosa del genere significherebbe che la nostra libertà è stata tremendamente limitata, non solo nel campo dei libri.
Comunque lancio un’idea: provate a raccontare cosa è stato il samizdat a qualche vostro conoscente che reputa la lettura una perdita di tempo, e poi proponetegli un libro… proibito. Forse potrebbe essere incuriosito dalle pagine bianche coi caratteri tipografici impressi sopra.

22 commenti:

  1. Certamente quello che è proibito attira sempre, anche se della cosa in se può non importare niente. Però l'idea di attirare così qualcuno alla lettura è molto interessante. Dubito che dopo un'esposizione del tema, per quanto romanzata e infarcita di azione alla Rambo, possa invogliare qualcuno, ma ogni tentativo per inoculare il virus della lettura è benvenuto. Bravo, comunque, post veramente intelligente!

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    1. Grazie :-)
      Sì, in effetti la gente sembra più interessata ai tatuaggi di Belen e alle mutandine di Domnica, però non si sa mai...

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  2. Ne avevo sentito parlare, del fenomeno, ma non sapevo come si chiamasse xD.
    Prima vietavano la cultura perchè sovversiva, oggi rischiano di vietarla per denaro, deprimente D:.
    Bell'articolo, anche se, come Tim, dubito che una bella storia possa spingere qualcuno a leggere.
    Ma tentar non nuoce :D

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  3. Io sarei stata una di quelli che ricopiavano i libri per farli circolare... senza dubbio.

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  4. Conosco la storia dei samizdat avendo avuto delle morose provenienti dai paesi dell'Est. Bisogna aggiungere che in quei posti sono grandi lettori, lo sono sempre stati e sempre lo saranno.
    Se fosse capitato lo stesso anche da noi, temo che a parte poche eccezioni ci saremmo comportati tutti come il classico "popolo bue".

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    1. "Il leader supremo Kim Il Berlusc ha proclamato tre giorni di digiuno nazionale per raccogliere i fondi atti a sostenere le sue arti amatorie con la vice presidente del partito Belen Rodriguez, così regalando alla nazione l'erede alla guida dello stato".
      (applausi, lacrime di commozione, urla isteriche di entusiasmo)

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    2. questa notizia basta da sola per una incisione su targa da donare al prossimo vincitore del festival si sanscemo!

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  5. Ma fammi ridere,oggi possiamo leggere tutto quello che vogliamo
    Col cazzo!!Oggi possiamo leggere tutto ciò che ci passa il convento.
    E tutto quello che piace al priore.
    Il resto? Il resto è nascosto e per scoprirlo devi sapere e per sapere devi avere tempo e tempo noi poveracci non ne abbiamo lo impieghiamo tutto per guadagnare soldi che ci servono a consolidare il nostro status di schiavi.
    Un esempio,il caso del libro l'italia dei moratti.

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    1. Mi riferivo al fatto che io e te e chiunque possiamo scrivere cose su un blog; e i libri "nascosti", beh, sta a noi non fermarci alla vetrina e guardare anche negli scaffali più nascosti. Internet offre una quantità enorme di accesso all'informazione alternativa e non ufficiale.

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  6. Eventi come questo insegnano quanto può essere alta la voglia di leggere, soprattutto quando questa viene meno.
    Hai ragione, siamo dei fortunati che grazie ad internet e tutto il resto, possiamo godere di quasi qualsiasi cosa. Non bisogna dimenticare che non è sempre stato così e che il semplice atto di leggere non va dato per scontato...

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    1. Infatti è questo lo spirito con cui ho scritto questo post ;-)

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  7. Come in Fahrenheit 451!!!
    Per molti non sarebbe un problema l'importante è che la TV non si spenga mai. :-(
    P.S.
    Ho fatto un'altra MARKetta per Blog, non me la sono sentita di fare una storia seria...ahahahah!!!! ;-)

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  8. Hai fatto bene, se mi markettavi un altro po' andava a finire che mi montavo la testa e mi facevo ribattezzare Silvio :-D

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  9. Più proibito è, più suscita i desideri...
    Ma ammiro la loro passione e riconosco la felicità di essere libera di leggere...

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    1. Per questa e per altre cose siamo fortunati.

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  10. Non la sapevo questa storia, davvero interessante.

    Simone

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  11. Bellissimo! Nemmeno io la sapevo.
    Una volta mi son trovata a pensare che "Il buio oltre la siepe" dovrebbe essere lettura obbligatoria in tutte le scuole: e poi un secondo dopo ho pensato che invece dovrebbe essere assolutamente VIETATO in tutte le scuole, giusto per assicurarsi che i ragazzi lo leggano :)

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    1. :-)
      E Pensa che in quei contesti rischiavano seriamente: se si veniva beccati con un libro sgradito al regime era probabile che si finisse in carcere o nei centri di rieducazione...

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  12. Solito gioco della psicologia inversa che rende attraente ciò che normalmente non lo sarebbe. Ora poi c'è una vera "invasione" di libri, te li tirano dietro persino nei supermercati... ovviamente nessuno legge!

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